Pensieri in Libertà

domenica 28 febbraio 2010

Rispetto per gli altri

" Riforma nonostante i pm talebani." Berlusconi
Ira dell'Anm: basta insulti

L'altro giorno il presidente del Consiglio Berlusconi, arrivato a Torino per lanciare la candidatura alle Regionali di Roberto Cota, ha di nuovo pesantemente offeso i magistrati
Se non fosse grave, e preoccupante, la sua frase sarebbe potuta essere benissimo una barzelletta, perchè ha salvato, dai cosidetti talebani, solo la moglie del candidato leghista perché «è un magistrato per bene e io spero che i magistrati per bene diventino sempre di più»
Ne è nato un vero parapiglia, con le difese dell' opposizione nei confronti della magistratura e le parole del Presidente della Repubblica, che ha richiesto a tutti quanti di avere " senso della responsabilità e della misura in un confronto civile e rispettoso", con il ritorno a "un linguaggio più sobrio e austero"
Tra un mese circa torneremo a votare
Il voto è un diritto
Ma è anche un dovere
Il dovere di noi tutti è quello di scegliere persone oneste corrette civili e rispettose che si preoccupino dei cittadini e del loro bene
Non di interessi personali e di corruzioni illegalità ricatti e minacce varie a chiunque impedisca loro di continuare questo squallido gioco vergognoso
Una riflessione è necessaria e tutti dovremmo pensare seriamente a chi voteremo , in qualunque lista essi siano !!!

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Contro le convinzioni comuni

«Se i cittadini sono senza bussola lo si deve al logoramento, alla decomposizione, all’usura senza precedenti dei significati sociali immaginari. Nessuno sa più, oggi, che cosa sia essere cittadino; ma nessuno sa più che cosa sia essere un uomo, o una donna; nel dissolversi dei ruoli sessuali, questi sono significati perduti». Cornelius Castoriadis
A Torino Antonella e Debora, due donne che, dopo 9 anni di relazione amorosa, hanno deciso di fare breccia nel muro dell’indifferenza consapevole della legislazione, hanno chiesto al primo cittadino di Torino, Sergio Chiamparino, di partecipare simbolicamente alla festa, in un luogo privato non istituzionale, dove è stata consacrata la loro unione davanti agli occhi dell’opinione pubblica.
Ieri l’esigenza di Antonella e di Debora di vincolare pubblicamente la fedeltà, l'amore e la solidarietà di un passato che le unisce da tempo e di un futuro a venire solido ed eterno si è avverato. In una cerimonia con amici parenti ed il sindaco si sono sposate . E' probabilmente il primo matrimonio gay in Italia, con il consenso e l'approvazione di un primo cittadino moderno e laico e sensibile alle esigenze di tutti, anche di queste due donne tenaci che, ben consapevoli del loro amore e della loro vita, hanno voluto sfidare la nostra "società", ancora legata a stereotipi e a discriminazioni nei confronti dei cosidetti "diversi"

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La protesta delle carriole

«Chiusi nelle case antisismiche, nei moduli abitativi provvisori, abbiamo capito che non sapevamo dove andare: non c’è un teatro, non c’è una biblioteca, non ci sono più i bar del centro. Ci siamo accorti di essere persone che debbono solo comprare cibo al supermercato, mangiare e guardare la televisione. Abbiamo detto basta».
Eugenio Carlomagno, direttore dell’Accademia delle Belle Arti, manifestante delle chiavi, l'Aquila febbraio 2010
Oggi a L'Aquila c'è stata la protesta delle carriole.
Per la seconda domenica di fila i cittadini della città abbruzzese, colpita dal sisma il 6 aprile, sono tornati nel centro storico a protestare per le condizioni in cui si trova il cuore della città
Ma le macerie accatastate a L’Aquila e negli altri 56 comuni del cratere «chiudono la porta» ai cittadini, che potrebbero tornare a occupare da subito quegli edifici dei centri storici agibili o che hanno bisogno di leggeri interventi di ristrutturazione e, nello stesso tempo, secondo Legambiente quei cumuli di macerie «nascondono gravi responsabilità: quei cumuli di detriti e calcinacci potevano già essere rimossi, sono state già varate norme che definiscono come trattarli, è possibile da subito e rapidamente individuare siti temporanei di stoccaggio».
Non posso che essere solidale e vicina a quelle persone che oggi hanno di nuovo sfidato i divieti, e le forze dell'ordine, per dimostrare al mondo in quali condizioni sia ancora la loro città ed il loro territorio a tanti mesi da quel terribile giorno in cui il terremoto distrusse le loro case e la loro vita, ma soprattutto sono vicina alla loro consapevolezza, acquisita con lo scoppio di uno scandalo vergognoso cha ha coinvolto i vertici della Protezione Civile italiana, che solo rimboccandosi le mani personalmente, a costo di enormi sacrifici, forse si potrà fare qualcosa, forse si riuscirà a sconfiggere la burocrazia e l'irresponsabilità di chi avrebbe il dovere e l'onere di provvedere a risistemare e a ricostruire ciò che madre natura ha distrutto
E' con il senso della comunità e dell' essere insieme, tutti uniti per uno scopo preciso, che si riesce a dare un senso a ciò che si sta facendo e ad incanalare la rabbia e la forza di continuare
Io spero che il popolo d' Abbruzzo concentri le proprie forze e porti avanti la propria volontà di riavere ciò che ha perso, ma mi auguro soprattutto che altre persone, responsabili e disponibili, li aiutino in questo percorso appena iniziato
Non so dove sono finiti i soldi che tanti di noi hanno inviato alla Protezione Civile via sms o telefono fisso, ma anche senza i soldi, solo con una carriola, tanti altri Italiani potrebbero passare la loro prossima domenica a L' Aquila ad aiutare a trasportare macerie per liberare le piazze e le strade
Che ne pensate ? Si può fare ?

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martedì 23 febbraio 2010

Basta con ' sto principe !!!

Domenica sera Luciana Litizzetto, a Che tempo che fa, ha fatto una divertente parodia della regina del Burlesque, la ballerina americana che si è spogliata la prima sera del festival di Sanremo. E naturalmente, a modo suo, con la sua solita verve dissacrante, ha parlato anche lei del Principe Savoia che ha cantato a Sanremo
Oggi pomeriggio nel contenitore di Rai 1 con Sposini hanno parlato per oltre un'ora del principe e di tutte le sue virtù o non virtù
Una sviolinata disgustosa !!!
Ma possibile che con tutti i problemi che ci sono in questo momento in Italia si debbano sprecare ore ed ore di servizio pubblico a parlare di questo tizio?
Ma perchè non lo mandiamo in miniera a lavorare, il principino erede di casa Savoia, accidenti ?
Oggi aprendo le pagine del quotidiano sono inorridita quando ho letto di quel giovane piccolo industriale che si è suicidato perchè non aveva più i soldi per pagare gli operai
Uno onesto che si è tolto la vita, mentre tanti altri sono stati inquisiti per corruzione, truffe, furti di tutti i tipi e qualcuno è pure fuggito all'estero!
Che mondo , che schifo ...
e poi almeno una buona notizia
" È stato oscurato il gruppo su Facebook «Deridiamo i bambini Down» che ieri contava pare circa 800 "iscritti" e che esponeva un bimbo che aveva le caratteristiche della malattia, e sulla cui fronte era scritto «scemo».
Sul sito ora oscurato si leggeva: «È così difficile da accettare questa malattia... perchè dovremmo convivere con questi ingnobili creature (...) io ho trovato la soluzione: consiste nell’usare questi esseri come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio».
Follia pura e deviata di pochi , ma facilmente influenzabile su menti fragili e deboli, che insozza la rete
Chissà perchè ogni tanto questi dementi vengono fatti conoscere al pubblico, così poi anche qualcun altro, più deficiente di loro, finirà con l'imitarli ?
Io ho pubblicato nell'altro mio blog, Omegna e dintorni, i pensieri di alcuni miei alunni di 12-13 anni che hanno seguito il Laboratorio di Volontariato del primo quadrimestre
Sono riflessioni semplici ma pulite e piacevoli, belle da leggere e significative perchè almeno loro sono ancora sani Una speranza per un futuro non ancora troppo bacato da questa società sempre più squallida, insensibile ed individualista ...

