Pensieri in Libertà

martedì 7 luglio 2009

Una firma contro le leggi razziali

Questa sera sto scrivendo dal PC fisso perchè il mio adorato e comodissimo portatile è andato a farsi un ...lifting estivo
Sono entrata nella rivista online di MicroMega pochi minuti fa a leggere questa petizione scritta da illustri personaggi italiani:
"Alla cultura democratica europea e ai giornali che la esprimono
Le cose accadute in Italia hanno sempre avuto, nel bene e nel male, una straordinaria influenza sulla intera società europea, dal Rinascimento italiano al fascismo. Non sempre sono state però conosciute in tempo. In questo momento c’è una grande attenzione sui giornali europei per alcuni aspetti della crisi che sta investendo il nostro paese, riteniamo, però, un dovere di quanti viviamo in Italia richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica europea su altri aspetti rimasti oscuri. Si tratta di alcuni passaggi della politica e della legislazione italiana che, se non si riuscirà ad impedire, rischiano di sfigurare il volto dell’Europa e di far arretrare la causa dei diritti umani nel mondo intero.Il governo Berlusconi, agitando il pretesto della sicurezza, ha imposto al Parlamento, di cui ha il pieno controllo, l’adozione di norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, quali in Europa non si vedevano dai tempi delle leggi razziali.È stato sostituito il soggetto passivo della discriminazione, non più gli ebrei bensì la popolazione degli immigrati irregolari, che conta centinaia di migliaia di persone; ma non sono stati cambiati gli istituti previsti dalle leggi razziali, come il divieto dei matrimoni misti. Con tale divieto si impedisce, in ragione della nazionalità, l’esercizio di un diritto fondamentale quale è quello di contrarre matrimonio senza vincoli di etnia o di religione; diritto fondamentale che in tal modo viene sottratto non solo agli stranieri ma agli stessi italiani. Con una norma ancora più lesiva della dignità e della stessa qualità umana, è stato inoltre introdotto il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati. Pertanto in forza di una tale decisione politica di una maggioranza transeunte, i figli generati dalle madri straniere irregolari diverranno per tutta la vita figli di nessuno, saranno sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali introdotte da quel regime nel 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato.Non ci rivolgeremmo all’opinione pubblica europea se la gravità di queste misure non fosse tale da superare ogni confine nazionale e non richiedesse una reazione responsabile di tutte le persone che credono a una comune umanità. L’Europa non può ammettere che uno dei suoi Paesi fondatori regredisca a livelli primitivi di convivenza, contraddicendo le leggi internazionali e i principi garantisti e di civiltà giuridica su cui si basa la stessa costruzione politica europea.È interesse e onore di tutti noi europei che ciò non accada. La cultura democratica europea deve prendere coscienza della patologia che viene dall’Italia e mobilitarsi per impedire che possa dilagare in Europa.A ciascuno la scelta delle forme opportune per manifestare e far valere la propria opposizione.
Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, Dacia Maraini, Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Maurizio Scaparro, Gianni Amelio "

Sono tantissime le persone comuni che hanno firmato questo importante documento di denuncia. Ho sottoscritto anch'io e spero che lo facciate anche voi che mi state leggendo...


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mercoledì 20 maggio 2009

FONDAZIONE CEFALONIA

Ricevo dall'amico Michele questa comunicazione che pubblico volentieri, per essere conosciuta anche da altre persone
Si è costituita presso il notaio in Milano il 13 maggio 2009 la "Fondazione Europea Memoria e Futuro Cefalonia-Corfù settembre 1943" O.N.L.U.S. - Fondazione di partecipazione, al cui Comitato promotore il nostro Istituto ha aderito con delibera del C.d.A. Ne è Presidente l'avv. Costantino Ruscigno, figlio di Nicola, barese, ufficiale della Divisione "Acqui" combattente a Cefalonia, autore del memoriale I ragazzi del '21 tra sangue e vita. Per notizie si acceda al sito della Fondazione www.cefaloniacorfu1943.net, dove è consultabile lo Statuto con le finalità, mentre l'indirizzi di posta elettronica è fondazioneuropea@cefaloniacorfù1943.net.
I soci "possono essere Istituzioni pubbliche a tutti i livelli territoriali, Istituzioni scolastiche ed Universitarie, enti pubblici e/o privati, associazioni, fondazioni, soggetti economici pubblici e privati, soggetti profit e no profit, singoli cittadini" anche non italiani.
L'adesione non comporta l'obbligo di contribuzioni.
Il primo nucleo di adesioni al Comitato promotore vede la Provincia di Cefalonia, l'Associazione Italo-Greca Mediterraneo, il Museo di Stia Contemporanea di Milano, il nostro Istituto, il Centro Studi ALSPES di Milano, la Provincia di Milano, il Comune di Milano, il Comune di Sesto San Giovanni, il Comune di Verbania, il Comune di Ghemme, il Comune di Rezzato, l'Istituto scolastico Benini di Melegnano, il Liceo Carlo Alberto di Novara, l'Associazione Divisione Acqui sezioni di Milano e Novara con tutti i propri associati.
Invitiamo caldamente ad aderire .
Istituto Storico Resistenza "Piero Fornara" - NOVARA
Chi ha studiato il nazismo ed il fascismo avrà sicuramente sentito parlare di Cefalonia e del massacro dei soldati italiani, il primo tragico episodio ed il primo eroico sacrificio di coloro che iniziarono ad opporsi alla dittatura

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martedì 9 dicembre 2008

Free Blog

Sono rimasta a scuola fino alle 7 questa sera perchè ho avuto i colloqui con i genitori. Erano l'ultimo impegno pomeridiano, prima delle vacanze di Natale, lungo ed impegnativo. Il freddo non invoglia di certo ad uscire da casa ma gli impegni di lavoro sono un obbligo! Mi mancano ancora alcune verifiche da correggere e poi avrò un pochino di tempo per dedicarmi agli ultimi lavori prenatalizi, finalmente, ma anche a scrivere di più nei miei blog ...
Negli ultimi giorni ho solo sfogliato i quotidiani, un po' per mancanza di tempo , un po' perchè le notizie italiane mi stanno lasciando sempre più il disgusto più completo, a partire da quelle che legano la magistratura alla politica, e viceversa
C'è però una notizia che ho seguito con interesse perchè riguarda noi blogger liberi ed indipendenti
Già in passato si era cercato di creare una legge per Internet per imbrigliare il pensiero libero della rete
Ora a novembre ci hanno riprovato
Sono sorti comitati di blogger e in tantissimi blog se ne è discusso raccogliendo firme e petizioni al riguardo
Per capire meglio e saperne di più vi copio qui sotto la pagina scritta da Antonio Di Pietro nel suo blog :
" La Rete è l’ultimo media libero rimasto in Italia. La politica lo sa e non rinuncia a sferrare il suo attacco dopo aver occupato giornali e televisioni.
Mi ero dissociato a suo tempo dal disegno di legge Levi-Prodi che prevedeva per i blogger di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) e l’estensione dei reati a mezzo stampa.
I contenuti del disegno di legge Levi relativi alla Rete erano degni di una dittatura.
Per fortuna il disegno di legge nel 2007 non passò e tutto sembrava rimanesse come prima. Senonché il 6 novembre scorso nel silenzio più assoluto questa proposta con un nuovo testo (C-1269) è stata assegnata, in sede referente, alla VII Commissione Cultura della Camera.
I contenuti e gli attacchi alla libertà di informazione non sono cambiati, eccetto qualche distinguo inutile, operato dallo stesso Levi, presente in questa seconda versione.
Su questo disegno di legge non ci sarà nessun margine di discussione né con il centrodestra né con il centrosinistra. Qualora dovesse passare potrebbe dare come unico risultato la disobbedienza civile.
Riporto alcuni passi del disegno evidenziati da Punto Informatico :
Art. 2.(Definizione di prodotto editoriale).
1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
Qualsiasi blog rientra in questa definizione.
Art. 8.(Attività editoriale sulla rete internet).
1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.”

