Pensieri in Libertà

mercoledì 24 febbraio 2010

Condanna per video di bullismo

" Il primo processo, anche in campo internazionale, ai responsabili di un provider di internet per la pubblicazione di contenuti sul web si è concluso oggi a Milano con la condanna di tre dirigenti del più famoso motore di ricerca al mondo, Google.
Una sentenza, quella del Tribunale italiano, che ha ricevuto critiche dell’ambasciatore americano a Roma, David Thorne, il quale ha spiegato che gli Usa sono rimasti «negativamente colpiti dalla odierna decisione», perchè «il principio fondamentale della libertà di Internet è vitale per le democrazie».
Il giudice monocratico della quarta sezione penale, Oscar Magi, ha condannato i tre dirigenti di Google a 6 mesi, con la sospensione condizionale della pena, per violazione delle privacy, assolvendoli invece dal reato di diffamazione. Assolto un quarto dirigente che era accusato solo di diffamazione.
Per il colosso americano del web, finito oggi nel mirino anche dell’antitrust europeo che ha aperto un’indagine per capire se utilizzi pratiche anticoncorrenziali, la decisione del Tribunale di Milano, che ha già diviso gli esperti tra pro e contro e scatenato la reazione di alcuni blogger, è «un attacco alla libertà della rete e noi faremo appello».
Per i pm, invece, è una sentenza che «tutela la dignità delle persone».
Al centro del processo, c’era un video che mostrava un ragazzino disabile insultato e picchiato da alcuni compagni di scuola di un istituto tecnico di Torino.
Il filmato venne realizzato dagli studenti nel maggio 2006 e da loro caricato su Google Video l’8 settembre, dove rimase, cliccatissimo nella sezione “video più divertenti”, per circa due mesi, fino al 7 novembre, prima di essere rimosso dal provider statunitense.
I quattro studenti sono stati condannati nel dicembre 2007 a 10 mesi di messa alla prova dal Tribunale dei minorenni di Torino.
Soddisfazione di Guido Camera, legale dell’associazione Vividown, costituita parte civile nel processo (nel video in questione veniva derisa e insultata dagli studenti mentre vessavano il disabile). «Quello che a noi interessava - ha spiegato Camera - era l’affermazione della responsabilità penale dei dirigenti di Google, e questa è stata riconosciuta dal giudice». La finalità dell’associazione, infatti, ha aggiunto l’avvocato, «è sociale ed educativa, ed è stato importante che con questo processo si sia presa una posizione ferma a tutela della privacy delle persone, che vale per Obama come per un ragazzino disabile». da La Stampa To

Questa sentenza farà sicuramente discutere ma come educatore non posso che apprezzarla
Il web ed internet sono utili ed importanti per moltissime iniziative ed attività ma in questo caso penso che chi da' la possibilità a tutti di pubblicare video debba anche cercare di controllare, pur rispettando la libertà dei singoli, che si rispettino tutte le persone
In particolare i disabili o chi ha problemi di diversità
il bullismo è una grave forma di incivile convivenza con gli altri e deve essere combattutto in tutti i modi possibili, ovunque e comunque, perchè può fare gravi danni nelle vittime che subiscono soprusi e persecuzione
In nome della libertà, troppo spesso si permettono gravi episodi di inciviltà e di barbarie nei confroni di chi non è in grado di difendersi e di difendere la propria dignità di individuo
La sensibilità è personale ma chi non ne ha e abusa della propria forza e della propria violenza, fisica o verbale che sia, deve essere fermato
Mi spiace per gli Americani , ma la sentenza del tribunale italiano non è nè ingiusta nè strana
Trovo invece insensato che si permetta di pubblicare migliaia di video senza un minimo di controllo
La rete è vasta ma non tutti in rete usano il buon senso purtroppo ....

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martedì 23 febbraio 2010

Basta con ' sto principe !!!

Domenica sera Luciana Litizzetto, a Che tempo che fa, ha fatto una divertente parodia della regina del Burlesque, la ballerina americana che si è spogliata la prima sera del festival di Sanremo. E naturalmente, a modo suo, con la sua solita verve dissacrante, ha parlato anche lei del Principe Savoia che ha cantato a Sanremo
Oggi pomeriggio nel contenitore di Rai 1 con Sposini hanno parlato per oltre un'ora del principe e di tutte le sue virtù o non virtù
Una sviolinata disgustosa !!!
Ma possibile che con tutti i problemi che ci sono in questo momento in Italia si debbano sprecare ore ed ore di servizio pubblico a parlare di questo tizio?
Ma perchè non lo mandiamo in miniera a lavorare, il principino erede di casa Savoia, accidenti ?
Oggi aprendo le pagine del quotidiano sono inorridita quando ho letto di quel giovane piccolo industriale che si è suicidato perchè non aveva più i soldi per pagare gli operai
Uno onesto che si è tolto la vita, mentre tanti altri sono stati inquisiti per corruzione, truffe, furti di tutti i tipi e qualcuno è pure fuggito all'estero!
Che mondo , che schifo ...
e poi almeno una buona notizia
" È stato oscurato il gruppo su Facebook «Deridiamo i bambini Down» che ieri contava pare circa 800 "iscritti" e che esponeva un bimbo che aveva le caratteristiche della malattia, e sulla cui fronte era scritto «scemo».
Sul sito ora oscurato si leggeva: «È così difficile da accettare questa malattia... perchè dovremmo convivere con questi ingnobili creature (...) io ho trovato la soluzione: consiste nell’usare questi esseri come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio».
Follia pura e deviata di pochi , ma facilmente influenzabile su menti fragili e deboli, che insozza la rete
Chissà perchè ogni tanto questi dementi vengono fatti conoscere al pubblico, così poi anche qualcun altro, più deficiente di loro, finirà con l'imitarli ?
Io ho pubblicato nell'altro mio blog, Omegna e dintorni, i pensieri di alcuni miei alunni di 12-13 anni che hanno seguito il Laboratorio di Volontariato del primo quadrimestre
Sono riflessioni semplici ma pulite e piacevoli, belle da leggere e significative perchè almeno loro sono ancora sani Una speranza per un futuro non ancora troppo bacato da questa società sempre più squallida, insensibile ed individualista ...

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mercoledì 10 febbraio 2010

Safer Internet Day

Ieri era il Safer Internet Day , la giornata europea per la sicurezza in Rete organizzata da InSafe, la rete europea di cooperazione per la promozione dell’uso sicuro di Internet, costituita e cofinanziata dalla Commissione europea, con il patrocinio del Ministro della Gioventù, in collaborazione con Polizia Postale e delle Comunicazioni e Save The Children.

Una ricerca condotta da Microsoft in 11 paesi europei, Italia compresa, su 14mila utenti, sia genitori sia minori, ha stabilito che " il 79% dei teenagers europei ha almeno una pagina personale su un social network" e che " il 43% ritiene sia pienamente sicuro postare e condividere informazioni personali attraverso i social media, al punto da inserire online anche dati e riferimenti particolarmente sensibili
In Italia il 26% dei ragazzi condivide il proprio indirizzo di casa, il 56% indica il nome della propria scuola, il 76% si scambia foto e video anche di amici e il 59% l’indirizzo di posta elettronica o di instant messaging.
Anche solo una di queste informazioni, condivisa senza attenzione nel Web, può permettere ad eventuali malintenzionati di aprire un fronte pericoloso di contatto.
... quasi due terzi dei teenager europei (63%) sono stati contattati online da sconosciuti, una percentuale che sale al 73% in Italia, la più alta tra i diversi paesi.
... più del 46% dei ragazzi spesso, spinto dalla curiosità, risponde a persone non fidate.
Nonostante queste evidenze, il 59% dei genitori si dichiara sereno sulla navigazione in rete dei propri ragazzi, convinto che sappiano adottare tutte le precauzioni per proteggere e condividere responsabilmente le informazioni online.
... ben il 40% dei genitori italiani non ne controlla i movimenti online o i post pubblicati. Percentuale che cresce se vista attraverso le risposte dei più giovani: per il 66% dei teenager europei, infatti, i propri genitori non fanno nulla per limitare o controllare il loro utilizzo di Internet. Così è anche per il 55% dei ragazzi italiani, mentre solo 1 su 10 ha un sistema di parental control installato sul proprio computer (12%) o utilizza Internet in soggiorno anzichè nella propria camera da letto (15%).
La presunta «tranquillità» dei genitori nasce anche dalla convinzione di saperne abbastanza o molto di computer e Web ( il 77% del campione in Italia), ma anche in questo caso i giovani la pensano diversamente e, solo il 56% dei figli, ritiene di avere mamma o papà sufficientemente competenti sulle nuove tecnologie."
I risultati dell’indagine confermano quindi l’urgenza di continuare ad investire nella sensibilizzazione sull’uso sicuro di Internet non solo tra le nuove generazioni ma anche verso genitori, insegnanti e tutti coloro che dovrebbero saper guidare e proteggere i ragazzi anche nel nuovo mondo virtuale." da La Stampa To
Stamattina ho accennato ai miei alunni di terza media alla giornata di ieri ed al messaggio in Tv "Posta con la testa " -Think B4 U post!- Quasi nessuno di loro lo aveva visto o vi aveva fatto caso.
Quando ho spiegato qual era il significato di questa pubblicità anomala, alcuni di loro, candidamente, mi hanno detto che sono stati contattati in passato da persone adulte malintenzionate ed uno di loro ha aggiunto che ha dovuto cancellare completamente la sua pagina personale in netlog , o un network simile, per il continuo spamming o stalking online, se preferite, da parte di adulti sconosciuti !!!
Mi è venuta la pelle d'oca a sentirli parlare dei rischi che hanno corso come se fossero fatti banali di tutti i giorni
Ma e i loro genitori ? ne avranno parlato con loro? si preoccuperanno di controllarli qualche volta?
Ma chi protegge i nostri minori, se nessuno in famiglia pensa ai danni che possono subire navigando in rete ?