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sabato 13 febbraio 2010

Mani Pulite, ieri e oggi

" 17 febbraio 1992.
Diciotto anni fa, ...,veniva arrestato il presidente socialista del Pio Albergo Trivulzio - ospizio per anziani milanese - mentre riceveva una tangente di sette milioni di lire. Si chiamava Mario Chiesa e con quelle manette prendeva il via la stagione di Mani Pulite.
In quei giorni si affacciavano sulla scena politica di Milano facce nuove, pulite, che promettevano di parlare una lingua diversa: tra queste quella del leghista Pier Gianni Prosperini e di un gruppo di ragazzi della Gioventù liberale. Il primo è finito in carcere prima di Natale con l’accusa di aver incassato una tangente da 230 mila euro, mentre per uno dei giovani liberali - Camillo Pennisi detto Milko - le manette dei carabinieri sono scattate giovedì, mentre si faceva dare da un imprenditore cinquemila euro in contanti nascosti in un pacchetto di sigarette.
Se li era fatti portare nella piazzetta alle spalle di Palazzo Marino, durante la seduta del Consiglio comunale, con la naturalezza di chi esce dall’Aula un momento per fumare.
Nelle stesse ore è stato arrestato il presidente della Provincia di Vercelli e l’Italia ha cominciato a interrogarsi su quale sia la vera faccia di Guido Bertolaso e dei miracoli della Protezione civile.
Il presidente del Consiglio sostiene che i pubblici ministeri dovrebbero vergognarsi e si potrebbe essere tentati di leggere tutto questo come l’offensiva pre-elettorale di una magistratura politicizzata contro la maggioranza di governo a cui appartengono tutti questi personaggi. Ma i conti non tornano: sono in corso inchieste in otto delle tredici regioni che andranno al voto questa primavera, peccato però che i politici coinvolti in ben sei di queste appartengano al centrosinistra.
Dal sindaco di Bologna allo scandalo della sanità pugliese, dagli avvisi di garanzia al candidato del Pd in Campania alla bufera sull’ex presidente del Lazio, fino alle inchieste in Calabria e all’indagine sugli appalti a Firenze. La magistratura ha colpito a destra - nel mirino la sanità lombarda - e a sinistra e i carabinieri sono intervenuti a Milano, come a Vercelli o a Roma perché c’erano imprenditori che hanno fatto denuncia, stanchi di pagare.
Ogni giorno emergono storie che ci raccontano come la sanità italiana e i suoi appalti siano diventati fonte privilegiata di approvvigionamento per gli appetiti della politica di ogni colore e schieramento.
Si ha la sensazione che si sia davvero tornati al punto di partenza, con la differenza che non si agisce più per conto dei partiti, che nel frattempo non esistono più nella forma che conoscevamo vent’anni fa, ma prevalgano gli individui, le loro carriere e la voglia di avere vite private esagerate.
Ad essere tornata identica è la facilità con cui si chiedono tangenti, contributi, viaggi, automobili, prostitute, orologi, gioielli e carte di credito agli imprenditori che vogliono fare il salto di qualità. È la naturalezza con cui tutto ciò avviene e con cui si arraffa a fare impressione.
Lo spavento di un’intera classe politica, il senso di vergogna, i tabù e la prudenza che sembravano essere entrati nel dna della classe politica dopo Tangentopoli sono completamente svaniti.
La rievocazione di Bettino Craxi a dieci anni dalla sua morte, che si è tenuta poche settimane fa, con quell’insistenza sui meriti storico politici dell’azione di governo dell’ex segretario socialista e la rimozione della corruzione e delle tangenti sono segno dei tempi.
Segno che la memoria è svanita.
Tanto che l’ex sindaco di Milano Carlo Tognoli può permettersi di dire serenamente che le tangenti erano «solo» del tre per cento, come se questo le rendesse accettabili.
In questi giorni diventa maggiorenne la generazione nata in quel 1992, una parte di questi ragazzi andrà al voto per la prima volta tra poche settimane, siamo andati a cercarli e abbiamo avuto la conferma che Mani Pulite non è materia di ricordo.
C’è smarrimento in chi andrà alle urne e dovrà sostenere la Maturità, davanti alla storia recente e ai comportamenti della politica di oggi.
E aumenta la sfiducia.
Il moltiplicarsi delle inchieste porta con sé anche una sensazione di stanchezza, di assuefazione dell’opinione pubblica; certa spettacolarizzazione della giustizia - un discutibile protagonismo di magistrati che parlano prima dei loro atti - crea disagio e contribuisce allo sfarinamento del vivere civile.
Penso a questa divulgazione continua di particolari - meglio se sessuali o pruriginosi - dati in pasto ai mezzi di comunicazione per far salire il livello di attenzione.
Una strategia pericolosa e dubbia: si finisce per giudicare un politico per la sua moralità sessuale e si perde di vista la sostanza.
Certo è evidente che il sesso sta diventando parte integrante del sistema della corruzione, ma concentrarsi sugli aspetti «pecorecci» finisce per far passare in secondo piano ruberie e spoliazioni della cosa pubblica. Sono convinto che sia poco importante passare giornate a discutere se Bertolaso curasse o no il mal di schiena in un centro sportivo romano, quanto è invece fondamentale capire come funzionava la macchina degli appalti della Protezione civile.
I cittadini avvertono un senso di nausea e la politica dovrebbe farsene carico con urgenza, riscoprendo lei il senso della misura e quello della vergogna. "
Mario CALABRESI direttore La Stampa To
Riporto qui sopra questo articolo di Mario Calabresi, perfetto e preciso, che meglio non poteva esprimere quello che sto provando in questi giorni, dopo aver ripreso a leggere storie di corruzione e di scandali moderni di una nuova Tangentopoli, eclatante e squallida, ahimé
Ho anche letto l'intervista del quotidiano torinese ai giovani nati nel 1992
L'ignoranza storica di questi giovani per un passato per nulla lontano mi ha suscitato ilarità ma anche una certa amarezza perchè il loro rispondere in modo così inadeguato mi ha fatto pensare che il loro non sapere è dovuto al fatto che nessuno mai, nelle loro famiglie, ha parlato o ricordato quegli anni, quei tempi e quelle persone corrotte o facilmente corruttibili
Chissà di cosa mai si parla in famiglia al giorno d'oggi ? ma parleranno poi i giovani con i loro genitori ?

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mercoledì 10 febbraio 2010

Centrali Nucleari

" Poche ore fa il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che disciplina la localizzazione e la realizzazione di nuove centrali nucleari.
Ma non ci diranno - prima delle elezioni - in quali Regioni intendono costruire gli impianti!! È un diritto di noi cittadini saperlo!
La nostra campagna contro questa scelta rischiosa e troppo costosa va avanti.
Partecipa anche tu e firma l’appello sul sito www.nuclearlifestyle.it per chiedere ai candidati alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo di dire No al Nucleare.
Contro un governo che continua a imporre le sue scelte, l’opposizione delle Regioni è l’unica possibilità che abbiamo per fermare il ritorno del nucleare nel nostro Paese.
Andrea Lepore Responsabile Campagna Nucleare Greenpeace Italia "
Io ho votato anni fa il referendum contro il nucleare in Italia e continuo ad essere contraria alla costruzione delle centrali Non ci sono bastate quelle di allora, con ancora il problema dello stoccaggio delle scorie di Saluggia, qui in Piemonte ?
Non si possono avere le alternetive pulite per produrre energia ?

