Pensieri in Libertà

mercoledì 20 gennaio 2010

GreenPeace contro il nucleare di Enel

Sul "Colosseo Quadrato" di Roma gli attivisti di GreenPeace hanno srotolato un banner con la scritta "Stop alla follia nucleare, Stop Nuclear Madness".
Di fronte a loro, nel palazzo di Confindustria, è in corso l'incontro in cui Enel cerca di presentare il nucleare come un ottimo investimento per le imprese italiane. Ma quello che Enel non dice, lo dicono EDF, STUK, Citigroup, AREVA.
"Secondo Enel, il nucleare è un business che per i due terzi è riservato alle imprese italiane.
In realtà - a parte le norme sugli appalti di queste dimensioni che prevedono delle gare internazionali - gli impianti EPR proposti da Enel sono un affare solo per il costruttore francese a corto di ordinazioni. ...
Enel cerca di imbonire le imprese italiane promettendo che il 70% degli investimenti per la costruzione di quattro reattori nucleari EPR sarà nella parte non nucleare (dunque non coperta da brevetti francesi) per un controvalore di circa 12 miliardi di euro.
Secondo le informazioni pubblicate dall'azienda elettrica francese EDF - alleata di Enel nel riportare il nucleare in Italia - risulta, invece, che gli investimenti nelle parti non convenzionali degli impianti EPR, ovvero le uniche che potrebbero riguardare le imprese italiane, non superano il 40% degli investimenti totali.
In un recente studio sul mercato inglese del novembre 2009, Citigroup, leader mondiale nei servizi finanziari, evidenzia che i rischi di costruzione, finanziari e operativi, sono eccessivi per gli investitori privati.

Enel, nonostante l'elevato debito netto pari a 54 miliardi di euro, dichiara di essere pronta a sostenere un costo per quattro reattori EPR tra i 16 e i 18 miliardi di euro, cioè tra i 4 e i 4,5 miliardi di euro a reattore.
In un rapporto di novembre 2009 Citigroup afferma, invece, che i costi sono tra i 5 e i 6 miliardi di euro a reattore, con "l'alta probabilità che per i nuovi reattori saranno più alti di quelli previsti" e "i tempi di costruzione meno prevedibili in anticipo".

Ad oggi sono solo due gli EPR in costruzione nel mondo, uno in Francia e uno in Finlandia.
In Finlandia, finora sono in costruzione solo le parti non nucleari (promesse alle imprese finlandesi) ed è un colosso francese – il gruppo Bougeys – che sta facendo la parte del leone.
E la fa pure male, visto che ci sono stati due clamorosi blocchi dei lavori a causa delle saldature effettuate al di sotto degli standard di sicurezza: lo stop dell'agenzia finlandese di controllo, STUK, è arrivato nell'agosto del 2008 e ancora lo scorso ottobre.
Mentre Enel presenta i reattori EPR come un ottimo investimento, Areva, che gli EPR li costruisce, sta valutando se mettere sul mercato dei reattori meno sofisticati e più economici degli EPR, dopo aver perso un'importante commessa negli Emirati Arabi Uniti a favore di una sua rivale sudcoreana.
La propaganda di Enel sul nucleare continua, ma l'esperienza degli unici due EPR in costruzione in Finlandia e in Francia ha già ampiamente dimostrato che per questo tipo di impianti ritardi, problemi nella sicurezza e costi fuori controllo non sono un rischio ma una regola."
fonte sito di Green peace
Ho votato contro il nucleare nel referendum di molti anni fa e continuo ad essere contraria alle centrali nucleari
Queste notizie di denuncia mi lasciano sempre più sconvolta
Possibile che per interessi e speculazioni varie , dobbiamo mettere a rischio ambientale il nostro paese e coinvolgere la salute dei cittadini con scelte opinabili e molto discutibili????

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mercoledì 2 settembre 2009

100 giorni a Copenhagen

Cari cyberattivisti,
inizia la parte più delicata del conto alla rovescia: tra cento giorni si terrà la Conferenza sul clima di Copenhagen (7-18 dicembre).
Come ben sapete si tratta di una occasione imperdibile – forse l’ultima – per prendere decisioni che aiutino a combattere i cambiamenti climatici, e a evitare almeno le peggiori conseguenze del riscaldamento globale.
Sono molti, troppi i segnali di stress del pianeta, come noi stessi non ci stanchiamo di documentare. In questo momento, mentre scrivo, una spedizione dell’Arctic Sunrise – una delle navi di Greenpeace – continua a esplorare il Mare Artico e la Groenlandia, per raccogliere ulteriori prove dello scioglimento delle masse glaciali artiche, e testimoniare l’impatto del riscaldamento del pianeta sulle popolazioni locali e su animali come l’orso bianco.
Sul Monte Rosa, presso il ghiacciaio del Gorner, intanto, è stato creato un campo di protezione del clima, con lo scopo di mostrare la pericolosità dei cambiamenti climatici e la necessità di un’azione urgente.
Gli attivisti di Greenpeace hanno aperto il più grande banner nella storia dell’Associazione: 5200 metri quadrati, quasi come un campo da calcio!!
Dati scientifici, foto e video dimostrano la gravità e l’urgenza della situazione collegata direttamente all’innalzamento della temperatura media globale.
A tutto questo, però, i nostri politici non riescono a dare risposta adeguata.
L’accordo raggiunto al G8 dell’Aquila, infatti, riconosce l’obiettivo indicato dagli scienziati di contenere l’aumento delle temperature entro i 2 gradi (finora la crescita è di 0,7 gradi), ma non prevede alcun impegno concreto a ridurre le emissioni nel medio periodo (noi chiediamo il 40% entro il 2020).
Inoltre, non specifica gli investimenti destinati ai Paesi in via di sviluppo per le fonti rinnovabili, per fermare la distruzione delle ultime foreste tropicali, e adattarsi agli inevitabili impatti dei cambiamenti climatici.
Ma state certi che Greenpeace non demorde.
Le grandi azioni dei giorni del G8 – con cinque centrali italiane occupate in contemporanea, e altro – sono solo l’inizio.
Da qui a Copenhagen, assisterete a una mobilitazione sempre maggiore, in Italia e nel resto del mondo.
E già nelle prossime ore diverse attività si svolgeranno in giro per il pianeta [controllate gli aggiornamenti sul sito o alla pagina: www.greenpeace.org/italy/copenhagen]
Abbiamo ancora cento giorni.
Continuate a seguirci in questa mobilitazione globale, per dare sostanza a quanto annunciato al G8: senza precisi impegni, l’obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura media al di sotto dei 2 gradi sarà come scritto nella sabbia, e quindi impossibile da raggiungere.
Quasi mezzo milione di persone in tutto il mondo ha già firmato le petizioni che invitano a non sprecare l’occasione e a siglare un accordo post-Protocollo di Kyoto all’altezza della sfida.
Se non lo hai già fatto aderisci alla nostra cyberazione: scrivi a Silvio Berlusconi e chiedigli di prendere finalmente sul serio la minaccia del riscaldamento globale, insieme ai maggiori leader mondiali. Silvio, vai a Copenhagen!
Ho già firmato, che cos'altro posso fare?
Diventa fan della nostra pagina di Facebook, seguici su Twitter e condividi il messaggio sul tuo spazio web e sui social network: mandiamo tutti insieme Silvio a Copenhagen!
E soprattutto: invita i tuoi amici a diventare cyberattivisti.
Grazie mille e a presto!
Francesco Tedesco
Responsabile campagna Energia e Clima
Greenpeace

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martedì 2 giugno 2009

Io differenzio e riciclo...e tu ?