E’ chiaro che la legge è stata fatta e modificata da chi non conosce la Rete oppure da chi la conosce troppo bene e proprio per questo la teme poiché la stragrande maggioranza dei blog contiene banner pubblicitari, ad esempio di Google Ads.
Questi blogger sarebbero dunque per l’Agenzia delle Entrate assimilabili ad “attività di impresa”, dovrebbero iscriversi quindi al ROC rischiando di intercorrere in reati di stampa o , se non lo facessero in quelli di stampa clandestina.

L’Italia dei Valori offrirà tutta l’assistenza legale a chi verrà perseguito per la sua violazione. Le regole vanno rispettate, ma non quelle che mettano a rischio la democrazia e siano palesemente anticostituzionali, e questo perché non sono regole ma abusi e soprusi Questo disegno di legge è pura censura. L’Italia dei Valori si attiverà da subito con una serie di iniziative contro questo disegno di legge liberticida facendo appello anche alle istituzioni internazionali e i media esteri. "

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mercoledì 3 dicembre 2008

SMS a Medici senza Frontiere x il Darfur

Invia un SMS al 48583
Dal 1 al 15 dicembre
invia un SMS
al numero 48583.
Da tutti i cellulari TIM, VODAFONE, WIND e 3,
puoi donare 1€ a Medici Senza Frontiere
per l'assistenza sanitaria
di 500mila sfollati in Darfur.
Chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia
potrai donare 2€.

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mercoledì 22 ottobre 2008

Petizione di Greenpeace

Questa è la lettera che ho ricevuto da Greenpeace
Cari amici,
i cambiamenti climatici sono la più grave minaccia ambientale, economica e umanitaria che l'uomo si trova ad affrontare. Per evitare una crisi climatica irreversibile occorre fermare la crescita delle emissioni di gas serra entro il 2015, e dimezzarle al 2050.
Per ridurre le emissioni di CO2 è necessaria una rivoluzione energetica basata sulla progressiva riduzione dell'uso dei combustibili fossili, a partire dal carbone, e dallo sviluppo delle alternative veramente pulite: efficienza e fonti rinnovabili.
Per questo chiediamo al Governo di:
1. introdurre una moratoria per nuove centrali a carboneIl carbone è alla base della crisi climatica in quanto è la prima singola fonte del riscaldamento globale: circa un terzo delle emissioni mondiali di CO2 si devono alla sua combustione.
2. abbandonare l'idea di un ritorno al nucleare in Italia
Il nucleare è una tecnologia costosa e rischiosa, che non ha risolto nessuno dei suoi problemi: dai rischi di incidente grave alla gestione delle scorie, dalla proliferazione nucleare alla limitatezza della risorsa Uranio.
3.favorire l'efficienza energetica con l'obiettivo del 20 per cento al 2020In Italia è possibile tagliare i consumi elettrici per 100 miliardi di kWh al 2020 (circa un terzo degli attuali consumi) con benefici economici pari a 65 miliardi di euro. L'efficienza è la fonte energetica più economica, pulita e abbondante.
4. favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili come richiesto dall'Europa
Nel settore elettrico le rinnovabili possono fornire 50 miliardi di kWh al 2020. Questo permetterà di tagliare le emissioni di CO2 per 25 milioni di tonnellate, e di risparmiare circa 10 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti all'anno.

PARTECIPA ANCHE TU ALLA PETIZIONE PER UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA PULITA IN ITALIA.
SCRIVI SUBITO A BERLUSCONI E AL MINISTRO SCAJOLA.

P.S. Inoltra questo messaggio ai tuoi amici e a chi è interessato a combattere i cambiamenti climatici, causati dai combustibili fossili e altre atività umane.

Francesco Tedesco Responsabile Campagna Clima ed Energia GREENPEACE Italia
Se non lo hai già fatto, firma la petizione di Greenpeace per chiedere al governo una moratoria sulle centrali a carbone e una rivoluzione energetica pulita

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lunedì 11 agosto 2008

Un premio per...



L'altro giorno, a sorpresa, e con molto piacere, ho ricevuto da Dragonfly questo premio per il mio sito PupazziePensieri

Io di solito non continuo le catene , ma questa volta voglia anch'io assegnare il premio Brillante Weblog -premio per siti e blog che risaltano per la loro brillantezza nei temi e nel design con lo scopo di promuovere tra tutti ancora una volta la blogsfera nel mondo. -

a due blogger amici che leggo sempre con tanto piacere e tanta gioia :

Ernesta de Il pozzodeimieipensieri

e

Paolo di Paolo'sblog

Un affettuoso saluto ad entrambi ed un grazie anche a Dragonfly erica

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mercoledì 6 agosto 2008

Non Abbandonarli

Ho trovato nel blog dell'amico Fabio questo messaggio :
Se vedi un animale abbandonato invia un SMS al 334.105.10.30
E’ un' iniziativa di Autogrill e Polizia Stradale.http://www.prontofido.net/
Copia questo testo e postalo nel tuo blog
Copia questo testo ed invialo via sms e via mail ai tuoi amici e
Se VEDI UN CANE ABBANDONATO,
anche se non sei in autostrada,
telefona al 112 o ai vigili del comune di competenza.
Forse non sai ancora che la legge 281 obbliga ogni comune a prelevare i cani abbandonati e a curarli vietandone la soppressione.
E se sei testimone di un abbandono prendi subito il numero di targa e fai la denuncia.

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane appoggerà la denuncia (tel. 010 7456122).

Ricordati che dal 15/01/2003 l'abbandono é un reato punito con la reclusione fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 Euro.
Non abbandonateli!
grazie
Purtroppo vengono abbandonati anche i GATTi e se non hanno la fortuna di trovare persone amiche che li adottano, muiono di fame di malattie o peggio di botte e sevizie
I miei mici randagi sanno cosa vuol dire essere stati abbandonati ...
Ho anche trovato questa informazione molto interessante:
L’anagrafe canina regionale, il registro dei cani identificati con microchip o tatuaggio in Piemonte, è online, all’indirizzo www.arvetpiemonte.it, ma accessibile anche dal sito www.regione.piemonte.it/sanita.
Obiettivo del servizio, ad accesso libero, è quello di fornire i riferimenti utili per rintracciare il luogo di custodia di un cane e il suo legittimo proprietario, nel rispetto della tutela della privacy del cittadino, attraverso l’inserimento del codice a 15 cifre del tatuaggio o del microchip.
È possibile effettuare la lettura del codice presso i servizi veterinari delle Asl e gli ambulatori privati muniti dell’apposito strumento.
L’aggiornamento del numero dei cani censiti avviene in tempo reale e corrisponde alle registrazioni effettuate nell’anagrafe regionale informatizzata, avviata nella seconda metà 2004. Pertanto, risultano registrati i cani identificati con microchip a partire da quella data, mentre quelli identificati con tatuaggio nel periodo precedente sono comunque registrati in archivi detenuti presso i servizi veterinari e i Comuni. Dall' indirizzo online, inoltre, è possibile visionare l’elenco di tutti i servizi veterinari delle Asl, con i recapiti telefonici e gli indirizzi e accedere al sito dell’anagrafe canina nazionale

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lunedì 7 luglio 2008

Le vittime dei cani pericolosi

Stasera sono andata a fare un giro online su La Stampa ed ho trovato un interessante articolo su La zampa.it dove si parla del dibattito in corso interno al Governo sulle razze di cani pericolose e sul fatto che non si ricordano mai le vittime degli animali
Decisamente interessante la proposta del senatore Andrea Fluttero (Pdl) per creare un punto di incontro «di persone aggredite da cani pericolosi e dei loro familiari che metta in rete le esperienze di persone vittime di comportamenti aggressivi e che possa far conoscere e sensibilizzare l’opinione pubblica sul loro dramma»
Questo intervento è nato dopo il dibattito emerso nei giorni scorsi sull’esigenza di normare la presenza di razze canine pericolose. Un dibattito, come ha affermato sempre il senatore Fluttero «dove purtroppo è mancata la voce di chi direttamente o indirettamente è stato vittima di aggressioni da parte di un cane».
«L’opinione pubblica, subito dopo la lettura dei giornali, tende a dimenticare i casi di mutilazioni o ferite permanenti a causa dei morsi di cani e spesso nell’affrontare questo tema preferisce avere una posizione emotiva, legata soprattutto alla generalizzazione del comprensibile affetto verso il proprio cane».
Fluttero ha aperto il dibattito proponendo un disegno di legge che prevede il divieto di allevamento, produzione, importazione, vendita e acquisto di razze canine considerate come pericolose e anche l’obbligo per chi possiede già queste razze di sterilizzare l’animale e chiedere autorizzazione per la sua detenzione alla questura.

