Pensieri in Libertà

mercoledì 9 settembre 2009

Emergency

Dopo avere insieme condiviso per quindici anni il tempo dell'amicizia, del rispetto per la vita e per la sofferenza di tutti, dopo il lungo tempo di affetto, di speranze, di timore per la sua sorte personale, Emergency annuncia la morte della sua presidente Teresa Sarti Strada.
Con la stessa apertura e con la stessa semplicità che aveva voluto per la vita di Emergency, Teresa ha accettato anche in questi suoi ultimi giorni la vicinanza di tutti coloro che hanno voluto esserle accanto.
La serenità consapevole con la quale è andata incontro alla conclusione del suo tempo ha espresso il coraggio e la determinazione che rappresentano la verità della nostra azione in un'attività che ha dato senso alla sua e alla nostra esistenza. La dolcezza del ricordo coincide per noi con il rinnovo del nostro impegno per la pace e per la solidarietà.

Sono passati 15 anni dal 1994, anno della nascita di Emergency e del primo intervento nel Ruanda devastato dalla guerra civile.
Quasi tre milioni e mezzo di persone sono state curate gratuitamente in Afganistan, Algeria, Angola, Cambogia, Eritrea, Iraq, Nicaragua, Palestina, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sudan e in Italia.
Per celebrare i (primi) 15 anni di attività, Emergency propone a Firenze, al Mandela Forum e a Firenze Fiera, dall'8 al 13 settembre, spettacoli, dibattiti, incontri aperti al pubblico per conoscere il lavoro dell'associazione e per ragionare sul passato, sul presente e sul futuro dell'Ong fondata da Gino Strada.

Con lo staff di Emergency si parlerà di come vengono progettati e realizzati ospedali efficienti e con standard di cura elevati. Spazio anche per i dibattiti, organizzati da PeaceReporter, su guerra in Afganistan, investimenti militari e razzismo.
Molti gli spettacoli in programma.
Proiezione di "Domani torno a casa" film-documentario girato tra Afganistan e Sudan, spettacoli di Lella Costa e Moni Ovadia e la partecipazione di altri grandi amici di Emergency: Erri De Luca, Diego Cugia, Jovanotti, Piero Pelù, Gianni Mura, Vauro, Marco Paolini, Serena Dandini, Paolo Hendel, Antonio Cornacchione, Bebo Storti, Gaspare e Zuzzurro, Paola Turci, Banda Osiris e la Casa del vento.

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giovedì 27 agosto 2009

Il delitto del Circeo

Oggi il quotidiano riportava la notizia che uno degli assassini del Circeo era ritornato libero
"Considerate le evasioni, avrebbe dovuto scontare ben più di 30 anni che gli erano stati inflitti per la strage del Circeo, ma tra indulti, benefici penitenziari previsti dalla ’Gozzinì, regime di semilibertà e infine affidamento in prova ai servizi sociali, la pena di Gianni Guido è arrivata ormai al termine. I giudici del Tribunale di sorveglianza di Roma che nel 2008 lo hanno affidato in prova ai servizi sociali hanno scritto che Guido ha fatto un percorso di «silenzioso pentimento». "
Nel 1975 avevo 20 anni. Non dimenticherò mai quelle immagini di un telegiornale ormai lontano che mostravano un'auto ed una ragazza sfigurata dalle botte e dalle violenze di 3 ragazzi-bene romani, 3 Pariolini dal quartiere Parioli dove vivevano, aiutata ad uscire dal baule, dove era stata rinchiusa con la sua amica uccisa
Un delitto raccapricciante, delle immagini raccapriccianti per una storia tremenda
Io non so quest'uomo si sia veramente pentito ma le due giovani vittime subirono un trattamento bestiale che non si meritavano di sicuro e solo in parte ebbero giustizia
Il 30 settembre 1975 ci fu il massacro commesso dai tre ragazzi "pariolini", con violenze e sevizie di ogni tipo, per una notte intera, in una villetta al Circeo, la spiaggia della gente "bene" di Roma.
A finire nelle mani di tre aguzzini "pariolini", i neofascisti Angelo Izzo e Andrea Ghira, ed il figlio di un alto funzionario di banca, Gianni Guido, furono Maria Rosaria Lopez, che fu uccisa, e Donatella Colasanti, trovata in fin di vita, che si salvò, almeno fisicamente.
Un vigile notturno quel 30 settembre 1975 in via Pola si avvicinò ad una "Fiat 127" dalla quale provenivano dei gemiti e nel bagagliaio scoprì i corpi delle due ragazze avvolti in sacchi di plastica. L’auto era di proprietà di Gianni Guido che, rintracciato subito dai carabinieri, confessò la partecipazione al "festino" e fece i nomi dei suoi due complici, rampolli di agiate famiglie capitoline.

Maria Rosaria Lopez e Donatella Colasanti avevano conosciuto casualmente a Roma Angelo Izzo, Gianni Guido ed un altro ragazzo, risultato poi completamente estraneo al massacro.
Avevano accettato, il 29 settembre 1975, di partecipare ad una festicciola tra amici nella villa del padre di Andrea Ghira, ma subito, una volta in auto con i tre ragazzi, le giovani compresero che non ci sarebbero stati molti motivi di spensieratezza e gioia per quell’ appuntamento.
Nel corso delle sevizie ininterrotte, Maria Rosaria Lopez perse i sensi ed i ragazzi la uccisero immergendole ripetutamente la testa nella vasca da bagno.
Donatella Colasanti riuscì ad evitare la morte perchè, sottoposta ad una bastonatura, si finse morta ingannando i suoi torturatori.
A quel punto i ragazzi avvolsero i due corpi in buste di plastica, li caricarono nel bagagliaio dell’ auto e tornarono a Roma.
In città parcheggiarono la vettura davanti all’ abitazione di uno dei tre e si allontanarono, forse prevedendo di sbarazzarsi dei corpi in un secondo momento.
Donatella Colasanti, accortasi che l’auto era stata abbandonata, cominciò a gemere richiamando l’attenzione del vigile notturno che la salvò

I tre responsabili della strage del Circeo hanno avuto vicende diverse ma comunque travagliate e maledette
Andrea Ghira, subito fuggito all’estero, è morto in Marocco; le sue spoglie sono a Melilla, nel cimitero dei legionari spagnoli.
Angelo Izzo è di nuovo in carcere a scontare un altro ergastolo dopo che, nell’aprile del 2005, rimesso in semilibertà,per buona condotta, tornò a seviziare e ad uccidere una donna, Maria Carmela Linciano, e sua figlia Valentina di 14 anni.
Gianni Guido tra fughe ed arresti è riuscito a ritornare in libertà ma chissà se la sera quando va a dormire riesce a prendere sonno o, invece, si vede ancora davanti agli occhi quelle due giovani donne massacrate ?
Entrambe sono morte ora, ma la Colasanti per anni si battè per avere giustizia dai Tribunali e per far sì che i suoi aguzzini passassero il resto della loro vita in prigione
Per lei e la sua amica, di giustizia ce ne è stata troppo poca
Mi auguro che per quest'uomo di 53 anni le vite e le giovinezze che ha rubato in quel lontano 1975 al Circeo siano per lui rimorso e vergogna, perchè senza la vergogna il rimorso ed il senso di colpa, non ci sarà mai vero pentimento
E per me resterà sempre e comunque ul massacratore del Circeo !