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martedì 2 febbraio 2010

Un paese senza progetti

" Un Paese «senza progetto», in «perenne transizione», che paga «un costo altissimo» per l’economia e «rischia per la sua tenuta democratica». L'Italia è «una sorta di cantiere aperto, che non si riesce a chiudere perchè nessuno ha le idee chiare su cosa si deve costruire» e denuncia «una frattura fra la politica e il paese reale»." da Eurispes Rapporto Italia 2010
Il pssimismo è arrivato anche all'Eurispes
Quello che a me è interessato di pù di questo triste rapporto sul nuovo anno da poco iniziato è stato :
" Grazie al forte prelievo fiscale siamo fanalino di coda in Europa quanto a stipendi.
Ammonta a poco più di 14.700 euro il salario medio netto annuo percepito da un cittadino italiano. Una cifra che pone il Paese al ventitreesimo posto, in coda dopo gli altri paesi europei dove le retribuzioni nette annue si aggirano in media intorno ai 25.000 dollari: in Germania 29.570, in Francia 26.010, in Spagna 24.632.
Stanno peggio di noi solo Portogallo (19.150), Repubblica Ceca (14.540), Turchia (13.849), Polonia (13.010), Slovacchia (11.716), Ungheria (10.332) e Messico (9.716).
I lavoratori italiani incassano dunque ogni anno retribuzioni pari al 17% in media della media Ocse.
Al contrario, il cuneo fiscale (la differenza tra costo del lavoro e retribuzione netta) arriva a pesare - nel caso di un lavoratore dal salario medio single e senza figli - per il 46,5%, che determina la sesta posizione dell’Italia tra i 30 paesi Ocse."
Non avevo certo bisogno dell'Eurispes per sapere che tra il mio stipendio lordo e quello netto ci fosse una gran bella differenza
Noi lavoratori statali come i pensionati siamo super tassati
Peccato invece che ci siano altre categorie di lavoratori, autonomi, che tassati non lo sono di certo e che tanto, troppo spesso, evadono pesantemente o denunciano redditi da miserabili al fisco...
Perchè Brunetta Tremonti e C. non vanno a vedere chi viaggia con auto da nababbi , chi ha barche e yacht .... ???

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Non è cambiato nulla!

La scorsa settimana ho avuto pochissimo tempo a disposizione perchè era la settimana degli scrutini e le ore passate a scuola anche di pomeriggio sono state parecchie
Ho quindi solo sfogliato i quotidiani , non ho avuto tempo di leggere neppure un libro e la sera sono sempre andata a dormire presto...
Uno degli articoli intravisti velocemente però ha colpito la mia attenzione:
" Terrore nelle notti afghane
Le operazioni segrete Usa
Presunti seguaci dei talebani nelle celle afghane
I prigionieri delle carceri speciali: è peggio che Guantanamo "
Quando sono riuscita a riprendere in mano quella pagina di giornale, con tempo e calma a disposizione, ho letto le prime righe dell' articolo ma...
ma mi sono fermata lì !
Non sono riuscita ad andare fino in fondo. Provo sempre un profondo disgusto sia quando leggo sia quando vedo scene di violenza " vera", quella subita nella realtà, della guerra soprattutto
E in questo articolo si riaffrontava il tema delle violenze più brutali che gli americani fanno subire ai prigionieri di guerra. Prima era Guantanamo, ora è un carcere segreto in Afganistan
Sono tante le persone che in molti luoghi del mondo subiscono torture e brutalità in carcere, ma quello che mi fa andare in bestia è questo comportamento ottuso ed ipocrita degli Usa, paese democratico, che in terra straniera va a combattere terroristi, soprusi vari ecc ecc e poi si comporta peggio di coloro che minacciano la libertà e la pace di paesi sempre sull'orlo della dittatura o peggio
Possibile che dopo anni di governo Bush e di orrori vari, anche ora si debbano continuare questi metodi crudeli ed incivili ?
E Obama che fa ? Saprà di certo , no ? o no?
Poi si lamentano perchè gli attacchi taleban sono sempre più cruenti e perchè i morti non solo americani sono in aumento in una guerra sempre più assurda e ormai in perdita ... diciamo pure una guerra quasi perduta
Quanto all'Italia, collaboratrice degli Usa ai tempi di Bush, non è che stia granch'è meglio
" Sismi compiacente su Abu Omar"
Le motivazioni della sentenza che ha portato alla condanna di agenti della Cia e il non luogo a procedere per i funzionari sei servizi italiani: "Il segreto di Stato è un paradosso"
Gli agenti del Sismi imputati nel processo per il sequestro dell’ex imam di Milano Abu Omar, allora indagato per terrorismo internazionale, sapevano e forse furono compiacenti quando il religioso fu rapito il 13 febbraio del 2003.
Il direttore del tempo del servizio segreto militare, Nicolò Pollari, partecipò «sicuramente» ad «attività di ostacolo e sviamento delle indagini», tanto che per lui «rimane un giudizio morale fortemente negativo», in quanto agì, tra l’altro, «in qualità di servitore dello Stato». "
Il segreto di Stato in Italia è un serio problema perchè ha impedito per anni e continua ad impedire la scopertà delle verità nascoste di stragi , di attentati, di misteri politici che non sono mai stati svelati completamente
E fino a quando ci sarà una mentalità politica di un certo tipo, penso proprio che il segreto di stato non verrà mai tolto ...

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domenica 31 gennaio 2010

Violenza e giovani

Ieri e oggi Torino è stata al centro dell'attenzione dei TG per due episodi drammatici in cui le vittime e gli aggressori violenti erano dei giovani
Prima vi è stato l'episodio del diciottenne picchiato a sangue e ridotto in fin di vita da un coetaneo impazzito di gelosia perchè l'altro aveva inviato un sms alla sua ragazza
L'aggressione è stata filata interamente da alcune telecamere sistemate nella piazza ed è stato possibile scoprire subito l'autore di una così grave forma di violenza
L'altro episodio è invece avvenuto in un parco del centro tra ragazzi di origine rumena. Un ragazzo che aveva detto di non avere una sigaretta ad altri connazionali più grandi è stato accoltellato ed è morto
Era un bravo ragazzo che studiava e non dava fastidio a nessuno ma ha avuto la sfortuna di imbattersi nei bulli di turno, che dopo la sua uccisione sono anche degli assassini !
Questi sono solo gli ennesimi fatti di cronaca ma quante altre volte si è sentito parlare di giovani coinvolti in risse, in aggressioni, in atti di teppismo e di violenza
Troppo spesso anche quelli più giovani hanno tanta rabbia in corpo e la scatenano in classe o appena fuori da scuola
Io mi chiedo sempre più se questo nostro mondo così scombinato peggiorerà ancora di più e che influenza negativa avrà sulle menti dei nostri giovanissimi che crescono sempre più senza controllo dei loro freni inibitori e senza pietà verso gli altri
Come si fa a pestare a sangue un coetaneo per gelosia o a sgozzare un ragazzo per una banale ed assurda lite ? Come si fa a bere o a fumare fino a sentirsi male e a dover essere ricoverati/e in ospedale ? Come si fa ad andare a folle velocità e a schiantarsi contro un muro, un guarda rail o un'altra auto. uccidendo se stessi, gli amici o chi ha avuto la sfortuna di essere nell'altra corsai in quel momento ? Come si fa a distruggere se stessi nel peggiore dei modi senza mai usare l'intelligenza la sensibilità la riflessione la paura e la coscienza ?
Chi hai dei figli o vive tante ore con giovani e giovanissimi dovrebbe preoccuparsi e riflettere seriamente perchè potrebbe succedere ovunque ad altre vittime innocenti di subire quello che hanno subito i due di ieri a Torino
Tante vite sprecate, tante morti inutili che lasciano sgomenti ed attoniti, tanto dolore e disperazione ...

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mercoledì 27 gennaio 2010

Quando le parole ...