Di opinione completamente opposta rispetto al ddl il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini che, in merito all’ordinanza sui cani pericolosi in scadenza a gennaio 2009, ha detto che «nessuna lista di cani pericolosi sarà più attiva nel nostro Paese», puntando sull’educazione e la formazione.
D’accordo con questa impostazione è anche la senatrice Donatella Poretti (Pd) che invierà al sottosegretario e al gruppo di lavoro ministeriale domani 8 luglio la risoluzione approvata la scorsa legislatura, che metteva al centro la responsabilità del proprietario.

Le razze di cani pericolose, per le quali sono previste particolari norme di sicurezza, sono attualmente 17 : pitbull, pitbull mastiff, pitbull terrier, american bulldog, cane da pastore di Charplanina, cane da pastore dell’Anatolia, cane da pastore dell’Asia centrale, cane da pastore del Caucaso, cane da Serra da Estreilla, dogo argentino, fila brazileiro, perro da canapo majoero, perro da presa canario, perro da presa Mallorquin, rafeiro do alentejo, rottweiler, tosa inu.
Io sono nata con un cane in casa e per tanti anni ho avuto dei cani non agressivi e non pericolosi.
Purtroppo in questi ultimi anni parecchi vicini di casa hanno tenuto, e tengono, cani di razze pericolose ed io o i mei genitori abbiamo subito aggressioni, perchè i cani erano stati lasciati in giro per strada
Non siamo mai stati morsicati, ma uno dei miei cani sì, e ci siamo presi degli spaventi notevoli e traumatizzanti, comunque
I proprietari di questi animali sono stati dei veri irresponsabili e non si sono neppure resi conto della pericolosità dei loro animali e dei loro comportamenti incivili
Io non credo che, x chi ha un animale pericoloso, basti l'educazione; ci vogliono leggi precise e serie, e severe, che vengano applicate ed obblighino i proprietari di cani feroci, spesso mal tenuti e resi cattivi, a schedarli e a pagare multe salatissime quando non rispettano le regole stabilite
Solo così si eviteranno incidenti e guai e tante vittime rovinate dai morsi dei cani !!!

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martedì 24 giugno 2008

Comunicato del centro di ricerca Schiavi di Hitler

Ieri sera ho ricevuto questa email che per noi figli degli Imi è senz'altro importante
" 21 giugno 2008. Comunicato del centro di ricerca Schiavi di Hitler sulle dichiarazioni del ministro Frattini alla stampa tedesca.
Le dichiarazioni sugli schiavi di Hitler, rilasciate alla stampa tedesca il 20 giugno dal Ministro degli esteri Frattini nel corso della sua visita a Berlino, sono particolarmente gravi e richiedono una presa di posizione immediata.
Di fronte alle sentenze della Cassazione del 2004 e del 29 maggio 2008, risultato dell’ostinata volontà delle vittime di perseguire la certezza del diritto e il riconoscimento della scelta di una Resistenza pagata col lager, le dichiarazioni di Frattini mostrano un’allarmante continuità con la politica di rimozione operata da tutti i governi del dopoguerra.
Come avviene da oltre sessant’anni la vicenda è ostaggio della Real Politik, è merce di scambio negli accordi diplomatici fra stati, è condotta a spese dello spirito e della dignità di oltre 800 mila italiani deportati e costretti a lavorare senza contratto, senza salario, senza tutele, a prezzo della salute se non della vita per Aeg, Siemens, Krupp, Daimler Benz, Auto Union, Claas e mille altre imprese impegnate a produrre armamenti ed a sostenere la guerra nazista.
Nel corso dell’intervista Frattini sostiene che il governo intende “riunire un gruppo di esperti italo-tedesco” “che dovrà valutare un gesto nei confronti degli ex deportati costretti al lavoro”, aggiungendo: “Queste persone hanno sofferto. Dargli ora 3.000 euro non è quello di cui hanno bisogno”.
Quanto afferma il nostro ministro degli esteri è inaccettabile perché asseconda pienamente la posizione della Germania e delle sue imprese nei confronti degli oltre 130 mila deportati che hanno presentato nel 2001 esplicita domanda di indennizzo alla fondazione “Memoria, responsabilità futuro”, ne banalizza le richieste, e risulta inopportuna nel linguaggio, evocando una logica liquidatoria.
Egualmente preoccupante appaiono le affermazioni del ministro relativamente all’ordinanza della Cassazione del 29 maggio definita “pericolosa” per l’immunità degli Stati.
La dichiarazione costituisce un inequivocabile appoggio alla posizione tedesca, sia nelle cause giudiziarie sollecitate da ex deportati in varie parti d’Italia, sia in quelle nascoste nell’armadio della vergogna inerenti le stragi naziste, cause che trovano mille impedimenti nel concludere il loro iter giudiziario.
La ridefinizione del diritto internazionale e la sua ulteriore stretta nel senso di un’accresciuta immunità concessa agli stati è questione delicata e riguarda tutti i cittadini. Si tratta di un orizzonte complesso e in divenire, una costruzione imperfetta e sottoposta a spinte opposte che da una parte guardano al diritto umanitario e delle genti e dall’altra all’interesse delle nazioni e dei più forti.
La preoccupazione che un vulnus all’immunità degli stati possa provocare richieste da parte di cittadini libici, etiopici, balcanici verso l’Italia per le nostre responsabilità nelle guerre d’aggressione e di dominio mostra la debolezza del nostro senso storico, la difficoltà del Paese a fare i conti con la sua storia, con quell’immagine degli “italiani brava gente”che le diverse culture del dopoguerra, attraverso la scuola e i mass media hanno assecondato in vario modo.
Tutto questo mostra la fragilità del diritto internazionale e la necessità di promuoverne e difenderne quanto di denunciarne le contraddizioni, operazione che sollecita i cittadini ad un esercizio di democrazia e costituisce una bussola preziosa in questi tempi di tesa e pesante definizione di un’identità nazionale.
Le vittime sopravvissute all’abuso e al tempo, i loro familiari, le associazioni, chiunque abbia compreso il senso profondo della storia degli schiavi di Hitler deve prendere atto del paradosso di una situazione che scarica sulla generazione, che ha pagato col lager e con l’isolamento in Patria il suo NO alla guerra totalitaria, i costi e le responsabilità mai risolte del fascismo, delle classi dirigenti, degli apparati militari e burocratici nella storia italiana.
Una situazione di questo genere non mina solo la dignità degli individui, offende le vittime e la storia, ne occulta le verità profonde, ma costituisce un insormontabile ostacolo sul terreno di una politica della memoria che voglia essere strumento di crescita civile quanto di monito, che sia in grado di riconoscere l’orrore e la drammaticità di Kahla, del lavoro in miniera e nelle fabbriche d’armi, lo squallore e la violenza del lager.
La frequentazione personale per quasi dieci anni delle vittime ci autorizza, senza tema di smentite, a riportare il desiderio comune di una soluzione che comprenda delle scuse formali, il riconoscimento degli abusi e una quota simbolica di indennizzo economico che alla retorica sostituisca fatti.
Le ditte tedesche dovrebbero essere portate a partecipare al rifinanziamento, come previsto dalla stessa legge tedesca, alla raccolta dei fondi per le oggettive responsabilità e in considerazione dei costi ben maggiori legati all’immagine che questa vicenda proietta sui loro brand.
E’ da ricordare, per chi vorrà fare la ricostruzione della vicenda del risarcimento che solo le cause intentate dagli ebrei americani alla fine degli anni Novanta hanno costretto la repubblica Federale ad una legge per l’indennizzo del lavoro forzato.
Non va anche dimenticato che per escludere gli italiani dall’indennizzo è stata commissionata al professor Tomuschat, consulente di diritto internazionale, una perizia (senza possibilità di contradditorio), che ha indignato gli stessi storici tedeschi.
Questa è anche l’occasione per l’Italia di riconoscere le sue responsabilità in questa vicenda. Quelle di carattere di storico connesse agli eventi e quelle successive relative all’isolamento dei reduci, ai ritardi, alle omissioni, alla mancata ricerca storiografica e statistica.
Al di là della concessione di medaglie, a seguito di una legge che non ha fornito strumenti adeguati e che dopo un anno è in grado di consegnarne solo 800 – si potrebbe concludere l’iter di un disegno di legge che la scorsa legislatura ha approvato in un solo ramo del Parlamento e che destina una cifra simbolica agli schiavi di Hitler.
La soluzione per gli schiavi di Hitler è a portata di mano.
Richiede gesti di coraggio e volontà di chiudere una vicenda senza abbandonarla alla retorica delle celebrazioni.
Crediamo che solo trovando un punto di equilibrio su questa richiesta sia possibile iniziare a lavorare su progetti comuni di carattere istituzionale relativi alla memoria ed alla costruzione di un comune senso europeo. Anche da questo punto di vista la vicenda si offre ad essere strumento per un dibattito importante.
Da parte nostra, come per tutto il corso di questi anni, siamo pronti a portare il nostro contributo diretto in tutte le sedi istituzionali a cui saremo chiamati a partecipare ad un confronto rispettoso della storia e degli individui."
Prof. Valter Merazzi, direttore Istituto di storia Contemporanea di Como, responsabile centro di ricerca Schiavi di Hitler/Fondo Imi Claudio Sommaruga, delegato del Coordinamento degli enti e associazioni per il risarcimento del lavoro coatto presso l’Oim di Ginevra
.
CENTRO DI RICERCA “SCHIAVI DI HITLER” FONDO I.M.I. CLAUDIO SOMMARUGA22012 Cernobbio (CO) - via Regina, 5 - Sezione dell'Istituto di Storia Contemporanea "P.A. Perretta" tel. 031/306970 - e.mail: info@schiavidihitler.it - www.schiavidihitler.it
Io personalmente non desidero ricevere soldi. Sarebbero ancora lordi del sangue di tutte le vittime dei lager, compresi i commilitoni di mio papà che non riuscirono ad avere la fortuna di tornare a casa come lui. Però è giusto che la Germania riconosca agli Imi italiani di essere stati vittime di quei lager dove tanto hanno sofferto
Per non imenticare e per avere giustizia, anche se tanti ormai, come mio papà, non ci sono più !!!