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lunedì 17 agosto 2009

Donne senza libertà

Clotilde Reiss è una giovane lettrice francese; arrestata il 1 luglio in Iran, è comparsa sabato scorso davanti a un tribunale di Teheran insieme a un’altra dipendente dell’ambasciata francese in Iran, la cittadina franco-iraniana Nazak Afshar. Con loro sono comparsi davanti ai giudici anche altri manifestanti arrestati due mesi fa. Afshar è già stata liberata su cauzione ma il procuratore ha detto che "si stanno ancora esaminando le accuse a suo carico".
Parigi ha fatto sapere che se l’Iran concederà la libertà vigilata a Clotilde, la Francia accoglierà la giovane francese all’interno della sua ambasciata di Teheran. ma esige che vengano dichiarati decaduti i procedimenti giudiziari aperti a suo carico.
Mentre il regime degli ayatollah offre uno spiraglio, continua intanto l’offensiva contro l’Occidente ed i Paesi stranieri in relazione ai disordini antigovernativi scoppiati all’indomani delle elezioni presidenziali del 12 giugno.
215 deputati del Parlamento su 290 hanno condannato le «ingerenze di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna negli affari interni dell’Iran», sottoscrivendo un documento in cui si chiede al governo e al presidente di intervenire con misure concrete contro i tre Paesi.
Intanto è arrivata l'ennesima ritrattazione del presidente del parlamento iraniano Ali Larijani, il quale ha smentito "qualsiasi abuso sessuale" in carcere nei confronti degli arrestati, e ha definito "una menzogna" l'accusa di stupri ai detenuti formulata dall’altro candidato riformatore Mehdi Karrubi in una lettera all’ex presidente Akbar Hachemi Rafsanjani.
La leader dell’opposizione democratica birmana Aung San Suu Kyi è stata condannata ad altri 18 mesi di arresti domiciliari, accusata di violazione delle norme di detenzione per aver ospitato in casa sua un pacifista statunitense lo scorso maggio.
La donna, leader dell'opposizione democratica, che era in procinto di essere liberata, dovrà scontare un nuovo periodo di isolamento: il ministro dell’Interno del Myanmar, generale Maung Oo, ha reso noto che la pena inizialmente concordata prevedeva tre anni di carcere ai lavori forzati, aggiungendo però che il generale Than Shwe, capo della giunta militare al potere, ha tuttavia deciso di ridurla e commutarla in un anno e mezzo nella residenza in cui San Suu Kyi ha vissuto negli ultimi vent'anni.
A tale scopo è stato subito promulgato un decreto speciale.
Poco prima dell'inizio dell'udienza, le autorità birmane hanno autorizzato i giornalisti a partecipare alla lettura del verdetto del processo.
L’Unione Europea è pronta ad inasprire le sanzioni contro la Birmania dopo la condanna del premio Nobel Aung San Suu Kyi
Una fonte diplomatica ha affermato che l’Ue ha avviato una "procedura scritta" per attivare le sanzioni, senza la necessità di indire alcuna riunione se non ci sono pareri contrari da parte di qualche Stato membro.
Il presidente francese Nicholas Sarkozy ha detto che le sanzioni dovranno colpire la giunta militare dove è più sensibile, ovvero "i settori da cui detraggono i maggiori guadagno, come il legno e il rubino".
Aung San Suu Kyi fu condannata la prima volta nel 1989, un anno prima che la sua Lega nazionale per la democrazia trionfasse alle elezioni.
Da allora la situazione non è cambiata.
Americani ed Europei si indignano, i vicini asiatici continuano a fare affari, indisturbati, e solo i fedeli di Suu Kyi chiedono il suo rilascio come precondizione per qualsiasi dialogo.
Isolati dal resto del mondo, molti birmani continuano ingenuamente a pensare che gli Usa o l’Onu arriveranno a liberarli.
Chi ci guadagna in tutto questo ? La Cina, che acquista a prezzi irrisori le abbondanti materie prime birmane, così come l’India o la Thailandia.
E i generali, armati dai cinesi e blindati grazie al sostegno diplomatico di Pechino all’Onu.
Sullo sfondo, incombono le elezioni del prossimo anno, ultima tappa della "transizione verso la democrazia" imposta dalla giunta.
Anche nel caso venissero rilasciati gli oltre duemila prigionieri politici, nessuno si illude che il voto sarà libero: la nuova Costituzione prevede un 25 percento di seggi in Parlamento riservati ai militari. Un accordo tra una giunta paranoica che trasferisce la capitale nella foresta per paura di un’invasione, un’opposizione di idealisti, gli interessi delle grandi potenze, i ribelli che gestiscono i traffici di droga e un popolo stremato finora non è stato trovato, ma il tempo stringe.
Suu Kyi, 64 anni e non sempre in buona salute, un giorno non ci sarà più.
E allora la dissidenza perderà il volto che mantiene l'attenzione del mondo sulla Birmania!
Quante altre donne, non altrettanto famose, sono prigioniere di carceri e giustizie non democratiche in paesi non liberi?

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giovedì 23 luglio 2009

Medaglie al femminile

In questi giorni di vacanza estiva sto seguendo con estremo piacere ed interesse i Campionati Mondiali di nuoto di Roma
Oggi è stato fantastico vedere Beatrice Adelizzi vincere la medaglia di bronzo nella finale del solo libero nel nuoto sincronizzato
Il bronzo della Adelizzi regala la prima medaglia mondiale all’Italia del sincro, una vittoria veramente storica.
E' la terza medaglia azzurra dopo gli altri due bronzi conquistati da Tania Cagnotto nei tuffi e da Martina Grimaldi nella 10 km di fondo.
Dopo diversi quarti posti, le medaglie sono arrivate da tre donne
E sicuramente ne arriveranno altre dalle ragazze del nuoto nei prossimi giorni
In una società dove le donne sono ancora troppo poche nei posti di comando, dall'economia alla politica, in particolare, finalmente alcune giovani donne affascinanti stanno battendo gli uomini nel mondo del nuoto...!!!

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lunedì 15 giugno 2009

Servono cento giorni...

Mentre il Presidente del Consiglio è partito per Washington e l'incontro con Obama ( incrociamo le dita sperando che non racconti troppe barzellette e battute sconvenienti, imbarazzanti come al solito...!) il quotidiano riporta l'ultimo discorso della leader degli industriali Emma Marcegaglia, dal palco del convegno dei Giovani di Confindustria
«Servono cento giorni di azioni mirate e forti che permettano alle nostre imprese di avere una svolta» perchè «la situazione è difficile, c’è il rischio di perdere un pezzo del nostro sistema produttivo», con «aziende che rischiano di morire». Fare presto e «fare bene» perchè «gli esami di riparazione sono finiti». Bisogna dare il via a «cento giorni di concretezza»
La Marcegaglia, tra le priorità che devono impegnare l’esecutivo, ha citato il pagamento di almeno una parte dei debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti delle imprese, ha rilanciato la proposta avanzata dalla presidente dei Giovani Federica Guidi per una "Tremonti ter" che aiuti le imprese a fare investimenti e ha detto che occorre aprire subito tutti i cantieri perchè quelli già avviati «sono pochi» e bisogna dire basta alla «cultura dei veti».
Ha quindi auspicato che il mondo del credito non lasci sole le aziende sane perchè «c’è il rischio che queste aziende muoiano. Va fatto un pressing forte perchè le banche facciano il loro mestiere e non lascino sole le imprese. Troppe aziende si vedono ritirare i fidi e non riescono a finanziare gli investimenti».
Nell’invocare riforme strutturali, la presidente degli industriali ha invitato il governo a «darsi almeno una scadenza». E che dal G8 delle finanze in corso a Lecce «possano uscire regole comuni» poichè «è opportuno cambiare le regole per evitare una nuova crisi finanziaria».
No a qualsiasi idea di un ritorno dello Stato nell’economia perchè «la crisi non è stata creata certo dalla libera impresa e dal libero mercato».
Sul fronte europeo, la Marcegaglia ha invitato gli europarlamentari a non ripetere «lo scempio del passato» quando 37 su 72 deputati sono tornati in Italia «magari anche per piccole cose» tradendo così il mandato degli elettori.
« Bisogna avere serietà »
Un auspicio che vale anche per il dibattito politico interno che «deve tornare a temi consoni per un paese come il nostro, a temi vicini ai problemi di cittadini e imprese. Vogliamo una politica che si ritrovi sui grandi temi fondamentali per la coesione sociale. È importante che il paese la ritrovi, non dobbiamo farci del male, ma unirci e fare in modo che le beghe interne non abbiano impatto» anche in relazione alle vicende internazionali.
«Il nostro è un paese serio e responsabile», «dalla crisi possiamo uscire, ripartire, colmare il gap che ci divide dagli altri paesi». Ma «dobbiamo impegnarci seriamente» visto che il tempo a disposizione stringe.
Non mi è mai piaciuta granch'è, questa imprenditrice rampante; preferivo di gran lunga Draghi
Ma in questo marasma politico, dove i politici al governo litigano e si preoccupano più dei loro interessi privati che di quelli di noi cittadini, una donna che chiede serietà e morale deve essere seguita
E auguriamci che almeno lei mantenga ciò che ha detto... Almeno lei !!!

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martedì 9 giugno 2009

Debora Serracchiani ha battutto Papi!


«Sono felicissima di aver battuto Berlusconi e questa giornata valeva la pena di essere vissuta se non altro per questo. Ma devo ringraziare Franceschini che ha sempre creduto in me, fin dal primo momento. Nonostante le mie dure critiche. E poi il partito. Ha lavorato tanto e bene sul territorio. Ma non c’è dubbio che è stata la rete a darmi quello slancio necessario a raggiungere questo risultato eclatante».
Al termine delle elezioni europee, che hanno visto arretrare il PD ma non progredire il PDL, nel Nord-Est la giovane candidata del Pd Debora Serracchiani ha ottenuto più voti del Cavaliere . In Friuli Venezia Giulia Debora lo ha infatti battuto con 73.910 voti contro 64.286».
Debora ce l'ha fatta sfruttando la forza del web: fu un intervento della giovane avvocato udinese - è nata a Roma 39 anni fa, ma è friulana d’adozione - all’assemblea dei circoli del Pd la primavera scorsa, e pubblicato sul web, a lanciare la giovane donna alla ribalta della politica nazionale.
Le sue critiche alla leadership del partito, le sue invettive contro i "solonì" del Pd ebbero una rapidissima diffusione.
E sul web scoppiò la ’deboramanià.
In pochi giorni il suo clip venne visto e ascoltato da centinaia di migliaia di giovani e meno giovani. Tanto che il segretario del Pd, Dario Franceschini, dovette prenderne atto e candidare Debora alle europee.
Quella che all’inizio era "solamente" una giovane avvocato, piccola e timida, si è via via trasformata in cigno. Un cigno straordinario, capace, in Friuli Venezia Giulia, di battere nelle preferenze addirittura Silvio Berlusconi e di volare a Strasburgo con oltre centomila preferenze.
Politicamente la Serracchiani è nata nel 2006 quando è arrivata al consiglio provinciale di Udine, eletta nei Ds. Diventata capogruppo si è fatta notare dall’opposizione per interventi precisi e decisi.
Poi vi è stata la sua ’battaglià con la collega Maria Teresa Burtolo per la guida del Pd a Udine e, infine, la sua partecipazione all’assemblea dei circoli.
Ed ora questo grande successo personale
Io spero che anche altrove, come qui in Piemonte per esempio, dove il Pd e la sinistra sono stati superati da PDL e dalla Lega, che si sono accapparrati le Europee e le provinciali e buona parte delle comunali, si trovino molto presto altre donne come Debora che, con la sua giovane età ed il suo saper usare la rete con successo, è riuscita a fare il pieno di successo battendo i soliti che in politica ci sono da ormai troppo tempo !!!