A volte in classe, quando qualche alunno o alunna usa un linguaggio inappropriato o un certo tono arrogante e prepotente per rivolgersi ai compagni o a noi adulti, dico sempre che " si può dire qualsiasi cosa, ma che c'è comunque modo e modo di dire le cose perchè le parole possono far male e lasciare dei brutti segni e ancor più delle conseguenze sgradevoli a corto o a lungo termine "
Insomma, tanto per essere precisi, sarebbe proprio utile riflettere sempre prima di parlare e moderare i termini !
Questo consiglio bisognerebbe forse darlo anche a qualche adulto che in questi ultimi giorni ha usato le parole senza riflettere, con una scia di polemiche inopportune e spiacevoli
Domenica scorsa non ho ascoltato su Rai 3 la solita Mezz'ora della Annunziata e mi sono persa le parole di Bertolaso, il capo della Protezione civile che ad Haiti criticava i soccorsi internazionali con toni non certi pacati
Ma quelle parole le hanno ascoltate molti altri, compresa la signora Hillary Clinton, e si è scatenato un gran bel putiferio ...
Al punto che oggi è stato necessario un intervento del premier Silvio Berlusconi per mettere fine al caso diplomatico tra Italia e Stati Uniti.
Berlusconi ha dichiarato che sarebbe "opportuno evitare dichiarazioni che possono involontariamente innescare polemiche".
Un incidente tra Roma e Washington che ci ha fatto fare la solita figura da "cioccolatai", insomma, e anche qualcosina in più, probabilmente, perchè il segretario di Stato Hillary Clinton, pur non citando espressamente l’Italia, ha di nuovo ribadito anche oggi che è stata "profondamente ferita dalle critiche".
Una signora di ferro che si è offesa e se l'è legata al dito, come si suol dire, è una gran bella gatta da pelare, non trovate?
e il povero Bertolaso che fine farà, quando se ne tornerà a casa con la coda tra le gambe ?
o è già tornato? perchè nessun Tg ci ha più detto dove sia finito dopo la gaffe di domenica scorsa ...
E anche il ministro Brunetta ha fatto marcia indietro ieri
"Mai proposto assegno mensile ai giovani I giornalisti sono in malafede"
26/1/2010 13:36 La Stampa To
Anche lui era andato in Tv a dire che i giovani, per non essere bamboccioni, dovrebbero essere mandati fuori casa a 18 anni
Non contento di aver sollevato un vespaio e di aver provocato l'Italia intera, è tornato di nuovo in Tv ( ma perchè la domenica pomeriggio invece di fare i contenitori con ospiti vari e politici dalle idee strepitose, non trasmettono un bel film, un concerto, un teatro o una commedia brillante ? ) con un'altra dichiarazione ancora più strabiliante
Io non ho visto neppure questa trasmissione ma a quanto pare il ministro ha proposto di dare 500 euro ai diciotteni suddetti e " di togliere dalle pensioni di anzianità le risorse da destinare ai giovani che vogliono andarsene di casa."
Sono bastati 3 giorni di polemiche critiche e articoli infuocati sui giornali per avere la smentita d'obbligo
Io potrei anche essere d'accordo con Brunetta a due condizioni ben precise però
Primo: Dare ai giovani la possibilità di lasciare la casa paterna non con la promessa di 500 euro, ma con un lavoro sicuro e a lungo termine, che permetta loro di costruirsi un avvenire una famiglia e delle basi personali solide
Secondo: se proprio dobbiamo buttare fuori di casa i nostri figli, per non farli diventare bamboccioni, usiamo i soldi dei parlamentari degli onorevoli e politici vari e le loro pensioni baby, soprattutto, sempre ben remunerate, per creare dei fondi per i nostri giovani dal futuro così incerto e così poco luminoso, visto i tempi che corrono....
E speriamo che in futuro le parole siano ben ponderate prima di essere usate per esibire una volta ancora l'egocentrismo italico dei nostri maschi dagli incarichi importanti ed internazionali...
Per fortuna che le donne importanti sono minoritarie perchè se tale moda dovesse prendere piede e propagarsi anche a loro, allora sì che ...
il silenzio è d'oro !!!

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lunedì 25 gennaio 2010

Condannati per le Violenze di Napoli

Dieci poliziotti, dei 21 imputati, sono stati condannati a Napoli per "Violenze sui no global in caserma" La sentenza sulla vicenda del 2001:"Fu sequestro di persona aggravato".
da La Stampa
Anche se sono passati quasi 9 anni, ricordo ancora quegli incidenti avvenuti a Napoli in occasione della manifestazione contro il Global Forum il 17 marzo 1991
La sentenza di primo grado di alcuni giorni fa ha stabilito la responsabilità di alcuni poliziotti per gli abusi con violenze ed umiliazioni, consumati ai danni di giovani del movimento no global nella caserma Raniero.
Una vicenda che, nella ricostruzione dei magistrati, ricorda per molti aspetti i fatti di Genova durante il G8 .
Probabilmente, secondo me, una prova di quello che poi avremmo dovuto purtroppo vedere poco tempo dopo, a luglio, perchè anche allora molti giovani, diversi dei quali contusi, furono bloccati in strada o prelevati dagli ospedali, dove si erano recati per farsi medicare, e successivamente condotti nella caserma Raniero Virgilio, nei pressi di piazza Carlo III, dove subirono violenze

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mercoledì 20 gennaio 2010

GreenPeace contro il nucleare di Enel

Sul "Colosseo Quadrato" di Roma gli attivisti di GreenPeace hanno srotolato un banner con la scritta "Stop alla follia nucleare, Stop Nuclear Madness".
Di fronte a loro, nel palazzo di Confindustria, è in corso l'incontro in cui Enel cerca di presentare il nucleare come un ottimo investimento per le imprese italiane. Ma quello che Enel non dice, lo dicono EDF, STUK, Citigroup, AREVA.
"Secondo Enel, il nucleare è un business che per i due terzi è riservato alle imprese italiane.
In realtà - a parte le norme sugli appalti di queste dimensioni che prevedono delle gare internazionali - gli impianti EPR proposti da Enel sono un affare solo per il costruttore francese a corto di ordinazioni. ...
Enel cerca di imbonire le imprese italiane promettendo che il 70% degli investimenti per la costruzione di quattro reattori nucleari EPR sarà nella parte non nucleare (dunque non coperta da brevetti francesi) per un controvalore di circa 12 miliardi di euro.
Secondo le informazioni pubblicate dall'azienda elettrica francese EDF - alleata di Enel nel riportare il nucleare in Italia - risulta, invece, che gli investimenti nelle parti non convenzionali degli impianti EPR, ovvero le uniche che potrebbero riguardare le imprese italiane, non superano il 40% degli investimenti totali.
In un recente studio sul mercato inglese del novembre 2009, Citigroup, leader mondiale nei servizi finanziari, evidenzia che i rischi di costruzione, finanziari e operativi, sono eccessivi per gli investitori privati.

Enel, nonostante l'elevato debito netto pari a 54 miliardi di euro, dichiara di essere pronta a sostenere un costo per quattro reattori EPR tra i 16 e i 18 miliardi di euro, cioè tra i 4 e i 4,5 miliardi di euro a reattore.
In un rapporto di novembre 2009 Citigroup afferma, invece, che i costi sono tra i 5 e i 6 miliardi di euro a reattore, con "l'alta probabilità che per i nuovi reattori saranno più alti di quelli previsti" e "i tempi di costruzione meno prevedibili in anticipo".

Ad oggi sono solo due gli EPR in costruzione nel mondo, uno in Francia e uno in Finlandia.
In Finlandia, finora sono in costruzione solo le parti non nucleari (promesse alle imprese finlandesi) ed è un colosso francese – il gruppo Bougeys – che sta facendo la parte del leone.
E la fa pure male, visto che ci sono stati due clamorosi blocchi dei lavori a causa delle saldature effettuate al di sotto degli standard di sicurezza: lo stop dell'agenzia finlandese di controllo, STUK, è arrivato nell'agosto del 2008 e ancora lo scorso ottobre.
Mentre Enel presenta i reattori EPR come un ottimo investimento, Areva, che gli EPR li costruisce, sta valutando se mettere sul mercato dei reattori meno sofisticati e più economici degli EPR, dopo aver perso un'importante commessa negli Emirati Arabi Uniti a favore di una sua rivale sudcoreana.
La propaganda di Enel sul nucleare continua, ma l'esperienza degli unici due EPR in costruzione in Finlandia e in Francia ha già ampiamente dimostrato che per questo tipo di impianti ritardi, problemi nella sicurezza e costi fuori controllo non sono un rischio ma una regola."
fonte sito di Green peace
Ho votato contro il nucleare nel referendum di molti anni fa e continuo ad essere contraria alle centrali nucleari
Queste notizie di denuncia mi lasciano sempre più sconvolta
Possibile che per interessi e speculazioni varie , dobbiamo mettere a rischio ambientale il nostro paese e coinvolgere la salute dei cittadini con scelte opinabili e molto discutibili????

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mercoledì 6 gennaio 2010

La Grazia di Dio

«I problemi non mancano, nella Chiesa e nel mondo, come pure nella vita quotidiana delle famiglie. Ma, grazie a Dio, la nostra speranza non fa conto su improbabili pronostici e nemmeno sulle previsioni economiche, pur importanti»
«La nostra speranza è in Dio, non nel senso di una generica religiosità, o di un fatalismo ammantato di fede». «Noi confidiamo nel Dio che in Gesù Cristo ha rivelato in modo compiuto e definitivo la sua volontà di stare con l'uomo, di condividere la sua storia, per guidarci tutti al suo Regno di amore e di vita».
«E questa grande speranza anima e talvolta corregge le nostre speranze umane» .
«Il Regno di Dio viene certamente, anzi è già presente nella storia e, grazie alla venuta di Cristo, ha già vinto la forza negativa del maligno. Ma ogni uomo e donna è responsabile di accoglierlo nella propria vita, giorno per giorno. Perciò, anche il 2010 sarà più o meno "buono" nella misura in cui ciascuno, secondo le proprie responsabilità, saprà collaborare con la grazia di Dio» . Papa Ratzinger

non ho mai pensato alla grazia di Dio per vivere la mia vita, ma di certo non ho mai creduto agli oroscopi. Quelli che purtroppo sono arrivati anche in TV con programmi in prima serata... per migliorare la cultura degli Italiani!