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venerdì 31 luglio 2009

Dialetti a scuola e continuità didattica

" ... Le polemiche erano nate in commissione Cultura della Camera con la proposta di un test di dialetto per insegnanti da parte di Paola Goisis della Lega nord come emendamento al testo di riforma proposto dal presidente della stessa commissione Cultura, Valentina Aprea.
Il ministro Gelmini non rifiuta in toto la proposta avanzata dalla Lega e che tante polemiche ha suscitato ma ridimensiona la polemica:
«Credo sia logico avere delle sfumature diverse ma le posizioni di Pdl e Lega non sono inconciliabili. Sui giornali è nata una polemica distante dalla realtà. La maggioranza ha già assunto delle decisioni importanti sulla scuola. E non c’è alcuna distanza tra Pdl e Lega».
Ma sono gli stessi esponenti della Lega, con il capogruppo Roberto Cota, che fanno un mezzo passo indietro.
Il capogruppo alla Camera Cota precisa che «il presunto esame di dialetto è una bufala. La proposta è quella di fare dei test preselettivi per consentire l’accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge in discussione».
«Nel testo dell’emendamento - osserva l'esponente del Carroccio - la questione del dialetto non compare nemmeno».
Mariastella Gelmini vede il lato positivo e osserva che «è una proposta sulla quale si può assolutamente ragionare».
Il ministro dell’Istruzione, assicura che «non c’è su questo tema alcuna conflittualità tra Lega e Pdl. È una polemica distante dalla realtà», perchè la Lega «ha sollevato un problema importante come quello della continità didattica, cioè del dovere della scuola di garantire la presenza degli stessi professori per tutto l’anno scolastico e possibilmente per il biennio».
«Esprimo solidarietà al governo - aveva intanto ironizzato il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione - perchè i giornali non lo capiscono mai. Forse se il governo parlasse in italiano invece che in dialetto ci sarebbero meno fraintendimenti».
Secca bocciatura di tutta la vicenda invece da parte del Pd. «Adesso basta - sbotta Beppe Fioroni, responsabile Educazione del Pd. Forse il ministro Gelmini non ha chiaro che qui non sono in gioco i rapporti fra Pdl e Lega ma la difesa della serietà della scuola. Le sue dichiarazioni sono troppo evasive: non faccia il "Sor Tentenna", intervenga con chiarezza e non cercando di conciliare l’impossibile». " da La Stampa To
Mi sono chiesta come avrebbe fatto la Lega a far fare l'esame dialetto agli insegnanti. Solo qui dove vivo di dialetti ce ne sono tanti, cambiano da un paese all'altro, e in pochi chilometri ( vedi Omegna - Verbania o Omegna - Borgomanero, tanto per fare due esempi ) sono molto diversi tra loro Poveri insegnanti non locali se avessero dovuto imparare i nostri dialetti !!!
Trovo invece molto più sensato il discorso sulla continuità didattica, tanto importante per i ragazzi
Ma con la riforma di quest'anno ed i tanti tagli agli insegnanti, quanti saranno quelli di ruolo che perderanno il posto, e la continuità didattica, e dovranno cambiare scuola e classi ed alunni?
Ci ha pensato la nostra ministra ?
Perchè non ci sarà più solo il discorso degli insegnanti precari che dal Sud ogni anno si trasferiscono numerosi al nord, e poi appena possono se ne tornano a casa, naturalmente, con avvicendamenti vari, che creano caos e disagio, ma anche quello degli insegnanti del nord che non avranno più il loro posto fisso a pochi passi da casa diventerà un problema, e non certo un problema di dialetto... bufala o non bufala, che sia quella lanciata dalla Lega
La scuola quella con la S maiuscola non c'è proprio più ormai ma non è certo colpa degli insegnanti se il caos regna sempre più sovrano e se lo sconcerto si allarga a macchia d'olio ad ogni nuova proposta politica, di qualunque partito sia, al governo o all'opposizione a seconda dei casi...

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martedì 2 giugno 2009

Perle di Riciclo

Alcuni degli oggetti creati con materiale di riciclo dagli alunni del Laboratorio pomeridiano (vedi post precedente ) sono veramente molto belli Io li ho fotografati da vicino e ve li mostro nella loro semplicità così speciale


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Io differenzio e riciclo...e tu ?

" Giovedì scorso si è tenuta all'Auditorium del Forum di Omegna la serata divulgativa di presentazione del Progetto " Io differenzio e riciclo...e tu? ", realizzato nel corso di questo anno scolastico dalle classi 2A, 2D, 2E, 2G della Scuola Media Statale F.M.Beltrami di Omegna con le docenti di Matematica e Scienze, professoresse C..., R..., S...e V.... Sono intervenute alla serata l'assessore comunale Maria Giulia Comazzi, Raffaela Piloni, in rappresentanza della Comunità Montana Cusio-Mottarone e la dottoressa Erra dell'Assessorato provinciale Ambiente ed un folto pubblico di genitori e cittadini.
Il progetto, con il contributo dell'Assessorato provinciale e regionale dell'Ambiente, ha coinvolto per diversi mesi gli alunni delle quattro classi, le loro famiglie e gli enti che operano nel VCO nel campo dello sviluppo sostenibile.
Il tema del Progetto, " I rifiuti e la loro gestione nel VCO", si è proposto di sensibilizzare gli alunni coinvolti e le loro famiglie sulla tematica dei rifiuti e sulla possibilità di ridurne la produzione con la raccolta differenziata ed il riciclaggio, al fine di formare negli alunni una coscienza ecologica ed un comportamento presente e futuro compatibile con l'ambiente di vita.
Le informazioni, le immagini e tutti i dati, raccolti dagli alunni durante le lezioni in classe con le insegnanti e con gli esperti dell'Osservatorio sui Rifiuti e del Con.Ser.VCO e nelle visite guidate al museo A come Ambiente di Torino, al Termoutilizzatore di Mergozzo ed all'Impianto di recupero per materiali inerti e scarti vegetali di Santino, sono stati analizzati, rielaborati e sintetizzati in un CD, in cartelloni e in tesine cartacee presentati alla serata.
Gli alunni hanno illustrato ai presenti la proiezione finale del Progetto leggendo a turno gli obbiettivi del Progetto stesso - lo sviluppo del senso di responsabilità nei confronti dell'ambiente, la comprensione delle relazioni tra natura ed attività antropiche, la conoscenza delle diverse tipologie di rifiuto, la comprensione dell'importanza della raccolta differenziata e del riciclaggio, la conoscenza delle tecniche di smaltimento dei rifiuti - ed i contenuti, in particolare il concetto e le tipologie di rifiuto, la diminuzione di spesa consapevole, il riutilizzo ed il recupero, la normativa in materia di rifiuti, la raccolta differenziata a livello provinciale regionale e nazionale, le tecniche di riciclaggio, le discariche controllate, la termoutilizzazione ed il compostaggio.
Sono stati esposti al pubblico anche alcuni degli oggetti ornamentali e dei giocattoli creati con materiali di riciclo - carta e cartone, plastica, vetro, stoffe, lane, perline, bottoni, palline , lampadine ed altro - dagli alunni ed alunne che hanno partecipato, nei due quadrimestri scolastici, al laboratorio manuale " Io differenzio e riciclo... e tu? ", del mercoledì pomeriggio, gestito dalle docenti V... e R... G....
Il pubblico, che ha gremito numeroso la sala del Forum, ha apprezzato ed applaudito con molto calore il complesso lavoro svolto dai ragazzi "

E' stato molto bello essere lì al Forum giovedì sera con i miei alunni ed il pubblico e le autorità locali che hanno apprezzato molto il laboratorio manuale creativo che la mia collega del corso E ed io abbiamo gestito per tutto l'anno scolastico nelle ore pomeridiane del mercoledì. I lavori sono splendidi ma hanno richiesto una lunga preparazione, tante ore extra da parte nostra, non retribuite, e tanta fatica ad insegnare ai ragazzi ed alle ragazze a creare con forbici, colle e materiali tanto inusuali per loro