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venerdì 1 maggio 2009

Politici, tra pubblico e privato !


Mai come in questo ultimo periodo il Presidente del Consiglio ha esternato su tutto quello che è il politico o il sociale, d'Italia ma non solo. Quasi mai ho condiviso i suoi modi ed i suoi pensieri e non ne avrei parlato in un post del blog se non ci fosse stata, questa settimana, l'esternazione di sua moglie Veronica sulle veline in politica e sui compleanni dei loro figli, mai festeggiati da lui, che però ha trovato il tempo di andare a Napoli alla festa di una diciottenne fino ad ora sconosciuta, Noemi L.

«Ciarpame senza pudore». Così, Veronica Lario definisce, in una dichiarazione all’Ansa, l’uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo per le elezioni europee. La signora Berlusconi ha deciso di mettere per iscritto in una mail - in risposta ad alcune domande sul dibattito aperto dall’articolo pubblicato ieri dalla Fondazione Farefuturo - il suo stato d’animo di fronte a ciò che hanno scritto oggi i giornali sulle possibili candidate del Pdl alle europee.

«Voglio che sia chiaro che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire».


Alla domanda su cosa pensa del ruolo delle donne in politica, alla luce delle polemiche di queste ore, Veronica Lario risponde che «per fortuna è da tempo che c’è un futuro al femminile sia nell’imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C’è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al femminile». «In Italia - aggiunge la moglie del presidente del Consiglio - la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito.
Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti». «Qualcuno - osserva Veronica Lario - ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido, quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere»
.

La signora Berlusconi prende anche l’iniziativa di parlare della notizia, pubblicata oggi da la Repubblica, secondo cui il premier sarebbe stato domenica notte in una discoteca di Napoli a una festa di compleanno d’una ragazza di 18 anni: «Che cosa ne penso? La cosa ha sorpreso molto anche me, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato». ( da La Stampa on line)

Per la seconda volta questa donna famosa, ex attrice, madre e sposa, è intervenuta pubblicamente sui quotidiani italiani esprimendo pensieri personali che coinvolgono sia la politica italiana, sia suo marito, politico e attuale Presidente del Consiglio, ed i loro problemi famigliari a difesa della sua dignità e di quella dei suoi 3 figli

Mi sono chiesta in passato e mi chiedo ora anche cosa significhi per una donna essere la compagna di un uomo famoso, sempre sotto alle luci dei riflettori, e in particolare di un uomo politico che tanto spesso è nell'occhio del ciclone per ciò che afferma e che fa

Non invidio per nulla la signora Lario:nonostante i soldi e la fama, non mi sembra una donna felice o per lo meno non sempre felice

E mi chiedo se anche tante altre donne sposate con dei politici, a livello, nazionale, regionale, provinciale o locale, abbiano gli stessi problemi di tipo morale e personale della signora Lario

Ho sempre pensato che chi diventa politico dovrebbe essere una persona moralmente corretta, sia nel pubblico che nel proprio privato. Purtroppo da troppi anni si stanno susseguendo scandali politici di corruzione pubblica e anche scandali privati di figure politiche pubbliche, ahimé E mi viene spontaneo pensare a quel detto che dice : " Predica ben, ma razzola male"

Quanti saranno mai quei politici che tanto si pongono come modelli morali, etici e religiosi, che poi hanno una moglie od una famiglia che li disapprova per i loro comportamenti privati non corretti e non perfetti ? Quante saranno le mogli, le compagne o le figlie che provano imbarazzo vergogna rabbia o indignazione per i loro uomini che non mantengono né nella vita pubblica né in quella privata i loro ideali di virtù e senso del pudore e dell'onore ???

Chissà se avrò mai una risposta a questa mia curiosità di donna non politicante, libera e senza infelicità matrimoniali???

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mercoledì 23 luglio 2008

Marina Garaventa

Marina Garaventa ha un blog molto interessante e piacevole, La principessa sul pisello . Marina ha 48 anni e la scorsa settimana ha scritto una bellissima lettera, pubblicata da La Stampa di Torino, al Direttore del giornale. Una lettera che ha ricevuto migliaia di commenti
" Caro Direttore,sono Marina Garaventa, ho 48 anni e sono, più o meno, nella stessa situazione in cui era Piergiorgio Welby: come lui, ho il cervello che funziona benissimo, diversamente da lui, posso ancora usare le mani e la mimica facciale. Come ho seguito il caso Welby, esprimendo la mia opinione, ho seguito il caso, ben più grave del mio, di Eluana Englaro e mi sono «rallegrata» della sentenza che ne sanciva la conclusione, sperando che nessuno si permettesse di intromettersi in un caso così delicato e personale. Non avevo la benché minima intenzione di dire o scrivere alcunché fino all’altra mattina alle 7 quando, ascoltando i primi notiziari, ho sentito tante «cazzate» che mi sono decisa a dire la mia. Io sono abituata a esprimere opinioni, dare giudizi e consigli solo su cose che conosco bene e che ho vissuto personalmente e mi piacerebbe tanto che tutti si regolassero così, evitando di aprire la bocca per dare aria a sentenze basate su mere teorie filosofiche e moral-religiose.
Con queste parole mi riferisco, in particolare, alle recenti «sortite» di alcuni personaggi noti che, in un delirio di onnipotenza, dicono la loro, scrivono lettere patetiche e organizzano raccolte pubbliche di bottiglie d'acqua: le bottiglie, a Eluana, non servono perché sia l'acqua sia la nauseabonda pappa che la tiene in vita e che anch'io ho provato per mesi, le arriva attraverso un sondino. Bando quindi ai simbolismi di pessimo gusto di Giuliano Ferrara, stimato giornalista, e al paternalismo di Celentano, mio cantante preferito. In quanto al mio esimio concittadino, il Cardinal Bagnasco, sarebbe cosa buona e giusta che, prima di esprimersi su quest'argomento, avesse la bontà di spiegarci perché a Welby è stata negata la messa e, invece, il «benefattore» della Magliana, Renatino De Pedis, è sepolto in una nota chiesa romana.
A questo punto, però, siccome neppure a me piace fare della teoria, propongo a questi signori di prendersi un anno sabbatico e offrirlo a Eluana: passare con lei giorni e notti, lavarla, curarle le piaghe, nutrirla, farla evacuare, urinare, girarla nel letto, accarezzarla, parlarle nell'attesa di una risposta che non verrà mai. Sono disponibile anche a mettermi a disposizione per quest'esperimento ma, devo avvisare tutti che, per loro sfortuna, io sono sicuramente meno docile di Eluana e se qualcuno, chiunque sia, venisse per insegnarmi a vivere, lo manderei, senza esitazione, «affanc...».
A sostegno di quanto detto finora, aggiungo che, nonostante io non possa più camminare, parlare, mangiare, scopare e quant'altro, amo questa schifezza di esistenza che mi è rimasta e mai ho avuto il desiderio di staccare la spina del respiratore che mi tiene in vita. Nonostante tutte le mie limitazioni, io ho una vita intensissima: scrivo su alcuni giornali locali, tengo un blog (
www.laprincipessasulpisello.splinder.com), ho un'intensa vita di relazione e, in questo periodo, sto promovendo un mio libro che narra di questa mia splendida avventura. («La vera storia della principessa sul pisello», Editore De Ferrari , Genova).
Sicuramente qualcuno penserà che voglio farmi pubblicità e, in un certo senso, è vero: io voglio, per quanto posso, dar voce a tutti quelli che sono nella mia condizione e non sanno o non possono dire la loro.
Parliamoci chiaro: i malati come me, come Welby ed Eluana, sono già morti! Sono morti il giorno in cui il loro corpo ha «deciso» di smettere di funzionare e hanno ricevuto dalla tecnologia, che io ringrazio sentitamente, l'abbuono, il regalo di un prolungamento dell'esistenza. Ma come tutti i regali, anche questo vuol essere contraccambiato con merce altrettanto preziosa: una sofferenza fisica e morale che solo una grande forza di volontà può sopportare. Nel momento in cui il gioco non vale più la candela il paziente deve poter decidere quando e come staccare la spina. Lo Stato deve garantire la miglior vita possibile a questi malati, tramite assistenza, supporti tecnologici e contributi ma non può arrogarsi il diritto di decidere della loro vita sulla base di astratti principi etici, molto validi per chi sta col culo su un bel salotto, ma che diventano assai stucchevoli quando si sta nel piscio. Eluana non può più decidere ma chi le è stato vicino, nella gioia e nella sofferenza, chi l'ha conosciuta e amata non può dunque decidere per lei, mentre possono farlo persone che, fino a ieri, non sapevano neppure che esistesse?
Io sono pronta a chiedere umilmente perdono se questi signori mi diranno che, nella loro vita, si son trovati in situazioni come la mia o come quella di Eluana e delle nostre famiglie ma, francamente, non credo che la mia ammenda sarà necessaria. Per chiarire meglio la mia situazione rinvio al link di un video:
http://video.google.it/videoplay?docid=-8906265010478046915 Concludo ringraziandola e sperando che voglia dare voce anche a me che parlo con cognizione di causa e non per fare della filosofia. "

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domenica 13 luglio 2008

Valentina

Le tristi ombre del passato avevano lasciato un segno nella vita di Valentina. Il trauma di una violenza sessuale avvenuta 6 anni fa, un incubo che l'aveva segnata profondamente, ha spinto la giovane 29enne, che viveva a Torino, a suicidarsi, alcuni giorni fa.
Quell’aggressione lontana e la violenza di due ragazzi della Milano bene che avevano infierito crudelmente su di lei non le avevano impedito di fare denuncia, di sostenere le indagini, sino all’arresto dei responsabili ed al processo. Era sempre stata determinata e coraggiosa, ma cominciava ad avere paura.
Paura, ed anche sconforto e depressione, visto che gli stupratori erano stati condannati in primo grado ed in appello, ma non avevano scontato neppure un giorno di prigione perché incensurati. Il terzo ragazzo, che quella sera era rimasto in auto a fare il palo, non era stato neppure condannato.