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Il caso Craxi

Nei giorni scorsi ho seguito sulle pagine del quotidiano La Stampa gli articoli riguardanti la polemica nata dal fatto che a 10 anni dalla morte di Bettino Craxi, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, avrebbe deciso di intitolargli una via o più probabilmente un giardino all’interno di un parco nella sua città natale.


Ricordo ancora molto bene gli anni d'oro del suo governo, quando ad esempio andavo in vacanza in Francia dai miei cugini e loro mi chiedevano sempre del "Condottiero" e dei suoi accoliti che erano riusciti a far risorgere l'Italia e a renderla più famosa della Francia nel mondo intero
Come ricordo quel triste giorno in cui fu sommerso dalle monetine lanciate da tanta gente comune, all'inizio dell'inchiesta di Tangentopoli - che poi lo vide fuggire ad Hamamet, in Tunisia dove morì - e la sua corsa precipitosa al riparo di un'auto di servizio che lo portò via sgommando
Triste conclusione di un periodo d'oro, di sogni di gloria e di potere conclusi nel peggiore dei modi


Uno degli articoli che mi hanno più colpita è stato quello di Michele Brambilla che inizia così : " Quando Bettino si beveva la città
Superattici, cene e belle donne: gli anni ruggenti dei socialisti a Milano
La svolta del Psi: dalla sobrietà antica di Nenni all’ostentazione del potere "
Un'analisi abbastanza precisa e giusta, anche se piuttosto impietosa, del " condottiero" e di quel mondo di politici, imprenditori ecc ecc che finì così male, con processi e condanne per corruzione e tanto altro
Ma dell'uomo e politico Craxi ne parle anche, in un'intervista, Piero Fassino, ex Ds, che lo ritiene un capro espiatorio
Non ho condiviso molto questa teoria di Fassino in quanto ritengo che fu un colpevole, in effetti, ma sicuramente dietro a lui ci furono altre persone che ne approfittarono e che si servirono di lui
/ Anche il suo legale Giannino Guiso ha dichiarato che “Craxi fu colpevole come altri, ma diventò il caprio espiatorio " in una intervista di pochissimi giorni fa /
E dopo aver letto questo articolo, in cui si svelano alcuni retroscena sulla trattativa fallita per farlo curare in Italia, quando Craxi disse di no perchè riteneva che era "Meglio morire che tornare così", penso che se avesse accettato di rientrare, con il tempo anche lui avrebbe fatto come tutti gli altri colpevoli di quello scandalo: sarebbe uscito comunque di prigione in poco tempo e avrebbe ricominciato a far politica in Parlamento, protetto da leggi ad personam ...
Posso capire benissimo il pensiero del leader dell'Idv Antonio Di Pietro che lo ha definito " un corrotto, un condannato e un latitante "
E non trovo per nulla opportuno dedicargli un'altra via ma mi chiedo perchè l'Italia debba sempre essere ad ogni costo il paese che riabilita tutti ...
Non si può, una volta tanto, lasciare chi ha subito condanne ed è scappato nell'oblio della memoria e nella pace di una tomba ?


In una breve ricerca nel web sulla polemica Craxi ho trovato molto interessanti anche questi due articoli : Perchè è inopportuno riabilitare Craxi de l'Unità, giornale della sinistra, e Bobo Craxi chiede aiuto a Berlusconi della Repubblica dell' ottobre 1999 Buona Lettura !

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domenica 3 gennaio 2010

La condanna di Fujimori

L’ex capo di Stato peruviano Fujimori è stato condannato a 25 anni di carcere per violazione dei diritti dell'uomo dalla Corte Suprema
Il tribunale, che era stato chiamato ad esaminare il ricorso in appello contro la condanna in primo grado a 25 anni di carcere decisa nello scorso aprile, ha ritenuto Fujimori colpevole e lo ha di nuovo condannato a 25 anni di prigione per la sua responsabilità nel massacro di civili nel 1991-92 da parte di squadroni della morte in occasione della repressione contro i guerriglieri di estrema sinistra.
L’ex presidente, che ha 71 anni, è stato anche condannato ad aprile per i sequestri, da parte dei suoi servizi segreti, di un giornalista e di un imprenditore.
In occasione di altri due processi distinti nel 2007 e 2009, Fujimori fu condannato a pene dai 6 ai 9 anni per corruzione ed abuso di potere nell’esercizio delle sue funzioni.
La legge peruviana però non prevede la somma delle sentenze e quindi Fujimori dovrà scontare quella più lunga, di 25 anni
Una buona notizia per questo inizio anno: una volta tanto un assassino di alto grado non è stato assolto !
La giustizia peruviana ha svolto egregiamente il suo dovere...

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sabato 2 gennaio 2010

Vorrei...

Vorrei non sentire più notizie di violenze guerre omicidi e massacri in Tv
Vorrei un mondo pieno di pace serenità salute e tanta tanta felicità
Vorrei che il genere umano cambiasse
Vorrei ... che non fosse solo un sogno o una speranza illusoria
I buoni propositi del Natale non servono a nulla se si continua a vivere nello stesso modo per il resto dell'anno senza mai cercare di essere diversi, di essere migliori, con umiltà con rispetto con spiritualità e con senso di rsponsabilità!
Tutti festeggiamoo il Natale con regali con feste con pranzi con sfarzo nel consumismo più ostentato
Ma il Natale è la nascita di Gesù Bambino, di un piccolo cucciolo d'uomo in una mangiatoia di una stalla ...
in povertà con umili persone, i pastori ed i loro animali
Niente Re ... quelli arriveranno solo il 6 gennaio !
In un mondo dove l'Io prevale sul Noi, dove l'edonismo e l'egoismo sono sempre più merce unica ovunque, dove i sentimenti non hanno più valore, riflettiamo almeno 5 minuti su quello che siamo e su quello che dovremmo essere ...
Migliori o peggiori ?
Felici o Infelici ?
Sereni ed in pace con se stessi per essere in pace anche con gli altri ?
O incapaci di amare e di amarsi ?
Per un 2010 di tanti buoni propositi da non perdere per strada ... AUGURI !!!

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venerdì 11 dicembre 2009

Dashboard

Mercoledì ho cambiato il template del blog
In un blog conta soprattutto il contenuto ma anche il suo aspetto attira chi lo visita, per cui rinnovarlo ogni tanto è piacevole e necessario
Il mio blog è monitorato da google analytics e l'altra sera ho sbagliato ad inserire il codice di monitoraggio nell' htlm del nuovo modello che avevo scelto
Stamattina sono andata a controllare e mi sono subito accorta dell'errore perchè nel giorno 10 dicembre non c'era stato nessun visitatore...
Nel blog dal 9 novembre al 9 dicembre ci sono state 3.538 Visite con 4.212 Visualizzazioni di pagina provenienti da 40 Paesi
Rispetto ai mesi precedenti i visitatori sono notevolmente diminuiti ma probabilmente questo è dovuto al fatto che io ho scritto poco e non per quello che ho scritto
Il fatto curioso è che in quest'ultimo periodo i post più letti del blog sono stati 4 non recenti :
riflesioni sulla libertà gennaio 2009
adolescenza gennaio 2008
l' amore non svanisce mai novembre 2006
se io fossi il vento dicembre 2007
Chissà perchè proprio questi e non altri, altrettanto e forse anche più interessanti ?

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Internet e la banda larga fanno paura?