Anche questo è insegnare a scuola. Un modo diverso ma tanto utile per dare agli alunni la possibilità di entrare nel mondo degli adulti con una maggiore maturità e preparazione, non solo libresca ... Peccato che l'altra sera i rappresentanti dei giornali locali non si siano fatti vedere al Forum, neppure uno !!! Le foto qui sopra sono mie e per fortuna che ho avuto la geniale idea di portare la digitale quella sera ... erica

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mercoledì 20 maggio 2009

Vita da Liceale

Giovedì scorso ho incontrato in autobus Audrey, una delle mie ex alunne della terza E di due anni fa. In un mondo in cui , ormai, anche qui in provincia, i giovanissimi a scuola, troppo spesso, fanno i bulli, si picchiano e si comportano da maleducati incalliti ed insopportibili, senz nessun rispetto per nessuno e con la sensibilità di un rinoceronte al galoppo, Audrey è la classica eccezione che conferma che qualche ragazza è ancora dolce, gentile, educata e sensibile
Stasera sono passata a dare un'occhiata al suo ultimo blog, perchè ne ha iniziati parecchi fin dai tempi delle medie, avendo passione e bravura per tutto quello che riguarda i template, l'htlm, le foto ecc ecc
E' stata una visita molto piacevole, una vera sorpresa perchè ho trovato nei suoi scritti una grande maturità ed una crescita notevole
E' bello leggere ciò che scrive e come lo scrive. parla di lei, dei suoi sogni, dei suoi amori, della sua vita di alunna del liceo, degli altri ragazzi della sua età che vivono in branco, senza personalità, ma seguono le mode, di quelli che vanno a scuola per fare casino e basta
Un mondo, il suo, a volte felice, a volte molto triste ed infelice, che fa riflettere, che fa capire quanto sia diversa questa bella ragazza nei suoi 16 anni da noi adulti, ma anche da tanti altri suoi coetanei ...
Un bel mondo, comunque, quello di Audrey, che crede in sè e non si lascia abbattere dalle difficoltà, nonostante tutto
Un mondo tutto da leggere
Questo è l'ultimo post che ha scritto e spero che torni prestissimo a scriverne tanti altri ancora
Un dolce pomeriggio a tutti voi,io credo che della vita non abbiamo tutte le informazioni necessarie, nasciamo e poi sappiamo, dentro di noi, che abbiamo una missione da compiere. Falliremo, vinceremo, piangeremo e poi, continueremo il nostro percorso alla ricerca di quel qualcosa che può fare bene al nostro animo... Quando ho quasi raggiunto la cima più alta, cado, cado perchè non ho più forze. Come se fossi ad un passo netto per realizzare i miei obbiettivi e poi, c'è sempre un qualcosa che mi porta alla resa. Non capisco mai da cosa è scaturito... Domande, domande che si sovrappongono le une sulle atre e non so su quale appiglio posso attaccarmi. Un vuoto che non si placa. Soffro, in silenzio, ma soffro così intensamente che sono diventata assai abile a celarlo. Cosa sto cercando veramente nella mia vita? Forse cerco tutto e poi alla fine non ottengo niente ma so che voglio essere una persona più aperta alle nuove occasioni che si presentano al mio cospetto, solo che non ho il coraggio di coglierle e farne buon uso. Sono una codarda e come qualsiasi codarda perdo il tempo a pormi mille domande e non ne conservo altrettanto per realizzare, invece di perdermi in banali utopie.
Qual è il vero senso della mia vita? Ma la vita ha un senso?

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lunedì 11 maggio 2009

La differenza - La banda Koch

Per il 25 aprile 2009 si è sentito dire da più parti, e non solo governative ahimé, che i giovani che dopo l'8 settembre 1943 in buona fede si schierarono con i repubblichini meritano lo stesso rispetto dei partigiani.
Sicuramente possono esserci stati alcuni giovani che inizialmente si schierarono in buona fede con la repubblica sociale. E' però difficile credere che dopo due anni di repressioni e di rappresaglie contro i resistenti e contro la popolazione civile, fossero ancora molti quelli " in buona fede ".
Per capire e per far capire la profonda differenza che c'era fra i partigiani ed i repubblichini basterebbe confrontare il contenuto e il tono delle lettere dei repubblichini con quelli delle Lettere dei Condannati a morte della Resistenza. Ma bisognerebbe anche chiedersi come mai ci furono numerosi casi di uomini, a volte di interi reparti, che passarono dalle file fasciste alle file antifasciste, già nella Guerra di Spagna !, e non viceversa.
Certamente uno che capì molto in fretta da che parte stare fu Pietro Koch ( nome tedesco, ma origine romana).
Ecco cosa scriveva alla sorella pochi giorni dopo l'8 settembre:
"... Si sta sfasciando tutto. Dopo l'armistizio il reggimento si è sciolto. I capi sono fuggiti e anche il re e il generale Badoglio e gli altri generali. Tutti cerchiamo abiti civili e buttiamo via quelli militari. Tutti fuggono e vogliono tornare a casa. Io sono stordito, non capisco più niente. C'è chi va in montagna con i partigiani e chi dice che bisogna difendere in ogni caso la Patria. Ma come? Dove sta la Patria? ...".
Alla fine del '43 scrisse di nuovo alla sorella:
"Adesso vedo chiaro che sotto tutto questo imbroglio c'è lo zampino dei comunisti nemici della Patria, della Famiglia, di Dio. Dargli la caccia è il compito del gruppo che abbiamo formato con altri ragazzi in gamba. ... Credimi, dar loro la caccia è diventato un vero piacere, una specie di sport, una caccia grossa perché questi cercano in tutti i modi di resistere. Ma noi abbiamo dei 'metodi' patentati e riusciremo a sterminare questo flagello dell'umanità.
Siamo armati di tutto punto, forniti di materiale ultramoderno. Abbiamo automobili a volontà, una vera gang all'americana, e tutto quello che desideriamo, liquori, burro, prosciutto, cioccolata, sigarette a volontà, e ... donnine che con noi non fanno tanti complimenti. E' una vera pacchia, fare il proprio dovere di italiani contro quei maiali servi di Mosca, e intanto vivere bene e divertirsi".
(Le lettere sono state pubblicate da R. De Felice, Mussolini l'alleato, Einaudi, Torino, 1998).
Pietro Koch e la sua banda furono tra i peggiori torturatori di quel periodo.
La sua sede in via Paolo Uccello a Milano fu ben presto ribattezzata Villa Triste.
Centinaia, forse migliaia di resistenti o di semplici cittadini vi furono torturati e uccisi.
Credendosi superiore a tutti si creò molti nemici anche tra i repubblichini, e alla fine del '44 venne arrestato dalla banda Muti, che si appropriò dell'ingente bottino trovato a Villa Triste.
In seguito fu liberato grazie all'intervento di un amico e protettore, il capitano Theo Saevecke, comandante delle SS di Milano ed altro feroce torturatore.
Più tardi Koch fu condannato a morte e fucilato, mentre Saevecke, anch'egli condannato a morte per l'eccidio dei quindici martiri di piazzale Loreto, fu protetto dagli Americani durante la guerra fredda, e morì tranquillamente nel suo letto nel 2000.
Oggi il giornale riportava la notizia che una famiglia ebrea è stata rifiutata da una albergatrice tirolese mentre, contemporaneamente, un gruppo di neonazisti ha invaso il capo di concentramento e di sterminio di Mauthausen, in Austria
Una volta il grande antifascista Vittorio Foa disse al senatore Giorgio Pisanò, ex repubblichino appartenente al Movimento Sociale :
"Siamo tutti per la patria, però sta attento: se vincevate voi io sarei ancora in prigione. Poiché abbiamo vinto noi, tu sei Senatore della Repubblica. Questa è la differenza".
Questa è la differenza . Per non dimenticare ...