I genitori di Valentina, disperati, hanno detto che Valentina era nauseata dai processi
«Gli aguzzini condannati anche in appello non hanno mai fatto un giorno di carcere». «È giusto che la gente sappia cosa vuol dire aver subìto una violenza sessuale . Perché non sono solo lacrime e botte, quello purtroppo è solo l’inizio.
Poi c’è tutto il resto, che è ancora peggio ». "C’è il calvario dei processi per dimostrare che tu sei la vittima e non il carnefice. Per convincere il mondo che non te la sei andata a cercare, anzi. "«Per Valentina, ma anche per noi che le vogliamo bene è stata una tortura.“Mamma sai cos’è che mi sconvolge di più?” mi domandava “È che quei due non mi hanno neanche chiesto scusa, non sembrano pentiti”».
«Pensi che ai suoi aguzzini non augurava neppure il carcere.
“Perché la prigione non li aiuterà a rendersi conto della brutalità che hanno commesso. Hanno bisogno di un percorso interiore per rendersi conto del male che mi hanno fatto”»

E' terribile ed angosciante ciò che è successo e non si può non sentire la disperazione e lo strazio di Valentina, il suo essere sola, completamente distrutta dalla violenza di due bruti senza pietà, nonostante l'amore ed il sostegno della famiglia e degli amici che le sono stati sempre vicini.
Ci sono ferite che non si possono curare, ci sono ferite che uccidono il corpo e la mente di una donna, di tante donne che ogni giorno subiscono violenze ed abusi. A questo, a tutto questo, dovrebbero pensare quei giudizi che non li condannano, quegli avvocati che li difendono, quei bastardi che aggrediscono e stuprano e picchiano le donne, vittime indifese di animali senza scrupoli

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giovedì 10 aprile 2008

Ingrid Betancourt

Non ho mai parlato di Ingrid Betancourt, non ho mai ricordato il calvario di questa donna e di questa madre, prigioniera nella giungla da più di sei anni delle Farc, i guerriglieri in lotta contro le autorità colombiane, e la cui vita è ormai appesa ad un filo in quanto gravemente malata.
Numerosi sono stati gli appelli per salvarla e farla liberare ma fino ad ora nessuno è riuscito a riportarla a casa
Nei giorni scorsi un aereo francese era stato inviato in missione per poterla riportare in Europa ma è dovuto rientrare senza di lei
Perchè ?
perchè i guerriglieri delle Farc, in un comunicato diffuso dall’Agenzia di stampa boliviana (Abp), vicina alle Farc,
hanno definito «irricevibile» la missione umanitaria inviata dalla Francia per portare soccorso all’ostaggio in Colombia.
Il segretariato dello stato maggiore centrale delle Farc ha affermato che la missione francese non è
«il risultato di una concertazione ma della cattiva fede del presidente colombiano Alvaro Uribe verso il governo francese. Noi non intendiamo agire sotto la coercizione del ricatto, né sotto l’impulso di campagne mediatiche».
Ingrid è uno dei 39 ostaggi «politici» che la guerriglia intende scambiare contro 500 guerriglieri detenuti da Bogotà e non importa se la sua vita sia in pericolo.
Talvolta mi chiedo come possa l'uomo essere considerato un essere superiore rispetto agli altri animali della terra e come possano gli uomini essere dotati di intelligenza quando leggo simili notizie
Spero con tutto il cuore che possano aprirsi i cuori di questi uomini senza umanità e che Ingrid sia lasciata libera. La sua vita è molto più importante della sua morte

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martedì 11 marzo 2008

Una sparizione misteriosa

Tra le notizie della scorsa settimana ce n'era una molto particolare: l'ex modella di origini somale e ambasciatrice dell' Onu Waris Dirie, scomparsa a Bruxelles nella notte del mercoledì, è stata poi ritrovata dalla polizia in buona salute due giorni dopo
La polizia e l'Onu hanno confermato lo stato di buona salute della donna, ma non hanno reso note le cause della scomparsa dWaris, 43 anni, arrivata a Bruxelles all'inizio della settimana scorsa per partecipare ad una conferenza stampa sulle donne di potere, organizzata dalla Commissione Ue e dall' Europarlamento, in occasione della giornata internazionale della donna.
L' ex modella, attiva ormai da anni nella difesa dei diritti delle donne, ha creato lo scompiglio nella capitale belga, ma l'allarme è stato reso noto solo al momento della ricomparsa della donna dalla polizia, che ha definito «inquietante» il caso, probabilmente preoccupata che si potesse ripetere ciò che è successo e che ha scosso Parigi poco più di un mese fa, quando il corpo dell'ex modella ghanese Katoucha Niane, anche lei da tempo impegnata nella stessa causa, è stato ritrovato senza vita nella Senna.
Waris Dirie, nata nel 1965 in una tribù somala, subì l'infibulazione da bambina, e a 13 annu fu costretta dalla sua famiglia a sposare un uomo di 61 anni, che lei stessa ha più volte definito «un vecchio».
Fuggì dal suo Paese per raggiungere Londra, dove venne accolta dallo zio, un ambasciatore, per qualche anno. Qui lavorò in un McDonald's per qualche tempo, fino a quando venne notata da un fotografo che la lanciò nel mondo della moda.
E' famosa in tutto il mondo per aver lavorato per Levi's, L'Oreal, Chanel e Revlon, che ancora oggi la definisce una delle modelle più belle al mondo.
La sua carriera sotto i riflettori raggiunse l'apice nel 1987, quando venne scelta come attrice per girare «Agente 007 Zona Pericolo» al fianco di Timoty Dalton.
Chiuse con il mondo dello spettacolo nel 1996, quando scelse di usare la sua fama per difendere i diritti delle donne, facendosi paladina della battaglia contro le mutilazioni genitali.
Una lotta coronata dal raggiungimento di numerosi successi, come la nomina ad Ambasciatrice Itinerante dell'Onu e il conferimento, lo scorso anno, della Legion d'Onore.
Ma chissà se sapremo mai effettivamente cosa le è successo in quei due giorni di misteriosa sparizione dalla capitale belga???

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sabato 26 gennaio 2008

Fantastiche

Oggi pomeriggio ho seguito in diretta su raisportsat lo sci ed il pattinaggio su ghiaccio ed ho veramente apprezzato le nostre campionesse italiane che sono state fantastiche!

Nonostante il pollice fratturato ed il gesso, la sciatrice azzurra Denise Karbon ha vinto il Gigante di Ofterschwang, precedendo le austriache Hosp e Goerg. Una grandissima atleta che si ipoteca la coppa di specialità.

Carolina Kostner ha vinto il titolo europeo ai campionati di pattinaggio artistico di Zagabria. L'azzurra, che era già in testa dopo il programma corto di ieri, ha mantenuto la sua posizione di leader dopo il programma libero.E si riconferma campionessa agli Europei di pattinaggio artistico perchè aveva già vinto il titolo continentale a Varsavia lo scorso anno.Vederla pattinare leggera e sicura sul ghiaccio è sempre uno spettacolo bellissimo

Questa è l'Italia positiva, quella dei giovani e delle giovani che vincono con tanti sacrifici e tanta fatica ed abnegazione; si meritano un applauso grandissimo e tutta la nostra stima xchè rendono grande l'Italia !


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domenica 20 gennaio 2008

L'amore a quattro mani


"Così breve é il nostro Cammino
in questo sogno.
Il mondo di una rosa.
Ma noi lo rendiamo Immenso
Con soste di lunghi dolci baci
Sulle foglie aperte."
XV sec.a.C.