Alcune settimane fa ero super impegnata a finire di preparare il materiale da utilizzare con i miei alunni nel laboratorio di volontariato del mercoledì pomeriggio, in vista del mercatino di Telethon della settimana scorsa, e quindi riuscivo a malapena a sfogliare il quotidiano
Una notizia però, che è stata riportata più volte, mi ha interessata parecchio
La notizia ormai è tristemente nota a tutti: il governo italiano, dopo aver preparato un piano ( ben miserello in effetti!) per lo sviluppo di internet, ha deciso di metterlo in soffitta, rimandando ogni intervento a dopo la crisi, quella famosa crisi che dovrebbe essere superata in effetti!!!
A marzo 2009 un rapporto del responsabile del dicastero dello sviluppo economico, che doveva rimanere riservato, fu immediatamente pubblicato su internet.
Il rapporto metteva in evidenza il fatto che in Italia esiste una forte disparità, nella possibilità di accedere ai collegamenti a larga banda, che interessa oltre sette milioni di cittadini, per lo più abitanti di aree rurali e di piccoli centri.
La banda larga, inoltre, è basata quasi esclusivamente su vecchi cavi telefonici in rame, destinati a collassare rapidamente man mano che si estendono i servizi multimediali su internet, radio, tv, film.
Alla base dell’arretratezza italiana vi sono diverse cause, in particolare la non divisione della gestione della rete, che dovrebbe essere neutrale, dalla fornitura di servizi in concorrenza.
Inoltre vi è una grave carenza di investimenti per una rete moderna in fibra ottica, che garantirebbe migliore capacità di trasmissione e affidabilità nel tempo .
Dal 2004 i soldi spesi per lo sviluppo della rete in Italia si sono molto ridotti, mentre nel resto d’Europa lo stanziamento è più che triplicato.
Tutte le nazioni hanno capito il valore strategico ed economico di internet
Il governo finlandese per esempio nei piani anticrisi ha previsto forti stanziamenti per rendere l’accesso alla rete un diritto costituzionale dei cittadini, con l’obiettivo di fornire almeno una connessione a un megabit entro il 2010 e di cento volte superiore nei cinque anni successivi.
In Italia, secondo il rapporto suddetto, servirebbero almeno dieci miliardi di euro nei prossimi cinque anni per costruire una situazione ottimale, in cui internet diventerebbe un pilastro per lo sviluppo economico e permetterebbe anche business remunerativi alle aziende.

Da quel Rapporto è poi devirato il " Piano Romani ", dal nome del vice ministro per lo Sviluppo con delega alle Comunicazioni che lo ha promosso.
Il piano prevedeva un intervento di circa 1,47 miliardi di euro da privati e di 800 milioni dallo Stato.
Questi 800 milioni sono i soldi scomparsi per decisione della presidenza del Consiglio.

Ancora una volta l'Italia ha perso il tram per migliorare
Ma l’Italia attualmente è governata, a livello politico, ma anche culturale ed industriale, da persone non giovani che temono le novità, qualunque esse siano .
Al governo vi sono politici tra i più anziani d’Europa, nelle università si riesce ad avere una cattedra superati i cinquanta e passa anni e anche i manager non sono mai giovincelli.
All’estero, invece, i policy makers sono più giovani della media e l’istruzione è molto più alta: in Italia solo il 31 per cento delle élites è laureato, contro il 51 per cento degli inglesi, il 58 per cento dei francesi e il 65 per cento dei tedeschi.
Tutto questo non aiuta certo l’Italia all’innovazione e alle nuove tecnologie

E in Italia la classe politica al governo predilige investimenti consolidati, quelle cosidette Grandi Opere, simbolicamente rappresentate dal futuristico ma ben poco utile ponte sullo Stretto e dal famigerato ritorno delle Centrali Nucleari.
L'unica grande scoperta del governo è il passaggio alla televisione digitale, che costerà, secondo le associazioni dei consumatori, 2,6 miliardi di euro solo in decoder.
Un passaggio che fino ad ora ha solo creato parecchi problemi di " non visione" della TV stessa e che intaserà le discariche , per lo più abusive, dell' Africa, con tutti quegli apparecchi dismessi ma ancora perfettamente funzionanti, senza migliorare di molto i contenuti culturali
Ma soprattutto Internet fa paura ai nostri governanti perchè, a differenza dell’informazione tradizionale, è impossibile controllarlo in modo soft ( Per controllarlo completamente si devono adoperare metodi autoritari come in Cina o Corea o Cuba , per esempio).
Internet di solito viene nominato sulle prime pagine dei quotidiani di larga diffusione e dei tg quasi esclusivamente per segnalarne gli aspetti negativi ed i rischi: pedofilia, siti di gruppi estremisti, dipendenze e malattie da curare; ma mai per far conoscere quel grandissimo universo di news autoprodotte, spesso di elevato valore informativo, dei forum, network, blog e siti consultabili ovunque in tempo reale
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Nelle nostre cronache parlamentari, invece, la rete compare sempre in proposte di legge e decreti intesj a limitarne la libertà di espressione, al punto che il Times parlò in un caso di “attacco geriatrico ai bloggers italiani”.
In Italia non tutti per fortuna passano la loro vita davanti alla tv a comprare contenuti digitali - partite e grandi fratelli, veline e isole dei famosi... - ; il popolo di internet resisterà, come resiste da ben quindici anni, alla miopia dei " vecchi" e si arrangerà a costruire il futuro, nosnostante tutto e tutti

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domenica 22 novembre 2009

Il Male minore

In queste ultime settmane Il presidente della Camera Fini si è spesso distinto dal resto del Pdl, la maggioranza di governo, per il suo diverso modo di pensare
Ieri una sua frase molto forte riguardo agli immigrati ha provocato la reazione del ministro leghista Calderoli
Non so se Fini ha veramente cambiato il suo modo di pensare o se sta invece creando un personaggio nuovo, un antagonista a Berlusconi, che vuole fare le scarpe all'attuale presidente del Consiglio e prenderne il posto
Nei giorni scorsi, il 15 novembre esattamente, però la giornalista Barbara Spinelli ha scritto su La Stampa un articolo molto interessante : "Fini e il male minore "
Alcuni suoi passi sono estremamente importanti :
" Da quando ricopre la terza carica dello Stato, Gianfranco Fini ha un’aspirazione che lo domina, costante: quella a esser statista oltre che uomo politico, e a scorgere nelle trasgressioni istituzionali di Berlusconi pericoli che lui, anche se solitario, vuol diminuire o combattere. Il suo magistero, come quello di Napolitano, è delicato: egli rappresenta la nazione, non può esser presidente di parte. Ma Fini ha osato molto, ultimamente,esprimendosi su temi essenziali come l’immigrazione, i diritti civili, il testamento biologico, la laicità.
Il libro che ha appena pubblicato (Il futuro della libertà. Consigli non richiesti ai nati nel 1989, Rizzoli) conferma una volontà precisa, e il desiderio di pensare la democrazia italiana nel tempo lungo...
Proprio perché ha deciso di scandagliare nuovi mari, vorrei porre al presidente una domanda di fondo, attorno a un assioma apparentemente importante che lo guida: se sia giusto, nonché utile, perseguire sistematicamente il Male Minore, nella resistenza al degrado delle istituzioni democratiche.
Se davvero la situazione sia così degradata e povera di alternative, da imporre questa classifica dei mali, basata sulle categorie economiche del più e del meno.
Nelle dittature la ricerca del male minore è spesso la sola via, anche se non necessariamente la più feconda.
Spesso è un camuffamento per iniziare i recalcitranti; solo di rado ingenera i casi Schindler, che accettò il nazismo salvando 1100 ebrei. Ma nella democrazia? L’economia dei mali è usanza antica, ma ha senso farne un assioma?

L’interrogativo si pone perché tutta la politica italiana, da anni, ruota attorno a questo concetto.
L’hanno interiorizzato le opposizioni, svariati giornali, anche la Chiesa.
Lo difendono i centristi (nuovi o vecchi): spesso moderati per non-scelta, per calcolo breve, per conformistica aderenza all’opinione dominante.
L’ultimo esempio di politica del male minore è quello di Fini nell’incontro col presidente del Consiglio del 10 novembre: per evitare il peggio - la prescrizione rapida, cui Berlusconi assillato dai processi Mills e Mediaset teneva molto - il presidente della Camera gli ha concesso il processo breve, che è una prescrizione camuffata e accorcia i procedimenti con l’eccezione di alcuni reati (non i più gravi d’altronde, essendo escluso anche il reato di clandestinità ).

