Pensieri in Libertà

domenica 28 febbraio 2010

Rispetto per gli altri

" Riforma nonostante i pm talebani." Berlusconi
Ira dell'Anm: basta insulti

L'altro giorno il presidente del Consiglio Berlusconi, arrivato a Torino per lanciare la candidatura alle Regionali di Roberto Cota, ha di nuovo pesantemente offeso i magistrati
Se non fosse grave, e preoccupante, la sua frase sarebbe potuta essere benissimo una barzelletta, perchè ha salvato, dai cosidetti talebani, solo la moglie del candidato leghista perché «è un magistrato per bene e io spero che i magistrati per bene diventino sempre di più»
Ne è nato un vero parapiglia, con le difese dell' opposizione nei confronti della magistratura e le parole del Presidente della Repubblica, che ha richiesto a tutti quanti di avere " senso della responsabilità e della misura in un confronto civile e rispettoso", con il ritorno a "un linguaggio più sobrio e austero"
Tra un mese circa torneremo a votare
Il voto è un diritto
Ma è anche un dovere
Il dovere di noi tutti è quello di scegliere persone oneste corrette civili e rispettose che si preoccupino dei cittadini e del loro bene
Non di interessi personali e di corruzioni illegalità ricatti e minacce varie a chiunque impedisca loro di continuare questo squallido gioco vergognoso
Una riflessione è necessaria e tutti dovremmo pensare seriamente a chi voteremo , in qualunque lista essi siano !!!

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La protesta delle carriole

«Chiusi nelle case antisismiche, nei moduli abitativi provvisori, abbiamo capito che non sapevamo dove andare: non c’è un teatro, non c’è una biblioteca, non ci sono più i bar del centro. Ci siamo accorti di essere persone che debbono solo comprare cibo al supermercato, mangiare e guardare la televisione. Abbiamo detto basta».
Eugenio Carlomagno, direttore dell’Accademia delle Belle Arti, manifestante delle chiavi, l'Aquila febbraio 2010
Oggi a L'Aquila c'è stata la protesta delle carriole.
Per la seconda domenica di fila i cittadini della città abbruzzese, colpita dal sisma il 6 aprile, sono tornati nel centro storico a protestare per le condizioni in cui si trova il cuore della città
Ma le macerie accatastate a L’Aquila e negli altri 56 comuni del cratere «chiudono la porta» ai cittadini, che potrebbero tornare a occupare da subito quegli edifici dei centri storici agibili o che hanno bisogno di leggeri interventi di ristrutturazione e, nello stesso tempo, secondo Legambiente quei cumuli di macerie «nascondono gravi responsabilità: quei cumuli di detriti e calcinacci potevano già essere rimossi, sono state già varate norme che definiscono come trattarli, è possibile da subito e rapidamente individuare siti temporanei di stoccaggio».
Non posso che essere solidale e vicina a quelle persone che oggi hanno di nuovo sfidato i divieti, e le forze dell'ordine, per dimostrare al mondo in quali condizioni sia ancora la loro città ed il loro territorio a tanti mesi da quel terribile giorno in cui il terremoto distrusse le loro case e la loro vita, ma soprattutto sono vicina alla loro consapevolezza, acquisita con lo scoppio di uno scandalo vergognoso cha ha coinvolto i vertici della Protezione Civile italiana, che solo rimboccandosi le mani personalmente, a costo di enormi sacrifici, forse si potrà fare qualcosa, forse si riuscirà a sconfiggere la burocrazia e l'irresponsabilità di chi avrebbe il dovere e l'onere di provvedere a risistemare e a ricostruire ciò che madre natura ha distrutto
E' con il senso della comunità e dell' essere insieme, tutti uniti per uno scopo preciso, che si riesce a dare un senso a ciò che si sta facendo e ad incanalare la rabbia e la forza di continuare
Io spero che il popolo d' Abbruzzo concentri le proprie forze e porti avanti la propria volontà di riavere ciò che ha perso, ma mi auguro soprattutto che altre persone, responsabili e disponibili, li aiutino in questo percorso appena iniziato
Non so dove sono finiti i soldi che tanti di noi hanno inviato alla Protezione Civile via sms o telefono fisso, ma anche senza i soldi, solo con una carriola, tanti altri Italiani potrebbero passare la loro prossima domenica a L' Aquila ad aiutare a trasportare macerie per liberare le piazze e le strade
Che ne pensate ? Si può fare ?

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mercoledì 24 febbraio 2010

Condanna per video di bullismo

" Il primo processo, anche in campo internazionale, ai responsabili di un provider di internet per la pubblicazione di contenuti sul web si è concluso oggi a Milano con la condanna di tre dirigenti del più famoso motore di ricerca al mondo, Google.
Una sentenza, quella del Tribunale italiano, che ha ricevuto critiche dell’ambasciatore americano a Roma, David Thorne, il quale ha spiegato che gli Usa sono rimasti «negativamente colpiti dalla odierna decisione», perchè «il principio fondamentale della libertà di Internet è vitale per le democrazie».
Il giudice monocratico della quarta sezione penale, Oscar Magi, ha condannato i tre dirigenti di Google a 6 mesi, con la sospensione condizionale della pena, per violazione delle privacy, assolvendoli invece dal reato di diffamazione. Assolto un quarto dirigente che era accusato solo di diffamazione.
Per il colosso americano del web, finito oggi nel mirino anche dell’antitrust europeo che ha aperto un’indagine per capire se utilizzi pratiche anticoncorrenziali, la decisione del Tribunale di Milano, che ha già diviso gli esperti tra pro e contro e scatenato la reazione di alcuni blogger, è «un attacco alla libertà della rete e noi faremo appello».
Per i pm, invece, è una sentenza che «tutela la dignità delle persone».
Al centro del processo, c’era un video che mostrava un ragazzino disabile insultato e picchiato da alcuni compagni di scuola di un istituto tecnico di Torino.
Il filmato venne realizzato dagli studenti nel maggio 2006 e da loro caricato su Google Video l’8 settembre, dove rimase, cliccatissimo nella sezione “video più divertenti”, per circa due mesi, fino al 7 novembre, prima di essere rimosso dal provider statunitense.
I quattro studenti sono stati condannati nel dicembre 2007 a 10 mesi di messa alla prova dal Tribunale dei minorenni di Torino.
Soddisfazione di Guido Camera, legale dell’associazione Vividown, costituita parte civile nel processo (nel video in questione veniva derisa e insultata dagli studenti mentre vessavano il disabile). «Quello che a noi interessava - ha spiegato Camera - era l’affermazione della responsabilità penale dei dirigenti di Google, e questa è stata riconosciuta dal giudice». La finalità dell’associazione, infatti, ha aggiunto l’avvocato, «è sociale ed educativa, ed è stato importante che con questo processo si sia presa una posizione ferma a tutela della privacy delle persone, che vale per Obama come per un ragazzino disabile». da La Stampa To

Questa sentenza farà sicuramente discutere ma come educatore non posso che apprezzarla
Il web ed internet sono utili ed importanti per moltissime iniziative ed attività ma in questo caso penso che chi da' la possibilità a tutti di pubblicare video debba anche cercare di controllare, pur rispettando la libertà dei singoli, che si rispettino tutte le persone
In particolare i disabili o chi ha problemi di diversità
il bullismo è una grave forma di incivile convivenza con gli altri e deve essere combattutto in tutti i modi possibili, ovunque e comunque, perchè può fare gravi danni nelle vittime che subiscono soprusi e persecuzione
In nome della libertà, troppo spesso si permettono gravi episodi di inciviltà e di barbarie nei confroni di chi non è in grado di difendersi e di difendere la propria dignità di individuo
La sensibilità è personale ma chi non ne ha e abusa della propria forza e della propria violenza, fisica o verbale che sia, deve essere fermato
Mi spiace per gli Americani , ma la sentenza del tribunale italiano non è nè ingiusta nè strana
Trovo invece insensato che si permetta di pubblicare migliaia di video senza un minimo di controllo
La rete è vasta ma non tutti in rete usano il buon senso purtroppo ....