Cogli questo piccolo fiore
e prendilo.
Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere.
Non so se potrà trovare
posto nella tua ghirlanda,
ma onoralo con la carezza pietosa
della tua mano
e coglilo.
Temo che il giorno finisca
prima del mio risveglio
e passi l'ora dell'offerta.
Anche se il colore è pallido
e tenue è il suo profumo
serviti di questo fiore
finché c'è tempo
e coglilo.
R. Tagore


A San Valentino uscirà il film Parlami d'amore, tratto dal libro omonimo scritto da Carla Vangelista,53 anni, e Silvio Muccino, 25. E' la storia di un amore che pare impossibile ma che invece si rivela possibilissimo tra una donna di una quarantina d'anni, colta, ricca, sposata bene, e un ragazzo di vent'anni, sballato e ribelle, cresciuto in una comunità per drogati dove è stato abbandonato dai genitori, che è convinto di amare senza rimedio una coetanea viziata e distratta.
Una storia cinematografica ma anche nella vita di tutti i giorni è sempre più frequente ormai che donne adulte si innamorano di uomini più giovani di loro
Succedeva anche una volta, ma tutto restava nel più assoluto segreto ed erano poche eccezioni rispetto alla norma.
Come Sibilla Aleramo, per esempio. A 18 anni mi regalarono il suo Diario, un tomo spesso e complesso, che raccontava la sua storia d'amore di donna già molto matura ed in là con gli anni, come si soleva dire allora, con un giovanissimo poeta. Pagine e pagine segrete da lei scritte per anni, la passione x quest'uomo, le sue crisi di gelosia, l'ossessione x un amore che la trascurava e la tradiva, la paura di perderlo, le sue scenate, le lacrime, i pentimenti, gli abbandoni e poi il ritornare di nuovo insieme, con i dubbi, le ansie, le gioie di un amore difficile e complesso, ma mai sopito
Ricordo ancora quanto fece scandalo la storia d'amore tra l' ormai anziana attrice di teatro Paola Borboni, che da giovane era stata una bellissima donna, una delle prime o forse la prima a spogliarsi sulla scena, in un'epoca puritana, bacchettona ed ipocrita di inizio 900, e Bruno Vilar, originario di Gravellona Toce, una cittadina del VCO, più giovane di lei di molti anni. Le pagine dei nostri giornali locali scrissero fiumi di inchiostro sulla loro storia e guadagnarono come mai avevano guadagnato, soprattutto quando i due si sposarono, ma anche dopo, quando la loro storia d'amore finì tragicamente xchè lui morì in un incidente d'auto
Tutti quelli che avevano malignato che Villaraggia ( questo era il suo vero cognome) l'avesse sposata solo x i soldi, rimsero con un palmo di naso alla notizia della scomparsa improvvisa del giovane marito e al dolore infinito e sconsolato di lei
E poi ci sono state altre storie d'amore, da Franca Valeri alla De Sio, che ha avuto una storia lunga e importante con un uomo di oltre dieci anni più giovane, un grande amore finito all'improvviso xchè lui l'ha lasciata, fino alla Lollobrigida con un aitante, ricco bello e misterioso, giovin spagnolo!
Ma ultimamente tante donne adulte, quelle comuni che non appartengono al mondo dello spettacolo, si innamorano di uomini molto più giovani
Secondo me, questo sicuramente succede perchè la nostra società è ormai molto più libera dal provincialismo, dai pregiudizi, da un modo di pensare ristretto, borghese e perbenista
Oggi le donne vanno a lavorare, sono indipendenti, sono libere di scegliere la vita che vogliono fare senza troppi impedimenti e costrizioni; si sono riprese anni di vita che erano sempre stati loro tolti , xchè tanto spesso fino a pochi anni fa una donna di 40 anni veniva considerata vecchia, x esempio, mentre attualmente una quarantenne è ancora decisamente giovane, bella, attraente !
X secoli gli uomini anche anziani hanno sposato ragazze giovanissime e nessuno ha mai detto nulla, anzi!, ma una donna era già zitella prima dei venticinque-trent'anni e le si negava in pratica il diritto all'amore dopo quell'età
Mi sono sempre chiesta chi abbia stabilito x secoli che la vita sessuale, amorosa, professionale di una donna dovesse essere tanto più breve di quella di un uomo
Ma in effetti e' più facile o più difficile vivere con un uomo più giovane ? e che cosa unisce due persone di età così "lontana" oltre all 'amore, quel sentimento che accomuna un uomo ed una donna tanto spesso così diversi anche quando hanno la stessa età?
Una intesa amichevole, il carattere, quel feeling che nasce da una simpatia immediata e reciproca, da idee simili, dall'intelligenza, dalla cultura, dal modo di rapportarsi e di essere di lei o di lui, dal rispetto, dalla sensibilità, dalla tolleranza reciproca?
Io penso che se ci si innamora di un uomo molto più giovane si rischia molto di più di essere lasciate, ma penso anche che una unione così insolita può anche rivelarsi molto più solida di un'unione "normale" in qualche caso
L'amore è un momento magico ma talvolta è proprio solo un momento, un momento di passione e di follia, e quando finisce restano la sofferenza ed il dolore, e non c'è età x sentirsi sole inutili vecchie ed abbandonate, se il tuo lui ti lascia, soprattutto se ti lascia x una molto più giovane
Come non c'è età x sentirsi stanche, annoiate e sprecate con un partner coetaneo, nevrotico, afflitto dal lavoro, distratto e tremendamente prevedibile!
" L'amore non deve implorare e nemmeno pretendere, l'amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sé.Allora non è più trascinato, ma trascina." Herman Hesse

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lunedì 5 novembre 2007

Il punto G

Nei 4 giorni di vacanza dei Santi mi sono presa una pausa di riflessione anche dal mio amatissimo portatile che non ho aperto mai, anche se ero a casa. Ho passato il tempo a leggere, a poltrire un po' e a risistemare il giardino piccolo davanti a casa, tagliando le piante di mahonia ammalate e mettendo in terra i nuovi bulbi primaverili
Di solito lo faccio a fine settembre ma quest'anno il clima è ancora mite e il sole caldo permette di lavorare la terra anche ai primi di novembre, un'estate di San Martino che spero duri ancora un pochino, anche se talvolta al mattino la nebbia sporca offusca l'azzurro del cielo per qualche ora
Ho riflettuto sull'aggressività dei nostri ragazzi, che non riescono più a comunicare tra loro in modo tollerante, maturo e responsabile; sempre più spesso a scuola o fuori da scuola usano le mani per risolvere i loro problemi e le loro liti, maschi e femmine indistintamente.
Sono i nostri ragazzi che troppo spesso si picchiano o si insultano e non i ragazzi stranieri che frequentano con loro le nostre lezioni
Io riesco ancora e abbastanza bene a gestire le ore di lezione ma spesso devo imporre dei limiti ed impormi con una certa forza per avere la tranquillità necessaria ed il rispetto delle regole e di una convivenza civile necessaria e fondamentale
Preferirei non dover usare le note o i richiami scritti ma non vi è altra via per far capire che se si superano le linee fondamentali della buona educazione e della socializzazione positiva con compagni od insegnante, si finisce nell'anarchia e nel cattivo gusto o nella mancanza più completa del senso della misura
Solo così si evitano quelle spiacevoli situazioni di disagio e di malessere e di disordine che si creerebbero in classe se si permettesse agli alunni di fare caos
Ci vuole polso, costanza e coraggio per essere fermi e per sapersi imporre senza esagerare, e talvolta è una vera fatica perchè i ragazzi , e le ragazze, giovani sono sempre più abituati a vivere in un certo modo e con un eccesso di libertà "anarchica" dominante che non riconosce l'autorità dell'adulto e si ritengono pertanto in diritto di poter fare tutto ciò che vogliono
Questo è un fenomeno che si sta allargando a macchia d'olio ormai ma i media ne parlano solo quando vi è l'ennesimo episodio di bullismo sventolato su tutti i giornali o in Tv per l'ennesimo scoop del momento e il più delle volte scrivono ipotesi e soluzioni veramente inutili o dannose
Così come nei giorni scorsi sono stati scritti fiumi di inchiostro sulla signora romana aggredita a Roma da un cittadino romeno e la cui morte ha scatenato una grande bagarre ed una caccia ai Rom indiscriminata e politicamente di parte, con la solita triste e pietosa divisione tra destra e sinistra, tra sinistra moderata e sinistra radicale, ed un mare di parole sprecate inutilmente da tutte le parti e in tutte le trasmissioni TV
Gli stranieri anche comunitari che delinquono sono tanti ma quanti sono gli Italiani che commettono gli stessi reati?
Quante sono le donne italiane che ogni giorno subiscono violenza fisica o psicologica tra le pareti di casa?
Quanti sono gli Italiani che abusano delle prostitute straniere, schiave di uomini senza scrupoli e violenti, che vivono dei loro guadagni e le sfruttano senza pietà?
Sulla Stampa locale di ieri l'articolo più importante della prima pagina metteva in evidenza una maxi operazione della polizia di Verbania, denominata " Tantra Connection " , che ha scoperto un vasto giro di ragazze squillo cinesi tenute in schiavitù dalla mafia cinese.
In 12 case d'appuntamento della nostra zona, a Intra, Fondotoce, Pallanza, Baveno, Omegna - a Cireggio e a Crusinallo ! - Stresa, Ornavasso, Gravellona Toce ed Arona, si prostituivano giovani donne cinesi clandestine, tra i 20 ed i 45 anni, introdotte in Italia con mezzi di fortuna e provenienti da una zona industrializzata all'estremo nord-est della Cina
Sono quasi tutte madri di famiglia in condizioni disperate, attratte dalla promessa di un lavoro onesto, che si sono indebitate pesantemente per pagarsi il viaggio con l'organizzazione, gestita da una top manager cinese con sede operativa a Milano in zona via Paolo Sarpi, che già lo scorso anno era stata indagata perchè introduceva giovani clandestini cinesi e li avviava al lavoro irregolare nei cantieri del VCO.
Le malcapitate non hanno potuto fare altro che prostituirsi per saldare i debiti e mandare qualche soldo a casa
Grazie a complici cinesi regolari venivano affittati locali ed appartamenti dove le giovani esercitavano la professione con tariffe tra 30 e 100 euro - 6 mila euro settimanali per un introito annuo di oltre 300 mila euro !!! - e si pubblicavano inserzioni sui quotidiani locali, con il controllo totale di tutto il traffico delle prostitute
L'operazione è ancora in corso e si è estesa a molte altre città d'Italia
Io mi sono chiesta per l'ennesima volta: " Chi erano i clienti ? "
Come quelli che in passato facevano, e attualemnte fanno, la coda sui bordi delle nostre strade locali, anche in pieno giorno, per andare con le prostitute di colore africane, che arrivano in treno da Novara o da Torino, altri saranno regolarmente andati con quelle povere donne , vittime della mafia cinese, ma chi sono ???
Padri di famiglia ? bravi cattolici che la domenica vanno a messa? timorati uomini che invocano la pena di morte e la cacciata dei clandestini extracomunitari ? fidanzati , mariti , nonni ? e poi, chi altro ???
Tanti bravi Italiani ipocriti che parlavano e urlano e gridano Al Lupo Al lupo e poi...
e poi usano delle povere disgraziate giovani donne schiave del racket per i loro sporchi vizietti da 30 , 100, 300 miserabili euro e non si rendono neppure conto che in questo modo alimentano uno squallido mercato di carne umana straniera !!!
E la scorsa settimana, mentre la vittima dell'ennesima brutale aggressione romana stava morendo in ospedale e già si scatenava la bagarre dei media, il Signor B., a Verona alla Fiera dell'Anquariato, durante il suo discorso, diceva che il punto G delle donne è la lettera finale della parola shopping.
Un insulto alle donne, l'ennesimo, da parte di un 70enne con le idee da caserma, la peggiore, naturalmente , che esterna pubblicamente tutto fiero ed orgoglioso in ogni occasione pubblica !!!!
Povera Italia, e povere donne ...