La giustizia lenta affligge gli italiani, ma il rimedio non consiste nel dichiarare che il processo si estingue automaticamente dopo tre gradi di giudizio per la durata complessiva di 6 anni, bensì nell’introdurre preliminarmente le riforme che consentono di abbattere i tempi.
Riforme da applicare a monte, senza toccare i processi pendenti. Non si tratta di troncare i processi, ma di accelerarne il corso.
Dichiarare estinto un processo perché dopo due anni non c’è sentenza di primo grado è di una gravità estrema.
In certi casi, soprattutto per reati delicati con rogatorie internazionali, due anni davvero non bastano. Scansare il male maggiore è buona cosa, ma quello minore - ambiguo, sdrucciolevole - non è detto dia frutti.

Classificare i mali e le colpe è attività millenaria, in teologia e filosofia.
Nell’«economia del male», sosteneva Agostino, meglio le prostitute che l’adulterio; meglio uccidere l’aggressore prima che egli uccida l’innocente. La guerra, se proporzionata e volta al bene, divenne giusta.
Secolarizzandosi, tuttavia il male minore non punta più alla perfezione-trasformazione, ma all’ottimizzazione dell’esistente e del male. Cessa d’essere tappa d’un cammino accorto, si fa consustanziale alla democrazia, addirittura suo sinonimo. Lo descrive con maestria Hannah Arendt, negli Anni 50 e 60...
Accade a ciascuno di cercare il male minore, nella vita individuale e pubblica.
Ma il male minore rischia di installarsi, di divenire concetto stanziale, con esiti e danni collaterali che possono esser devastanti, non subito ma nel lungo periodo.
A forza di mitigare l’iniquità agendo dal suo interno, in effetti, sorgono insidie che la Arendt spiega bene: «Lungi dal proteggerci dai mali maggiori, i mali minori in politica ci hanno invariabilmente condotti ai primi».
«Ossessionati dai mali assoluti» (Shoah, Gulag) ci abituiamo a non vedere il nesso, stretto, tra male maggiore e minore.

La mente stessa muta, quando il male minore si cristallizza in norma.
Chi l’adotta tende a scordarsi, dopo, che in fin dei conti ha optato per un male.
Quando misure eccezionali vengono normalizzate, possono venire applicate più frequentemente. E applicandole con crescente frequenza, «qualsiasi senso dell’orrore verso il male si perde», non solo nei politici ma nell’insieme della nazione.

Quando Fini sceglie un piccolo male per evitare al peggio, è pur sempre nel male che resta, anche se forse a disagio: con effetti infausti sul futuro cui tiene tanto.
Una successione di piccoli mali finisce infatti col produrre un male grande raggiunto cumulativamente, non fosse altro perché è impossibile calcolare l’estensione dei loro guasti.

Fini e Napolitano vengono da esperienze non dissimili. Ambedue hanno accostato i mali assoluti, avendone condivise le ideologie, e con coraggio ne sono usciti.
Ambedue hanno scoperto le virtù del moderatismo pragmatico, del male minore.
Ma il male minore è una trappola, se il suo essere anfibio e la miopia del pragmatismo son taciuti.
Il male assoluto, paradossalmente, attenua la vigilanza:
«Chi sceglie il male minore dimentica rapidamente d’aver scelto a favore del male», dice la Arendt.... "
Dunque la scelta migliore sarebbe quella di scegliere il bene, per se stesso e per tutti noi, che ne abbiamo abbastanza delle liti da pollaio tra destra e sinistra e, ultimamente, pure tra destra e destra, tra Fini e Calderoli, tra Brunetta e Tremonti e chi più ne ha più ne metta...!!!

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venerdì 30 ottobre 2009

Brunetta e i fannulloni

Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta è ossessionato dai Fannulloni
A maggio aveva ampliato a undici ore - dalle 8 alle 13 e dalle 14,00 alle 20 - la reperibilità dei dipendenti statali in malattia.
A luglio le aveva ridotte; dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle19,00
Ora le nuove fasce orarie aperte alle visite fiscali vanno dalle 9 alle 13 del mattino e dalle 15 alle 18 della sera.
«Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno», ha commentato il ministro, che spiega di aver commesso un «errore» nel tornare indietro, riportando a luglio la reperibilità a quattro ore, quando a maggio l’aveva ampliato a undici
A riaccendere l’allarme «fannulloni» sono stati i risultati del monitoraggio sulle assenze nel settore pubblico, che ha rilevato un aumento del 16,7% ad agosto e del 24,2% a settembre, dopo 14 mesi di riduzione progressiva.
Brunetta ha sottolineato come «sia stata una delusione ma anche una lezione: abbiamo capito che non possiamo abbassare la guardia contro i comportamenti opportunistici».

L’altra novità inserita nel decreto riguarda l’obbligo d’invio dei certificati medici per via telematica, spedito direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica all’Inps. Il sistema partirà subito, ha fatto sapere il ministro, anche se è prevista una fase di transizione durante la quale si potrà ricorrere sia al meccanismo online sia al cartaceo.
Io ho preso l'influenza due lunedì fa a scuola e sono stata male per diversi giorni. Non sono rimasta a casa e mi sono curata con le medicine naturali che avevo già
Leggendo però le ultime notizie sulla reperibilità in caso di malattia mi sono posta una domanda :" Se restassi a casa in malattia, con simili orari, e se non avessi mia mamma, che eventualmente uscirebbe al posto mio per andare in farmacia, io come farei ad uscire per andare in farmacia a prendere le medicine per curarmi ??? "
un bel rebus a cui il ministro non ha di certo pensato e di cui non gliene importa sicuramente nulla ma che creerà un bel problema a tutti i dipendenti pubblici single che avranno la sfortuna di ammalarsi...

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Ciancimino e Gladio

Sto seguendo sulle pagine de La Stampa la storia di Massimo Cincimino e gli avvenimenti che hanno coinvolto suo padre con la mafia e con i misteri che hanno coinvolto politici e servizi segreti deviati in un passato non troppo lontano
Una storia sempre più interessante che è ormai un vero e proprio giallo
Alcuni giorni fa c'era stato un furto misterioso in casa di Massimo Ciancimino ed erano spariti dei documenti
Ieri Massimo Ciancimino ha consegnato alla Procura di Palermo un appunto scritto dal padre Vito, ex sindaco dc, che rivelerebbe la sua appartenenza alla Gladio, la rete di controspionaggio del Patto Altantico che operò in Italia dalla fine delle seconda guerra mondiale fino all’inizio degli anni Novanta, quando Giulio Andreotti, decretandone la fine, perché ormai superata dai nuovi assetti dell’Europa, ne rivelò l’esistenza in Parlamento.

L’appunto manoscritto è stato consegnato ieri mattina da Massimo, insieme con una quarantina di altre “carte”, tra cui la copia originale del famoso e famigerato «papello» finora esistente in fotocopia, custodito negli archivi dei sostituti procuratori di Palermo.
Il biglietto sarebbe una sorta di “rivelazione” autografa destinata all’enorme materiale politico e autobiografico che Vito Ciancimino intendeva racchiudere in una pubblicazione, mai ottenuta per il completo disinteresse che allora suscitavano le sue affermazioni.
«Ho fatto parte di Gladio», scrisse don Vito. E non si sa quanto di altro aggiunge nel corso del “messaggio”.
I magistrati non si sbilanciano, fino a quando non saranno in grado di valutare l’attendibilità dell’appunto e soprattutto fino a che non riusciranno a collocarlo nel tempo e nel clima di quegli anni.

Anche il giovane Ciancimino non trae conclusioni affrettate, anche se è stato testimone di strane e lunghe frequentazioni del padre con ambienti dei servizi segreti.
In questo senso fa fede tutta la vicenda legata al "papello" con le richieste di Totò Riina allo Stato e alla trattativa che don Vito intavolò coi carabinieri del Ros per conto di Cosa nostra.
Il mondo economico, finanziario e politico in Sicilia è stato sempre al centro delle attenzioni e dello sguardo degli apparati di sicurezza.
Don Vito ne aveva dimestichezza anche per il ruolo ricoperto da suo padre Giovanni, che durante la guerra e subito dopo era diventato un punto di riferimento degli americani nella zona di Corleone, perché conosceva, forse l’unico nel territorio, l' inglese.
Dal punto di vista del contenuto -i dodici punti di richiesta della mafia- il documento non aggiunge nulla a quanto si conosceva attraverso la fotocopia.
E' importante invece l’originale per le conoscenze che potranno essere acquisite attraverso le perizie già disposte: quella grafica, che potrebbe portare all’identificazione dell’autore, e «l’età» del documento - attraverso l’analisi della carta - e forse anche la provenienza.