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martedì 18 marzo 2008

Sport e Boicottaggio

Beatrice Adelizzi ha conquistato nei giorni scorsi la medaglia di bronzo nel singolo di nuoto sincronizzato agli Europei di Eindhoven ed Alessia Filippi ha vinto la medaglia d’oro nei 400 misti femminili ai campionati Europei di nuoto iniziati oggi, sempre, ad Eindhoven, in Olanda
I nostri sportivi, campioni e campionesse, che stanno vincendo medaglie pesanti, parteciperanno presto ai Giochi Olimpici di Pechino in Cina
E' giusto che lo sport continui o sarebbe più opportuno il boicottaggio di questo paese, che con crudeltà e ferocia sta imponendo la propria forza in Tibet, con massacri e violenze continue?
In una intervista alla pagina sportiva de La Stampa Massimiliano Rosolino, il più famoso e conosciuto tra i nostri campioni di nuoto attuali, ha detto che non boicotterà i Giochi in Cina
Ecco le sue parole precise :
" «La politica sportiva non m’interessa».
* Non è preoccupato per i diritti umani, non si sente coinvolto da quanto succede?
«Certo che sì. Il punto è un altro: la soluzione è non andare alle Olimpiadi? Io vorrei sapere perché hanno scelto la Cina, i problemi erano tutti sul tavolo al momento della decisione però andava bene così. Grandi impianti, tanti soldi e tutto a posto. Ha deciso la politica e perché ora ci devono mettere la faccia gli atleti?».
* Cosa risponde a chi suggerisce il boicottaggio?
«Che si boicotta in un altro modo. Se il punto è interrompere le relazioni allora basta fare affari con la Cina, fine dell’import export, degli accordi internazionali. Quello è un discorso serio, il resto solo un po’ di rumore. La storia ha già dimostrato che i boicottaggi olimpici non servono».
* Si è parlato molto di libertà di parola degli atleti, lei userà la sua a favore di qualche causa?
«Non saprei dire. Rischiamo di essere molto superficiali. Certo è facile guardare ora e capire che le cose non funzionano, ma che ne so io del loro sistema? In realtà ragioniamo per quel che vediamo in tv e non abbiamo idea di come sono i cinesi, che valori hanno e come funziona la società. Io non mi permetto di fare critiche facili e penso che lo sport serva per l’opposto. Per riunire...non esiste un altro momento come le Olimpiadi per condividere, per mischiare. Sì, stiamo lì, diamoci la mano, stiamo insieme, facciamo le cose più banali del mondo. Questo serve».».

Io non sono una sportiva di professione, non ho medaglie da vincere, ho sempre odiato l'agonismo anche quando sciavo e non sono un campione famoso. Quindi boicotterò le Olimpiadi, non vedrò i nostri atleti di nessuno sport che vi parteciperà

E boicotterò, come ho fatto in questi ultimi tempi, il più possibile i prodotti cinesi che spuntano come funghi ovunque qui da noi. Controllo sempre tutte le etichette dei cibi, degli abiti, dei prodotti vari, dalle matite ai giocattoli ecc, e quando trovo scritto Made in China o, ancora meglio, il nome di una ditta italiana ed il sottotitolo, in piccolo di solito, fabbricato in Cina, io NON acquisto

Che i nostri industriali riaprano le loro fabbriche in Italia invece di far costruire e creare tutti i loro prodotti in Cina, spesso di qualità dubbia o scadente, ma da noi pagati a caro prezzo. E' comodo sfruttare la manodopera cinese, sottopagata, come quella rumena o ungherese o indiana, e poi immetterne i manufatti sui nostri mercati, supermercati o negozi vari a prezzi " italiani" esagerati, da furto legalizzato!

A differenza del giovane sportivo, io critico e sono critica verso un sistema economico globalizzato che se ne infischia dei diritti umani e della vita di persone che in Birmania prima ed in Tibet ora stanno lottando per salvare se stessi, la loro cultura ed il loro mondo da dittature e da violenze inconcepibili. Quello che mi indigna di più comunque sono l'ipocrisia di certi politici, uomini di chiesa e personalità importanti dello sport italiano che tentennano o stanno zitti o intervengono solo per pura demagogia. Così come la solita Russia dichiara che sono fatti interni ( lo erano anche quelli della Serbia negli anni '90 !!! ) e gli USA intervengono con la consolidata ambiguità di Bush e della Rice

Se tutti noi boicottiamo i prodotti cinesi, anche a costo di rinunciare ad un bel po' di cose, visto che oramai è tutto cinese qui in Italia, o quasi, forse allora si potrà sentirsi in pace con le nostre coscienze di cittadini del mondo liberi e solidali ....