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giovedì 11 ottobre 2007

Grandi, donne !

Oggi sono terminati i miei consigli di classe perchè quest'anno ne ho quattro e devo andare a scuola due pomeriggi diversi . Mentre stavamo parlando di strategie didattiche e di fasce di livello di apprendimento, ho riflettuto sul fatto che siamo quasi tutte donne, noi insegnanti, ma che, giovani o più anziane, riusciamo tanto spesso ad andare sempre in perfetta sintonia e a collaborare con estrema professionalità
Noi donne siamo più brave o siamo più portate ad insegnare? forse entrambe le cose o forse semplicemente riusciamo a capire meglio e subito i meccanismi che permettono di stabilire un contatto con i ragazzi e a trovare dei metodi efficaci, anche quando si deve tenere la disciplina e un minimo di rispetto fondamentale per una adeguata convivenza civile in classe
Questa sera invece, aperto internet, sono entrata subito nel blog della mia amica Marbe Il Pozzo dei miei Pensieri , che trovate linkato qui a fianco nel menù, ed ho letto i suoi due ultimi post veramente molto interessanti e profondi
Uno in particolare affronta il discorso della morte di un amico e del fatto che non è mai facile per nessuno, né la famiglia né gli amici intimi, accettare la scomparsa di una persona cara
Marbe, che conosco ormai da alcuni anni, prima come lettrice del mio primo blog, poi come amica ed infine scrittrice del suo sito e del blog corrispondente, è sicuramente da leggere e da non perdere perchè riesce ad esprimere pensieri e concetti comuni ma universali che portano alla riflessione sul nostro mondo di tutti i giorni e sui suoi perchè
un Brava dunque a Marbe con tutto il mio affetto e l'augurio che anche lei possa diventare una blogger di grande successo !!!
E poi è proprio di oggi la notizia del premio Nobel per la letteratura alla scrittrice britannica di origine iraniana Doris Lessing, 88enne, premiata per essersi distinta come «cantrice dell'esperienza femminile, con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa»
Un Bravissima anche a lei, all'autrice di alcuni libri che ho letto con grande piacere, la cui vita è stata molto interessante ed avventurosa, e che ancora oggi è originale e unica ed è il simbolo del femminismo, quel femminismo che piace molto a me.
E' nata il 22 ottobre 1919 come Doris May Tayler, a Kermanshah, in Persia, nell’attuale Iran. La famiglia della scrittrice inglese si trasferì poi nella colonia inglese della Rhodesia del Sud (l’odierno Zimbabwe) nel 1925, conducendo la difficile vita dei coltivatori di mais.
Sfortunatamente i mille acri africani non divennero sufficientemente fecondi ed ostacolarono il desiderio di sua madre di vivere il sogno vittoriano delle «terre selvagge». Doris Lessing frequentò una scuola cattolica femminile, sebbene la sua famiglia non fosse cattolica ma lasciò la scuola all’età di 15 anni, divenendo da quel momento autodidatta.
Nonostante le difficoltà e un’infanzia infelice, le opere della Lessing sulla vita nell’Africa inglese sono piene di compassione sia per le infruttuose vite dei coloni britanici sia per le sfortune degli indigeni. La scrittrice si è sposata due volte, ha divorziato entrambe le volte ed ha tre figli.
Il secondo marito fu Gottfried Lessing, un emigrante tedesco, di cui ha mantenuto il cognome.
Il suo primo romanzo, L’erba canta, fu pubblicato a Londra nel 1949, dopo il suo trasferimento in Gran Bretagna. Nel 2001 è stata premiata con il Premio Principe delle Asturie nella categoria Letteratura per le sue opere in difesa della libertà e del Terzo Mondo e con il Premio Grinzane Cavour.
Le opere della Lessing sono comunemente divise in tre periodi: il comunismo (1944-1956), quando scrive radicalmente su temi sociali, il tema psicologico (1956-1969) e il sufismo che viene esplorato nella serie di «Canopus». Dopo i temi sufisti la Lessing ha lavorato in tutte e tre le aree. Il suo romanzo Il taccuino d’oro è considerato un classico della letteratura femminista da molti studiosi, ma stranamente non dall’autrice stessa. Il romanzo la fece entrare nella rosa dei possibili candidati nel 1996 al Premio Nobel.
La Lessing in effetti non ama l’idea di essere considerata un’autrice femminista. Quando una volta le chiesero perchè, rispose: «Quello che le femministe vogliono da me è qualcosa che loro non hanno preso in considerazione perchè proviene dalla religione. Vogliono che sia loro testimone. Quello che veramente vorrebbero dirmi è Sorella, starò al tuo fianco nella lotta per il giorno in cui quegli uomini bestiali non ci saranno piu». «Veramente vogliono che si facciano affermazioni tanto semplificate sugli uomini e sulle donne? In effetti, lo vogliono davvero. Sono arrivata con grande rammarico a questa conclusione».
La Lessing può essere inoltre considerata originale anche perchè ha scritto numerosi racconti sui gatti, i suoi animali preferiti. Ed i miei !

Un'altra donna che in questi giorni è spesso sulle pagine dei giornali è Rosy Bindi, che è stata in Piemonte per la campagna del PD, il Partito democratico di cui ci saranno le Primarie domenica 14 . Io voterò per lei perchè è la sola donna candidata ma non solo, perchè ha difeso con coraggio le sue idee ed ha sempre espresso ciò che riteneva inutile o dannoso nella campagna PD.

Bastino alcune sue prese di posizione di questi ultimi giorni o settimane per capire che è decisa ed in camba, con le idee ben chiare e senza peli sulla lingua nell'esprimerle a voce forte e chiara.

" Prendo molto sul serio il voto del 14 ottobre e per questo bisogna far conoscer presto i luoghi in cui si vota, c’è bisogno di un’informazione capillare; ho chiesto che questi luoghi siano neutri rispetto ai candidati e alle eventuali, loro organizzazioni di riferimento e che ci sia la possibilità di pluralismo nelle nomine degli scrutatori e dei rappresentanti di lista». «Da cattolica so che esiste il peccato originale e le regole, come la legge e il controllo sono necessarie, perchè nessuno è perfetto. Spero che le mie parole non siano strumentalizzate. La vigilanza e la verifica sono un esercizio di democrazia, al pari del voto». "Il procedimento di scrutinio sarà più macchinoso di quello del ministero dell'Interno" "Il 14, la notte delle primarie, dovremo vigilare perché il peccato originale esiste",

Riferita alla notte dello scrutinio delle primarie, sono frasi molto significative

Ma che cos'è il peccato originale, secondo lei? Per Rosy, la circostanza che il Pd è fatto troppo dagli apparati, e troppo poco dai cittadini comuni; quegli apparati che si accontenterebbero di un milione di votanti, che secondo lei invece sarebbe un flop.
"Un milione di voti? Non sarà un successo" "Un milione di votanti sarebbe una partecipazione considerevole, ma non un successo. Sopra il milione, invece, sarebbe un successo".