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martedì 23 febbraio 2010

Basta con ' sto principe !!!

Domenica sera Luciana Litizzetto, a Che tempo che fa, ha fatto una divertente parodia della regina del Burlesque, la ballerina americana che si è spogliata la prima sera del festival di Sanremo. E naturalmente, a modo suo, con la sua solita verve dissacrante, ha parlato anche lei del Principe Savoia che ha cantato a Sanremo
Oggi pomeriggio nel contenitore di Rai 1 con Sposini hanno parlato per oltre un'ora del principe e di tutte le sue virtù o non virtù
Una sviolinata disgustosa !!!
Ma possibile che con tutti i problemi che ci sono in questo momento in Italia si debbano sprecare ore ed ore di servizio pubblico a parlare di questo tizio?
Ma perchè non lo mandiamo in miniera a lavorare, il principino erede di casa Savoia, accidenti ?
Oggi aprendo le pagine del quotidiano sono inorridita quando ho letto di quel giovane piccolo industriale che si è suicidato perchè non aveva più i soldi per pagare gli operai
Uno onesto che si è tolto la vita, mentre tanti altri sono stati inquisiti per corruzione, truffe, furti di tutti i tipi e qualcuno è pure fuggito all'estero!
Che mondo , che schifo ...
e poi almeno una buona notizia
" È stato oscurato il gruppo su Facebook «Deridiamo i bambini Down» che ieri contava pare circa 800 "iscritti" e che esponeva un bimbo che aveva le caratteristiche della malattia, e sulla cui fronte era scritto «scemo».
Sul sito ora oscurato si leggeva: «È così difficile da accettare questa malattia... perchè dovremmo convivere con questi ingnobili creature (...) io ho trovato la soluzione: consiste nell’usare questi esseri come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio».
Follia pura e deviata di pochi , ma facilmente influenzabile su menti fragili e deboli, che insozza la rete
Chissà perchè ogni tanto questi dementi vengono fatti conoscere al pubblico, così poi anche qualcun altro, più deficiente di loro, finirà con l'imitarli ?
Io ho pubblicato nell'altro mio blog, Omegna e dintorni, i pensieri di alcuni miei alunni di 12-13 anni che hanno seguito il Laboratorio di Volontariato del primo quadrimestre
Sono riflessioni semplici ma pulite e piacevoli, belle da leggere e significative perchè almeno loro sono ancora sani Una speranza per un futuro non ancora troppo bacato da questa società sempre più squallida, insensibile ed individualista ...

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sabato 13 febbraio 2010

Mani Pulite, ieri e oggi

" 17 febbraio 1992.
Diciotto anni fa, ...,veniva arrestato il presidente socialista del Pio Albergo Trivulzio - ospizio per anziani milanese - mentre riceveva una tangente di sette milioni di lire. Si chiamava Mario Chiesa e con quelle manette prendeva il via la stagione di Mani Pulite.
In quei giorni si affacciavano sulla scena politica di Milano facce nuove, pulite, che promettevano di parlare una lingua diversa: tra queste quella del leghista Pier Gianni Prosperini e di un gruppo di ragazzi della Gioventù liberale. Il primo è finito in carcere prima di Natale con l’accusa di aver incassato una tangente da 230 mila euro, mentre per uno dei giovani liberali - Camillo Pennisi detto Milko - le manette dei carabinieri sono scattate giovedì, mentre si faceva dare da un imprenditore cinquemila euro in contanti nascosti in un pacchetto di sigarette.
Se li era fatti portare nella piazzetta alle spalle di Palazzo Marino, durante la seduta del Consiglio comunale, con la naturalezza di chi esce dall’Aula un momento per fumare.
Nelle stesse ore è stato arrestato il presidente della Provincia di Vercelli e l’Italia ha cominciato a interrogarsi su quale sia la vera faccia di Guido Bertolaso e dei miracoli della Protezione civile.
Il presidente del Consiglio sostiene che i pubblici ministeri dovrebbero vergognarsi e si potrebbe essere tentati di leggere tutto questo come l’offensiva pre-elettorale di una magistratura politicizzata contro la maggioranza di governo a cui appartengono tutti questi personaggi. Ma i conti non tornano: sono in corso inchieste in otto delle tredici regioni che andranno al voto questa primavera, peccato però che i politici coinvolti in ben sei di queste appartengano al centrosinistra.
Dal sindaco di Bologna allo scandalo della sanità pugliese, dagli avvisi di garanzia al candidato del Pd in Campania alla bufera sull’ex presidente del Lazio, fino alle inchieste in Calabria e all’indagine sugli appalti a Firenze. La magistratura ha colpito a destra - nel mirino la sanità lombarda - e a sinistra e i carabinieri sono intervenuti a Milano, come a Vercelli o a Roma perché c’erano imprenditori che hanno fatto denuncia, stanchi di pagare.
Ogni giorno emergono storie che ci raccontano come la sanità italiana e i suoi appalti siano diventati fonte privilegiata di approvvigionamento per gli appetiti della politica di ogni colore e schieramento.
Si ha la sensazione che si sia davvero tornati al punto di partenza, con la differenza che non si agisce più per conto dei partiti, che nel frattempo non esistono più nella forma che conoscevamo vent’anni fa, ma prevalgano gli individui, le loro carriere e la voglia di avere vite private esagerate.
Ad essere tornata identica è la facilità con cui si chiedono tangenti, contributi, viaggi, automobili, prostitute, orologi, gioielli e carte di credito agli imprenditori che vogliono fare il salto di qualità. È la naturalezza con cui tutto ciò avviene e con cui si arraffa a fare impressione.
Lo spavento di un’intera classe politica, il senso di vergogna, i tabù e la prudenza che sembravano essere entrati nel dna della classe politica dopo Tangentopoli sono completamente svaniti.
La rievocazione di Bettino Craxi a dieci anni dalla sua morte, che si è tenuta poche settimane fa, con quell’insistenza sui meriti storico politici dell’azione di governo dell’ex segretario socialista e la rimozione della corruzione e delle tangenti sono segno dei tempi.
Segno che la memoria è svanita.
Tanto che l’ex sindaco di Milano Carlo Tognoli può permettersi di dire serenamente che le tangenti erano «solo» del tre per cento, come se questo le rendesse accettabili.
In questi giorni diventa maggiorenne la generazione nata in quel 1992, una parte di questi ragazzi andrà al voto per la prima volta tra poche settimane, siamo andati a cercarli e abbiamo avuto la conferma che Mani Pulite non è materia di ricordo.
C’è smarrimento in chi andrà alle urne e dovrà sostenere la Maturità, davanti alla storia recente e ai comportamenti della politica di oggi.
E aumenta la sfiducia.
Il moltiplicarsi delle inchieste porta con sé anche una sensazione di stanchezza, di assuefazione dell’opinione pubblica; certa spettacolarizzazione della giustizia - un discutibile protagonismo di magistrati che parlano prima dei loro atti - crea disagio e contribuisce allo sfarinamento del vivere civile.
Penso a questa divulgazione continua di particolari - meglio se sessuali o pruriginosi - dati in pasto ai mezzi di comunicazione per far salire il livello di attenzione.
Una strategia pericolosa e dubbia: si finisce per giudicare un politico per la sua moralità sessuale e si perde di vista la sostanza.
Certo è evidente che il sesso sta diventando parte integrante del sistema della corruzione, ma concentrarsi sugli aspetti «pecorecci» finisce per far passare in secondo piano ruberie e spoliazioni della cosa pubblica. Sono convinto che sia poco importante passare giornate a discutere se Bertolaso curasse o no il mal di schiena in un centro sportivo romano, quanto è invece fondamentale capire come funzionava la macchina degli appalti della Protezione civile.
I cittadini avvertono un senso di nausea e la politica dovrebbe farsene carico con urgenza, riscoprendo lei il senso della misura e quello della vergogna. "
Mario CALABRESI direttore La Stampa To
Riporto qui sopra questo articolo di Mario Calabresi, perfetto e preciso, che meglio non poteva esprimere quello che sto provando in questi giorni, dopo aver ripreso a leggere storie di corruzione e di scandali moderni di una nuova Tangentopoli, eclatante e squallida, ahimé
Ho anche letto l'intervista del quotidiano torinese ai giovani nati nel 1992
L'ignoranza storica di questi giovani per un passato per nulla lontano mi ha suscitato ilarità ma anche una certa amarezza perchè il loro rispondere in modo così inadeguato mi ha fatto pensare che il loro non sapere è dovuto al fatto che nessuno mai, nelle loro famiglie, ha parlato o ricordato quegli anni, quei tempi e quelle persone corrotte o facilmente corruttibili
Chissà di cosa mai si parla in famiglia al giorno d'oggi ? ma parleranno poi i giovani con i loro genitori ?