" Giovedì scorso si è tenuta all'Auditorium del Forum di Omegna la serata divulgativa di presentazione del Progetto " Io differenzio e riciclo...e tu? ", realizzato nel corso di questo anno scolastico dalle classi 2A, 2D, 2E, 2G della Scuola Media Statale F.M.Beltrami di Omegna con le docenti di Matematica e Scienze, professoresse C..., R..., S...e V.... Sono intervenute alla serata l'assessore comunale Maria Giulia Comazzi, Raffaela Piloni, in rappresentanza della Comunità Montana Cusio-Mottarone e la dottoressa Erra dell'Assessorato provinciale Ambiente ed un folto pubblico di genitori e cittadini.
Il progetto, con il contributo dell'Assessorato provinciale e regionale dell'Ambiente, ha coinvolto per diversi mesi gli alunni delle quattro classi, le loro famiglie e gli enti che operano nel VCO nel campo dello sviluppo sostenibile.
Il tema del Progetto, " I rifiuti e la loro gestione nel VCO", si è proposto di sensibilizzare gli alunni coinvolti e le loro famiglie sulla tematica dei rifiuti e sulla possibilità di ridurne la produzione con la raccolta differenziata ed il riciclaggio, al fine di formare negli alunni una coscienza ecologica ed un comportamento presente e futuro compatibile con l'ambiente di vita.
Le informazioni, le immagini e tutti i dati, raccolti dagli alunni durante le lezioni in classe con le insegnanti e con gli esperti dell'Osservatorio sui Rifiuti e del Con.Ser.VCO e nelle visite guidate al museo A come Ambiente di Torino, al Termoutilizzatore di Mergozzo ed all'Impianto di recupero per materiali inerti e scarti vegetali di Santino, sono stati analizzati, rielaborati e sintetizzati in un CD, in cartelloni e in tesine cartacee presentati alla serata.
Gli alunni hanno illustrato ai presenti la proiezione finale del Progetto leggendo a turno gli obbiettivi del Progetto stesso - lo sviluppo del senso di responsabilità nei confronti dell'ambiente, la comprensione delle relazioni tra natura ed attività antropiche, la conoscenza delle diverse tipologie di rifiuto, la comprensione dell'importanza della raccolta differenziata e del riciclaggio, la conoscenza delle tecniche di smaltimento dei rifiuti - ed i contenuti, in particolare il concetto e le tipologie di rifiuto, la diminuzione di spesa consapevole, il riutilizzo ed il recupero, la normativa in materia di rifiuti, la raccolta differenziata a livello provinciale regionale e nazionale, le tecniche di riciclaggio, le discariche controllate, la termoutilizzazione ed il compostaggio.
Sono stati esposti al pubblico anche alcuni degli oggetti ornamentali e dei giocattoli creati con materiali di riciclo - carta e cartone, plastica, vetro, stoffe, lane, perline, bottoni, palline , lampadine ed altro - dagli alunni ed alunne che hanno partecipato, nei due quadrimestri scolastici, al laboratorio manuale " Io differenzio e riciclo... e tu? ", del mercoledì pomeriggio, gestito dalle docenti V... e R... G....
Il pubblico, che ha gremito numeroso la sala del Forum, ha apprezzato ed applaudito con molto calore il complesso lavoro svolto dai ragazzi "

E' stato molto bello essere lì al Forum giovedì sera con i miei alunni ed il pubblico e le autorità locali che hanno apprezzato molto il laboratorio manuale creativo che la mia collega del corso E ed io abbiamo gestito per tutto l'anno scolastico nelle ore pomeridiane del mercoledì. I lavori sono splendidi ma hanno richiesto una lunga preparazione, tante ore extra da parte nostra, non retribuite, e tanta fatica ad insegnare ai ragazzi ed alle ragazze a creare con forbici, colle e materiali tanto inusuali per loro

Anche questo è insegnare a scuola. Un modo diverso ma tanto utile per dare agli alunni la possibilità di entrare nel mondo degli adulti con una maggiore maturità e preparazione, non solo libresca ... Peccato che l'altra sera i rappresentanti dei giornali locali non si siano fatti vedere al Forum, neppure uno !!! Le foto qui sopra sono mie e per fortuna che ho avuto la geniale idea di portare la digitale quella sera ... erica

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lunedì 6 aprile 2009

6 aprile 2009, il terremoto

Oggi è il mio compleanno, con gli auguri di mia mamma, dei miei alunni, che si sono ricordati anche se io non avevo detto nulla, dei blogger di Libero e di chi mi conosce da tanto tempo, ma le immagini terribili del terremoto in Abbruzzo mi resteranno a lungo nel più profondo del cuore con tanta tanta tristezza
Ho rivisto le immagini che avevo fatto in un bellissimo viaggio estivo in terra abbruzzese, alcuni anni fa, inserite nel mio sito, e le parole che vi avevo aggiunto.
Quanta angoscia per tutte quelle persone senza casa ormai, per i feriti ed i morti...
Ma non è possibile, mai, fare prevenzione, qui in Italia, ed evitare queste disgrazie annunciate???
La speranza che anche la blogger Anna , che vive a L'Aquila, stia bene si mescola con la mia costernazione dopo che ho letto nel suo blog il post da lei scritto alla fine di marzo : Il Terremoto
Una settimana fa Anna raccontava del forte terremoto di quel giorno, del suo terrore e del fatto che aveva dormito in macchina in preda alla paura !!!
Una settimana fa c'era già stata una forte scossa sismica a L'Aquila ma tutto era passato sotto silenzio
Perchè? Perchè nessuno si è preoccupato allora ???
Ora possiamo solo piangere con le vittime del terremoto, indignarci per un'ennesima tragedia annunciata da ben due mesi di scosse sismiche e pregare per i morti
e sperare che non si ripeta troppo presto un'altra volta, altrove...con tutto quel dolore, quella distruzione e quelle morti angoscianti

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martedì 10 febbraio 2009

M'illumino di meno

Venerdì 13 Febbraio, per accendere la cultura del risparmio energetico, spegiamo le luci di casa e quelle delle nostre città
" M'Illumino di meno", la giornata di mobilitazione internazionale a favore del risparmio energetico, è stata promossa per il quinto anno consecutivo da" Caterpillar", la trasmissione di Radio Due in onda tutti i giorni .
" M'illumino di meno" si propone di promuovere la razionalizzazione dei consumi d'energia e delle risorse dai piccoli gesti quotidiani agli accorgimenti tecnici che ognuno può declinare a proprio modo per ridurre gli sprechi
Io terrò le luci spente fino al calar del sole e non accenderò la tv ed il Pc per un minor uso energetico ed un risparmio di corrente la sera di venerdì
Spero che lo facciate anche tutti voi che passate di qui a leggermi con regolarità
Siamo solida con Caterpillar, illuminiamoci di meno e andiamo a veder brillare le luci delle stelle in cielo ...
per un mondo migliore, più pulito e più luminoso !!

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sabato 3 gennaio 2009

La nevicata del 26 dicembre

Si avvicina la fine delle vacanze, lunghe in effetti, ma con tanti giorni festivi, sabati e domeniche comprese, e dopo tante altre cose che hanno impegnato il mio tempo in questi ultimi giorni, finalmente ho scaricato sul Pc e risitemato alcune foto che ho scattato il 26 dicembre

Dopo una notte di venti molto forti e addirittura con il temporale ed i tuoni (incredibili a dicembre!) al mattino presto c'era un silenzio incredibile
Mi sono alzata e mi sono affacciata dalla finestra del bagno: era tutto bianco, e che bianco !!!
C'erano parecchi centimetri di neve fine e compatta, come zucchero ...



Poi in mattinata quando ha smesso di nevicare ed è uscito il sole sono scesa a liberare piante e cespugli ed era una meraviglia













Uno spettacolo da fiaba, anche sulle montagne intorno, soprattutto quelle verso la Svizzera ed il Verbano,,,










Erano tanti anni che non cadevano più parecchi centimetri di candida neve ...e anche i pannelli solari vicino all'orto erano completamente ricoperti . Ho dovuto ripulirli tutti ben ben, ma poi con il sole si sono sgelati completamente !

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mercoledì 3 dicembre 2008

Dietrofront !!!!

" Bonus sull'energia, dietrofront di Tremonti: via la retroattività
Il Parlamento toglierà la «retroattività» dalla norma che introduce modifiche al bonus fiscale del 55% sugli interventi di risparmio energetico
. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti durante un’audizione alla Camera. Il ministro ha però difeso la logica dei meccanismi che impediscono di sfondare le coperture. «La retroattività non ci può essere e il Parlamento la correggerà - ha detto Tremonti - ma voglio sul futuro ribadire un criterio: il crediti di imposta non sono e non possono essere un bancomat. Troppe volte sono stati utilizzati come bancomat». Tremonti ha definito «incivile» l’introduzione di crediti di imposta che poi non sono sufficientemente coperti: «questo non accadra con il nostro governo».
"
In questi ultimi 4-5 giorni siamo stati sommersi dalle polemiche per l'aumento delle imposte a Sky la pay Tv di Murdoch con le solite farneticanti polemiche tra il presidente del Consiglio e la sinistra
A me sinceramente interessa ben poco di Sky, ho il decoder per il digitale terrestre e posso vedere gratis un'infinità di canali televisi in tantissime lingue
Vedo ben poco la tele e solo alcuni programmi e alcuni canali in determinati orari
Quello che invece mi interessava moltissimo e di cui quasi nessuno ne ha parlato era il decreto sulla possibilità di avere un bonus del 55% per interventi ecologici in casa, dalla possibilità di mettere doppi vetri o un tetto coimbentato fino ai pannelli solari
La mia casa aveva già da tanto tempo i vetri doppi e un tetto nuovo con una protezione bella spessa tra le tegole ed il soffitto della mansarda
Ed ora, da 3 settimane, hanno iniziato i lavori in giardino per mettermi i pannelli solari perchè qui in Piemonte, e nel VCO in particolare, si è iniziato a fare una campagna ecologica per il riscaldamento pulito
Niente più metano o altro ma riscaldamento per l' acqua e la casa con il sole
Se il governo, questo governo pro nucleare, non avesse fatto dietrofront, io avrei comunque messo i pannelli solari ma quanti altri invece avrebbero rinunciato ?
E quante ditte specializzate ormai in pannelli solari della zona avrebbero perso vantaggiosi contratti con tanti altri privati come me ?
Per un lavoro come il mio sono interessati gli esperti - un ingegnere ed il suo socio e l'idraulico con la sua impresa _ ma anche i muratori per gli scavi ecc ecc e l'elettricista
Tante persone che in un momento di crisi economica qual è la nostra del momento riescono ancora a lavorare grazie all'ecologia
Ma ci pensano a tutto questo quei signori che al governo emettono decreti insensati a raffica ????
Perchè non si diminuiscono i loro stipendi vergognosi invece di mettere in difficoltà noi cittadini ed i lavoratori ?????
Chi li capisce è bravo... come si suol dire , ma chi li ha eletti .... è proprio ... beh, meglio sorvolare , naturalmente

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Italia crocevia del traffico illegale di uccelli

Il meeting delle Agenzie governative europee di novembre a Bruxelles ha denunciato il ruolo dell'Italia nella caccia illegale di uccelli a scopo alimentare.