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venerdì 1 maggio 2009

Telefono Arcobaleno denuncia la crescita di pedofilia in Internet

Il presidente e fondatore di Telefono Arcobaleno, Giovanni Arena, ha lanciato un allarme molto preoccupante, che raccolgo anch'io e pubblico nei miei blog, con la speranza che vengano letti e ripubblicati anche da molti altri blogger della rete online
«Il Sadism è un genere terribile, ancora poco diffuso ma in costante e preoccupante crescita. Cresce la domanda e cresce l’offerta e i bambini sono sempre più piccoli. Il mercato è in crescita ma il fenomeno non è inarrestabile».
In Italia continua ad aumentare la domanda di bambini-merce.
Secondo i dati allarmanti di Telefono Arcobaleno, l'Italia è al quinto posto nel mondo per utenza pedofila su Internet. La pedofilia online trova nuovi spazi e dal 2003 ad oggi è più che raddoppiata.
Telefono Arcobaleno chiede che alle enunciazioni dei diritti che vengono dai politici di ogni parte si accompagnino anche azioni concrete:
«Non si può parlare di speranza in un mondo che non si accorge che i suoi bambini sono usati come merce di scambio, è necessario approfondire la conoscenza di questo triste mercato di bambini, è necessario accorgersi che quel mercato dove è esposta l`infanzia come una merce non ha niente di virtuale ma che, al contrario, ha le proporzioni di un vero e proprio dramma dell'umanità».
Il rapporto presentato dall'organizzazione per la tutela dei diritti dei più piccoli è preoccupante.
Oltre 36.000 bambini sono stati scambiati in Internet 20 miliardi di volte per alimentare il turpe mercato della pedofilia on line.
Il 42% ha meno di 7 anni e il 77% meno di 9 anni.
«La pedofilia on line è un mercato che non conosce crisi e formalmente illegale ma di fatto libera, i clienti restano pressochi impuniti per la lentezza dei processi e le giovani vittime rimangono stritolate tra i meccanismi farraginosi di una giustizia che fatica a dare risposte», ha dichiarato Giovanni Arena.
Sul web i video con abusi sadici su minori si moltiplicano. Le vittime sono soprattutto bimbi di 4-5 anni. Vengono imbavagliati, legati e sottoposti a terribili torture.
«Da 13 anni ogni giorno l'attività di Telefono Arcobaleno è quella di aggiornare la mappatura della pedofilia sul web a beneficio delle forze di polizia dei cinque continenti», «da 13 anni segnaliamo situazioni drammatiche che coinvolgono bambini e che, sul web, viviamo spesso per primi» ha ricorda anche Giovanni Arena

Essere giovani significa per natura essere trasgressivi e ribelli ed essere attirati da tutto ciò che è proibito. Ma a volte la curiosità e il desiderio del vietato possono causare anche danni enormi, di tipo psicologico e comportamentale, in particolare, ai minori più deboli e fragili. Io personalmente ritengo che non solo la pedofilia sia un serio problema in Internet attualmente, ma anche la pubblicazione di immagini e di video nei blog o in You Tube e simili
Per scelta personale, nei miei blog, evito di usare linguaggi volgari, o eccessivamente polemici e violenti, ed argomenti solo per adulti e non inserisco immagini di nudi o video che possono provocare choc ai minori, che possono leggermi, perchè ritengo che hanno già un surplus quotidiano di volgarità e di violenza nel loro quotidiano, senza bisogno di trovarne altro anche nelle mie pagine on line!
e proprio per questo motivo e per questa mia scelta, evito sempre più di linkarmi con blog che abitualmente mettono immagini di nudi, femminili di solito, nei loro post o farciscono i loro post di parolacce ecc
Alla quantità di visite o di commenti, preferisco la qualità e la salvaguardia di una " innocenza" minorile, di cui nessuno si preoccupa più, ma di cui vedo troppo spesso i danni provocati a quei giovanissimi con cui passo tanto tempo a scuola, troppo liberi ed incontrollati quando entrano in Internet e navigano da soli nel vastissimo mondo del web, certamente tanto utile, ma anche tanto pericoloso per certe tentazioni proibite e devastanti sulle menti fragili ed impreparate di questi ragazzini, spesso molto ingenui e per nulla smaliziati sotto la loro scorza di finti bulli di periferia ...

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domenica 15 marzo 2009

Emergency

Mi sono presa una vacanza sabbatica da internet, proprio nella settimana in cui si festeggiavano i 10 anni del web ( il 13 marzo per la precisione).
Apro sempre il Pc di sera ma in quest'ultimo periodo la sera vedevo la Tv o leggevo o me ne andavo a dormire presto perchè ero stanca morta: l'arrivo della bella stagione, dei pomeriggi più caldi e più lunghi mi hanno riportata in giardino dove i tanti lavori faticosi da fare mi hanno ridato energia e voglia di aria aperta, ma anche una stanchezza notturna notevole.
Sono tante le cose successe, politiche economiche sociali culturali, di cui avrei potuto parlare qui nel blog, ma ormai sono passate e preferisco parlare di Emercency e del volontariato
Lunedì scorso i miei alunni di terza media hanno incontrato i volontari locali di Emergency, che come tutti gli anni sono venuti a parlare dell'associazione fondata da Gino Strada che opera in tutti i paesi poveri, dove le guerre hanno provocato gravi danni alle popolazioni locali
Sono state due ore e mezzo molto interessanti ed intense con le immagini e le spiegazioni di chi ha spiegato ai ragazzi cosa fa Emergency nel mondo. Tutti i mei alunni, anche quelli che di solito non sono interessati a nulla e creano problemi di comportamento in classe, sono stati coinvolti ed hanno ascoltato con estrema attenzione
Un diverso modo di fare " lezione" che sicuramente è molto utile e che aiuta i nostri giovanissimi alunni ad "uscire" dal loro mondo per conoscere anche gli altri, le persone che dedicano la loro vita agli altri, ai poveri, agli ammalati, alle vittime della guerra...ma anche le persone disabili, come il gruppo del GSh Sempione di Villadossola, i disabili che fanno sport ed hanno partecipato a manifestazioni locali ma anche alle Olimpiadi, molto conosciuti e molto amati dai ragazzi che sono sempre felicissimi di incontrarli a scuola ed in palestra, una volta all'anno
Emergency è ormai conoscuta da tutti , ma chi volesse saperne di più su gino Strada ed i medici che con lui lavorano gratis negli ospedali sparsi per il mondo, può cercare il sito Emergency.it in Internet
Lo scorso venerdi' 6 marzo EMERGENCY ha inaugurato il nuovo Centro pediatrico a Bangui, nella Repubblica Centrafricana. Il Centro offre assistenza sanitaria ai bambini fino a 14 anni, programmi di immunizzazione e attivita' di educazione igienico-sanitaria.
Il centro e' attrezzato inoltre con un ambulatorio cardiologico dove, nel corso di missioni periodiche, il personale internazionale specializzato di Emergency effettuera' lo screening dei pazienti cardiopatici da trasferire, gratuitamente, a Khartoum per gli interventi di cardiochirurgia.
Successivamente all'intervento, i pazienti potranno sottoporsi ai controlli post-operatori direttamente presso il centro sanitario a Bangui e riceveranno gratuitamente i farmaci necessari.
In attesa dell'avvio ufficiale delle attivita', la scorsa settimana i medici di Emergency hanno iniziato a visitare una media di 40 bambini al giorno.

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domenica 22 febbraio 2009

5 in condotta ai genitori ?

L'altro giorno stavo parlando con alcune colleghe con cui lavoro da molti anni ed abbiamo concluso le nostre constatazioni, fatte dopo l' incontro con i genitori per la distribuzione delle schede, in un unico modo: è sempre più difficile capire e comunicare con i genitori dei nostri alunni perchè appartengono alle nuove generazioni e non allevano i loro figli come facevano quelli del passato
Una mia collega ha aggiunto che era profondamente delusa ed amareggiata perchè i genitori pensano che dobbiamo essere noi insegnanti ad avere la bacchetta magica e a fare i miracoli con i loro figli, mentre loro genitori non fanno più nulla per educare i loro figli
Probabilmente aveva perfettamente ragione e la nostra impotenza nasce proprio da lì, da quell'idea sempre più diffusa che deve essere per forza la scuola ad educare mentre la società, i media, le famiglie, la Tv se ne lavano le mani ...
E la maggior parte dei genitori viene a scuola solo per reclamare o per accusare gli insegnanti di non capire i loro figlioli !
Nelle opinioni del quotidiano di oggi ho trovato un breve ma molto speciale pensiero di Lorenzo Mondo, un giornalista che mi piace molto perchè scrive "cose" che assomigliano tanto a quelle che penso anch'io, che si intitolava : " Ai genitori 5 in condotta "
" Il caso di Chioggia, dove uno studente ha accoltellato senza apparenti motivi un professore, è abnorme e non può rientrare nella contabilità dei fatti incresciosi che riguardano la scuola e costellano le cronache.
Però sempre negli stessi giorni, nel Vicentino, cinque giovanissimi allievi delle medie, poco prima dell’ingresso a scuola, hanno legato una ragazzo indiano a un palo della segnaletica stradale e filmato l’impresa con il cellulare.
Non dà sollievo rilevare che non si tratta di un atto di razzismo (due degli aggressori sono di origine straniera). Basta e avanza un onnicomprensivo bullismo, anche se la parola va stretta per definire certi comportamenti disumani.
È tuttavia Torino a registrare un episodio che, in sé meno grave, risulta specialmente istruttivo. Riguarda un istituto che si fregia del nome di Primo Levi, lo scrittore che tanto si è adoperato per instillare nei giovani il piacere dello studio e del lavoro ben fatto.
Tre ragazzi sono stati sospesi per 16 giorni dopo una sequela di atti, anche minacciosi, che compromettevano il normale svolgimento delle lezioni.
La sospensione, che comporta l’eventualità di un 5 in condotta, è resa possibile dal decreto del ministro Gelmini, nell’occasione salutato con gratitudine da insegnanti e genitori.
Non da quelli dei tre interessati, che hanno elevato fiere proteste. Uno di essi è arrivato a sostenere che spetta alla scuola insegnare a comportarsi bene, e se non ci riesce «sono fatti suoi».