Sui Dico, ha qualche amarezza. La proposta di legge «era un punto di equilibrio saggio, importante». «Io sono sempre disponibile a difendere quel testo in Parlamento» , «però, per responsabilità non del governo ma della sua maggioranza, non sembra esserci una maggioranza parlamentare nelle due Camere».
Sulla legge elettorale, invece, pensa ad un ritorno al Mattarellum: «Stiamo provando a cambiare la legge , ma c’è una minoranza disponibile a fasi alterne e a componenti alterne». «Le riforme vanno fatte tutti assieme» , «il centrosinistra dovrà elaborare una proposta e poi aprire un dialogo con tutta l’opposizione. Non mi piace l’idea che pezzi di maggioranza dialoghino con pezzi di opposizione, perchè sarebbe una prova delle maggioranze variabili». E da parte di Berlusconi, «cioè il capo dell’opposizione, c’è un indisponibilità registrata».
Sulla crisi della politica, crede nell'effetto terapeutico del Partito democratico: «Non sarà la panacea ai mali, sarà uno strumento per aiutare il Paese ad uscire da questa lunga transizione politica. Questo Paese è in ritardo perchè è mancata una politica forte».

"Veltroni vuole Veronica Berlusconi nel Pd? Questa e' l'esternazione piu' improbabile che ho sentito dall'inizio della campagna per le primarie". "Io ci ho pensato ma, francamente, non ho trovato alcun marito o moglie di esponenti del centrodestra che vorrei nel mio partito".
«Non si possono sostituire le oligarchie dei partiti alle oligarchie della società civile», ha spiegato il ministro ai microfoni di Radio Popolare, «il Pd deve essere il partito degli italiani normali, quelli che la mattina escono di casa, fanno la fatica con il sistema dei trasporti che abbiamo ad andare a lavorare, che hanno il problema dei figli, della crescita della famiglia. Se non irrompe nella politica questa Italia perderemo l’ennesima occasione "

Sagge parole che spero tutti ascoltino, anche i nostri politici locali, che non l'hanno seguita ma sono andati per altri lidi con altri candidati ben diversi da lei

Un Molto Brava anche a lei e l'augurio che possa avere un buon successo domenica, insieme ai suoi candidati, soprattutto il nostro giovane amico Paolo, qui da noi nel seggio 16

E un BRAVE a Tutte le Donne che ogni giorno vanno a lavorare, anonime e non famose, e che poi, dopo una faticosa difficile giornata passata fuori, tornano a casa e devono affrontare i problemi di famiglia , i mariti i figli le suocere e le preoccupazioni e le difficoltà di arrivare alla fine del mese...


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domenica 26 agosto 2007

Armonia

La natura è armonia
Vivere a contatto con la natura è armonia
Armonia dell'anima,
Armonia della mente,
Armonia fisica
Armonia con se stessi e con gli altri...
Il fuoco ha bruciato il sud dell'Italia e la Grecia. Natura distrutta. Morti e feriti. L'armonia del nostro territorio si è infranta.
La follia umana non è mai armonia. La follia degli uomini che hanno appiccato quegli incendi è male, è morte, è dolore, è distruzione...
C'è sempre più male in noi e nel nostro mondo e l'armonia sta svanendo oscurata da sentimenti di odio, di violenza, di rabbia e di disperazione...
La "civile" Inghilterra ha scoperto la violenza giovanile delle gang che uccidono i bambini innocenti e l'indifferenza di chi era stato avvertito, ma non ha fatto nulla per impedire un efferrato omicidio.
Un paese moderno e libero, la Gran Bretagna, il cui governo però ha deciso la deportazione di Pegah Emambakhsh, la giovane lesbica fuggita due anni fa dall’Iran passando dalla Turchia. La sua richiesta di asilo è stata rifiutata perché non c’è modo di dimostrare il suo orientamento sessuale!
Non importa loro che rischi le cento frustate previste dal codice penale iraniano. Una pena inferiore rispetto alla condanna morte, prevista per il reato di sodomia, ma da non sottovalutare tenuto conto che, tornata in cella, non sarà certo un medico a occuparsi delle ferite.
Detenuta in un centro di accoglienza nei pressi di Bedford, Pegah sarà deportata martedì 28 agosto con il volo diretto della British Airways delle 21.55 dall’aeroporto londinese di Heathrow. Le assistenti di volo dovranno avere l’accortezza di liberarla dalle manette poco prima dell’atterraggio per darle modo di indossare spolverino e foulard, altrimenti rischierà un’ulteriore dose di frustate per avere contravvenuto all’obbligo del velo.
Ad attenderla in aeroporto non ci saranno i due figli, frutto di un matrimonio combinato, che non può più vedere. E non ci sarà nemmeno la sua compagna, arrestata tempo fa e di cui nulla si è più saputo. Al loro posto ci saranno le poliziotte, una novità voluta dal presidente Ahmadinejad: sono in servizio da pochi mesi ma già si sono fatte la fama di essere spietate.
Pegah finirà in carcere, giusto il tempo di calmare le acque e dare avvio al solito processo sommario, visto che la magistratura è da tempo controllata dai falchi conservatori. Nel suo caso, visto il polverone che ha sollevato, potrebbe essere persino accusata di avere attentato alla sicurezza dello Stato.
I rischi che corre Pegah sono gli stessi di Yasmin K., a rischio espulsione in Germania, e che avrebbe corso la lesbica iraniana ventisettenne che nel 2006 non fu deportata perché i giudici di Stoccarda decisero che, pur non avendo le carte in regola per la concessione dell’asilo, non la si poteva condannare a morte sicura.
La campagna affinché Pegah ottenga l’asilo è portata avanti da Matteo Pegoraro e Roberto Malini dell’associazione italiana EveryOne, che sta gestendo il caso con la cooperazione dell’Iranian queer organization, una delle numerose organizzazioni omosessuali iraniane all’estero.
A salvare la vita di Pegah – suggerisce Arcigay - potrebbe essere la richiesta del premier Romano Prodi al britannico Gordon Brown, affinché il Regno Unito rispetti la Convenzione dell’Onu per i rifugiati che obbliga i Paesi firmatari a offrire protezione a tutti coloro che temono di essere perseguitati per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un particolare «gruppo sociale» od opinione politica. È dal 1999 che Londra riconosce gli omosessuali «gruppo sociale» e per questo due anni fa Pegah aveva scelto proprio il Regno Unito.
Ben diversa invece la storia delle giovani afgane che giocano a pallone.
La nazionale femminile di calcio afgana ha debuttato all’estero, in Pakistan, per affermare la propria indipendenza. 20 giocatrici, due allenatrici e un coordinatore, tecnico capo e portavoce di una squadra femminile nata tre anni fa e mai messa alla prova.
Venerdì scorso la nazionale afghana ha attraversato il confine, come squadra riconosciuta, con le maglie sociali, i gagliardetti da scambiare, le tute uguali. Un espatrio consentito e addirittura incoraggiato. Sono andate in Pakistan per partecipare al terzo «Torneo femminile», con le partite che durano 70 minuti con gironi a metà fra nazionali e club: Punjab, Afghanistan, Pakistan e poi Sindh red, Diya, Young Rising star.
La normalità è lontana, eppure non è mai stata così a portata di mano.
Il viaggio in Pakistan è storico, perchè fino a oggi le ragazze, che non sono mai state tanto numerose, si sono esibite in partite amichevoli con formazioni di quartiere e bambini.
Contro gli uomini non si gioca. Non esistono società, solo un gruppo che si allena nello stadio di Kabul. È lo stesso stadio scelto dai talebani come mattatoio. Durante il regime non c’era il calcio, neanche quello maschile. Nessuno ha più giocato dal 1984, la nazionale uomini è riapparsa nelle qualificazioni per la coppa d’Asia nel 2002, quella delle donne non ha idea di quando potrà avvicinarsi ad una competizione vera, però per la prima volta ha lasciato lo stadio di casa.
È un posto di fantasmi, usato come esempio di quanto l’Afghanistan sia cambiato e anche l'unico luogo in cui sfogare la voglia di indipendenza.
A lungo è stato gestito dalle ong, organizzazioni non governative, l’ultima si chiama «Fighting for peace» e si occupa di boxe, ma ci sono anche corsi di taekwondo piuttosto seguiti.
«Le ragazze prima non potevano circolare ora possono tirare pugni», hanno poster di grandi pugili appesi alle pareti, sognano di andare alle Olimpiadi anche se la boxe femminile, al momento, non è sport Olimpico.
L’emancipazione dentro il Kabul Stadium segue un corso indipendente e il fatto che si provino i rigori dove prima le donne venivano giustiziate con un colpo alla nuca, è un altro mondo, non solo un passo avanti, anche se in tv non si parla dell’Afghanistan per la nazionale femminile e le notizie sono altre. Anche se si contano i rapimenti e non i gol e solo quest’anno due giornaliste sono state ammazzate in casa loro, colpevoli di aver scelto un lavoro poco adatto e di farlo in modo troppo spregiudicato. Sopra la stessa area di rigore dove Zarmina è stata giustiziata il 16 novembre 1999, oggi, Shamila Khusrid entra in scivolata su un’avversaria.
Zarmina, madre di 5 figli, aveva ammazzato il marito. La picchiava da anni, non c’è stato processo, solo un campo spelacchiato dove inginocchiarsi in mezzo a gradinate vuote e morire.
Il campo è sempre malridotto, servono troppi soldi e già è stato difficile reperirli per la trasferta storica. Partenza all’ultimo minuto. Mai uscite dal loro paese, dalla loro città, mai usato il campo intero. Ne sfruttano metà e lavorano con le due allenatrici femmine anche se quando bisogna entrare in campo, la formazione la decide l’uomo di casa.
Il torneo pakistano è «una collaborazione per uscire dai periodi bui», le giocatrici «mettono una grinta in quello che fanno che le porterà lontano», e anche se «non hanno tutti i ruoli a posto, ora importa arrivare allo stesso livello degli avversari».
Al Jinnah sport stadium di Islamabad, le iscritte indossano il berretto da baseball e le tute lunghe. Non portano mai il velo, durante gli allenamenti stanno spesso a capo scoperto e sembrano convinte che questa nuova generazione farà la differenza e la farà giocando a pallone. O tirando pugni o con le arti marziali.
Tutto lo sport prima era proibito, ma nessuna vuole giocare a pallavolo e hanno le idee confuse su come si arriva alle Olimpiadi e su quanti gradi di separazione esistono tra il «Torneo femminile» di Islamabad e la coppa del mondo.
Sanno quanto è stato importante uscire dal paese per giocare e 70 minuti possono anche non essere regolamentari, ma non importa: la federazione che benedice il viaggio e la fascia da capitano e i tacchetti sotto le scarpe sono molto professionali.
Le giocatrici del Pakistan hanno un’allenatrice tedesca, Monica Staab. L’estate scorsa sono state in Giordania per un quadrangolare e hanno scoperto quanto è diverso muoversi per qualcosa che conta, contro un’altra nazione.
Per la prima volta parteciperanno alla qualificazioni per la Coppa d’Asia nel 2008.
Le afghane vogliono arrivare lì, a quel livello, a uscire dal caso sociale per diventare una nazionale che si gioca un posto nel continente. Non nel 2008, ma la prossima volta.
Il torneo femminile è stato voluto dalla Fifa e approvato in Svizzera, a maggio, durante il 57° congresso: «Sarà utile, per le donne nei paesi musulmani il calcio è un mezzo di emancipazione». L’emancipazione dell’Afghanistan che non segue linee rette e passa per lo stadio di Kabul, con tutti i suoi fantasmi.
Attualmente sono 500 le Atlete tesserate a Kabul dove, fino al 2001 alle donne era proibito fare sport.
Un piccolo passo verso l'armonia in un paese ancora in guerra, dove la morte e l'orrore sono sempre presenti, purtroppo...
Armonia per vivere in pace !