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giovedì 14 febbraio 2008

M' Illumino di Meno

15 febbraio, M'ILLUMINO DI MENO 2008, giornata internazionale del risparmio energetico. L'iniziativa, promossa dalla trasmissione di Radio2 "Caterpillar", è volta a dimostrare «come il risparmio sia una possibilità concreta e reale a cui attingere per superare i problemi energetici che assillano il nostro paese e gran parte delle nazioni del pianeta».
Domani non sprecherò energia, terrò chiuso il pc, l'apparecchio televisivo e accenderò le luci di casa solo quando sarà buio
E x tutto il resto dell'anno risparmierò il più possibile energia xchè una sola giornata non basta
Fatelo anche voi e il mondo sarà migliore, anche se meno luccicante !

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mercoledì 13 febbraio 2008

Irruzione anti Aborto

Oggi ho letto con sconcerto la notizia riportata dai quotidiani dell' irruzione della polizia al Policlinico di Napoli, dopo una telefonata anonima che denunciava un "feticidio", mentre in effetti si trattava di un aborto regolare
A denunciare l’accaduto è stata l’ UDI, Unione Donne in Italia, che in una nota ha spiegato che: «nel reparto di Ivg del II Policlinico di Napoli, nella serata di ieri alcuni agenti del Commissariato Arenella hanno fatto irruzione, senza alcun mandato, motivando di aver notizia di reato di "feticidio". Si trattava di un aborto terapeutico alla IV settimana regolarmente effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della donna che ha subito l’intervento e che ha espulso, peraltro, un feto morto».
«I medici, di fronte ad un inedito agire della forza pubblica, hanno tutelato la donna, ma non hanno potuto evitare il sequestro del materiale abortivo e della fotocopia della cartella (anonima) della paziente. Gli agenti hanno poi intimidito la vicina di letto della donna esortandola a testimoniare in quel momento altrimenti sarebbe stata chiamata a farlo davanti ad un giudice. Denunciamo il clima che sta montando contro le donne, nel nostro paese e nel caso specifico in Campania, che genera procedure ai limiti della legittimità, ma soprattutto contrarie ad ogni buon senso».
Tutte le donne, l’Unione Donne in Italia, l’Assemblea permanente delle donne di Napoli, si danno appuntamento giovedì 14 febbraio a Napoli piazza Vanvitelli alle ore 17. La mobilitazione partirà da Napoli e diventerà vigilanza e presidio permanente in ogni piazza d’Italia. «Autodenciamoci tutte per aver deciso nella nostra vita», esorta l’Udi.
Molti anni fa ho seguito un corso specifico al consultorio della mia città, con dei medici, uno psicologo ed altro personale specialistico, creato apposta x noi insegnanti e per altre donne che lavoravano a contatto di donne e di ragazze giovani che avrebbero potuto avere bisogno di aiuto, di consigli o di altro nel caso in cui fossero rimaste incinte e avessero deciso di abortire
Non è mai facile per una donna fare una simile scelta, ma in alcuni casi, soprattutto quando vi sarebbero seri problemi di salute per la madre e/o per il feto, è necessario prendere una simile decisione
Il grave atto intimidatorio accaduto a Napoli è x me inconcepibile e dimostra il clima di caccia alle streghe che è iniziato alcuni mesi fa in Italia. Sinistri personaggi di sesso maschile, ma anche femminile, come i " teocon ", stanno facendo una campagna spietata contro la legge 194 e contro l'aborto, senza neppure rendersi conto del danno che stanno provocando alla nostra società
Dobbiamo ritornare per caso al ferro da calza delle mammane? o a fatti incivili e squallidi come quel tristissimo episodio della scorsa settimana, dove un neonato è stato buttato nell'immondizia, ed è finito negli ingranaggi di un macchinario che raccoglieva i cartoni ? Dobbiamo tornare ai tempi in cui le donne mettevano al mondo anche 12/ 13/ 14 figli e più e rischiavano ogni volta di morire, di parto, di setticemia, di infezioni ... ???
Barbarie, pura barbarie, come è stato barbaro andare con la forza di una divisa a imporre un metodo non democratico e civile a delle donne già provate in un letto d'ospedale!!!!
Ribelliamoci, donne, altro che San Valentino ed il consumismo imperante e stolido dei regalini, dei messaggini e di scemenzuole varie. Ribelliamoci ad un ritorno all'oscurantismo, in nome e nel diritto della libertà e di una libera scelta sensata, senza costrizioni, maschili, bigotte, clericali, assurde ed inconcepibili!!!!

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mercoledì 23 gennaio 2008

Petizione Solidarietà Docenti Sapienza

Stasera sono passata nel blog di Marina dove ho trovato un invito a firmare una petizione online di solidarietà ai famosi vituperati 67 docenti della Sapienza.

Ecco dove

La mia firma è stata la 17060.

Non poche, no?

Spero vogliate passare anche voi a lasciare la vostra firma

erica

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giovedì 3 gennaio 2008

Messaggio agli Italiani a blog unificati

Raccolgo l'invito di Duccio Blog e rilancio anch'io come lui l'appello a tutti i blogger che mi leggono a difendere a rispettare a conoscere e a mettere in pratica la Costituzione

Martedì, 1 Gennaio 2008
Messaggio agli italiani a blog unificati
Accolgo e rilancio l’appello di Franca, dove potrete leggere tutto l’intervento, aggiungendo che la Costituzione va coltivata e difesa.
RISPETTIAMO E METTIAMO IN PRATICA LA COSTITUZIONE.
Questa è la proposta che noi facciamo a tutti gli italiani per il 2008.

Invitiamo tutti i bloggers che condividono la nostra proposta a postarla nei loro siti – citando cortesemente la fonte – per la massima diffusione possibile.

Hanno aderito finora:

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venerdì 7 dicembre 2007

Raccolgo la Proposta di Duccio

Raccolgo la proposta che Duccio mi ha lasciato in un commento al mio blog
PROPOSTA A TUTTI I BLOGGER: ENTRO DOMANI FACCIAMO TUTTI UN POST CONTRO LE FORME DI RAZZISMO CHE STANNO INVESTENDO IL NORD ITALIA, FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE
Continua la lotta razzista dei sindaci del Nord. Dopo il sindaco di Caravaggio, altri 42 comuni ad amministrazione leghista della provincia di Bergamo hanno firmato in contemporanea alle 12 di oggi una circolare per vietare le nozze tra un cittadino italiano e un extracomunitario sprovvisto di permesso di soggiorno, e una ordinanza che impone un reddito minimo agli extracomunitari per ottenere la residenza, come aveva fatto il sindaco di Cittadella.
I precedenti nel duccio blog http://ducciop.blog.kataweb.it/
Domani pubblicherò un post contro il razzismo
E voi che mi leggete ? pubblicatene uno anche voi !

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giovedì 25 ottobre 2007

Che succederà ai blog ?