È la punta estrema di un atteggiamento diffuso, di una lagna che pretende dalle istituzioni e dalla società la soluzione di ogni problema, anche di quelli che sono a portata di mano e che spettano alla primaria responsabilità dei singoli cittadini e, nel caso, delle famiglie.
Tant’è che il voto di condotta, e la bocciatura, dovrebbero esprimersi anche nei confronti dei genitori. Lungo e variegato è il casellario delle inadempienze, delle «materie» di valore morale e civile che vengono bellamente trascurate.
Sarebbe ingeneroso non tenere conto delle circostanze, a volte complicate e condizionanti.
Ma certo rappresenta un segnale negativo, e fortemente diseducativo, la difesa a oltranza dei figli malcresciuti.
Non è tempo di sganassoni, ma neanche di pietose, e distratte, assoluzioni "
Meglio non poteva scrivere Lorenzo Mondo. Parole che dovrebbero far riflettere. E molto ...

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mercoledì 28 gennaio 2009

La memoria di un IMI

Ieri, 27 gennaio, era il 64° anniversario della liberazione di Auschwitz. il campo di sterminio nazista. Era il Giorno della Memoria per ricordare i milioni di morti ebrei, vittime della Shoah, l'Olocausto
La pagina locale del quotidiano La Stampa - VCO - ha pubblicato un'intervista a Mario Paracchini, presidente provinciale e vicepresidente nazionale dell'Anei, Associazione nazionale ex internati
Ho conosciuto questo signore di 86 anni, che come mio papà è stato un IMI, un internato militare nei campi di concentramento nazisti, dopo l'8 settembre 43, alcuni anni fa ad un convegno qui a Omegna
Nell'intervista ha ricordato i suoi due anni passati nei campi e l'orrore della ferocia nazista
" Ancora oggi mi sveglio, di notte, e mi vedo davanti il doberman nero con cui il capobaracca ci svegliava ogni mattina alle 5. E ho di nuovo paura.
I giovani devono sapere quanto è successo per imparare ad amare davvero la pace e soprattutto ad avere rispetto per le altre persone, di qualsiasi nazionalità e religione.
Era questo che imparavi nei campi, dove eri circondato da persone diverse. Le SS cercavano di toglierci l'identità con un numero e dopo un po' cominciavi a pensare di non essere più niente. Mi ripetevo ogni giorno chi ero, ma per loro ero solo 143 903
La violenza fa parte dell'uomo soprattutto nel fanatismo
Non dimentichiamoci che le SS sul cinturone avevano scritto Dio è con noi. La nostra generazione ha pagato sulla nostra pelle per chi gridava in piazza Viva la guerra, i giovani di oggi devono gridare Viva la pace
Il pericolo purtroppo c'è ancora : ho visto i campi di concentramento di Sarajevo e non erano molto diversi dai nostri. C'è ancora tanto odio nel mondo e le uniche armi per combatterlo sono la libertà e la democrazia
Quelli che sostengono che i lager non sono mai esistiti vadano ad Auschwitz, ascoltino le migliaia di persone che sono state rinchiuse nei campi di prigionia
Poi vediamo se qualcuno ha ancora il coraggio di negare quanto è successo
Quando sono tornato a casa pesavo 36 chili, ero pieno di piaghe e volevo solo dimenticare.
E' stato così per tutti, non volevamo parlarne neanche in casa. E neanche lo Stato voleva ricordare
Poi abbiamo capito che la gente doveva sapere e abbiamo capito che la gente doveva sapere e abbiamo cominciato ad andare nelle scuole
Ora ci chiamano ovunque, ci danno le medaglie, ma siamo rimasti in pochi e c'è troppa gente che vuole ancora rivalutare il passato
Toccherà ai giovani portare avanti la memoria "
Io sono vissuta per 48 anni con un Imi sopravvissuto ai campi di concentramento tedeschi
Quando era rientrato in Italia nel settembre 45 pesava più o meno 40 chili
Aveva 21 anni e pesava più di ottanta chili quando i nazisti lo presero al confine tra l'Albania e la Yugoslavia e lo caricarono su un carro bestiame per mandarlo nelle miniere in Polonia e poi in Slesia nel settembre 43
Due lunghi anni, due anni terribili di sofferenze fame paura ed orrori
Due anni le cui cicatrici nel fisico e nella psiche sono rimaste per sempre, fino agli ultimi giorni di vita, quando, gravemente ammalato, teneva le gambe tirate su nel letto
E rispondeva che non poteva allungarle perchè " non c'era abbastanza spazio" nella baracca ...
Un ritorno a quegli anni, i migliori anni da giovane adulto, passati nei lager tedeschi in schiavitù
Tutto quello che sta succedendo in questi ultimi tempi, compreso il ritorno nella Chiesa cattolica di un prete lefevriano che ha il coraggio di dire che i lager non sono mai esistiti, mi fa star male e da' il voltastomaco...
Mio papà aveva i segni delle schegge sulle gambe, colpite durante un bombardamento alle baracche di legno dove li avevano rinchiusi, ed i segni dei morsi del cane lupo, usato dai nazisti per riprenderli, al polso sinistro
Quando ho letto le testimonianze di Auschwitz e dgli altri campi ho ritrovato quello che lui aveva detto nelle poche occasioni in cui aveva ricordato quei tempi di prigionia
Il suo commilitone che appena arrivato nel lager aveva provato ad arrampicarsi sui fili spinati per fuggire ed era stato falciato dalle mitragliatrici dei soldati tedeschi di guardia sulle torrette, lascindoli tutti attoniti per l'orrore e l'ncredulità...
Il suo polso ferito e slogato che era stato avvolto in un pezzo di carta igienica con il consiglio del medico, od infermiere italiano, di non stare lì in infermeria perchè era un luogo pericoloso, il posto dove si faceva selezione...
Gli ebrei con le loro casacche a righe che lui vedeva nel lager vicino ad uno dei tanti sottocampi dove era stato alloggiato...
Ed i repubblichini di Salò che passavano a chiedere tanto spesso di firmare per il Fascio e per tornare a casa in Italia ma lui e tanti tantissimi altri avevano sempre rifiutato e avevano subito i trattamenti brutali degli aguzzini ...
e poi il ritorno a casa e il non essere creduti, l'incapacità degli altri di immaginare e di accettare quello che loro raccontavano, l'incredibile e una verità così tremenda da essere inaccettabile
e qualcuno che li ha addirittura accusati di essere stati a lavorare in Germania di loro spontanea volontà e lì ha accusati di essere traditori e fascisti !!!...
e loro non hanno detto più niente!!!!

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martedì 20 gennaio 2009

Ma finirà mai ... ?

Oggi la Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso si è detta disposta ad accogliere Eluana Englaro in una struttura pubblica.
«A noi non è stato chiesto niente e non ci offriamo, però se ci viene richiesto per noi non ci sono problemi. Se ci viene richiesto, noi siamo disposti. Ovviamente in strutture pubbliche perchè quelle private sono sotto scacco del ministro». /il ministro Sacconi, che la scorsa settimana è stato denunciato dai radicali /
«Avevo già detto che noi eravamo pronti a rispettare la legge perchè riteniamo che si debba rispettare la legge. È giusto essere preoccupati che non si arrivi ad uccidere le persone che non servono più. Ma in questo caso c’è stato un lungo iter. C’è una decisione del Tribunale che ha valutato tutte le ragioni di questa situazione».
Il papà di Eluana ha ringraziato
Ma, mi chiedo, finirà mai questa storia senza fine ? E perchè lo stato deve intervenire contro la libertà ed il diritto di una persona di scegliere come vivere ma anche come morire ?
Oggi a Mosca, Anastasia Baburova, l'erede della giornalista Politkovskaya è stata uccisa insieme al suo legale, un avvocato che difendeva una ragazza cecena, Elza Kungaieva, 18 anni,violentata e uccisa nel 2000 da un colonnello russo, Iuri Budanov.
Sono dunque caduti sotto ai colpi di un sicario l’avvocato Stanislav Markelov, legale di parte civile nel controverso processo per l’uccisione della giovane, e la giornalista Anastasia Baburova, ferita dal killer che aveva appena freddato Markelov, e poi morta dopo alcune ore di agonia.
La giornalista, collaboratrice del quotidiano "Novaia Gazeta" (la testata per la quale lavorava Anna Politkovskaia), era in compagnia dell’avvocato quando un uomo mascherato con un passamontagna si è avvicinato ed ha sparato un colpo di pistola munita di silenziatore alla nuca di Markelov.
La Baburova ha cercato di inseguirlo ed è stata colpita anch’essa alla testa.
Il "caso Kungaieva" esplose nel 2000: Iuri Budanov, un colonnello delle truppe corazzate russe, venne arrestato con l’accusa di aver stuprato e poi strangolato la ragazza. Elza era stata prelevata in casa dall’ufficiale, ubriaco, secondo diverse testimonianze, e da alcuni suoi uomini in circostanze mai chiarite completamente. Venne poi ritrovata nuda e senza vita in un vagone ferroviario nel villaggio di Tanghi, a sudest di Grozny, in Cecenia (Caucaso russo).
Il colonnello sostenne di aver voluto «interrogare» la ragazza, nel vagone ferroviario,ritenendola una cecchina, ma senza portare elementi credibili.
Nel 2003, venne condannato a 10 anni di carcere. Budanov è l’ufficiale russo di rango più alto condannato per crimini di guerra in Cecenia ed è diventato negli anni un simbolo degli abusi commessi dalle Forze armate nel corso delle due guerre combattute contro i separatisti nella repubblica caucasica.
Meno di una settimana fa l’ufficiale era stato liberato per buona condotta, dopo 8 anni e 10 mesi di carcere e dopo che le sue ripetute domande di grazia, appoggiate da alti gradi dell’esercito e dai movimenti nazionalisti russi, erano state respinte.
La sua liberazione aveva scatenato manifestazioni di protesta a Grozny e la collera dei familiari della ragazza assassinata.
Il legale della famiglia Kungaieva ucciso a Mosca, proprio oggi, aveva dichiarato di voler presentare una istanza al Tribunale internazionale di Strasburgo contro la liberazione anticipata di Budanov.
Nella tormentata storia tra la Russia e la Cecenia, ci sarà mai il raggiungimento di una pace duratura senza altri omicidi e morti di vittime innocenti ?