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mercoledì 10 febbraio 2010

Safer Internet Day

Ieri era il Safer Internet Day , la giornata europea per la sicurezza in Rete organizzata da InSafe, la rete europea di cooperazione per la promozione dell’uso sicuro di Internet, costituita e cofinanziata dalla Commissione europea, con il patrocinio del Ministro della Gioventù, in collaborazione con Polizia Postale e delle Comunicazioni e Save The Children.

Una ricerca condotta da Microsoft in 11 paesi europei, Italia compresa, su 14mila utenti, sia genitori sia minori, ha stabilito che " il 79% dei teenagers europei ha almeno una pagina personale su un social network" e che " il 43% ritiene sia pienamente sicuro postare e condividere informazioni personali attraverso i social media, al punto da inserire online anche dati e riferimenti particolarmente sensibili
In Italia il 26% dei ragazzi condivide il proprio indirizzo di casa, il 56% indica il nome della propria scuola, il 76% si scambia foto e video anche di amici e il 59% l’indirizzo di posta elettronica o di instant messaging.
Anche solo una di queste informazioni, condivisa senza attenzione nel Web, può permettere ad eventuali malintenzionati di aprire un fronte pericoloso di contatto.
... quasi due terzi dei teenager europei (63%) sono stati contattati online da sconosciuti, una percentuale che sale al 73% in Italia, la più alta tra i diversi paesi.
... più del 46% dei ragazzi spesso, spinto dalla curiosità, risponde a persone non fidate.
Nonostante queste evidenze, il 59% dei genitori si dichiara sereno sulla navigazione in rete dei propri ragazzi, convinto che sappiano adottare tutte le precauzioni per proteggere e condividere responsabilmente le informazioni online.
... ben il 40% dei genitori italiani non ne controlla i movimenti online o i post pubblicati. Percentuale che cresce se vista attraverso le risposte dei più giovani: per il 66% dei teenager europei, infatti, i propri genitori non fanno nulla per limitare o controllare il loro utilizzo di Internet. Così è anche per il 55% dei ragazzi italiani, mentre solo 1 su 10 ha un sistema di parental control installato sul proprio computer (12%) o utilizza Internet in soggiorno anzichè nella propria camera da letto (15%).
La presunta «tranquillità» dei genitori nasce anche dalla convinzione di saperne abbastanza o molto di computer e Web ( il 77% del campione in Italia), ma anche in questo caso i giovani la pensano diversamente e, solo il 56% dei figli, ritiene di avere mamma o papà sufficientemente competenti sulle nuove tecnologie."
I risultati dell’indagine confermano quindi l’urgenza di continuare ad investire nella sensibilizzazione sull’uso sicuro di Internet non solo tra le nuove generazioni ma anche verso genitori, insegnanti e tutti coloro che dovrebbero saper guidare e proteggere i ragazzi anche nel nuovo mondo virtuale." da La Stampa To
Stamattina ho accennato ai miei alunni di terza media alla giornata di ieri ed al messaggio in Tv "Posta con la testa " -Think B4 U post!- Quasi nessuno di loro lo aveva visto o vi aveva fatto caso.
Quando ho spiegato qual era il significato di questa pubblicità anomala, alcuni di loro, candidamente, mi hanno detto che sono stati contattati in passato da persone adulte malintenzionate ed uno di loro ha aggiunto che ha dovuto cancellare completamente la sua pagina personale in netlog , o un network simile, per il continuo spamming o stalking online, se preferite, da parte di adulti sconosciuti !!!
Mi è venuta la pelle d'oca a sentirli parlare dei rischi che hanno corso come se fossero fatti banali di tutti i giorni
Ma e i loro genitori ? ne avranno parlato con loro? si preoccuperanno di controllarli qualche volta?
Ma chi protegge i nostri minori, se nessuno in famiglia pensa ai danni che possono subire navigando in rete ?

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Centrali Nucleari

" Poche ore fa il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che disciplina la localizzazione e la realizzazione di nuove centrali nucleari.
Ma non ci diranno - prima delle elezioni - in quali Regioni intendono costruire gli impianti!! È un diritto di noi cittadini saperlo!
La nostra campagna contro questa scelta rischiosa e troppo costosa va avanti.
Partecipa anche tu e firma l’appello sul sito www.nuclearlifestyle.it per chiedere ai candidati alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo di dire No al Nucleare.
Contro un governo che continua a imporre le sue scelte, l’opposizione delle Regioni è l’unica possibilità che abbiamo per fermare il ritorno del nucleare nel nostro Paese.
Andrea Lepore Responsabile Campagna Nucleare Greenpeace Italia "
Io ho votato anni fa il referendum contro il nucleare in Italia e continuo ad essere contraria alla costruzione delle centrali Non ci sono bastate quelle di allora, con ancora il problema dello stoccaggio delle scorie di Saluggia, qui in Piemonte ?
Non si possono avere le alternetive pulite per produrre energia ?