Il problema della caccia illegale di uccelli europei a scopo alimentare che si verifica nell’Unione Europea è stato sollevato durante la COM45, al meeting di Bruxelles delle agenzie governative europee che regolano il commercio di specie selvatiche nella regione. Organizzazioni criminali uccidono uccelli selvatici nel Sudest Asiatico e nell’Europa Centrale, contrabbandando le carcasse nel nord Italia e a Malta, dove sono vendute come prelibatezze nei ristoranti.
Molte specie sono protette dall'Unione Europea e da legislazioni nazionali.
Tra queste vi sono specie in declino come la tortora europea (Streptopelia turtur), la quaglia comune (Coturnix coturnix) e l’ortolano (Emberiza hortulana).
La maggior parte sono uccisi con tecniche di caccia vietate, come l’utilizzo di sottili reti trasparenti e richiami acustici per attirarle in trappola.

“L’entità del problema desta notevole preoccupazione per la conservazione, ma fino ad oggi ha ricevuto scarsa attenzione”, ha sostenuto Dorottya Papp, Programme Officer dell’ufficio TRAFFIC Europe’s Central Eastern Project.
La maggior parte degli uccelli catturati illegalmente in Europa sono passeri, come fringuelli e pispole, che sono protette da trattati internazionali, leggi europee e nazionali, in particolare dalla Direttiva Europea sugli uccelli.
Secondo una ricerca del TRAFFIC, il network di WWF che monitora il commercio di specie selvatiche, centinaia di migliaia di uccelli vengono uccisi illegalmente ed esportati in un’industria che guadagna circa 10 milioni di euro l’anno.
Nel 2003, la corte italiana ha scoperto che due agenzie di turismo hanno contribuito a contrabbandare in Italia più di 2 milioni di uccelli, uccisi in Serbia negli ultimi sei anni.
Durante l’operazione “Balkan Birds” del Corpo Forestale dello Stato, a novembre 2001, è stato sequestrato un rimorchio con 12 tonnellate di uccelli congelati: 120.700 esemplari appartenenti a 83 specie diverse, di cui 68 vietate e 33 rare. Recentemente, l’epicentro della caccia illegale si è spostato dall’Ungheria alla Bulgaria, alla Serbia e al Montenegro, anche in paesi come la Bosnia e l’Erzegovina, la Repubblica Iugoslava della Macedonia, l’Albania e la Croazia.
Mentre i principali paesi di transito sono la Slovenia, la Croazia e l’Ungheria, dai quali gli uccelli vengono esportati in Italia e a Malta.
“Il grave coinvolgimento dell’Italia nel commercio illegale dall’Europa dell’Est di uccelli protetti è innegabile” dice Massimiliano Rocco, responsabile del Programma Traffic & Timber Trade del WWF Italia. “Il governo italiano deve cooperare con altre agenzie ed autorità nazionali per porre fine a questo commercio illecito, incrementando le attività delle forze dell’ordine. È necessario che le autorità italiane promuovano una campagna d’informazione in collaborazione con le organizzazioni di caccia, per rendere consapevoli i cacciatori dell’esistenza delle leggi nazionali vigenti negli altri paesi e delle possibili sanzioni nelle quali potrebbero incorrere violando tali leggi”.

TRAFFIC sollecita le autorità italiane e maltesi ad aumentare la consapevolezza di questo commercio illegale tra i consumatori, gli ufficiali giudiziari e dell’enforcement, e del suo impatto sulle popolazioni selvatiche” sostiene Dorottya Papp “Una migliore cooperazione e scambio d’informazione tra gli ufficiali dell’enforcement in tutta Europa, è cruciale per combattere il commercio illegale di uccelli selvatici, includendo informazioni sulle tecniche e i metodi usati dai cacciatori per nascondere i loro carichi”.

I canali di scambio d’informazioni attualmente esistenti sono l’Interpol’s Ecomessage, il Customs Risk Information Forms e il database EU-TWIX, il database di scambio d’informazioni sulle specie selvatiche dell’Unione Europea. La brochure del TRAFFIC, per sollevare il problema della caccia illegale con le autorità di enforcement dell’Unione Europea e dei paesi vicini, è stata presentata alla COM45. La produzione è stata finanziata dal Ministero dell’Agricoltura tedesco
da wwf.it

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domenica 26 ottobre 2008

Piccole grandi notizie VCO

Nella cronaca locale del quotidiano La Stampa di stamattina ho letto un articolo decisamente interessante
Il VCO ha ridotto i consumi di energia elettrica ed è la provincia piemontese con anche il consumo pro capite domestico sotto la media nazionale
Dall'analisi di Terna, gestore e principale proprietario della rete elettrica nazionale, risulta che in Piemonte negli ultimi due anni si è messa in moto la produzione fotovoltaica, arrivando a 2,6 milioni fi kilowattori mentre è scesa quella idroelettrica, che interessa soprattutto le nostre montagne.
Qui da noi il calo di energia è dovuto in parte al fatto che vi è la crisi industriale, soprattutto nel Cusio, ma anche perchè vi è una maggiore presenza di pannelli solari sui tetti di case private, di condomini ed altri edfici pubblici ed un utilizzo molto più consapevole dell'energia.
Dai dati è evidente anche un maggior consumo di energia da parte del settore terziario e dell'agricoltura, che si stanno sviluppando
La nostra provincia sta quindi cambiando: dopo l'era industriale delle grandi fabbriche, Lagostina, Alessi, Calderoni, Girmi, Bialetti e Faro-Giocattoli, e di tante piccole e medie imprese, si torna anche alla terra agricola, al turismo, all'artigianato locale ed ad altre attività diversificate sul territorio, lacustre e montano.

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mercoledì 22 ottobre 2008

NO CARBONE. 2a Tappa SARDEGNA

E' continuato il tour dell’Arctic Sunrise contro il carbone il 19 ottobre alla centrale di Fiume Santo in Sardegna. Gli attivisti di Greenpeace hanno bloccato il nastro trasportatore dell’impianto, oggi proprietà di E.ON. La protesta è contro i piani di espansione del carbone della Regione Sardegna. Perché la vera alternativa è rilanciare l’eolico nell’isola, creando così oltre 7.000 nuovi posti di lavoro entro il 2020. Il “Quit Coal Tour” punta a diffondere in Europa il messaggio di una rivoluzione energetica pulita in vista della Conferenza sui Cambiamenti Climatici dell’ONU del prossimo dicembre. Fonti rinnovabili ed efficienza energetica sono fondamentali per ridurre le emissioni di CO2 e creare nuove opportunità di lavoro.
La Regione Sardegna deve rivedere la proposta del suo piano energetico e togliere ogni limite all’eolico. L’ostilità del governatore Renato Soru all’energia prodotta dal vento blocca migliaia di posti di lavoro per far spazio al carbone. La Sardegna è una regione strategica per lo sviluppo dell’eolico in Italia. Secondo il rapporto presentato recentemente da ANEV, la Sardegna potrebbe installare – nel pieno rispetto del paesaggio e dell’ambiente – circa 1750 MW al 2020, dando occupazione a oltre 7.000 persone, producendo circa 3 miliardi di kilowattora (il 25% del consumo interno della regione). Prodotta con il carbone, questa energia emetterebbe oltre 2 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.
Tutto ciò rischia di allontanare ulteriormente l’Italia dagli obiettivi italiani di riduzione delle emissioni di gas serra, previsti dal Protocollo di Kyoto contro i cambiamenti climatici. Il ritardo che il nostro paese ha finora accumulato, infatti, è pari a 50 milioni di tonnellate l’anno

La posizione assunta dal Governo Berlusconi, pronto a mettere il veto sul pacchetto clima-energia dell'Unione Europea ci ha messo contro i nostri alleati: è dovuto intervenire il Commissario europeo all'Ambiente, Stavros Dimas, che si è dichiarato "sbalordito di fronte agli argomenti avanzati dall'Italia".
- dalla newsletter di Greenpeace-

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NO CARBONE. 1a Tappa Civitavecchia

È partita alle prime luci dell’alba del 16 ottobre la doppia azione di Greenpeace presso la centrale Enel di Civitavecchia. Gli attivisti sono entrati nella centrale e - a oltre cento metri di altezza - hanno aperto due enormi striscioni con il messaggio “Il governo contro Kyoto” e “mai più carbone”. In contemporanea dalla nave di Greenpeace, “Arctic Sunrise”, sono scesi i gommoni con un altro gruppo di attivisti che hanno scritto sul molo “Quit coal”, no carbone.