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lunedì 1 dicembre 2008

Giornata Mondiale per la lotta all' HIV- AIDS

Oggi 1° Dicembre é la Giornata Mondiale per la lotta all' HIV- AIDS
Ogni anno centinaia di migliaia di bambini africani nascono con il virus HIV nel sangue, ereditandolo da una madre già malata. In Italia, nel 2007, questo fenomeno si è verificato una sola volta. Come si spiega questa clamorosa disparità?
Ridurre quasi a zero le probabilità di contagio da madre a figlio anche nei Paesi poveri non è un’utopia: basterebbero test rapidi per l’HIV e alcuni farmaci specifici. Eppure, proprio nei Paesi dove l’epidemia è più diffusa, meno di un neonato su 10 riesce ad avere accesso a queste cure...

Lilongwe (Malawi), 20 novembre 2008 - Una giovane coppia, Mary e Devison Gaga, entrano nell'Ospedale di Mwaza e attendono il loro turno per effettuare il test dell'HIV. Un campione di sangue viene prelevato dalle loro dita. Dopo aver aspettato meno di un'ora vengono chiamati dall'infermiera che gli comunica i risultati dei test. Entrambi sono risultati positivi all'HIV e Mary è incinta di 4 mesi.
L'ospedale di Mwanza oltre ad essere stato il primo ospedale dove l'UNICEF ha sostenuto il programma di prevenzione da madre a figlio dell'HIV (PMTCT) è anche il primo ospedale a promuovere il coinvolgimento del partner maschile nel programma.
La mancanza di sostegno del partner è uno degli ostacoli maggiori che le donne devono affrontare nell'usufruire dei servizi di PMTCT.
«Le donne quando scoprono di essere sieropositive hanno spesso paura di rivelarlo al proprio partner», spiega Bright Ndaonavino, amministratore dell'ospedale. «In Malawi sono gli uomini a prendere le decisioni in famiglia, il fatto di essere coinvolti aumenta le possibilità che le donne incinte seguano la terapia antiretrovirale. Qui le medicine, i servizi di consulenza e il sostegno nutrizionale per le donne incinte sieropositive sono gratuit.

«C'è un forte impegno politico in Malawi per combattere l'HIV e AIDS» dice la Rappresentante per l'UNICEF in Malawi Aida Girma. «C'è ancora molto lavoro da fare. L'UNICEF pensa universalmente che tutti i bambini in tutte le zone del paese debbano essere raggiunti dagli interventi. L'UNICEF ha condotto campagne perché tutti i bambini siano presi in considerazione. Vogliamo far si che la lotta contro l'HIV sia un impegno di tutti».

Su una popolazione di oltre 12 milioni di persone in Malawi, un milione di persone è affetta da HIV/AIDS. Più di 80.000 bambini sono affetti da HIV e oltre 500.000 sono orfani a causa dell'AIDS. Ogni anno circa 30.000 bambini contraggono il virus attraverso la trasmissione da madre a figlio. Data la magnitudine del problema nel paese l'UNICEF destina circa il 30 per cento delle risorse alla lotta all'HIV/AIDS.
«Sempre più persone effettuano il test perché grazie anche alle politiche e le linee guida distribuite tra gli operatori sanitari» spiega Aida Girma. «Il test è la chiave per la prevenzione e per i trattamenti e poiché gli uomini hanno un ruolo decisivo affinché le donne seguano le terapie è bene coinvolgerli da subito».
La diagnosi tempestiva e la prevenzione della trasmissione da madre a figlio dell'HIV sono tra le priorità dell'UNICEF in Malawi.

Xai (Mozambico), giugno 2008 - Ogni mercoledì mattina Telzira, 30 anni, affetta dal virus HIV, partecipa a un gruppo di sostegno presso un ambulatorio nella città di Xai-Xai. Il gruppo è stato creato allo scopo di incoraggiare le donne incinte e le madri sieropositive.
Il conforto che Telzira riceve dalle altre donne che soffrono della stessa malattia e dalle infermiere che guidano il gruppo la aiuta a guardare al futuro con speranza.
«Mi piace venire qui perché mi accolgono gentilmente e vengo trattata bene» ci spiega Telzira. «Nel gruppo parliamo dei nostri problemi, impariamo come preparare cibi nutrienti e riceviamo consigli utili su come salvaguardare la nostra salute».
Il gruppo di sostegno ha anche aiutato Telzira a seguire la sua terapia antiretrovirale e a prendersi cura nel giusto modo della sua figlia di otto mesi, che porta all'ambulatorio per regolari incontri sul tema dei bambini esposti al rischio di contrarre l'HIV.
«Ho fatto il test HIV quando ero incinta. Era positivo. Ho iniziato a prendere i farmaci subito dopo e grazie a ciò posso continuare a vivere come una persona normale» prosegue Telzira.
Programmi come questo, che hanno come obiettivo la prevenzione della trasmissione madre-figlio del virus (PMTCT, nell'acronimo inglese), contribuiscono a limitare la diffusione dell'HIV e a diminuire l'impatto dell'epidemia nel paese, soprattutto tra le donne e i bambini.
«Delle 3.520 donne incinte che hanno fatto il test l'anno scorso, 913 erano sieropositive, e tutte sono ora nel programma PMTCT» spiega il direttore sanitario, il dottor Adalgis Viola. «Dei 156 bambini già esaminati, ben 132 erano HIV-negativi, e questo grazie al programma PMTCT».
Nel 2002 l'UNICEF ha iniziato a sostenere in Mozambico la creazione di strutture sanitarie impegnate nel programma PMTCT. Alla fine del 2007, circa metà delle strutture sanitarie nel paese stavano già offrendo i servizi PMTCT, e questa cifra cresce continuamente.
Inizialmente solo poche donne nella zona accettavano di sottoporsi al test HIV o di recarsi presso i consultori. Per invertire la tendenza, le autorità sanitarie hanno cominciato allora a coinvolgere nelle attività le levatrici tradizionali e i leader comunitari, con l'obiettivo di informare le donne sull'importanza di fare il test HIV e di seguire terapie accurate.
«Fondiamo gruppi come questo perchè abbiamo notato che, inizialmente, molte delle madri risultate positive al test per l'HIV non venivano più a fare vedere i loro figli dopo il parto, ritenendo che non potessero essere malati anch'essi» conclude il dottor Adalgis. «Ora la situazione di queste mamme è sotto controllo. E la salute dei loro bambini anche».
(di Emidio Machana) traduzione a cura di Annalaura Mistretta - volontaria WEB UNICEF

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domenica 23 novembre 2008

Nel paese dei balocchi !!!

Oggi ho seguito il TG3 del Piemonte delle 14 con le tragiche notizie di Rivoli dove ieri è crollato un controsoffitto in una classe del liceo scientifico Darwin ed un ragazzo di 18 anni è morto schiacciato. Vito Scaffidi era uno studente che amava studiare ed andava bene a scuola. Il padre disperato ha detto tra le lacrime che Vito andava a scuola per avere una vita migliore rispetto a quella dei suoi genitori ma che, visto cosa gli è successo in quella vecchia scuola, forse era meglio se fosse rimasto un somaro senza il desiderio di studiare...
Così non sarebbe morto !!!
Nella disgrazia di ieri altri 17 studenti tutti tra i 17 e i 18 anni sono rimasti feriti.
Quello più grave, Andrea, rischia la paralisi degli arti inferiori; è in coma farmacologico, ha passato una notte tranquilla e in mattinata ha effettuato una Tac ma la prognosi è ancora riservata.
Federica invece è ricoverata in chirurgia vertebrale con prognosi di 60 giorni; mentre Cinzia è in ortopedia con una prognosi di 30 giorni. Un altro studente ricoverato in chirurgia alle Molinette per una doppia frattura lombare ha avuto una prognosi di 90 giorni.