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martedì 2 febbraio 2010

Un paese senza progetti

" Un Paese «senza progetto», in «perenne transizione», che paga «un costo altissimo» per l’economia e «rischia per la sua tenuta democratica». L'Italia è «una sorta di cantiere aperto, che non si riesce a chiudere perchè nessuno ha le idee chiare su cosa si deve costruire» e denuncia «una frattura fra la politica e il paese reale»." da Eurispes Rapporto Italia 2010
Il pssimismo è arrivato anche all'Eurispes
Quello che a me è interessato di pù di questo triste rapporto sul nuovo anno da poco iniziato è stato :
" Grazie al forte prelievo fiscale siamo fanalino di coda in Europa quanto a stipendi.
Ammonta a poco più di 14.700 euro il salario medio netto annuo percepito da un cittadino italiano. Una cifra che pone il Paese al ventitreesimo posto, in coda dopo gli altri paesi europei dove le retribuzioni nette annue si aggirano in media intorno ai 25.000 dollari: in Germania 29.570, in Francia 26.010, in Spagna 24.632.
Stanno peggio di noi solo Portogallo (19.150), Repubblica Ceca (14.540), Turchia (13.849), Polonia (13.010), Slovacchia (11.716), Ungheria (10.332) e Messico (9.716).
I lavoratori italiani incassano dunque ogni anno retribuzioni pari al 17% in media della media Ocse.
Al contrario, il cuneo fiscale (la differenza tra costo del lavoro e retribuzione netta) arriva a pesare - nel caso di un lavoratore dal salario medio single e senza figli - per il 46,5%, che determina la sesta posizione dell’Italia tra i 30 paesi Ocse."
Non avevo certo bisogno dell'Eurispes per sapere che tra il mio stipendio lordo e quello netto ci fosse una gran bella differenza
Noi lavoratori statali come i pensionati siamo super tassati
Peccato invece che ci siano altre categorie di lavoratori, autonomi, che tassati non lo sono di certo e che tanto, troppo spesso, evadono pesantemente o denunciano redditi da miserabili al fisco...
Perchè Brunetta Tremonti e C. non vanno a vedere chi viaggia con auto da nababbi , chi ha barche e yacht .... ???

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domenica 31 gennaio 2010

Violenza e giovani

Ieri e oggi Torino è stata al centro dell'attenzione dei TG per due episodi drammatici in cui le vittime e gli aggressori violenti erano dei giovani
Prima vi è stato l'episodio del diciottenne picchiato a sangue e ridotto in fin di vita da un coetaneo impazzito di gelosia perchè l'altro aveva inviato un sms alla sua ragazza
L'aggressione è stata filata interamente da alcune telecamere sistemate nella piazza ed è stato possibile scoprire subito l'autore di una così grave forma di violenza
L'altro episodio è invece avvenuto in un parco del centro tra ragazzi di origine rumena. Un ragazzo che aveva detto di non avere una sigaretta ad altri connazionali più grandi è stato accoltellato ed è morto
Era un bravo ragazzo che studiava e non dava fastidio a nessuno ma ha avuto la sfortuna di imbattersi nei bulli di turno, che dopo la sua uccisione sono anche degli assassini !
Questi sono solo gli ennesimi fatti di cronaca ma quante altre volte si è sentito parlare di giovani coinvolti in risse, in aggressioni, in atti di teppismo e di violenza
Troppo spesso anche quelli più giovani hanno tanta rabbia in corpo e la scatenano in classe o appena fuori da scuola
Io mi chiedo sempre più se questo nostro mondo così scombinato peggiorerà ancora di più e che influenza negativa avrà sulle menti dei nostri giovanissimi che crescono sempre più senza controllo dei loro freni inibitori e senza pietà verso gli altri
Come si fa a pestare a sangue un coetaneo per gelosia o a sgozzare un ragazzo per una banale ed assurda lite ? Come si fa a bere o a fumare fino a sentirsi male e a dover essere ricoverati/e in ospedale ? Come si fa ad andare a folle velocità e a schiantarsi contro un muro, un guarda rail o un'altra auto. uccidendo se stessi, gli amici o chi ha avuto la sfortuna di essere nell'altra corsai in quel momento ? Come si fa a distruggere se stessi nel peggiore dei modi senza mai usare l'intelligenza la sensibilità la riflessione la paura e la coscienza ?
Chi hai dei figli o vive tante ore con giovani e giovanissimi dovrebbe preoccuparsi e riflettere seriamente perchè potrebbe succedere ovunque ad altre vittime innocenti di subire quello che hanno subito i due di ieri a Torino
Tante vite sprecate, tante morti inutili che lasciano sgomenti ed attoniti, tanto dolore e disperazione ...

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mercoledì 27 gennaio 2010

Quando le parole ...

A volte in classe, quando qualche alunno o alunna usa un linguaggio inappropriato o un certo tono arrogante e prepotente per rivolgersi ai compagni o a noi adulti, dico sempre che " si può dire qualsiasi cosa, ma che c'è comunque modo e modo di dire le cose perchè le parole possono far male e lasciare dei brutti segni e ancor più delle conseguenze sgradevoli a corto o a lungo termine "
Insomma, tanto per essere precisi, sarebbe proprio utile riflettere sempre prima di parlare e moderare i termini !
Questo consiglio bisognerebbe forse darlo anche a qualche adulto che in questi ultimi giorni ha usato le parole senza riflettere, con una scia di polemiche inopportune e spiacevoli
Domenica scorsa non ho ascoltato su Rai 3 la solita Mezz'ora della Annunziata e mi sono persa le parole di Bertolaso, il capo della Protezione civile che ad Haiti criticava i soccorsi internazionali con toni non certi pacati
Ma quelle parole le hanno ascoltate molti altri, compresa la signora Hillary Clinton, e si è scatenato un gran bel putiferio ...
Al punto che oggi è stato necessario un intervento del premier Silvio Berlusconi per mettere fine al caso diplomatico tra Italia e Stati Uniti.
Berlusconi ha dichiarato che sarebbe "opportuno evitare dichiarazioni che possono involontariamente innescare polemiche".
Un incidente tra Roma e Washington che ci ha fatto fare la solita figura da "cioccolatai", insomma, e anche qualcosina in più, probabilmente, perchè il segretario di Stato Hillary Clinton, pur non citando espressamente l’Italia, ha di nuovo ribadito anche oggi che è stata "profondamente ferita dalle critiche".
Una signora di ferro che si è offesa e se l'è legata al dito, come si suol dire, è una gran bella gatta da pelare, non trovate?
e il povero Bertolaso che fine farà, quando se ne tornerà a casa con la coda tra le gambe ?
o è già tornato? perchè nessun Tg ci ha più detto dove sia finito dopo la gaffe di domenica scorsa ...
E anche il ministro Brunetta ha fatto marcia indietro ieri
"Mai proposto assegno mensile ai giovani I giornalisti sono in malafede"
26/1/2010 13:36 La Stampa To
Anche lui era andato in Tv a dire che i giovani, per non essere bamboccioni, dovrebbero essere mandati fuori casa a 18 anni
Non contento di aver sollevato un vespaio e di aver provocato l'Italia intera, è tornato di nuovo in Tv ( ma perchè la domenica pomeriggio invece di fare i contenitori con ospiti vari e politici dalle idee strepitose, non trasmettono un bel film, un concerto, un teatro o una commedia brillante ? ) con un'altra dichiarazione ancora più strabiliante
Io non ho visto neppure questa trasmissione ma a quanto pare il ministro ha proposto di dare 500 euro ai diciotteni suddetti e " di togliere dalle pensioni di anzianità le risorse da destinare ai giovani che vogliono andarsene di casa."
Sono bastati 3 giorni di polemiche critiche e articoli infuocati sui giornali per avere la smentita d'obbligo
Io potrei anche essere d'accordo con Brunetta a due condizioni ben precise però
Primo: Dare ai giovani la possibilità di lasciare la casa paterna non con la promessa di 500 euro, ma con un lavoro sicuro e a lungo termine, che permetta loro di costruirsi un avvenire una famiglia e delle basi personali solide
Secondo: se proprio dobbiamo buttare fuori di casa i nostri figli, per non farli diventare bamboccioni, usiamo i soldi dei parlamentari degli onorevoli e politici vari e le loro pensioni baby, soprattutto, sempre ben remunerate, per creare dei fondi per i nostri giovani dal futuro così incerto e così poco luminoso, visto i tempi che corrono....
E speriamo che in futuro le parole siano ben ponderate prima di essere usate per esibire una volta ancora l'egocentrismo italico dei nostri maschi dagli incarichi importanti ed internazionali...
Per fortuna che le donne importanti sono minoritarie perchè se tale moda dovesse prendere piede e propagarsi anche a loro, allora sì che ...
il silenzio è d'oro !!!