La scorsa settimana il blog di Grillo ha lanciato l' allarme blog
Nel Consiglio dei Ministri del 12 ottobre, il governo ha approvato e rinviato alle camere un testo di legge con le nuove norme in materia di editoria. Se questo progetto legislativo verrà effettivamente approvato dal Parlamento, tutti i blog rischierebbero di essere tassati e controllati.
Si ipotizza in questa nuova legge che il concetto di prodotto editoriale comprende “non solo l'informazione ma tutto ciò che forma e intrattiene il destinatario” e che l' attività editoriale è “l'inventare e il distribuire un prodotto editoriale anche senza fini di lucro”
E' quindi possibile che anche i blog, o i nostri siti, possono rientrare nell' art. 6 del nuovo disegno di legge.
Questa norma prevede che chiunque svolge attività editoriale, deve iscriversi al ROC (Registro Operatori Comunicazione), uno speciale registro custodito dall'Autorità delle Comunicazioni, con conseguente attivazione di complesse attività burocratiche e pagamento dell'imposta di bollo.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Franco Levi ha continuato ad affermare in questi giorni che non esiste un preciso interesse a toccare i siti amatoriali e i blog personali, ma in effetti qualche conseguenza potrebbe esserci: innanzitutto sarà alzata la soglia di responsabilità penale del blogger che, in caso di diffamazione, sarà responsabile non più per la forma semplice del reato ma per la forma aggravata -diffamazione a mezzo stampa -
Inoltre, le imprese che gestiscono i blog dovranno iscriversi al ROC e munirsi di una società editrice e di un direttore responsabile.
A questo punto non è certo che le basi non ancora sostenute da una società editrice intendano sobbarcarsi tutti questi oneri e si potrebbe quindi avere una drastica riduzione del numero dei blog con la possibilità che saranno solo le testate giornalistiche che gestiscono basi-blog a decidere sull'assegnazione di uno spazio.
Per quanto il progetto di legge prevede che sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare con un suo regolamento quali soggetti e quali imprese saranno tenute effettivamente alla registrazione, si rischia in questo modo di ridurre notevolmente la libertà di parola e di pensiero e gli spazi stessi dei blog.
Anche se l'iter legislativo sarà lungo e difficile, anche per le nostre stesse segnalazioni del problema e per la nostra ferma presa di posizione contro una simile proposta, sarà di certo necessario seguire e vigilare perché si rischia di vedere censurata la libertà di noi blogger con la scusa ed il pretesto di voler regolamentare un settore ancora troppo abbandonato a se stesso e ormai così vasto rispetto a solo pochi anni fa, quando noi blogger eravamo pochi e ben poche persone sapevano cos'era effettivamente un blog
Ma un blog ben scritto e ben gestito e rispettoso di tutti è senz'altro un mezzo efficace per esprimere e mantenere la libertà e per diffondere nel mondo idee riflessioni pensieri di convivenza civile ma anche di denuncia di soprusi o altro, che mai si saprebbero da chi fa il giornalista professionista

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mercoledì 10 ottobre 2007

Blog Action Day

Il 15 ottobre, i blogger si uniranno per focalizzare l'attenzione di ognuno su una sola, importante problematica. Quest'anno l'argomento di discussione sarà l'ambiente.
Ogni blogger potrà scrivere un articolo sull'ambiente, in modo del tutto personale e collegato all'argomento del suo blog.
Lo scopo è di far parlare tutti di come costruire un futuro migliore.
Ecco cosa bisogna fare
* Scrivere un articolo il 15 ottobre sul proprio blog che si colleghi ad una problematica di proprio scelta riguardante l'ambiente.
Ad esempio: un blog sul denaro potrebbe trattare di come risparimare soldi in casa utilizzando idee eco-compatibili. Allo stesso modo, un blog che tratti di politica potrebbe esaminare quale peso abbia effettivamente l'ambiente nelle questioni politiche.

Gli articoli non devono necessariamente trattare le tematiche ambientali in un modo particolare, quello che si chiede è che siano collegati alla problematica ambientale nel modo che più è consono al blogger ed ai suoi lettori abituali.
Lo scopo non è quello di promuovere un punto di vista specifico, ma piuttosto di portare la questione sul tavolo di discussione.
* Si può partecipare al Blog Action Day anche pubblicando un banner sul proprio sito (http://blogactionday.org/promote) o donando il ricavato giornaliero del blog ad un istituzione ambientalista di tua scelta.

* Registrare il proprio blog Si sta tenendo traccia di tutti i blog che hanno aderito all'iniziativa su BlogActionDay.org Si può registrare il proprio blog all'indirizzo http://blogactionday.org/commit

Grazie di partecipare al Blog Action Day 2007!

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giovedì 4 ottobre 2007

International Blogger Day for Burma

Anch'io come Francesca del blog Il Reale Assoluto aderisco a questa iniziativa di Free Burma


Oggi è l ' " International blogger day for Burma ", tutti i blogger uniti nella lotta online per la libertà per i birmani.
il sito da vedere è http://www.freeburma.org/.
Aderisco dunque alla campagna "FREE BURMA" e marcio virtualmente con i monaci birmani per la lotta per la libertà.
Questo gesto simbolico manifesta la solidarietà nei confronti di una popolazione oppressa da una dittatura militare repressiva e violenta, che ha rinchiuso nei lager , che tortura ed uccide ed ha ucciso in questi giorni migliaia di monaci
Un genocidio che deve essere fermato, dalle superpotenze mondiali, Russia, Cina, Giappone, Stati Uniti, quelle superpotenze che non fanno nulla perchè coinvolte negli interessi economici dei militari birmani, ma anche da tutti noi .
Noi, impotenti come i monaci che lottano a mani nude sfilando pacificamente
Quei monaci e quella popolazione tribolata che ha invocato l'aiuto di Bush e degli americani.
Ma perchè Bush sta zitto e non fa nulla? Perchè non parte anche per la Birmania con la sua guerra preventiva ? forse perchè lì non c'è il petrolio ed i dittatori sono numerosi ?
Ma sono ben più feroci del dittatore iracheno e dei suoi tirapiedi ed assassini al soldo del suo governo e stanno ammazzando in modo atroce una popolazione civile inerme!!!!
E tutti sanno cosa sta succedendo in Birmania, anche se si sta facendo di tutto per impedire alle notizie di uscire dal paese in piena guerra di repressione cruenta

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giovedì 27 settembre 2007

Appello URGENTE x la Birmania

E' in corso in Birmania un vero e proprio massacro dei monaci buddisti che, per la prima volta da 10 giorni guidano pacificamente la protesta nelle strade del paese asiatico, in aperta sfida al regime militare birmano.

Nelle strade vi sono anche migliaia di civili, ma la situazione è gravissima.
E' stato ucciso anche un fotografo giapponese e vi sono morti e più di mille arresti Da oggi è iniziata anche una caccia spietata ai giornalisti stranieri.
Sono stati gomberati più di sei monasteri. La polizia spara ad altezza d' uomo !!!



Accolgo il messaggio del mio amico blogger Massimo, che vive a Londra, per aiutare il popolo birmano ed i loro monaci e spero che altri blogger italiani si prendano a cuore le sorti di questo bellissimo paese affinchè torni la democrazia nel paese dei templi sacri e dei monaci dalla veste rossa

PEOPLE OF BURMA

PLEASE SUPPORT THE BRAVE PEOPLE OF BURMA

by going online at http://www.burmacampaign.org.uk/

and signing the global petition to free Aung San Suu Kyi, the democratically elected leader of Burma
"Mi raccomando, non fate mancate il vostro supporto. Una visita, una firma, un passaparola. "

Anche in Italia è iniziata una campagna per aiutare il popolo birmano

" Una maglietta o un nastro rosso in sostegno della Birmania" è la parola d'ordine che corre sui blog e sui cellulari, una catena di sms per un gesto di solidarietà a favore dei monaci buddisti e del popolo birmano.
Questo è l'invito che sta circolando in queste ore via sms:

"In support of our incredibly brave friends in Burma: may all people around the world wear a red shirt on Friday, September 28. Please forward!"

(a sostegno dei nostri amici incredibilmente coraggiosi in Birmania: venerdì 28 settembre indossiamo tutti quanti, in tutto il mondo, una maglietta rossa).


Un testo analogo in lingua italiana circola anche nei blog:

"Venerdì 28 settembre indossiamo una maglia rossa. Chiunque legga questo messaggio lo trasmetta a quante più persone sensibili a questo gravissimo problema gli sarà possibile. GRAZIE DI CUORE".


Gli studenti delle scuole superiori fiorentine, che stamattina hanno partecipato all'iniziativa "La stazione delle idee" alla stazione Leopolda di Firenze, hanno adottato un nastro rosso, ocra, giallo o rosa come segno di solidarietà per la Birmania.

La sezione italiana di Amnesty International, con l'obiettivo di mobilitare opinione pubblica e governi, ha indetto due sit-in a Roma e a Milano e ha lanciato un appello on line in favore di un gruppo di parlamentari, monaci e artisti arrestati nelle ultime ore a Yangon, a Mandalay e in altri centri del paese.
I sit-in - in una nota dell'organizzazione - si svolgeranno domani a Roma (dalle 17.30 di fronte all'ambasciata del Myanmar, in via della Camilluccia 551) e sabato a Milano (dalle 16.30 in piazza della Scala).