Questa azione ha voluto denunciare l’ostilità del Governo italiano al “pacchetto clima ed energia” dell’Unione europea. Il timore è che dietro la richiesta di ‘maggiore flessibilità’, il Governo intenda compromettere l’accordo e quindi sabotare il percorso per la seconda fase per Protocollo di Kyoto.
Con questa protesta Greenpeace chiede al Governo un ‘Piano Marshall’ per efficienza e sviluppo delle fonti rinnovabili: l’unica alternativa possibile per centrare gli obiettivi europei. Questi obiettivi sono un’occasione importante per il nostro Paese: la maggior parte dell’obiettivo del 20 per cento di efficienza in più negli usi elettrici è concentrato nell’industria e nel terziario, i settori che generano ricchezza.
Rinnovabili ed efficienza energetica sono la soluzione vera per l’Italia. Non certo un ritorno al nucleare, fonte rischiosa e costosa, promossa per favorire alcune lobby e non certo l’ambiente.
La recente conversione a carbone della centrale di Civitavecchia rappresenta il fallimento della politica energetica italiana verso la riduzione delle emissioni di gas serra. Una volta in funzione, la centrale di Civitavecchia immetterà in atmosfera oltre 10 milioni di tonnellate di CO2, pari alle emissioni di 2 milioni di SUV, ognuno dei quali percorre 25mila km in un anno.
Tutto ciò va ad aggiungersi al ritardo che l’Italia ha già contratto per Kyoto: 50 milioni di tonnellate l’anno. Per questo Greenpeace ha lanciato una cyberazione per chiedere al governo una moratoria sulle centrali a carbone e una rivoluzione energetica pulita.

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Petizione di Greenpeace

Questa è la lettera che ho ricevuto da Greenpeace
Cari amici,
i cambiamenti climatici sono la più grave minaccia ambientale, economica e umanitaria che l'uomo si trova ad affrontare. Per evitare una crisi climatica irreversibile occorre fermare la crescita delle emissioni di gas serra entro il 2015, e dimezzarle al 2050.
Per ridurre le emissioni di CO2 è necessaria una rivoluzione energetica basata sulla progressiva riduzione dell'uso dei combustibili fossili, a partire dal carbone, e dallo sviluppo delle alternative veramente pulite: efficienza e fonti rinnovabili.
Per questo chiediamo al Governo di:
1. introdurre una moratoria per nuove centrali a carboneIl carbone è alla base della crisi climatica in quanto è la prima singola fonte del riscaldamento globale: circa un terzo delle emissioni mondiali di CO2 si devono alla sua combustione.
2. abbandonare l'idea di un ritorno al nucleare in Italia
Il nucleare è una tecnologia costosa e rischiosa, che non ha risolto nessuno dei suoi problemi: dai rischi di incidente grave alla gestione delle scorie, dalla proliferazione nucleare alla limitatezza della risorsa Uranio.
3.favorire l'efficienza energetica con l'obiettivo del 20 per cento al 2020In Italia è possibile tagliare i consumi elettrici per 100 miliardi di kWh al 2020 (circa un terzo degli attuali consumi) con benefici economici pari a 65 miliardi di euro. L'efficienza è la fonte energetica più economica, pulita e abbondante.
4. favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili come richiesto dall'Europa
Nel settore elettrico le rinnovabili possono fornire 50 miliardi di kWh al 2020. Questo permetterà di tagliare le emissioni di CO2 per 25 milioni di tonnellate, e di risparmiare circa 10 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti all'anno.

PARTECIPA ANCHE TU ALLA PETIZIONE PER UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA PULITA IN ITALIA.
SCRIVI SUBITO A BERLUSCONI E AL MINISTRO SCAJOLA.

P.S. Inoltra questo messaggio ai tuoi amici e a chi è interessato a combattere i cambiamenti climatici, causati dai combustibili fossili e altre atività umane.

Francesco Tedesco Responsabile Campagna Clima ed Energia GREENPEACE Italia
Se non lo hai già fatto, firma la petizione di Greenpeace per chiedere al governo una moratoria sulle centrali a carbone e una rivoluzione energetica pulita

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mercoledì 16 luglio 2008

Sorella Acqua

Dati allarmanti vengono dal Forum internazionale sull’acqua, organizzato a Roma dall’Associazione nazionale bonifiche.
«Ogni ettaro incolto o cementificato aumenta le difficoltà di gestione idraulica del territorio; a ciò si aggiunge il fatto che quasi il 70% dei Comuni italiani è a rischio idrogeologico. Nonostante ciò il nostro Paese destina alla prevenzione dei dissesti naturali non più del 5% del reale fabbisogno, indicato dal ministero dell’Ambiente in oltre 39 miliardi di euro».
Le risorse per la difesa del suolo ammontano a 5 milioni di euro per i piccoli Comuni e a 26,5 milioni di euro per il rischio idrogeologico, cifre a cui si aggiungono solo altri 500 mila euro per il triennio 2008-2010.
«La difesa del suolo continua a non essere tra le priorità del Paese».
Un italiano su quattro teme la possibilità di una drastica riduzione dell’acqua, e più della metà della popolazione boccia la rete idrica nazionale considerandola fatiscente. Le aziende del settore agricolo, nel 56% dei casi, lamentano la scarsità d’acqua e la mancanza di strutture per un uso razionale delle riserve. I consorzi di bonifica rappresentano uno strumento importante.
Ma l’Italia è spaccata in due, da una parte il Nord e il Centro, dall’altra il Sud. Nel Mezzogiorno il 40% dei Comuni lamenta l’inadeguatezza della rete degli acquedotti, problema che al Nord è avvertito solo dal 7% degli amministratori.
E questo porta a un costante «allarme siccità», anche a fronte di precipitazioni superiori alla media come quelle dei mesi scorsi «La stagione primaverile particolarmente piovosa deve suggerirci una riflessione: quanto si è perso non utilizzando appieno l’acqua piovuta a causa della rete infrastrutturale idraulica inadeguata?».
L’analisi dei dati dell’Anbi fissa in 300 miliardi di metri cubi la quantità di pioggia che, ogni anno mediamente cade sull’Italia: di questo volume, considerando le primarie necessità di equilibrio ambientale, sono utilizzabili solo 53 miliardi di metri cubi, ma la quantità realmente utilizzata si riduce a 45 miliardi di metri cubi.
«Ogni anno quindi in Italia si sprecano, lasciandoli finire in mare, 8 miliardi di metri cubi, ovvero circa 8000 miliardi di litri. Una cifra impressionante, sia per quantità, sia come potenziale fattore economico. Cosa tanto più grave visto che i cambiamenti climatici accentuano il fenomeno della siccità, minacciando il sistema agroalimentare italiano. Senza acqua quindi non può esserci l’agricoltura di qualità che è il fiore all’occhiello del settore «Per questo si ribadisce la necessità di un Piano Nazionale degli Invasi che, unendo necessità ambientali e di difesa idrogeologica, dia una risposta concreta a uno spreco che non ci possiamo più permettere»