Sulla vicenda la procura di Torino ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio colposo a carico di ignoti.
Quante sono in Italia le scuole a rischio perchè nessuno, nemmeno i comuni e gli assessori interessati, fanno nulla e non controllano mai nulla???
Oggi il presidente del Consiglio Berlusconi ha dichiarato: «Credo che ieri il crollo della scuola di Torino sia stata una drammatica fatalità».
«La sicurezza nelle scuole è una condizione minima di fondo, ed è vero che esistono condizioni in diversi istituti scolastici in cui manca. È una responsabilità delle province ma il governo ha già fatto un piano di verifica in un lotto di 100 scuole e intende intervenire».
«In questo caso si è trattato di una fatalità. Il preside è una persona avveduta, sensata e corretta. Anche i professori, come mi ha detto la Gelmini, non sarebbero mai entrati in un’aula dove ci fosse pericolo».
E' proprio sicuro il signor Berlusconi che gli insegnanti non entrerebbero mai ? Noi entriamo tutti i giorni nelle aule delle scuole italiane, anche quelle fatiscenti, anche quelle che abbiamo segnalato come pericolose, ma chi si preoccupa mai di noi e dell'incolumità di noi e dei nostri alunni?

E trovo ancora più inconcepibile la dichiarazione di ieri del ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini : «Una tragedia veramente incomprensibile».
Ce ne saranno altre, prime o poi, di tragedie, cara ministra, e ben comprensibili, se continuerete a non preoccuparvi minimamente della scuola e delle scuole...e taglierete ancora di più fondi e stipendi e persone e quant'altro serve a scuola
Uscite dai vostri ministeri e girate per l'Italia, signori ministri e sottoministri e sottosottodei sotto che vi rintanate a Roma. Sarebbe ora !!! così almeno una volta nella vita entrereste in contatto con la realtà del vostro paese, invece di vivere felici e beati nel paese dei balocchi ...
Un pensiero per quei ragazzi ancora in ospedale ed un pensiero per Vito, che i suoi 18 anni resteranno per sempre in quell'aula di liceo, stroncati da un crollo improvviso e da un destino beffardo e tremendo ...

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mercoledì 5 novembre 2008

Scuola per tutti

www.scuolapertutti.net è un bel sito estremamente interessante dove si possono trovare gli ultimi aggiornamenti sulla situazione attuale dopo che la legge Gelmini è passata anche in Senato.
Si trovano notizie locali del VCo ma anche il ddl Gelmini, l'emendamento Aprea, l'ultimo intervento di Cota (Lega) che vuole delegare alle regioni la "patata bollente" della salvaguardia delle sedi di montagna, lo sciopero dei giovani studenti svizzeri che rischiano di vedersi tagliate le scuole di lingua italiana in territorio elvetico e tante altre piccole grandi notizie molto utili
Perchè è adesso che bisogna prestare maggiore attenzione, adesso che tutto sta tornando al silenzio dopo settimane frenetiche di scioperi e contestazioni
Cosa si potrà e si dovrà fare per evitare i tagli della Finanziaria alla scuola collegati alla legge Gelmini?
Anche se, ad essere precisi, non è una legge ma un desisderio di ridurre posti di insegnamento, ma anche di personale Ata ed amministrativo, in modo scriteriato
Ho sempre pensato che la scuola abbia grande bisogno di una trasformazione e di un riammodernamento, ma con la Gelmini non ci sarà nessun miglioramento, nessun innalzamento della qualità della scuola e del livello dell'apprendimento, del livello di preparazione degli insegnanti, di un diverso approccio con le famiglie e del mantenimento dei rapporti con i genitori, soprattutto con quei genitori e con quelle famiglie i cui figli hanno maggiori difficoltà e problemi, di tipo didattico ma anche comportamentale, di disagio sociale e personale
Chissà se riuscirò mai a vedere una scuola italiana finalmente funzionante e competitiva, senza precari a vita, in grado di pensare al futuro delle nuove generazioni, alla loro cultura, ad un loro sviluppo intellettivo ed educativo migliore di quello che hanno attualmente i nostri alunni
Credo proprio di no, e non è pessimismo, il mio, ma la più elementare norma di buon senso e di logica è da anni un optional ai livelli più elevati di coloro che dovrebbe ascoltare noi esperti invece di emettere solo trovate assurde, inadatte, inconcepibili, persino, e destinate a distruggere una scuola che non è sempre ed ovunque fannullona ignorante incolta e quant'altro di discriminatorio e diffamante si possa dire o scrivere sui giornali nei confronti di noi docenti !

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mercoledì 29 ottobre 2008

Domani sciopero!

Stamattina mentre arrivavo a scuola verso le 10 e 30, perchè al mercoledì inizio tardi ma resto a scuola fino alle 16 e 30, in Senato passava la legge Gelmini, tagli di scuole tagli di orari tagli di insegnanti ....
Oggi pomeriggio al ritorno a casa ho visto le immagini di Roma, dove sono avvenuti scontri tra giovani di destra, che hanno attaccato, e di sinistra ed ho provato un enorme disgusto per il ritorno dei picchiatori !!!
Domani io farò sciopero ma spero che a Roma durante la manifestazione dei sindacati non si ripetano le scene di oggi e che la polizia intervenga subito, in caso di provocazioni ed aggressioni ...
" Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, durante l’assemblea candidati Slc-Cgil, ha commentato gli scontri di piazza Navona tra gruppi studenteschi di destra e di sinistra sottolineando che «non bisogna rispondere alle provocazioni» e che i giovani della Cgil non sono stati difesi dalla polizia fino a quando non sono entrati in campo ragazzi dei centri sociali.
«Un gruppo di fascisti», ha continuato Epifani, «ha picchiato i nostri del tutto inermi. Poi sono intervenuti, non graditi, i centri sociali e lo scontro è diventato tra centri sociali e fascisti. A quel punto è intervenuta la polizia. Ma fino a quando a essere picchiati erano i nostri giovani c’è stata la sostanziale indifferenza delle forze dell’ordine». Per il leader sindacale, questo è «lo schema che abbiamo di fronte e c’è la minaccia che sia replicato anche domani» allo sciopero generale della scuola. Per Epifani, bisogna «stare un pò attenti, ed è necessario dire che il livello dello scontro sta diventando molto pesante». «Non dobbiamo rispondere alle provocazioni», ha concluso. "

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domenica 26 ottobre 2008

La scuola di tutti i colori

Ieri mattina sono andata a Verbania-Fondotoce, alla Casa della Resistenza, per una mattinata di studi organizzata dall'Associazione Sottosopra che ha presentato i risultati del Progetto La scuola di tutti i colori.
Il progetto, nato dalla considerazione che nelle scuole del Verbano Cusio Ossola la presenza degli alunni stranieri è recente ma in forte crescita, si è realizzato tra ottobre 2007 e giugno 2008.
Il fenomeno degli alunni con cittadinanza non italiana, provenienti da paesi comunitari europei e da paesi extracomunitari, nel VCO è stato affrontato da più prospettive, con l'obiettivo di conoscere la presenza dei minori stranieri nelle scuole di ogni ordine e grado della mia Provincia, attraverso interviste agli insegnanti, focus groups ad alunni italiani e stranieri, l'analisi quantitativa dei dati e la raccolta delle esperienze didattiche interculturali svolte sul territorio.
Nel Vco si è passati dai 367 alunni stranieri, l'1,9%, del 2001/02 ai 1024, il5,4%, del 2007/08, di cui 869 da Paesi extracomunitari e 155 comunitari.
Il paese più rappresentato è il Marocco, soprattutto nel Cusio, dove vi sono le fabbriche ( anche se l'attuale crisi economica ha visto purtroppo una recessione e la chiusura di diverse piccole aziende) ma vi è un sensibile aumento di rumeni nel Verbano
Nella mia scuola a Omegna sono di questi ultimi tempi gli arrivi di giovani provenienti dall'Ucraina, figli/e delle badanti che lavorano nel territorio.
Le scuole dell'infanzia e le primarie hanno il maggior numero di alunni non italiani ed è lì che sono più attivi i progetti interculturali di eccellenza, che l'Associazione Sottosopra ha deciso di mettere in rete insieme con tutti gli altri progetti in atto nelle altre scuole.
La sensibilità nelle nostre scuole è alta e la proposta al vaglio del governo di creare classi separate per l'apprendimento della lingua è stato visto dal sindaco di Verbania e dall'assessore provinciale ai servizi sociali ed alle politiche giovanili come un principio assurdo dal punto di vista pedagogico. L'inserimento di un bambino straniero nella scuola è fondamentale per l'integrazione perchè è tra i banchi di scuola che si impara a stare insieme e la scuola è sicuramente un canale privilegiato di integrazione.
Una mattinata sicuramente molto interessante ed utile per chi come me ha sempre un contatto diretto e profondo con i nuovi ragazzi arrivati da altri mondi e da altre realtà, che in classe inizialmente non conoscono spesso neppure una parola di italiano, ma magari comunicano in inglese o francese o sono aiutati invece da altri alunni intermediari che parlano la loro lingua e conoscono anche la nostra.
La nostra paura per il diverso spesso è ridicola ed inutile mentre la paura di chi giunge nuovo nel nostro paese, sempre meno ospitale, è molto più tangibile.
E con sensibilità ed accortezza bisogna sempre far sì che non si creino problemi di razzismo o di bullismo nei confronti dei più deboli, loro o nostri che siano!