Tra le carte consegnate ieri da Massimo Ciancimino ci sarebbe anche una pagina manoscritta dedicata alla morte di Paolo Borsellino.
Don Vito ha scritto: «Post scriptum traditori», e riflette sulle tragedie di Falcone e Borsellino, a suo dire «traditi».
Anche lui, don Vito, ritiene di essere vittima di tradimenti.
A tradirlo, sarebbe stata la politica ( che non aveva gradito il lancio di volantini da un aereo con la scritta: " Meglio vivere un giorno da Borsellino che cento giorni da Ciancimino").
E alla fine immagina che Borsellino, venuto a conoscenza dei tradimenti subìti, (e "forse anche Falcone"), "se risuscitasse" non rifarebbe le cose che ha fatto!
Grazie a Massimo Ciancimino, forse, a poco a poco, si riuscirà a sapere qualcosa in più di quegli anni tristi e violenti in cui lo Stato subì attacchi mafiosi e morti di magistrati che lottavano per far trionfare la giustizia

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Killer, camorra e indifferenza

Il TG3 ha mostrato le immagini di un filmato di 4 minuti con le sequenze di un omicidio di camorra chiare e precise, che gli inquirenti che indagano sul delitto hanno deciso di diffondere nella speranza che qualcuno possa fornire elementi utili per identificare il sicario e il palo.
«Ad oggi - ha sottolineato la procura di Napoli - non è stato possibile identificare nè l’esecutore materiale del delitto nè la persona che si ritiene abbia svolto nell’occasione il ruolo di "specchiettista", entrambi ben visibili nel video».
Gli inquirenti sperano di avere almeno delle segnalazioni anonime, dando praticamente per scontato che nessun testimone si presenterà per indicare il nome dei killer.
E' stato sconcertante non tanto vedere il killer aspettare la vittima e ucciderlo con il più completo sangue freddo, di spalle, quanto l'assistere al passaggio di comuni cittadini, uomini e donne, lì accanto a quell'uomo stesso a terra, assassinato, e addirittura passargli sopra scavalcandolo, nella più completa indifferenza
Senza fare nulla, senza dire nulla
Come se quel morto ammazzato non ci fosse neppure
Inconcepibile per la mancanza di pietà di orrore di paura e di sensibilità verso un altro essere umano steso a terra, immobile, senza più vita

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Disgustoso

In queste ultime 3 settimane ho passato molto tempo a scuola o a casa a lavorare per il laboratorio del mercoledi pomeriggio, di volontariato per Telethon, e sono spesso andata a letto presto o ho preferito leggere senza accendere la TV
Le vicende politiche e gli scandali personali con ricatti e schifezze varie che spuntano fuori ogni giorno di più mi fanno sempre più schifo...
Ma quello che mi disgusta veramente è il ruolo principale di quelle 4 cosidette mele marce dell'Arma dei Carabinieri in tutta la faccenda Marazzo
... e ieri sera il mio disgusto si è trasformato in ribrezzo alla notizia del TG3 della morte misteriosa di un giovane 31enne, arrestato dai carabinieri per pochi grammi di droga
Un altro caso come quello del giovane Aldrovandi ? Perchè questi episodi di violenza che portano alla morte civili arrestati da poliziotti o carabinieri ?
Se gli addetti delle pompe funebri non avessero scattato quelle foto, macabre ed agghiaccianti, e non avessero segnalato il fatto, tutto sarebbe stato tenuto sotto il più assoluto silenzio
Una riflessione seria e profonda viene spontanea e la preoccupazione per simili episodi si mescola all'orrore per l'omertà in cui si sono svolti...
" Stefano Cucchi è il detenuto morto in ospedale dopo l’arresto e sulle cui cause la famiglie chiede un approfondimento. I carabinieri lo avevano fermano la notte tra il 15 e il 16 ottobre al Parco degli Acquedotti di Roma con addosso venti grammi di droga. Sei giorni dopo era già un cadavere sul tavolo dell’obitorio dell’Istituto di medicina legale, scavato oltre la sua naturale magrezza, col volto tumefatto. ... In mezzo, il buio. La famiglia del giovane di 31 anni «morto da solo», vuole sapere che cos'è accaduto. Un cadavere dal volto devastato e la Procura ha aperto un'inchiesta per omicidio preterintenzionale " da La Stampa Torino

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lunedì 26 ottobre 2009

Figli contesi

" Storia di figli contesi dai genitori, come spesso accade nelle separazioni, quella di Alice e Giulia, di sette e nove anni.
Una storia a lieto fine perche' dopo tre anni durante i quali sono state trattenute in Peru' dal padre, stanno rientrando in Italia dalla madre.
Il papa', un imprenditore italiano di 43 anni, e' in attesa di estradizione per rispondere alla Procura di Torino di sottrazione, detenzione illegale di minori e maltrattamenti morali. "
notizia ANSA.
Questa è una delle tante notizie apparse sul quotidiano alcuni giorni fa ; una notizia buona che racconta di una triste vicenda familiare giunta al suo lieto fine
Ma quanti sono i figli contesi che sono stati strappati ad un genitore e che hanno subito il trauma di essere portati all'estero, lontano, senza possibilità alcuna di poter rivedere quella mamma o quel papà a cui volevano tanto bene e che mai hanno dimenticato ???

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venerdì 9 ottobre 2009

Martelli, mafia ed istituzioni

«Chiedo in ginocchio di far luce sui mandanti della strage annunziata». Agnese Borsellino
Ieri sera ho seguito con estremo interesse la puntata di Anno Zero dedicata al rapporto tra mafia e istituzioni dello Stato all'inizio degli anni Novanta.
Ho ascoltato Massimo Ciancimino, il minore dei cinque figli di Vito, il sindaco del sacco di Palermo definito da Buscetta organico alla cosca dei corleonesi, raccontare di suo padre, di Riina e di Provenzano e di episodi inediti.
Ciancimino jr, già condannato in primo grado per riciclaggio, è anche teste d’accusa in inchieste delicatissime condotte dai magistrati di Palermo e Caltanissetta per la storia del «papello», il documento che proverebbe trattative fra mafia e politica nel ‘92, a cavallo tra le stragi di Falcone e Borsellino.
La trasmissione di Michele Santoro ha presentato anche un'inchiesta curata da Sandro Ruotolo, l'inviato che nei giorni scorsi ha ricevuto minacce di morte, nella quale è emersa una presunta trattativa tra pezzi delle istituzioni e Cosa Nostra per fermare le stragi.
Trattativa della quale il giudice Paolo Borsellino sarebbe venuto a conoscenza, prima di rimanere ucciso, il 19 luglio 1992 in via D'Amelio.
Queste novità molto importanti sono state rivelate dall'ex ministro di Grazia e Giustizia, Claudio Martelli ( si può ascoltare qui )
La fonte sarebbe stato l'allora direttore degli Affari penali del ministero, Liliana Ferraro, principale collaboratrice di Giovanni Falcone, informata dal capitano del Ros, Giuseppe Di Donno.
E’ uno squarcio, questo, che legittima i sospetti su tutto quello che, nel tempo, è venuto alla luce, dai depistaggi ai processi che si devono riaprire perché «truccati», dagli strani personaggi istituzionali che entrano ed escono, guardie e ladri contemporaneamente, alle amnesie di autorevoli rappresentanti delle Istituzioni.
Insomma, tutti quei misteri ancora da risolvere che hanno portato tante persone a pensare che il "pozzo nero" delle stragi del ‘92 e del ‘93 esiste.
E proprio uno dei misteri mai risolti è quello dell'agenda rossa di Borsellino, che si trovava nella sua valigetta, salvata dall'incendio dell'auto saltata in aria, consegnata poi ad un misterioso ufficiale mai identificato e restituita successivamente, senza più, però, quell'importantissimo documento che era la sua agenda-diario...
Una bella trasmissione, ricca di colpi di scena e di testimonianze che si merita un plauso per la sua originalità, come era altrettanto interessante e culturalmente valida la trasmissione Blu Notte di Lucarelli su Rai 3 di venerdì scorso, dove si è parlato di P2 e di un altro scabroso periodo della nostra storia recente, con i misteri di Licio Gelli e di tanti altri personaggi famosi che hanno portato e portano avanti i suoi piani sovversivi
Quando Santoro non si occupa di gossip, e di scoop con le escort, è decisamente molto più valido e meritevole di essere visto!

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