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mercoledì 9 luglio 2008

I giovani hanno incontrato i leader del G8

Il G8 di Tokio ha partorito un topolino. Nel 2050 io non ci sarò di certo, ma penso ai giovanissimi e a ciò che li aspetta nei prossimi 40 anni se i nostri capi di governo continueranno a procastinare leggi severe che possano aiutare l'ambiente del nostro pianeta, che sta morendo per l'incuria e l'ipocrisia di noi uomini.
Ma in Giappone non c'erano solo i capi di governo.
Giovani provenienti dai Paesi del G8, il gruppo degli 8 paesi più industrializzati, e dal mondo in via di sviluppo hanno incontrato i leader del G8 a Toyako, in Giappone, per presentare le loro raccomandazioni a nome del Junior 8 Summit (J8).
Il Junior 8 Summit, un'iniziativa promossa dall'UNICEF, è un evento annuale che si svolge in parallelo con il vertice del G8. Qui giovani di tutto il mondo si incontrano e dibattono su temi globali, condividendo le proprie proposte di soluzione con i leader del G8 e con la comunità internazionale.
Una delegazione di nove giovani - uno/a per ciascuno dei Paesi del G8 e un nono in rappresentanza dei Paesi in via di sviluppo, in rappresentanza di tutti e 39 i partecipanti al J8 Summit - ha avuto un incontro faccia a faccia con i leader del G8; per l'Italia è stata scelta Simona Blandino, 17 anni, di Milano.
Le raccomandazioni del J8 Summit, contenute nella "Dichiarazione di Chitose", dal nome della località in cui si svolge il J8 Summit, si focalizzano su tre tematiche: cambiamenti climatici, povertà e sviluppo, salute globale.
«I delegati del J8» recita la Dichiarazione di Chitose «ritengono che i leader del G8 debbano assolutamente ascoltare la voce dei giovani.
Insieme, trasformiamo le idee dei giovani in azioni concrete, e non soltanto in parole»
Le principali raccomandazioni della Dichiarazione includono:
la creazione di un'organizzazione internazionale che valuti i prodotti sulla base di "indicatori verdi", quali: l'efficienza energetica, la gestione dei rifiuti, l'imballaggio, la composizione del prodotto.
I prodotti certificati come "verdi" devono essere etichettati in maniera evidente, per promuovere la coscienza ecologica presso i consumatori, e devono ricevere sussidi statali per diventare più competitivi dal punto di vista del prezzo.
Tali misure mitigheranno la tendenza liberista dominante negli Stati del G8 e faciliteranno un progresso positivo; la promozione, da parte dei leader del G8, di donazioni "non politiche", attraverso una dichiarazione firmata che proibisca gli aiuti allo sviluppo vincolati a condizioni specifiche.
Sebbene i Paesi donatori siano in grado di intervenire per sincerarsi che gli aiuti allo sviluppo vengano utilizzati nella maniera più efficiente, una simile dichiarazione garantirebbe che i Paesi del G8 donino fondi non in base ai propri tornaconto politici, ma per il bene comune.
Inoltre, essa genererebbe fiducia non soltanto presso i governi locali, ma anche presso la popolazione dei beneficiari.
Il J8 sottolinea infine l'urgenza di cancellare il debito dei Paesi in via di sviluppo; il sostegno, da parte dei Governi del G8, a programmi educativi che includano la prevenzione delle malattie, la nutrizione, l'igiene ambientale e l'educazione sessuale in tutto il mondo.
Devono essere inclusi programmi specifici a vantaggio delle ragazze e delle donne, e vanno promosse iniziative di educazione all'eguaglianza di genere dirette a ragazzi e uomini.
Non deve essere consentito ai governi di limitare l'accesso della popolazione ai contraccettivi e all'educazione sanitaria. Quest'ultima deve essere sostenuta con l'accesso libero ai contraccettivi e ad altri materiali necessari.
I partecipanti al J8 Summit hanno arricchito le loro raccomandazioni con un Piano d'azione e una serie di passi per dare seguito al dopo-vertice.

La delegazione italiana presente a Chitose era composta da tre ragazze e un ragazzo: Simona Blandino e Giulia Sammartano, 17 anni, entrambe di Milano (selezionate attraverso la "J8 Competition 2008", il concorso internazionale lanciato dall'UNICEF), Celeste Malignani, 15 anni, di San Pier D'Isonzo (Gorizia) e Marco Zabai, 17 anni, di Treviso (rappresentanti scelti tra le associazioni che aderiscono al Forum delle associazioni studentesche promosso dal Ministero della Pubblica Istruzione).
http://www.j8summit.com/
C'è da augurarsi che i grandi della terra abbiamo ascoltato i giovani del J8 e abbiano riflettutto sulle loro proposte perchè sono veramente interessanti !

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mercoledì 25 giugno 2008

Lavanda

Stamattina sono scesa per raccogliere la lavanda che è già fiorita ma ho dovuto rinunciare perchè le piante erano invase dalle api, laboriose ed indaffarate a succhiare il nettare dei fiori, ma aggressive quando mi sono avvicinata
La lavanda ha sempre un profumo molto forte, anche quella dello scorso anno, che ho conservato nei vasi di vetro ed ho adoperato per creare dei sacchetti profumati da appendere
Ne potete vedere uno nella foto qui sopra: ha la forma di un abito da ballo, molto elegante !
Un lavoro di un paio di giorni, abbastanza facile, e tutto cucito a mano ....

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venerdì 6 giugno 2008

Incredibile ma vero!

E' notizia di ieri di un potenziale rischio radioattivo dovuto ad una perdita in una centrale nucleare slovena.
Cose che possono succedere ovunque e già sono accadute in passato, senza arrivare ai gravissimi espisodi tristemente famosi come Tchernobil, per esempio. E che prima o poi risuccederanno ancora da qualche altra parte, naturalmente
Ma quello che mi ha lasciata attonita e molto perplessa e che mi ha fatto proprio dire : " Sembra incredibile ma è proprio vero! " sono state le parole dell’uomo che gestisce la centrale di Krsko, in Slovenia appunto
Nella notte, poco dopo l'inizio dello spegnimento dell'impianto, questo signore ha indirizzato una nota informativa a alcuni operatori europei per raccontare la sua versione dei fatti e scusarsi per il caos sollevato intorno a ciò che i tecnici hanno definito un «evento insolito», ovvero un caso che non richiedeva misure straordinarie per gli uomini e l'ambiente.
Nel testo che avrebbe dovuto restare riservato si leggeva che «l'ampia diffusione della notizia nell'opinione pubblica è stata provocata dal messaggio dell'autorità slovena per l’energia . Scusateci...».
Dunque secondo lui comunicare la notizia è stato un errore.
Ma perchè ?
L'Ente sloveno per la sicurezza nucleare ha ammesso che nel sistema di allerta sul guasto qualcuno ha sbagliato e «non ha informato in modo corretto» le autorità austriache.
E' una scusa parziale il fatto che il meccanismo «Ecurie», la struttura d’allarme dell'Unione nucleare, non era mai entrato in zona operativa.
Il direttore dell'Autorità di Lubiana ha infatti ammesso che «in un primo momento è stato usato il modulo per le esercitazioni, ma l'errore è stato corretto».
«Alle 15.56 l'evento insolito è stato dichiarato. La riduzione di potenza è cominciata alle 16.50. L'impianto è stato disconnesso alle 19.31. L'impianto era stabilizzato dopo 3 ore e 3 minuti. Non c'è stato alcun malfunzionamento aggiuntivo. Non c'è stato bisogno di rendere operativi i sistemi di sicurezza».
In un altro documento riservato, scritto probabilmente intorno alle nove di mercoledì, è stato sottolineato comunque che il solo spegnimento del reattore comportava la comunicazione all'Agenzia dell'energia atomica, a «Ecurie» e ai Paesi confinanti.
La Commissione europea ha agito di conseguenza, forse con troppo impeto, non di certo eccessivo . La notizia doveva comunque venire diffusa Ma non forse per il gestore della centrale coinvolta in una perdita, il quale probabilmente ne avrebbe fatto volentieri a meno.
E a questo punto mi chiedo : " Quanti altri episodi simili e in chissà quanti altri paesi europei e non europei sono avvenuti nel più assoluto silenzio, senza che nessuno pensasse minimamente di avvisare le autorità competenti che dovrebbero controllare e prevenire disastri nucleari ???? "
Da farsi venire la pelle d'oca , visto quanti sono i siti nucleari solo oltralpe,senza andare troppo lontano ....

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La Fao e la fame ....

E' finito ieri sera a Roma il summit della Fao. Tante parole ma ben pochi fatti per aiutare la fame nel mondo. A quanto pare è mancata la " coesione".
Dopo diverse ore di ritardo, alle nove di sera è finalmente giunta in extremis, la dichiarazione finale del vertice della Fao sull’emergenza alimentare: «Ribadiamo che il cibo non può essere usato come strumento di pressione politica ed economica».
Il dibattito era stato molto acceso e spesso anche polemico, con il solco sempre più profondo che divide i vari Paesi. Nel corso del comitato plenario che ha preceduto le dichiarazioni finali , sono tornati alla ribalta i rilievi del blocco latino-americano.
L’Argentina ha messo in evidenza che voleva « solo dichiarare le nostre obiezioni su tutta la dichiarazione, non ci opponiamo che gli altri membri approvino la dichiarazione, ci rammarichiamo che, pur condividendo molti passaggi delle dichiarazioni di Venezuela e Cuba, molte delegazioni presenti abbiano cancellato con un solo colpo di spugna ciò che in tutta la settimana era stato dichiarato su come risolvere i problemi della fame».
Cuba ha ribadito che «la politica ostile e di aggressione degli Stati Uniti nei confronti di Cuba non ha rinunciato all’uso della fame come strumento politico. Speriamo che questa conferenza sia servita almeno a creare una coscienza sulla situazione in cui si trovano i Paesi dell’emisfero sud» e «non abbiamo trovato una soluzione al problema della fame. I ricchi e i potenti continuano ad impedirlo». Anche l’Ecuador ha sostenuto «Venezuela, Argentina e Cuba non sono soli. Siamo tanti Paesi a non essere d’accordo».
Nonostante dunque le buone premesse tutto si è risolto in modo deludente e per nulla coeso ed unanime
Ma se si va a fare una breve ricerca nel passato Fao, si può notare che ben poco è cambiato nel corso degli anni. Il summit precedente del 1996 si era proposto un obiettivo chiaro: dimezzare entro il 2015 il numero degli affamati, che erano allora 800 milioni.
Ora dodici anni dopo, a patire la fame sono ben 862 milioni, e con l' impennata dei prezzi degli ultimissimi anni, alla cifra precedente si devono aggiungere più o meno altri 100 milioni di indigenti, che fanno sfiorare il miliardo.
Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e grande sostenitore di una agricoltura connessa con il territorio spiega che « la Fao è una agenzia che può dare al massimo buoni consigli. Quando sono buoni, perché a volte non dà neppur quelli».
In effetti il passaggio tra l’idea e la sua applicazione non viene condotto dalla Fao stessa, ma da una «task force».
Luca Colombo, ricercatore presso la Fondazione per i diritti genetici spiega che «di questa task force fanno parte, tra l’altro, il Fondo monetario, la Banca mondiale, il Wto e, mentre alla casa madre Onu si vota per Stati, in questi organismi si vota secondo il peso specifico che si ha nell’economia mondiale, per cui gli Usa contano mille volte il Niger, e quali istanze potranno proporre, in sede operativa Fao, se non quelle che convengono alla propria economia?».
Ecco perchè dunque i progetti fin qui finanziati vadano tutti a sostegno di un criterio di liberalizzazione spinta dal mercato che promuove le grandi multinazionali dell’agricoltura industriale, emarginando i piccoli produttori.
Petrini aggiunge anche che «è dimostrato da una letteratura sterminata che l’unica ricetta possibile per portare il cibo capillarmente a tutti è la coltura di prossimità, quella che fanno i piccoli contadini in linea con un sapere antico e con una vasta biodiversità. Il che significa che si produce per consumare sul territorio e si coltiva una pluralità di prodotti perché se uno scarseggia l’altro possa sopperire. A questa pratica non si deve guardare come ad una esperienza bucolica ma fragile, perché è, al contrario, l’unica in grado di aumentare la produttività e di rispondere ad un bisogno. Si tratta, semmai, di arricchire questa agricoltura con un serio apporto tecnologico».