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Giovani !

Stamattina sulla prima pagina del quotidiano La Stampa,iIn un lungo articolo di fondo ,BARBARA SPINELLI ha parlato di giovani università ed occupazioni, realtà di questi giorni in tutte le città italiane
Con il suo solito acume la giornalista ha espresso opinioni che non posso che condividere Quindi vi riporto qui alcuni dei suoi pensieri che maggiormente mi hanno interessata e fatto riflettere :
" C’è qualcosa che stona, nello stupore contrariato con cui si reagisce alle occupazioni di scuole e università. L’occupazione di un’università è una violenza, certo. Si impedisce a chi partecipa in modi diversi alla vita pubblica di farlo, perché gli spazi comuni non lo sono più. Ci si prende un diritto togliendolo a altri.
Spetta tuttavia a chi pensa e governa capire perché questo accade.
Se non lo fa, non sentirà attorno a sé che lo strepito degli Uccelli di Hitchcock, e non troverà né i mezzi né le parole dell’azione autorevole.
La rabbia degli studenti non è senza rapporto con l’autunno delle finanze e con il crollo, brutale, di certezze ostentate per decenni sulle virtù autoregolatrici del mercato
Non si può impunemente parlare per anni dell’enorme debito lasciato ai figli, e stupirsi che uno degli slogan studenteschi sia: «La vostra crisi non la pagheremo noi».
Una classe politica non può impunemente infrangere la legalità, condonare falsi bilanci o conflitti d’interesse, screditare magistrati, e poi meravigliarsi che la cultura della legalità ovunque si sfibri.
Non bastano i grembiuli e il 7 in condotta a restaurare la legge lungamente vilipesa.
I manifestanti dell’opposizione, ieri, hanno citato le parole di un grande, Vittorio Foa ( morto la scorsa settimana, nota di erica ):
«Sono un po’ scettico sul linguaggio dei valori che sento in giro: vorrei vedere degli esempi perché è dagli esempi che può nascere qualcosa».
Più fondamentalmente: non si può per decenni ripetere il motto di Margaret Thatcher - There is no alternative, non c’è alternativa alle sregolatezze del mercato - e poi fare subitanei dietrofront senza mettere in questione un’ideologia sfociata in disastro: disastro per tanti, specie per gli studenti che il precariato sentono di doverlo proiettare in un avvenire più buio.
Fino a oggi, solo l’ex governatore della Federal Reserve, Alan Greenspan, ha riconosciuto «errori nati da ideologie liberiste» durate quarant’anni.
Non sono i tagli alle spese che colpiscono, nella legge Gelmini.
È chiaro che urge spender meglio, creare università d’eccellenza, premiare il merito: molti soldi inutili son stati sperperati.
Quel che colpisce è il vuoto di pensiero, su quel che significano per il domani italiano e occidentale l’istruzione come la ricerca.
Quel che scandalizza è il parlare dell’istruzione più come spesa che come investimento nelle generazioni nuove.
Manca un discorso riformatore che annunci: ho questo futuro da edificare per voi, oltre a tagli alla cieca, grembiulini e 7 in condotta.
Manca poi l’uso appropriato delle parole.
Guardando agli atenei occupati, il presidente del Consiglio non vede che facinorosi, e con volto torvo (perché così torvo?) prima comunica l’invio della polizia, poi ritratta.
Nel frattempo il governo parla di terroristi e fa salire le angosce, prepara al peggio, resuscita l’incubo di Bolzaneto (secondo governo Berlusconi).
Il modello non è Greenspan ma i vocaboli eversivi di Cossiga, un ex capo di Stato, sul Quotidiano Nazionale:
«Bisogna infiltrare gli studenti con agenti provocatori pronti a tutto(...)
La strategia non è nuova: far montare la tensione, creare un’ennesima paura che gonfia i sondaggi di popolarità.
È da anni che governanti senza bussola usano la paura come dottrina e come prassi.
Da due secoli, gli studenti in tumulto sono una premonizione e un cimento per tutti.
Confermano contraddizioni spaesanti: tutto è al tempo stesso più connesso e più sconnesso di quanto immaginavamo.
Che lo vogliano o no, essi sono la futura classe dirigente, l’avvenire che s’impersona.
Hanno la speranza, dunque non considerano la società come statica, fatale. Dicono no pregiudizialmente, ma intanto s’allenano a intervenire sulla realtà.
Così nasce l’educazione civica, sostiene Michael Walzer.
Così ci si abitua a «pensare alla cittadinanza come a un incarico politico»: a pensare se stessi «come futuri partecipanti nell’attività politica, non meramente come spettatori bene informati»
Nelle aule occupate è stato visto lo slogan di Obama: yes we can.
Obama ha successo perché spezza i recinti della paura e ristabilisce il nesso tra cause e effetti, ieri e oggi, padri e figli.
Al famoso Joe, l’idraulico arricchito ostile alle tasse, ha detto: «Tu una volta eri tra i meno ricchi, bisognoso della solidarietà dei più abbienti. Prova a pensare al Joe che sei stato».
La novità è qui, nell’invito a vedere nel futuro il nostro ieri.
Obama dice alla società civile: sei una risorsa politica solo se scopri quel che in te è statico, immemore, non responsabile; quel che non funziona in te, oltre che nei governi.
Gian Enrico Rusconi dice cose simili, su La Stampa del 24 ottobre, quando rammenta che la società civile, sempre e disordinatamente invocata, contiene il meglio e più spesso il peggio.
Gli studenti italiani sono attratti dai giovani americani che dopo anni d’apatia si iscrivono in massa a votare. Pare che quel che piace loro in Obama sia il ragionamento difficile, non la semplificazione. È una novità su cui vale la pena riflettere "
Parole profonde su cui vale veramente la pena di riflettere . Tutti quanti, anche e soprattutto i politici !

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mercoledì 22 ottobre 2008

Scuola ultime notizie

Ecco le ultime notizie di oggi , che hanno creato preoccupazione e sconcerto
Io ho letto l'articolo e le reazioni alle parole del presidente del Consiglio qui
"Non permetteremo che vengano occupate scuole e università". ha dichiarato Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
Una riunione tecnica per fare il punto sulla situazione delle manifestazioni di protesta della scuola si terrà domani pomeriggio al Viminale, presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano e alla quale parteciperanno i vertici delle forze di polizia.
Secondo quanto si apprende, l'obiettivo è quello di operare una completa ricognizione dei rischi per la sicurezza, derivanti dalle proteste degli studenti.

"L'ordine deve essere garantito. Lo Stato deve fare il suo ruolo garantendo il diritto degli studenti che vogliono studiare di entrare nelle classi e nelle aule". Afferma Berlusconi sottolineando cosa intende quando annuncia che le forze dell'ordine impediranno le occupazioni.

"Sulla scuola troppe cose divorziano con la realtà". Sostiene il premier: "La sinistra è contro il decreto Gelmini, che, ricordo, è un decreto e non la riforma della scuola. Tenta di costruire un'opposizione di piazza su un terreno circoscritto, perché come governo siamo inattaccabili su tutta una serie di provvedimenti".

"Al ministro Gelmini dico: andiamo avanti. Dobbiamo applicare questo decreto e non ritirarlo. La sinistra dice solo menzogne e falsità a proposito del tempo pieno, dei tagli e dei licenziamenti. Non è vero"."La sinistra parla di 86mila insegnanti in meno. E' falso. Con la riforma nessuno sarà cacciato. Ci sarà solo il pensionamento di chi ha già raggiunto l'età e il blocco del turn over", ha concluso Berlusconi.
Ieri la polizia è intervenuta a Milano contro gli studenti che manifestavano. Oggi queste dichiarazioni pesanti . Il diritto a manifestare, civilmente, è un diritto democratico e costituzionale
Torneremo agli anni '70 con i pestaggi della polizia ??? io non ho mai dimenticato quegli anni di università e poi il terrore degli estremismi , ero a Torino ...
Parole di non libertà . Parole da dittatura ???
Non si ricorda il Presidente del Consiglio il Family Day ? Chi andò in piazza quel giorno ???
Non si ricorda il Presidente del Consiglio le sue manifestazioni di piazza a Roma , dove si vantava di aver portato un milione di persone a protestare contro il governo Prodi ?
Io spero che il buon senso prevalga e che abbiano più giudizio quei giovani che manifestano con civiltà ovunque in Italia perchè forse ad una certa età si perde veramente il buon senso ed il senso del diritto e della libertà , di dire anche no a ciò che non va bene ed è iniquo o ingiusto!!!

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