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mercoledì 20 gennaio 2010

GreenPeace contro il nucleare di Enel

Sul "Colosseo Quadrato" di Roma gli attivisti di GreenPeace hanno srotolato un banner con la scritta "Stop alla follia nucleare, Stop Nuclear Madness".
Di fronte a loro, nel palazzo di Confindustria, è in corso l'incontro in cui Enel cerca di presentare il nucleare come un ottimo investimento per le imprese italiane. Ma quello che Enel non dice, lo dicono EDF, STUK, Citigroup, AREVA.
"Secondo Enel, il nucleare è un business che per i due terzi è riservato alle imprese italiane.
In realtà - a parte le norme sugli appalti di queste dimensioni che prevedono delle gare internazionali - gli impianti EPR proposti da Enel sono un affare solo per il costruttore francese a corto di ordinazioni. ...
Enel cerca di imbonire le imprese italiane promettendo che il 70% degli investimenti per la costruzione di quattro reattori nucleari EPR sarà nella parte non nucleare (dunque non coperta da brevetti francesi) per un controvalore di circa 12 miliardi di euro.
Secondo le informazioni pubblicate dall'azienda elettrica francese EDF - alleata di Enel nel riportare il nucleare in Italia - risulta, invece, che gli investimenti nelle parti non convenzionali degli impianti EPR, ovvero le uniche che potrebbero riguardare le imprese italiane, non superano il 40% degli investimenti totali.
In un recente studio sul mercato inglese del novembre 2009, Citigroup, leader mondiale nei servizi finanziari, evidenzia che i rischi di costruzione, finanziari e operativi, sono eccessivi per gli investitori privati.

Enel, nonostante l'elevato debito netto pari a 54 miliardi di euro, dichiara di essere pronta a sostenere un costo per quattro reattori EPR tra i 16 e i 18 miliardi di euro, cioè tra i 4 e i 4,5 miliardi di euro a reattore.
In un rapporto di novembre 2009 Citigroup afferma, invece, che i costi sono tra i 5 e i 6 miliardi di euro a reattore, con "l'alta probabilità che per i nuovi reattori saranno più alti di quelli previsti" e "i tempi di costruzione meno prevedibili in anticipo".

Ad oggi sono solo due gli EPR in costruzione nel mondo, uno in Francia e uno in Finlandia.
In Finlandia, finora sono in costruzione solo le parti non nucleari (promesse alle imprese finlandesi) ed è un colosso francese – il gruppo Bougeys – che sta facendo la parte del leone.
E la fa pure male, visto che ci sono stati due clamorosi blocchi dei lavori a causa delle saldature effettuate al di sotto degli standard di sicurezza: lo stop dell'agenzia finlandese di controllo, STUK, è arrivato nell'agosto del 2008 e ancora lo scorso ottobre.
Mentre Enel presenta i reattori EPR come un ottimo investimento, Areva, che gli EPR li costruisce, sta valutando se mettere sul mercato dei reattori meno sofisticati e più economici degli EPR, dopo aver perso un'importante commessa negli Emirati Arabi Uniti a favore di una sua rivale sudcoreana.
La propaganda di Enel sul nucleare continua, ma l'esperienza degli unici due EPR in costruzione in Finlandia e in Francia ha già ampiamente dimostrato che per questo tipo di impianti ritardi, problemi nella sicurezza e costi fuori controllo non sono un rischio ma una regola."
fonte sito di Green peace
Ho votato contro il nucleare nel referendum di molti anni fa e continuo ad essere contraria alle centrali nucleari
Queste notizie di denuncia mi lasciano sempre più sconvolta
Possibile che per interessi e speculazioni varie , dobbiamo mettere a rischio ambientale il nostro paese e coinvolgere la salute dei cittadini con scelte opinabili e molto discutibili????

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martedì 12 gennaio 2010

Il prezzo della pasta

Stamattina avevo solo 3 ore di lezione - il martedì infatti è l'unico giorno in cui esco presto da scuola - e sono quindi andata a fare la spesa.
Al supermercato dovevo prendere anche la pastina ma ho trovato gli sconti della pasta Agnesi e ne ho approfittato per acquistare le farfalle, che a me piaciono molto, e le bavette, buone quasi quanto gli spaghetti e gli spaghettini, da condire con il sugo di pomodoro e una buona manciata di formaggio
La pasta ed il riso sono la base dei piatti fondamentali che mangio tutti i giorni, a pranzo o a cena
Ma non sempre sono i prodotti scontati o convenienti del supermercato
E stamattina, approfittando dei ribassi, mi sono ricordata di quello che avevo letto sul quotidiano alcuni giorni fa
Il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha convocato al tavolo di confronto per il 19 gennaio nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico le associazioni industriali dei Pastai ed altre associazioni per discutere del grave problema del rapporto non congruo tra il prezzo al dettaglio della pasta rispetto a quelli all’ingrosso e della materia prima.
Spero che grazie all'intervento del Garante dei prezzi, la pasta che noi paghiamo troppo cara diminuisca almeno un po' e che le speculazioni che sono state fatte nei mesi scorsi vengano bloccate definitivamente
Come per le filiere della frutta e della verdura che acquistano per pochi spiccioli le merci dagli agricoltori e poi fanno pagare a noi acquirenti cifre sempre più esagerate, così anche la pasta ha ormai prezzi da capogiro e c'è chi guadagna troppo
Meno male che c'è anche chi li controlla, a quanto pare... anche se secondo me dovrebbero esserci dei calmieri imposti a tutti i produttori e dei prezzi obbligatori per tutte le marche ovunque
A volte è faticoso dover fare il giro dei supermercati per trovare sconti e ribassi che aiutano il portafoglio in tempi di crisi!!!