L’istanza proposta dagli organismi internazionali, invece, resta quella delle grandi monocolture e della liberalizzazione spinta «il cui risultato - come dice anche Colombo - è quello di emarginare la piccola produzione e di ridurre i contadini alla fame. Altro che risolvere il problema della denutrizione».
Le grandi monocolture oltretutto sono le più esposte alla speculazione finanziaria dei futures, che ha generato l’impennata dei prezzi del grano, del riso e del mais.

A questo punto si può dunque sostenere che la Fao è sostanzialmente succube degli interessi del grande capitalismo occidentale? Probabilmente sì !
Giampiero Maracchi, direttore dell’istituto di Biometereologia del Cnr, a tale riguardo, dice: «Soprattutto una Fao molto autoreferenziale e utilizzata come agenzia diplomatica, essendo una agenzia, priva di un proprio potere politico, non può fare altro che produrre idee e progetti, che poi gli Stati membri gestiscono come “fattori di stabilità” internazionale, seguendo logiche politiche più che obiettivi strategici».

Il problema però non è solo il vertice sulla fame.
Nel marzo 2007, per esempio, 119 paesi hanno partecipato a un vertice per sconfiggere la pesca illegale.
A un anno di distanza non c’è ancora un accordo e, mentre a Bruxelles i pescatori protestano, alla Fao si sta ancora lavorando ad un testo che vedrà la luce... nel 2009. Testo che sarà solo una «bozza».
Sembra veramente incredibile ciò che ho letto e che vi ho riportato qui sopra, ma purtroppo è tutto vero. Anche la Fao è vittima di quella grave malattia che si chiama burocrazia elefantiaca, quella che blocca tutto, insieme con la politica, in modo assurdo , impedendo in effetti di provvedere subito e con ogni mezzo a salvare tanta gente che in così tante parti del mondo stanno morendo di fame

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lunedì 2 giugno 2008

Saluggia e l'alluvione

Ha piovuto per giorni e giorni, per ben 3 settimane di fila, e le previsioni danno brutto tempo anche per questa settimana. L'alluvione ha provocato danni alle colture, frane mortali e straripamenti di fiumi ovunque in Piemonte, ma soprattutto nelle Valli intorno a Torino.
Stamattina sono riuscita a trapiantare le piantine di pomodori e a dare un'occhiatina all'orto, che è incondizioni pietose, tutto fradicio d'acqua, con l'erba che è ricresciuta a dismisura, ed è invaso dalle limacce, che mi stanno mangiando zucche, insalate, fagioli. Ogni tanto si metteva a piovigginare e con il sole che spuntava tra le nuvole c'era un caldo umido fastidioso
Una stagione veramente balorda e una situazione molto preoccupante
Grande è ancora la preoccupazione dei sindaci e della Protezione civile.
In Piemonte l’86,6% dei Comuni è classificato ad alto rischio idrogeologico, mentre la Protezione civile può contare su 26 effettivi rispetto ai 100 dell’Emilia Romagna e ai 90 del Friuli. In Campania invece sono 400, 600 in Sicilia !!!
E non bisogna dimenticare che è cresciuta anche la paura per i veleni, Plutonio e Uranio, che la piena della Dora Baltea, che minaccia il sito delle scorie nucleari a Saluggia, nel Vercellese, potrebbe portare via e spargere, inquinando il suolo coltivato e le falde acquifere
Una paura simile a quella del 2000, quando la Dora, dall`andamento torrentizio, piombò nel deposito nucleare Eurex e rischiò di portarsi via alcuni dei contenitori metallici interrati, in cui sono custodite le scorie liquide più pericolose d`Europa: un temibile cocktail dì prodotti di fissione, plutonio e uranio, che sarebbero potuti finire dalla Dora nel Po, con un danno irreparabile per la Pianura Padana.

Carlo Rubbia disse che si era sfiorata una «catastrofe planetaria».
E la scorsa settimana, con la Dora salita quasi agli stessi livelli del 2000, sono stati in molti a ricordare quelle raggelanti parole del Nobel.
Sogin, la Spa del ministero del Tesoro che gestisce il post-nucleare in Italia, dopo quell'alluvione, ha fatto costruire un muro di cemento armato di oltre 20 metri, di cui 15 sotto terra, che mette totalmente al riparo il sito Eurex dal rischio alluvione.
Quando è stato progettato, si sono messe in campo le ipotesi teoriche più catastrofiche: esondazione totale della Dora e crollo delle dighe in Valle d`Aosta.
Ma la giunta comunale, guidata dal sindaco Marco Pasteris, ha vegliato per tutta la notte del 29 maggio, in stretto contatto con la prefettura e la Protezione Civile.
Gli ambientalisti hanno preso atto delle parole di Sogin, ma uno degli esponenti dei movimenti nel Vercellese, il leader di Legambiente Godio, si dice rassicurato solo a metà:
«Bisogna dare atto a Sogin di aver costruito questo super-muro, ma vorrei far notare che quando, nel 2000, si rischiò l`irreparabile, tutti i dipendenti dell`Eurex videro che l`acqua entrava non scavalcando l`allora inadeguata protezione, ma dal sottosuolo, salendo dai tombini. In quel punto, la falda è più alta del sito Eurex e, in caso di piena, sgorga dai cosiddetti "fontanazzi"».
Godio ammette che il supermuro è una garanzia contro la piena
«Ci mancherebbe, con quel che è costato»,
ma sottolinea che i rischi non sono annullati:
«Saremo tranquilli solo quando le scorie saranno portate in un sito nazionale, alla larga da zone alluvionabili».

230 metri cubi di scorie nucleari ad alta, media e bassa attività sono ancora presenti, a pochi metri dalla Dora.
Si tratta dei residui dei «riprocessamenti», che avvenivano a Saluggia, nell`impianto Eurex, delle barre irraggiate nelle centrali italiane: venivano sciolte nell`acido nitrico per recuperare soprattutto plutonio e uranio e la «poltiglia» finiva nei contenitori, poi interrati, dove si trova tuttora.
Adesso si pensa a sistemare una parte di queste scorie in appositi «cask», stoccandoli in un nuovo deposito, in attesa dell`auspicato sistema di solidifazione.
Ma Godio osserva che « la cementazione è ancora sulla carta. Quelle scorie, oggi, sono nei vecchi contenitori metallici interrati in un area in cui l`acqua entra da tutte le parti».
E ieri la Dora ha messo a dura prova i nervi dei volontari della Protezione Civile, dislocati soprattutto lungo il fiume che, irrompendo a 850 metri cubi al secondo, ha rotto gli argini in due tratti, nella frazione Benne di Saluggia e a Moncrivello.
Ed anche in prossimità del comprensorio nucleare, il fiume, come otto anni fa, faceva paura.
Auguriamoci che anche questa volta si sia solo «sfiorata una catastrofe planetaria» perchè talvolta l`assedio dell`acqua è insidioso e provoca guai anche dopo giorni
La distanza del fiume rispetto alla piscina ed al deposito dove sono stoccati due tonnellate di biossido di uranio ed altri i liquidi radioattivi è ben poca cosa ...