Breve storia di questo nuovo massacro :

Fonti ufficiali della giunta militare dichiarano nove morti, tra cui un fotografo giapponese, e un centinaio di feriti le vittime degli scontri tra la polizia armata di fucili e di bastoni ed i monaci inermi come la popolazione che li accompagna nelle marce silenziose lungo le strade di Rangoon. Le voci che dalla capitale Rangoon riescono a superare divieti e censure, arresti, morte e black out forniscono numeri molto diversi.

"Sparano nelle strade ad altezza uomo, chi riesce a vedere dai tetti dei palazzi parla di decine e decine di persone rimaste a terra. I militari dai megafoni avvertono che sarà aperto il fuoco senza altri avvisi contro qualsiasi sbarramento" racconta un cooperante italiano contattato dall'agenzia Agi via e-mail.

Decine e decine di morti, quindi, e destinati a restare senza nome. E poi centinaia di arresti. Nella notte passata sono stati rastrellati sei monasteri nei dintorni della capitale per un totale di almeno 850 monaci portati nelle carceri militari.
Ma stanno finendo in carcere anche artisti, letterati, attori, tutti coloro che possono coordinare, animare e trascinare la protesta come l'attore più famoso del paese e il poeta Aung Way.

Rangoon è il vero nome della capitale della Birmania che i militari nel 1989 fecero diventare Yangon e Myanmar
Il paese ormai è molto al di là del coprifuoco. La repressione ha numeri che possiamo solo immaginare ma a cui possiamo collegare i volti impauriti, gli occhi persi, le teste rasate che si muovono in fretta, le tuniche color cannella e i piedi scalzi sotto la pioggia delle migliaia di monaci che dieci giorni fa hanno lasciato i conventi e sono scesi in strada per dire basta.
Un migliaio di loro sono stati arrestati durante la notte, presi direttamenti dai monasteri e portati nelle carceri militari.
Spariti i monaci, oggi tocca ai civili.
Dopo i rastrellamenti notturni i monaci non sono stati più visti nelle strade occupate invece dai civili. Una folla è stata dispersa con gli spari dalle parti della pagoda di Sule, uno dei due fronti della protesta. In giornata, i soldati hanno nuovamente sparato contro 10 mila manifestanti. Almeno cento sono stati arrestati.

La Birmania ha una lunga storia di oppressione militare, fin dal 1962 quando i militari presero il potere. Uno dei momenti più drammatici fu il 1988 quando la rivolta venne schiacciata con tremila morti. Questa volta, oltre alle ragioni di sempre, la causa della protesta è nell'aumento folle di beni di primo consumo come petrolio, diesel e gas naturale cresciuti dal 66% al 535%. Un aumento insopportabile per i livelli della popolazione birmana.

Un fotografo giapponese è stato ucciso durante gli incidenti nei pressi della pagoda di Sule. Il Giappone, per protesta, ha richiamato subito a Pechino il suo ambasciatore a Rangoon. La polizia militare gira nelle strade a bordo di camion, indossa grandi foulard gialli ed è in tenuta antisommossa. Sempre nella zona della pagoda di Sule la polizia ha fatto irruzione nell'hotel Traders a caccia di giornalisti "travestiti" da turisti. I pochi reporters presenti in Birmania prima che scoppiasse la protesta sono stati allontanati. Nessuno riesce più ad entrare e le testimonianze dirette di quello che sta accadendo sono sempre più scarse. I militari infatti stanno chiudendo gli internet point e tagliando le connessioni veloci.
La situazione si sta complicando anche a livello internazionale perchè, nonostante le pressioni della maggior parte dei paesi, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ha preso alcuna decisione contro il regime militare birmano per i veti di Russia e Cina, entrambi con interessi commerciali molto forti in Birmania e con il regime militare.

E molti si chiedono: perchè finora, dopo anni di regime, non è stato fatto nulla? Perchè questa tolleranza?
La Casa Bianca ha annunciato sanzioni contro i 14 membri della giunta militare, quelle che non è stato possibile decidere a livello di Nazioni Unite pe i veti di Cina e Russia. Il presidente Bush ha chiesto anche che "le nazioni che hanno influenza sulla Birmania facciano pressioni sulla giunta militare perchè cessi l'uso della forza". La Casa Bianca ha ufficialmente annunciato che l'amministrazione americana d'ora in poi userà solo i nomi Birmania e Rangoon invece che Myanmar e Yangon imposti dalla dittattura militare.
Ma la protesta dei monaci cammina ugualmente nel mondo

I 350 mila monaci buddisti birmani vivono di carità e di povertà .Non hanno nulla, non temono nulla e per questo la loro protesta spaventa il regime. Si svegliano prima dell'alba, pregano, escono dai monasteri con la loro ciotola nera per chiedere offerte e poi tornano nei monasteri. Ora tutto il mondo li guarda e li ammira. E marcia con loro. L'Europa ha deciso sanzioni. In tante città, a cominciare da Roma, sono in corso manifestazioni e sit-in .

Aiutiamoli anche noi parlando di loro e raccogliendo gli appelli degli altri blogger

X la Birmania libera , per la libertà del popolo birmano e x il coraggio dei monaci che hanno osato sfidare il regime dittatoriale del paese asiatico

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domenica 12 agosto 2007

SOS cani abbandonati

Questa è una delle foto del mio ultimo cane, Pablo.
Era un bellissimo segugio grifone, allegro, giocherellone e pieno di vita.
Lui è stato fortunato: ha trovato una casa ed una famiglia che gli ha sempre voluto molto bene e gli ha dato tanto amore
Anche quando si è ammalato lo abbiamo sempre fatto curare e, fino alla fine, è sempre vissuto in casa con noi.
Ma non tutti i cani o i gatti o altri animali in cattività hanno avuto la stessa fortuna del mio indimenticabile Pablo
Duccio, nel suo blog, ha inserito questo messaggio e anch'io, come lui, vi chiedo di publicarlo o di inviarlo via sms nella speranza che non ci siano più abbandoni e sofferenze terribili per tutti gli amici dell'uomo che non hanno un padrone responsabile !!!
‘IO L’HO VISTO’, SMS PER SALVARE CANI ABBANDONATI
Se vedi un animale abbandonato invia un SMS al 334.105.10.30
E’ una iniziativa di Autogril e Polizia Stradale.

Copia questo testo e postalo nel tuo blog
Copia questo testo ed invialo via sms ai tuoi amici