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venerdì 11 dicembre 2009

Lo sciopero della Conoscenza

"Le lavoratrici ed i lavoratori che operano nei settori della conoscenza e l'intero sistema di istruzione, formazione e ricerca sono al centro di una gigantesca operazione di riduzione delle risorse e di tagli al personale. Il lavoro viene mortificato e vengono ridotti gli spazi di contrattazione. Si pregiudica, in questo modo, il diritto universale dei cittadini all'accesso all'istruzione e alla formazione, sancito dalla nostra Costituzione.
Vista la gravità della situazione, il Comitato direttivo nazionale della FLC Cgil, nella riunione del 17 novembre, ha assunto la decisione di proclamare uno sciopero generale di tutti i settori della conoscenza per l'11 dicembre.
"

* tagli di risorse e riduzione di personale nei comparti della conoscenza per effetto della legge 133/08
* 'insufficiente stanziamento previsto per i prossimi rinnovi contrattuali
* progetti di riordino che mirano allo smantellamento del sistema pubblico di istruzione e formazione e la riorganizzazione degli enti pubblici di ricerca
* mancanza di un piano organico per la stabilizzazione del personale precario
* contenuti del decreto legislativo in materia di pubblica amministrazione che riduce gli spazi di democrazia, le garanzie e le tutele per i lavoratori
* richiesta di chiusura in tempi rapidi dei contratti 2006-2009 del comparto AFAM e dell'Area V dei dirigenti scolastici
* richiesta di apertura dei tavoli contrattuali 2006-2009 per l'A.S.I e la dirigenza di università e ricerca


Io non sono mai stata "comunista", non ho una tessera del sindacato perchè parecchi anni fa non ho più rinnovato quella della Cisl, non sono una "fannullona" perchè lavoro seriamente e cerco sempre di dare il meglio di me stessa anche dopo tanti anni di insegnamento, e molte delusioni, ma non mi rassegno proprio a vedere calpestato l'enorme patrimonio di saperi e competenze del nostro paese da parte di un governo che pensa a tutt'altro.

E quindi oggi faccio sciopero
Lo sciopero della conoscenza

E' stata una scelta ponderata a lungo, una scelta anche di sacrificio, perchè mai come ora , in magri tempi di recessione in cui tutto costa fin troppo, i soldi servono per arrivare dignitosamente alla fine del mese, ma è una scelta obbligata; faccio sciopero per me che sono ormai tantissimi anni che insegno, ma soprattutto per le mie giovani colleghe che sono all'inizio e che affrontano una carriera ed un futuro veramente incerti e precari

Ritengo inaccettabile che il governo non preveda nella legge finanziaria risorse sufficienti ed adeguate per i rinnovi contrattuali dei nostri comparti.
È gravissimo che i lavoratori della conoscenza sommino allo stato di disagio determinato dagli effetti della legge 133/2008 e dai provvedimenti legislativi che si sono succeduti in questi mesi, il danno del mancato riconoscimento di un diritto essenziale quale il rinnovo del contratto.

Il progressivo impoverimento dei vari settori scuola, determinato dalle politiche miopi di questo Governo, in particolare l’applicazione della seconda tranche di riduzione di personale docente e Ata, rende preoccupante la situazione dei lavoratori della scuola , sia in termini di aumento dei carichi di lavoro, sia per quanto riguarda la qualità della prestazione lavorativa, che risulta compromessa per effetto della riduzione di organico effettuata per questo anno scolastico.
Devono essere rivisti e cancellati quegli “obiettivi di risparmio” che stanno mettendo in ginocchio la scuola, la ricerca, l’università e le accademie ed i conservatori

Devono essere reperite risorse per il finanziamento di tutti i settori pubblici della conoscenza
Ma il Governo non ha dato risposta alcuna ai nostri problemi
L'unico problema del governo è quello di salvare dai processi per mafia e quant'altro i suoi rappresentanti illustri e non !!!!

La scuola non è solo importante per uno Stato, la scuola è fondamentale
Ma evidentemente la Scuola, così com'è ora, fa paura a questo governo che non basa le sue leggi sulla democrazia e sulla costituzione, a salvaguardia del rispetto e della libertà di tutti i cittadini, italiani o stranieri che siano !!!

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mercoledì 9 dicembre 2009

Violenza e diritti umani

" Undici mila persone uccise in sei anni. Questo è il bilancio delle operazioni di polizia condotte in Brasile. La denuncia arriva dall’associazione umanitaria Human Rights Watch, secondo cui la maggior parte degli omicidi è avvenuta in stile esecuzione. Questo documento di 122 pagine pubblicato ieri ne segue un altro diffuso lo scorso anno dalle Nazioni Unite, secondo cui la polizia brasiliana sarebbe stata responsabile di una «significativa porzione» dei 48mila omicidi commessi nel Paese l’anno precedente. "

" Pena di morte per gli omosessuali: è questa la controversa proposta di legge all’ordine del giorno in Uganda. Nel Paese gli atti omosessuali sono già considerati illegali, ma questo provvedimento punta a colpire la cosiddetta “omosessualità aggravata”, cioè i rapporti gay consumati con disabili, minorenni o persone affette dal virus dell’Hiv, che verrebbero puniti con la pena capitale.
La legge prevede inoltre fino a 7 anni di reclusione per amici o familiari che non denunciano l’illecito alle autorità, e ai proprietari terrieri è vietato l’affitto agli omosessuali.
Secondo le stime in Uganda ci sarebbero 500 000 omosessuali su una popolazione di 31 milioni di persone.
Gli attivisti dei diritti gay sostengono che le leggi esistenti perseguono in modo già molto aspro gli atti omosessuali, con la condanna a ingenti risarcimenti pecuniari e, in alcuni casi, all’ergastolo.
I promotori della legge sostengono invece che sia “fondamentale proteggere la famiglia tradizionale proibendo in maniera categorica ogni tipo di relazione tra persone dello stesso sesso”. "
Queste sono due notizie che ho letto stasera sul quotidiano online La Stampa
Due differenti facce della medaglia che ci raccontano di come in tante parti del mondo, così lontane ma non diverse tra loro, ancora prevalgono le violenze delle istituzioni, i soprusi sui " diversi" ( ma chi è in effetti il diverso e chi il normale ? ), gli abusi contro i diritti umani e le libertà individuali
Quando cesseranno mai questi orrori e questi abomini che insozzano la nostra umanità e la nostra intelligenza " superiore " ?

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sabato 5 dicembre 2009

Il caso è chiuso !