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mercoledì 12 marzo 2008

Spreco

" ... si è calcolato che una famiglia media italiana si disfa, annualmente, di 561 euro, pari al 10 per cento della spesa alimentare totale effettuata. E’ un’indagine dell’Adoc, l'Associazione nazionale per la difesa e l’orientamento dei consumatori, a darci la patente di spreconi.
... a finire nella spazzatura sono soprattutto prodotti freschi: latte, uova, carne, preparati di gastronomia, mozzarella, stracchino e yogurt (39%); pane (19%); frutta e verdura (17%); affettati (10%); prodotti in busta come le insalate (6%); pasta (4%); scatolame (3%); surgelati (2%).
Il 10% degli acquisti non viene consumato
Ogni anno 4 miliardi di euro in fumo"
L'articolo da cui ho tratto questi paragrafi parlava di sprechi, dovuti molto spesso alle nostre cattive abitudini, rimaste fin dai tempi in cui non si pagava in euro ma in lire e ancora non c'erano state le speculazioni legate alla nuova moneta europea, e all'attrazione fatale,alimentata anche dalle strategie di vendita delle industrie e dei vari esercizi commerciali per rendere più abbordabile e allettante la merce, per le offerte promozionali, tipo prendi tre e paghi due, dove si riempie il carrello senza chiedersi se quel prodotto effettivamente serve ma con l’illusione di risparmiare, portando così a casa quantità di cibi ed altri prodotti ben superiori al necessario.
Io in genere acquisto solo ciò che mi serve; vado a fare la spesa con il biglietto preparato a casa, da me o da mia mamma, e lo seguo fedelmente
A volte mi limito a prendere qualche prodotto in più perchè mi rendo conto che mi serve e mi ero scordata di infilarlo nella lista, ma non amo granch'è né certe promozioni né gli eccessi del carrello pieno ad ogni costo
Vado a fare la spesa quando ho bisogno e mi porto i soldi contanti praticamente contati
In questo modo non ho tentazioni superflue e non spreco eccessivamente
In casa siamo in due e non prepariamo mai più di quello che mangiamo; se restano dei cibi cotti, ricicliamo !
Domenica x esempio è rimasto lo spezzatino preparato con la polenta e lunedì, giorno in cui torno tardi, ho trovato a pranzo delle buonissime polpettine preparate da mia mamma con la carne avanzata ed i capperi macinati assieme
Io penso spesso ai bambini ed alle popolazioni dei paesi poveri, che muoiono di fame, quando in mensa vedo sprecare dagli alunni pane e cibi che sono buoni, ma che loro buttano perchè si sono riempiti troppo i piatti o perchè sono abituati a mangiare in modo poco sano a casa
Ben 852 milioni di individui nel mondo sono sottoalimentati e 150 milioni di loro potrebbero essere sfamate con quanto la parte ricca del pianeta getta nell’immondizia.
Cosa si può fare per limitare gli sprechi ed i rifiuti esagerati che ne sono la naturale conseguenza?
Un buon progetto risparmio, a partire dalla famiglia, dove i genitori dovrebbero, con i loro figli,ad imparare insieme a utilizzare meglio il denaro
E voi? siete spreconi o risparmiatori al supermercato negli acquisti ???

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lunedì 14 gennaio 2008

Rispettiamo la Montagna

Questo è un inverno freddo, piovoso e con tanta neve in montagna
Anche nei giorni scorsi è caduta parecchia neve sulle nostre montagne del Piemonte del nord-est, nell'Ossola, dove il Passo del Sempione è chiuso ai mezzi pesanti e si consiglia agli automobilisti di viaggiare sui treni navetta che vanno da Iselle a Briga, in Svizzera, ma anche al Mottarone, la montagna che divide il Lago d'Orta dal Lago Maggiore
E sabato pomeriggio una brutta tormenta di neve ha bloccato sulla sua cima diversi sciatori ed un pulmino di ragazzi che erano saliti x il consueto corso di sci
Tutto si è risolto x il meglio in serata grazie ai soccorsi tempestivi delle forze dell'ordine, dei volontari del Cai e del soccorso alpino, ma non è stata di certo un'esperienza piacevole xchè c'è chi ha rischiato di congelare, chi di perdersi, chi di farsi male seriamente uscendo di strada mentre cercava di scendere sulla strada gelata e troppo innevata senza catene
E proprio in questi ultimi 3 giorni su altre montagne del nord Italia, altre disgrazie ed altri drammi hanno portato alla morte sciatori fuori pista e motoslitte.
" In Val di Sole uno sciatore 58 enne residente a Piacenza, è morto dopo essere stato travolto da una valanga provocata da un fuoripista a quota 2.100 metri d’altezza in Trentino, in località Doss della Pesa nel comune di Commezzadura. Forse invogliato dalla neve freschissima, l’uomo si è addentrato con gli sci in una zona boschiva, ma un lastrone di neve si è staccato trascinandolo a valle per circa 60 metri e facendolo sbattere violentemente contro un albero."
" E' salito a quattro il bilancio dei morti del gravissimo incidente occorso con la slavina che ha travolto alcune motoslitte presso il passo del Maniva (Brescia), a più di duemila metri di altezza. È deceduto il ferito che si trovava ricoverato in rianimazione. Altre sette persone,tratte in salvo, presentano ferite lievi o stato di choc. Tutti gli undici protagonisti della vicenda si trovavano a bordo di sei motoslitte. "
"Una valanga ha travolto oggi due sciatori in un tratto fuoripista, sulle montagne della Valsesia. Le squadre del Soccorso Alpino sono impegnate per cercare di salvarli. È successo nel vallone D’Olen, sotto la punta Zube, nel territorio di Alagna Valsesia, a 2.300 metri di altitudine. I soccorsi sono resi difficili dalla fitta nebbia. A dare l’allarme è stata una guardia alpina che ha visto i due sciatori travolti da un’imponente massa di neve. " - 14 gennaio 2008-
Ho messo gli sci ai piedi che avevo 3 anni e ancora prima viaggiavo sugli sci di mio papà, che mi portava in spalla e che mi ha insegnato a non avere paura della velocità sulla neve.
Ho sciato per tanti anni fino a quando mi sono fatta male ad un ginocchio cadendo da una scala in giardino. Una caduta stupida ma disastrosa. Avevo cambiato da un mese gli sci e gli scarponi e li ho conservati xchè erano l'ultimo ricordo di una grande passione e di un divertimento bellissimo che si è interrotto per sempre quel maledetto giorno di marzo di 14 anni fa.
Era bello andare in montagna, su in alto, al Mottarone, nelle valli ossolane, ma soprattutto al Sempione, in primavera, quando c'era ancora tanta neve, dove si passava la giornata a scendere giù veloci sulle piste battute, piene di confusione e di gente, o appena segnate dal passaggio di qualche altro appassionato che aveva tracciato il percorso nella neve bianca, nel silenzio e nel sole che brillava piacevole e caldo in mezzo alle alte montagne alpine...
Ma quando pioveva o nevicava stavamo a casa xchè andare in montagna diventava pericoloso.
E quando era appena nevicato o la neve era troppo farinosa, l'ultima caduta sopra a tanta altra gelata, e il sole la scioglieva, non andavamo mai fuoripista
Era pericoloso !
Si poteva staccare e diventare una slavina o peggio, una valanga ...
Adesso si sale in alta montagna con gli snowboards, con le motoslitte, con gli sci, in qualunque momento, con qualunque tempo e non ci si preoccupa più del pericolo, dei rischi e della propria incolumità
Ma anche di quella di chi deve poi soccorrere e portare aiuto in caso di difficoltà
Qui sopra casa troppo spesso passano gli elicotteri della finanza e del soccorso alpino che vanno in alta montagna a recuperare chi si è perso, chi si è fatto male, chi ha messo in pericolo la propria vita e quella degli altri che devono andare a cercarli, mentre nevica, piove e c'è nebbia e troppo freddo!
Dedicarsi a sport estremi può essere affascinante, ma è giusto ?
E' giusto divertirsi così , rischiando la propria vita e quella di altri, anche con una certa incoscienza, senza pensare ai pericoli ed ai rischi ?
Vale proprio la pena sfidare la neve e la montagna x una passione che non rispetta le più elementari regole del buon senso ?
Non è la montagna che è crudele e cattiva, siamo noi uomini che non abbiamo il senso del limite e del buon senso , talvolta ...
( la foto qui sopra è del 6 gennaio 2008; è la cima del Mottarone vista dalla finestra della mia cucina, una bella montagna già ben innevata che sbuca dalle nuvole del primo mattino)