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giovedì 9 agosto 2007

Libertà Negate e Violazione dei Diritti Umani

In questi giorni è in corso una accesa polemica tra l'Iran e l' Italia sulla pena di morte.
La Farnesina ha espresso forti inquietudini per l'ondata di condanne a morte eseguite nel paese degli ayatollah - 11 impiccagioni solo nell'ultima settimana, 120 da gennaio! -
Il portavoce del ministro degli Esteri iraniano ha risposto che " ogni paese indipendente agisce contro i criminali in modo appropriato alle sue leggi e ogni interferenza negli affari interni di un paese".
Lo scontro sulla violazione dei diritti umani tra l'Europa e l'Iran si è notevolmente aggravata quando è stata emessa una sentenza dalla Corte rivoluzionaria del Marivan che il 16 luglio ha condannato a morte due giornalisti curdi, Adnan Hassanpur e Abdolvahed Hiwa Butimar, entrambi membri del partito messo fuorilegge del Kurdistan iraniano, per ostilità verso Dio.
Due associazioni europee, Information safety and freedom(Isf) e Articolo 21 hanno lanciato la campagna per salvare i due giornalisti ed hanno attaccato frontalmente il sistema giudiziario della Repubblica islamica:" Di confessioni di gravi reati rilasciate in carcere sono pieni gli archivi dei paesi totalitari ".
E in Iran di libertà negate e di violazioni dei diritti umani ce ne sono decisamente molte, in particolare contro le donne.
L'ex presidente riformista Mohammad Khatami è stato iscritto nel registro degli indagati del Tribunale del Clero a Quom per aver stretto la mano ad alcune donne durante una sua visita ad Udine !
Grazie a Khatami, una decina di anni fa, Faezeh Hashemi, presidentessa della Federazione sportiva femminile e figlia di Rafsanjani, vinse una dura battaglia perchè alle ragazze fosse garantito il diritto di usare la bicicletta almeno nei parchi dove gli Iraniani trascorrono le giornate di festa facendo i picnic e socializzando.
Fu però insultata dagli integralisti, che aggredirono delle giovani donne in bici in un parco di Teheran. Oggi a Teheran le ragazze giocano a bamington, ma nessuna usa la bici!
Ed anche a Isfahan, antica capitale e principale città turistica, da domani alle tantissime donne che viaggiano in bici sarà proibito l'uso delle due ruote perchè è sconveniente, così come i pattini e gli scooters !
Queste misure restrittive volute dalla rivoluzione culturale di Ahmadinejad preoccupano molto la società civile iraniana che non approva le discriminazioni delle donne, le condanne a morte per reati d'opinione, la detenzione degli studenti del Politecnico Amir Kabir dopo le dimostrazioni di aprile e la sparizione a luglio del leader del sindacato dei trasporti Mansour Osanlou.
Il 15 marzo 2008 si tornerà a votare e questa è l'unica speranza per allontanare gli ultraconservatori.
Auguriamo dunque a questo bellissimo ma infelice paese, dalla storia antichissima, di ritrovare presto la libertà e la democrazia.
Anche in Cina l'altro ieri si è avuto un inquietante episodio. Una decina di corrispondenti stranieri sono stati trattenuti per oltre 3 ore a Pechino al termine di una conferenza di Reporter Sans Frontières
Quattro membri di questa associazione hanno incontrato un gruppo di giornalisti di fronte alla sede del comitato organizzatore dei giochi olimpici 2008 ed hanno accusato la Cina di non aver tenuto fede alla promessa fatta nel 2001, al momento dell'assegnazione dei Giochi, di migliorare i diritti umani.
Rsf ha ricordato la repressione contro la setta religiosa del Falun Gong, che ha centinaia di esponenti in prigione, contro le minoranze etniche tibetane e uighura, contro i dissidenti e gli intellettuali.
Sono ancora migliaia le persone che ogni anno vengono condannate a morte ed uccise, spesso anche pubblicamente.
L'unica soluzione possibile, secondo me, è boicottare le Olimpiadi in Cina: non andare a vederle o non vederle in TV
Non possiamo fare altro ma siamo in tanti e se tutti quanti boicotteremo i Giochi, forse allora anche la Cina scoprirà che il potere della democrazia e della libertà è forte e si deciderà a rispettare entrambi e le tante vite umane che sono in balia di un potere ingiusto !

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martedì 17 luglio 2007

Una firma per Mario Ciancarella

Se entrate nel sito http://www.strageustica.altervista.org/ troverete la storia di Mario Ciancarella
E' una storia lunga e sconvolgente che ci riporta a quel tragico volo di quell'aereo civile che fu abbattutto ad Ustica tanti anni fa e di cui ancora non si sa la verità perchè c'è il segreto di Stato e perchè si è cercato e si cerca ancora di nasconderne i fatti
Laura, che gestisce questo bellissimo sito, ha linkato anche il sito di Mario, http://www.mariociancarella.altervista.org/.
C'è anche una petizione da firmare, se si vuole, all'indirizzo:
un saluto a Laura ed al suo grande coraggio perchè lei continua a scavare in quel mistero che si chiama Ustica e un augurio anche a Mario

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venerdì 8 giugno 2007

PEDOFILIA? no grazie !

Francesca mi ha chiesto di partecipare alla catena dei blogger contro la Giornata dei Pedofili e ben volentieri accetto di pubblicare questo messaggio :
Aboliamo la Giornata dell'Orgoglio Pedofilo
pubblicato da http://franca12.splinder.com/

http://www.mobilitazionesociale.it/ams/intro.asp
http://cronacaeattualita.blogosfere.it/2007/06/aboliamo-la-giornata-dellorgoglio-pedofilo.html
23 giugno, Giornata Mondiale dell'Orgoglio Pedofilo Sì, avete letto bene, il 23 giugno si terrà la giornata Mondiale dell'orgoglio Pedofilo; tutti i pedofili del mondo accenderanno una candela azzurra. Un gesto simbolico per ricordare i pedofili incarcerati perché - come dicono loro - "vittime delle discriminazioni, delle leggi ingiustamente restrittive per ribadire l'amore che proviamo per i bambini" (boyloveday international). Queste persone (se è giusto indicarle così) hanno pure un loro sito e non è un sito illegale, non contiene pornografia, anzi questi signori si impegnano a convincere i loro lettori di agire nel bene, di volersi differenziare dai criminali, da chi commette atti violenti, da chi costringe i bambini, i ragazzi, dicendo che loro li amano.Interessante la galleria di immagini, dove anche Babbo Natale viene mostrato al pari di un pedofilo, dove addirittura viene mostrato un fin troppo amorevole prete in compagnia di un ragazzino: si evince un chiaro desiderio di far apparire assolutamente normale e non come perversione sessuale, ad esempio, partecipare ad un'orgia, portare avanti un rapporto tra un adulto e un minorenne. Non è una novità: sono 8 anni che questa giornata esiste, che questo sito è on line, nell'indifferenza di tutti gli organismi internazionali. E' stato richiesto anche l'intervento dell'ONU, ma tutto è rimasto così com'è. Ora è partita una petizione, sono state scritte TRE pagine su questa giornata, nelle quali la polizia postale spiega perché non si può chiudere il sito.
http://www.epolisroma.it/ http://www.poliziadistato.it/pds/primapagina/pedofilia/index.htm
Questa è la prima risposta a questa giornata.Una fiaccolata a Palermo contro la pedofilia L’Associazione per la Mobilitazione Sociale di Palermo, chiede che vengano oscurati tutti i siti web che in qualche modo danno voce e spazio alla pedofilia. Le istituzioni prendano una ferma posizione considerando reato anche la solo promozione on line di questo turpe mercato.
UUn fermo “No” contro la “Giornata Internazionale dell’orgoglio pedofilo”. Proviamoci, facciamo una catena di blogger, se credete che possiamo urlare un NO anche noi, prendete questo post, copiatelo sui vostri blog e siti, inviatelo per e-mail a conoscenti e amici, fatelo girare tra i blogger.
Uniamo le nostre forze per qualcosa di positivo.Fate firmare la petizione che sarà presentata all'UNICEF e all'On. Frattini.
nome e cognome tramite sms 3391819641 oppure nome e cognome tramite mail italia@epolis.sm

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sabato 24 febbraio 2007

Libertà di Blogger

In Egitto è stato condannato a 3 anni di carcere x aver oltraggiato l'Islam e ad altri 12 mesi x aver calunniato il presidente Hosni Mubarak un giovane blogger di 22 anni, Abdel Karim Suleiman, conosciuto con lo pseudonimo di Karim Amer.
Il giudice che lo ha condannato ha dichiarato : " Sul suo sito il blogger ha sostenuto che l'islam fomenta il terrorismo, l'odio e l'omicidio".
Il giovane blogger fu arrestato nel novembre 2006 dopo un attacco molto accesso contro l'università Al Azhar, la più alta istanza del sapere sunnita.
Amnesty International è intervenuta stigmatizzando la condanna :" Le autorità egiziane devono proteggere il pacifico esercizio ddella libertà di espressione, anche se i punti di vista espressi possono sembrare offensivi " e ha considerato pertanto il giovane blogger " un prigioniero di coscienza ".
Spero che anche gli altri blogger che mi leggono abitualmente riprendano questa notizia xchè una condanna così pesante è lesiva della libertà di pensiero di un uomo ed è un precedente senz'altro molto negativo x tutta la comunità blogger internazionale.
Se qualcuno invece vuole firmare la petizione per richiedere la sua liberazione, può seguire questo link: http://www.petitiononline.com/KAmer/

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