" A quattro mesi dalla bufera mediatica che investì il direttore di Avvenire Dino Boffo, e a tre mesi dalle sue dimissioni, il direttore del Giornale Vittorio Feltri ha scritto in prima pagina, nell’insolita veste di una risposta alla lettera di una lettrice, che «il caso è chiuso», fu effettivamente «una bagatella» e non «uno scandalo», e che l’atteggiamento «sobrio e dignitoso» di Boffo ora «non può che suscitare ammirazione».
La Cei parla di «ammissioni tardive», il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, di una «retromarcia clamorosa e importante» che non cancella però quanto è stato.
Il diretto interessato affida ad una dichiarazione pubblicata sul sito online del quotidiano dei vescovi il suo dispiacere per l’«incauto» coinvolgimento nella querelle di altre persone, che spera ora «siano lasciate in pace».
Feltri interviene di nuovo, dicendosi «un pò sconcertato», e definisce così la sua presa di posizione: «Nè scuse nè lacrime», nè tantomeno «una retromarcia», ma solo «una doverosa precisazione».

La ferita aperta nei media e nel mondo cattolico, oltre che nelle vite delle persone coinvolte, in quelle settimane..., fatica a rimarginare, tanto da indurre il presidente della Cei, card.Angelo Bagnasco, a cogliere l’occasione del Congresso dell’Unione stampa cattolica per lanciare un duro monito a tutto il mondo dell’informazione.
«Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell’uomo, rischiando di incidere negativamente sulla sua coscienza, sulle sue scelte, e di condizionare in definitiva la libertà e la vita stessa delle persone».
Bagnasco invoca la nascita di una «info-etica» che, al pari della bio-etica, vigili sulla violazione della vita e della dignità.
E ribadisce che è tutto il Paese ad aver bisogno di «un linguaggio serio e sereno».
«Un buon giornalista avrebbe verificato la notizia prima di pubblicarla».
Il cdr di TG2000 giudica «inqualificabile» la campagna mediatica «che Il Giornale ha orchestrato, nascondendosi dietro al diritto di cronaca», una «campagna diffamatoria» che ha colpito Boffo, la sua famiglia e le sue redazioni.
Il segretario della Federazione nazionale della stampa italiana, Franco Siddi, ha dichiarato: «Quella di Feltri su Boffo è una furbata più che una sincera retromarcia e una seria ammissione di errore cagionato. Conferma che questo non è giornalismo da insegnare a nessuno».
Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, si chiede «chi e come porrà riparo al danno personale e professionale» fatto a Boffo.
Secondo Enrico Letta, vice segretario del Pd, le parole odierne di Feltri sono «sconcertanti» e «l’ipocrisia di queste cripto-scuse non restituirà il dolore» provocato.
«Dopo il danno arriva la beffa», è l’opinione di Rosy Bindi, presidente dell’assemblea nazionale del Pd, secondo la quale ora «non si restituisce a Boffo ciò che gli è stato tolto con una vigliacca campagna di disinformazione»."
Dopo Boffo, è toccato di nuovo in questi giorni ad Alessandra Mussolini di finire in prima pagina per un presunto video hard
E domani, a chi toccherà ?
Quando si stabiliranno delle regole deontologiche serie che impediscano di rovinare le persone con pseudoscoop e porcherie simili ???

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domenica 22 novembre 2009

La disoccupazione è un crimine contro l’umanitàJosé Saramago da quadernodisaramago.wordpress.com
" La gravissima crisi economica e finanziaria che sta agitanto il mondo ci porta l’angosciosa sensazione di essere arrivati alla fine di un’epoca senza che si intraveda come e cosa sarà quella che ci aspetta.
Cosa facciamo noi che assistiamo, impotenti, all’oppressivo avanzamento dei grandi potentati economici e finanziari, avidi nell’accaparrarsi più denaro possibile, più potere possibile, con tutti i mezzi legali o illegali a loro disposizione, puliti o sporchi, onesti o criminali?
Possiamo lasciare l’uscita dalla crisi nelle mani degli esperti?
Non sono precisamente loro, i banchieri, i politici di livello mondiale, i direttori delle grandi multinazionali, gli speculatori, con la complicità dei mezzi di comunicazione, quelli che, con l’arroganza di chi si considera possessore della conoscenza ultima, ci ordinavano di tacere quando, negli ultimi trent’anni, timidamente protestavamo, dicendo di essere all’oscuro di tutto, e per questo venivamo ridicolizzati?
Era il periodo dell’impero assoluto del Mercato, questa entità presuntuosamente auto-riformabile e auto-regolabile incaricata dall’immutabile destino di preparare e difendere per sempre e principalmente la nostra felicità personale e collettiva, nonostante la realtà si preoccupasse di smentirla ogni ora che passava.
E adesso, quando ogni giorno il numero di disoccupati aumenta? Finiranno finalmente i paradisi fiscali e i conti cifrati?
Si indagherà senza remore sull’origine di giganteschi depositi bancari, di ingegneria finanziaria chiaramente illecita, di trasferimenti opachi che, in molti casi, altro non sono che grandiosi riciclaggi di denaro sporco, del narcotraffico e di altre attività delinquenziali?
E le risoluzioni speciali per la crisi, abilmente preparate a beneficio dei consigli di amministazione e contro i lavoratori?
Chi risolve il problema della disoccupazione, milioni di vittime della cosiddetta crisi, che per avarizia, malvagità o stupidità dei potenti continueranno a essere disoccupati, sopravvivendo temporaneamente con i miseri sussidi dello Stato, mentre i grandi dirigenti e amministratori di imprese condotte volontariamente al fallimento godono dei milioni coperti dai loro contratti blindati?

Quello che si sta verificando è, sotto ogni aspetto, un crimine contro l’umanità e da questa prospettiva deve essere analizzato nei dibattiti pubblici e nelle coscienze.
Non è un’esagerazione.
Crimini contro l’umanità non sono soltanto i genocidi, gli etnocidi, i campi della morte, le torture, gli omicidi collettivi, le carestie indotte deliberatamente, le contaminazioni di massa, le umiliazioni come modalità repressiva dell’identità delle vittime.
Crimine contro l’umanità è anche quello che i poteri finanziari ed economici, con la complicità esplicita o tacita dei governi, freddamente perpetrano ai danni di milioni di persone in tutto il mondo, minacciate di perdere ciò che resta loro, la loro casa e i loro risparmi, dopo aver già perso l’unica e tante volte già magra fonte di reddito, il loro lavoro.
Dire “No alla Disoccupazione” è un dovere etico, un imperativo morale.
Come lo è denunciare il fatto che questa situazione non la generano i lavoratori, che non sono i dipendenti che devono pagare per la stoltezza e gli errori del sistema.
Dire “No alla Disoccupazione” è arrestare il genocidio lento ma implacabile a cui il sistema condanna milioni di persone.
Sappiamo di poter uscire da questa crisi, sappiamo di non chiedere la luna. E sappiamo di avere la voce per usarla.
Di fronte all’arroganza del sistema, invochiamo il nostro diritto alla critica e alla protesta. Loro non sanno tutto. Si sono ingannati. Si sono sbagliati. Non tolleriamo di essere le loro vittime. "
Questo è il post 555
Dovrei festeggiarlo, ma non ne ho nessuna voglia
Sono tante, troppe le persone, anche conosciute personalmente, che in questo ultimo periodo hanno perso il posto di lavoro e vivono la disperazione più nera perchè non sanno più come mantenere la famiglia, i figli ...