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venerdì 4 gennaio 2008

Gli animali nel nuovo trattato UE

Il Trattato firmato a Lisbona dai 27 Paesi dell’Unione Europea, ed entrato in vigore il primo gennaio 2008, ha stabilito che gli animali sono «esseri senzienti», con il diritto al benessere e al rispetto, anche quando sono destinati a diventare cibo, ma soprattutto per quelli che vengono chiamati «d’affezione». .
L’articolo 13 della seconda parte del Trattato è per le associazioni animaliste un grande passo avanti anche se «nell’immediato non cambia nulla»
«E’ una norma di base introdotta in via definitiva nel trattato, già prevista, in modo meno impegnativo e vincolante, nella bozza di Amsterdam di molti anni fa».
«Sarà l’Unione europea nel processo legislativo a dover tenere in considerazione la protezione e il benessere degli animali. Per i singoli Stati sarà importante nelle leggi che riguardano il trasporto. Entro il 2009 saranno apportate integrazioni alle norme come la densità di carico e i tempi di viaggio per evitare sofferenze inutili».
Difficile invece che la decisione della Ue possa influenzare i governi per leggi più severe contro i maltrattamenti di animali da affezione: in alcuni stati dell’Est è ancora in pratica la soppressione dei cani nei canili pubblici per esempio.
«E’ un po’ come la moratoria sulla pena di morte - commenta Carla Rocchi, presidente Enpa -. Gli stati non sono costretti a tenere conto dell’articolo 13 per legiferare. Il vero punto è non tanto la normativa europea avanzata, ma l’allineamento dei vari paesi ad altri, va detto che questo inserimento porterà a normative sempre più attente al benessere degli animali per uno standard europeo avanzato. Noi italiani siamo già i migliori nel settore».
«E’ comunque un atto fondamentale - sottolinea Roberto Bennati, vice presidente della Lav- si pensi a tutta l’area dell’allevamento intensivo e della produzione: dalle galline ovaiole, ai vitelli e suini. La Ue è già intervenuta e vuole farlo molto di più».
** Il cane della foto è Pablo, il mio ultimo cane, un bellissimo segugio grifone tanto bello dolce ed affettuoso . Ho raccontato la sua storia nei Pensieri di www.pupazzipensieri.it

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martedì 18 dicembre 2007

Buone notizie

Dopo la buona notizia dell' accordo sul clima ottenuto a Bali, nei giorni scorsi, oggi una notizia ancora mgliore: l ’Assemblea generale dell’Onu ha approvato la risoluzione per la moratoria contro la pena di morte nel mondo con 104 voti a favore, 54 contro e 29 astenuti. La risoluzione è stata approvata alle 11.45, ora di New York. È stato un successo del partito pro-moratoria che ha conquistato 5 voti in più rispetto al pronunciamento della terza Commissione in novembre.
.La conferenza Onu di Bali è giunta ad un compromesso sofferto e ad un accordo per negoziare «prima possibile e non più tardi dell’aprile del 2008» la prima fase del protocollo di Kyoto, che scade nel 2012. L’obiettivo è quello di arrivare entro la fine del 2009 a un nuovo piano di contrasto al riscaldamento terrestre.
Dopo un lungo braccio di ferro tra Usa ed Ue, l’intesa ha finalmente avuto il via libera degli Stati Uniti, a lungo contrari alla definizione di vincoli obbligatori sulle emissioni di gas serra.
Al contrario l’Unione Europea voleva la riduzione delle emissioni del 25-40% entro il 2020: vincoli ritenuti inaccettabili da Washington, naturalmente.
Il piano adottato nei giorni scorsi in effetti non fa alcun riferimento ad obiettivi specifici per la riduzione dei gas a effetto serra, ma rinvia alla relazione del gruppo di esperti sull’evoluzione del clima, che dovrebbe suggerire il livello di riduzione necessario.
Una soluzione che, alla fine di un lungo tira e molla, è stata accettata anche dall’Ue.
I partecipanti della conferenza di Bali si sono messi d’accordo per lanciare nuovi negoziati per il dopo Kyoto, in considerazione della scadenza del "vecchio" protocollo nel 2012.
Il protocollo di Kyoto, che gli Stati Uniti non hanno ratificato, obbliga 36 paesi industrializzati a ridurre entro il 2012 le loro emissioni di gas a effetto serra del 5% rispetto ai livelli del 1990.
Per quanto riguarda la moratoria contro la pena di morte, a metà novembre il voto alla III Commissione dell’Onu aveva visto 99 paesi favorevoli (due più del quorum di 97), 52 contrari e 33 astenuti. Il fronte del no, in quell’occasione come oggi, è stato guidato dall’Egitto, supportato da Singapore, Sudan e Iran, anche se i pilastri del fronte dei "Friends of Death Penalty" restano Usa e Cina.
Gli Stati Uniti hanno votato contro, ma sembra che Oltreoceano si comincia a cambiare idea al riguardo; infatti lo Stato del New Jersey ha deciso di abolire per legge la pena capitale.
La Russia ha invece votato a favore della risoluzione per la moratoria universale.
"No" anche di India, Iran e Iraq
Fra i paesi che si sono aggiunti al fronte pro-moratoria ci sono Kiribati, Palau, Nauru e Congo Brazzaville. Si sono confermati fra i sostenitori buona parte dei paesi dell’America Latina e diversi paesi africani, fra cui il Ruanda e il Burundi.
Nel breve dibattito preceduto al voto ( 11.45 di New York, 17.45 ora italiana), si sono espressi contro la risoluzione, oltre a Singapore, anche Antigua e Barbados - a nome dei paesi dei Caraibi-, e la Nigeria.
La dichiarazione a favore della risoluzione è invece toccata al Messico.
Ora, dopo il successo e la soddisfazione italiana perchè il governo italiano aveva presentato e sostenuto la proposta, bisogna far sì che si abolisca definitivamente in tutti i paesi la pena di morte!

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mercoledì 17 ottobre 2007

Città riciclona

Scrivo con molto ritardo un articolo che interessa l'ambiente e mi scuso con chi probabilmente ha seguito il mio invito della scorsa settimana ed ha parlato di ambiente prima di me. il 15 !
Vorrei parlarvi di Verbania, la città sul Lago Maggiore, che, con Omegna e Domodossola, crea la provincia del VCO, dove io vivo.
Da alcuni anni noi abbiamo la raccolta differenziata dell'immondizia. E' un servizio molto comodo che ci permette di raccogliere e riciclare tutto ciò che usiamo e poi buttiamo
I nostri Comuni ci hanno fornito dei bidoncini differenti per riporre l'umido, la carta ed il vetro, e dei sacchetti trasparenti rosa per le bottiglie e le lattine. Ogni giorno della settimana passa un camion dell'immondizia che raccoglie un tipo di materiale da riciclo; per esempio il mercoledì lo sfalcio dell'erba e gli avanzi dell'orto, il sabato l'umido, il venerdì la carta, il lunedì il vetro, il martedì .... e via di seguito, tutti i giorni della settimana, salvo la domenica, tutte le settimane dell'anno, festivi compresi
Un modo pratico ed estremamente utile, che ha tolto dalle strade quegli ingombranti e sporchi e puzzolenti cassonetti portaimmondizia, antiestetici e troppo spesso vittime dei bulli che li capovolgevano o li bruciavano o che venivano vuotati dal netturbini quando erano ormai troppo pieni e debordavano. E soprattutto raccoglievano tutti i tipi di immondizie messi insieme
Con questo tipo di raccolta invece si differenziano e si inviano le immondizie nelle giuste aree di riciclo: quelle della carta, quelle del vetro, le discariche dell'umido ....
E, come vi dicevo inizialmente, Verbania, capoluogo della nostra provincia, è la città più riciclona dopo Novara. E' già stata premiata ben due volte per il suo primato di rifiuti differenziati raccolti, circa il 66,6 %.
Nonostante ciò però, a Verbania, ma anche qui a Omegna, sicuramente, perchè siamo così vicino e con abitudini di vita tanto simili, vi sono degli alti e bassi per quanto concerne la qualità dell'aria.
In un anno i valori di biossido di azoto sono passati da 34 a 26 ma sono invece lievemente aumentate le polveri sottili, da 22 a 24.
E per i consumi idrici, nelle case lo spreco è cresciuto di oltre 20 litri al giorno, con un consumo individuale di ogni abitante di 191,2 litri al giorno, e con una dispersione di rete del 45 %.
Ma, e potrebbe sembrare un controsenso , ma in effetti non lo è, in compenso gli abitanti sono diventati comunque più attenti: producono 36,8 kg di rifiuti in meno all'anno, consumano 13 litri in meno di carburante e 184 kilowatt in meno di energia.
Il tallone di Achille della città, ma anche della provincia, resta ancora il trasporto pubblico, di cui i cittadini fanno un uso ancora troppo limitato.
Ben poco ancora si è fatto anche per le politiche energetiche, le biomasse, le installazioni di solare termico e fotovoltaico su edifici comunali e teleriscaldamento.
Il verde pubblico è aumentato ma ancora resta molto da fare per sensibilizzare tutti i cittadini e le amministrazioni comunali in provincia a pensare e ad agire per un maggiore miglioramento dell'ambiente e della qualità della vita di chi vive in questa bella zona turistica lacustre e montana, con tante potenzialità e qualità tutte da scoprire e da vivere in salute !

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