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domenica 22 aprile 2007

Frammenti di memoria ... la Resistenza

Arrivando dal centro di Omegna, si prende via De Angeli e si arriva al ponte sul fiume Strona, che scende dalla valle omonima. una valle molto bella con la stretta strada che sale curvando lungo il fiume a raggiungere i vari paesi su su fino a Forno, l'ultimo prima delle montagne e dei sentieri alpini che hanno visto passare, x due lunghi anni e due inverni freddi e nevosi, il '43-44 ed il '44-45, i partigiani combattenti ed i fascisti ed i tedeschi che rastrellavano tutta la zona, confinante con l'Ossola e la Svizzera e con la Valsesia.
Nella primavera 1994 insegnavo francese in Valle e ho collaborato ad una ricerca dei ragazzi di seconda e terza media di Valstrona, da cui nacque poi un piccolo libretto curato editorialmente dal Comune e con il patrocinio della Regione Piemonte. Le foto erano di Carlo Pessina, un fotografo molto noto qui in zona.Il titolo era I Luoghi della resistenza in Valle Strona e la maggior parte delle testimonianze era stata raccolta dagli alunni nei paesi.
I testimoni erano le donne e gli uomini che avevano assistito agli avvenimenti, agli eccidi ed alle stragi dei Fascisti ed alle aggressioni, ai pestaggi o alle morti di alcune donne che avevano protetto i partigiani, spesso i mariti o i figli che erano saliti in montagna.
In questa piccola valle, conosciuta attualmente da pochi appassionati di montagna, splendida e solare, gli episodi atroci furono molti, troppi in effetti.
Io ho tradotto dal dialetto locale le voci ed i racconti registrati ed ho scritto a computer gli episodi più significativi.
In queste storie di tanti anni fa ci sono i nomi dei 6 giovani della valle e della pianura, che morirono fucilati a Strona il 27 giugno '44, senza conforto religioso, dopo essere stati presi in un'imboscata e condotti a Omegna, x essere interrogati e poi condannati a morte e riportati su in paese su un camion, i 9 giovani che, feriti o ammalati, furono accolti nella casa del parroco don Giulio Zolla, ma vennero barbaramente assassinati a Forno il 9 maggio '44 dai militi della Muti, giunti da Fobello con il sottotenente De Filippi.
Veramente toccanti le parole del parroco Zolla, scritte x non dimenticare quei sanguinosi momenti di barbarie e ferocia a cui dovette assistere e le parole del fascista che gli ordinò di tenere i cadaveri dei morti, finiti tutti con un colpo in testa, lì sul posto fino alla sera x farli poi portare al cimitero dagli uomini che sarebbero rientrati dal lavoro!
Alcuni testimoni partigiani che hanno raccontato episodi di guerra e di fughe che hanno permesso loro di sopravvivere, seppur feriti, li ho conosciuti anch'io molti anni dopo quelle vicende, come Sabatino Meloni o Pippo Coppo, comandanti di brigate partigiane, che vivevano qui a Crusinallo, Bortolo Consoli, che era amico dei miei genitori e veniva spesso a casa mia e nelle scuole a parlare con gli alunni, o Bruno Rutto e suo fratello, che lavorava con mia mamma, e ricordo pure il dottor Balconi, di Omegna, che in qualità di medico fu di grande aiuto x tutti quelli che avevano bisogno e che andò spesso a prendere i morti abbandonati.
Alcuni dei nomi di quei giovani li avevo già sentiti nominare da mia mamma, come Nandino Bariselli e Giovanni Sozzi, suoi compagni di classe, uccisi a Chesio il 9 maggio ' 44 da una compagnia di militi fascisti della Tagliamento, dopo essere stati presi insieme con altri 3 della loro pattuglia e crudelmente torturati, o Alberto Realini, cognato di una sua collega d'ufficio, ucciso il 14 aprile 1945 all'Alpe Cardello, qui sopra Crusinallo.
Realini e i suoi due compagni, probabilmente traditi dalla spiata di una di qui e caduti in un'imboscata, si difesero strenuamente ma furono sfigurati dalle molte ferite e uccisi da un colpo di pistola sparato a bruciapelo. I fascisti scesero poi a piedi giù dall' Alpe Colla e arrivarono qui dietro a casa mia. Erano i fascisti del presidio di Omegna, che si trovava all'interno e delle scuole e degli uffici della ferriera Cobianchi, la ditta dove mia mamma era impiegata, al comando del quale vi era il tenente Finestra. Quando arrivarono a fondovalle, in casa di mia nonna c'erano solo lei, mia zia e mia mamma, che dovettero uscire e chiedere loro se avevano bisogno xchè uno era portato a braccia su di un asse. Il capo disse che il soldato era solo ferito ma che andava tutto bene, x mia mamma invece era già morto!
Da Omegna i fascisti se ne andarono il 24 aprile 1945, con un accordo con i capi partigiani, che li lasciarono liberi di scendere verso Gravellona e verso il lago Maggiore, Baveno, Stresa, Arona ed il fiume Ticino.
Mia mamma incontrò i primi partigiani scesi a valle proprio qui in fondo alla strada, seduti su un sasso che fumavano...
Ma la Valle Strona non festeggiò la partenza dei fascisti e dei tedeschi xchè ancora stava piangendo la morte di tanti giovani e di Giustina Peretti, giovane donna incinta di diversi mesi, che fu trovata in casa, a Forno, con la figlioletta e uccisa il 25 marzo 1945 da una raffica di mitra.
Quel giorno i militi della brigata Ravenna stavano cercando un partigiano ferito e le loro nefandezze in paese furono notevoli : minacciarono di morte il parrocco Zolla, bruciarono diverse case della piccola frazione di Otra, rastrellarono gli abitanti ed uccisero prima Giustina, dopo averla schernita e beffeggiata, e poi Calogero Calleri, un giovane operaio siciliano che lavorava nelle miniere di Campello. Calogero subì sevizie e torture e fu fucilato alle porte del paese.
Di loro e di tutti gli altri martiri della Resistenza restano lapidi, monumenti, murales e cippi a ricordo. A tutte le donne della valle, che hanno rischiato più volte la vita x autare i resistenti, è stato eretto all'Alpe Quaggione un monumento in memoria.
Noi ricordiamo sempre il 25 aprile come il giorno della Liberazione, ma qualche volta io mi chiedo se ne valeva la pena, rischiare la pelle e lasciarcela x un paese che ben raramente ricorda i loro sacrifici e le loro vite date con tanto coraggio in nome della libertà ...
Tanto sangue versato x chi ? x che cosa?

* Bortolo Consoli fu x anni il presidente dei partigiani locali sopravvissuti e scrisse parole di fuoco quando l'ex tenente Finestra, il comandante fascista del presidio di Omegna, dove morirono tanti partigiani e civili nei due anni della resistenza nelle azioni dai lui comandate, fu eletto sindaco di Latina!

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