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domenica 8 novembre 2009

Sentenza Crocifisso

In queste ultime settimane con la mia assenza un po' vagabonda dal Pc, perchè 6 classi ed un laboratorio di volontariato molto impegnativo ( con 20 alunni ed alunne di 3 seconde e l'aiuto di 2 colleghe, sto preparando un banchetto vendita per telethon ) mi portano via tanto tempo e tanta fatica, non ho scritto granch'é
Ma le notizie dei giornali mi hanno spesso provocato rabbia o disgusto e la voglia di scrivere mi è spesso passata, proprio passata ...
" COUR EUROPÉENNE DES DROITS DE L’HOMME
DEUXIÈME SECTION - AFFAIRE LAUTSI c. ITALIE (Requête no 30814/06) ARRÊT STRASBOURG 3 novembre 2009
Traduzione del passo essenziale(...)
3. Giudizio della Corte) Principi generali 47.
Per quanto riguarda l'interpretazione dell'articolo 2 del Protocollo n.1, nell'esercizio delle funzioni che lo Stato assume nel campo dell'educazione e dell'insegnamento, la Corte ha raggiunto nella sua giurisprudenza i principi enunciati qui di seguito che sono rilevanti nel caso di specie (v., in particolare Kjeldsen, Busk Madsen e Pedersen c. Danimarca, Causa Dicembre 7, 1976, AO 23, pp. 24-28, § § 50-54, Campbell v. Cosans Regno Unito, Causa Febbraio 25, 1982, AO48, pp. 16-18, § § 36-37, Valsamis c. Grecia, Causa dicembre 18, 1996, Raccolta delle sentenze e delle decisioni 1996-VI, pp. 2323-2324, § § 25-28, e Folgerø e altri contro Norvegia [GC] 15472/02, CEDU 2007-VIII, § 84).(a) è necessario leggere due frasi dell'articolo 2 del Protocollo n.1 alla luce non solo gli uni degli altri, ma anche, in particolare, degli articoli 8, 9 e 10 della Convenzione.
(b) è sul diritto fondamentale all'istruzione, che si innesta il diritto dei genitori di rispettare le loro credenze religiose e filosofiche e la prima frase non distingue più della seconda, tra l'istruzione pubblica e istruzione privata.
La seconda frase dell'articolo 2 del Protocollo n.1 mira a salvaguardare la possibilità di pluralismo in materia di istruzione, essenziale per la conservazione della "società democratica", com’è intesa dalla Convenzione.
A causa del potere dello Stato moderno, è soprattutto l'educazione pubblica che ha bisogno di raggiungere questo obiettivo.
(c) Il rispetto per le convinzioni dei genitori deve essere possibile attraverso una formazione in grado di fornire un ambiente di scuola aperta e inclusiva, piuttosto che di esclusione, a prescindere dal background degli studenti, dalle convinzioni religiose o dall’etnia. La scuola non dovrebbe essere la scena di proselitismo o di predicazione, dovrebbe essere un luogo di incontro di diverse religioni e convinzioni filosofiche, dove gli studenti possono acquisire conoscenze sui loro pensieri e sulle loro tradizioni.
(d) La seconda frase dell'articolo 2 del Protocollo n. 1 implica che lo Stato, nello svolgere le funzioni da essa assunte in materia di istruzione e formazione, controlla che le informazioni o le conoscenze incluse nei programmi vengano trasmesse in modo obiettivo, critico e pluralistico. Gli è precluso di perseguire un obiettivo di indottrinamento che possa essere considerato non conforme alle convinzioni religiose e filosofiche dei genitori. Qui è il limite da non superare.
(e) Il rispetto per le convinzioni religiose dei genitori e le credenze dei bambini comporta il diritto di credere in una religione o di non credere in nessuna religione. La libertà di credere e la libertà di non credere (libertà negativa) sono entrambi tutelati dall'articolo 9 della Convenzione (v., in termini di cui all'articolo 11, Young, James e Webster c. Regno Unito, August 13, 1981, § § 52-57, serie AO 44).
Il dovere di neutralità e imparzialità dello Stato è incompatibile con qualsiasi potere discrezionale da parte sua quanto alla legittimità delle credenze religiose o dei loro modi di esprimersi.
Nel contesto dell'educazione, la neutralità dovrebbe garantire il pluralismo (Folgerø, Supra, § 84).b) applicazione di questi principi
48. Per la Corte, queste considerazioni comportano l'obbligo dello Stato di astenersi da imporre anche indirettamente, credenze, nei luoghi in cui le persone sono a suo carico o nei luoghi in cui queste persone sono particolarmente vulnerabili.
La scolarizzazione dei bambini è particolarmente delicata perché in questo caso, il potere vincolante dello Stato è imposto a sensibilità che sono ancora mancanti (a seconda del livello di maturità del bambino), della capacità di assumere una distanza critica in relazione al messaggio di una scelta preferenziale espressa da parte dello Stato in materia religiosa.
49. In applicazione dei principi di cui sopra al caso di specie, la Corte deve esaminare la questione se lo Stato convenuto, esigendo l'esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche, ha garantito nell'esercizio delle sue funzioni l'istruzione e l'insegnamento che la conoscenza sia diffusa in modo obiettivo, critico e pluralistico e il rispetto delle convinzioni religiose e filosofiche dei genitori, a norma dell'articolo 2 del Protocollo n. 1.50.
Nel valutare tale questione, la Corte tiene conto della particolare natura del simbolo religioso e il suo impatto sugli studenti sin dalla giovane età, soprattutto sui bambini del richiedente.
Infatti, nei paesi in cui la stragrande maggioranza della popolazione appartiene a una religione particolare, la manifestazione dei riti e dei simboli di questa religione, senza restrizione di luogo e modalità, può costituire una pressione sugli studenti che non praticano tale religione o di coloro che aderiscono a un'altra religione (Karaduman V. Turchia, Decisione della Commissione del maggio 3, 1993).51.
Il governo [italiano] (paragrafi 34-44 supra), giustifica l'obbligo (o il fatto) di esporre il crocifisso al positivo messaggio positivo morale della fede cristiana, che trascende i valori laici costituzionale, il ruolo della religione nella storia italiana e le radici di questa tradizione nel paese.
Egli attribuisce al crocifisso un significato neutrale e laico in riferimento alla storia e alla tradizione dell’Italia, strettamente legata al cristianesimo.
Il governo ha sostenuto che il crocifisso è un simbolo religioso, ma può rappresentare anche gli altri valori (cfr. Tribunale amministrativo del Veneto, nO 1110 Marzo 17, 2005, § 16, punto 13).
Nel parere della Corte, il simbolo del crocifisso ha una pluralità di significati tra cui il senso religioso è predominante.52.
La Corte ritiene che la presenza dei crocifissi nelle aule va oltre l'uso di simboli in specifici contesti storici. Ha anche ritenuto che il carattere tradizionale del significato sociale e storico di un testo usato dai parlamentari a prestare giuramento non priva il giuramento della sua natura religiosa (Buscarini e altri contro San Marino [GC], n.O24645/94, CEDU 1999-I).
53. Il denunciante sostiene che il simbolo è un affronto alle sue convinzioni e viola il diritto dei suoi figli che non professano la religione cattolica. Le convinzioni di questi ragazzi hanno raggiunto un livello di serietà e di coerenza sufficientemente coerente tanto che la presenza obbligatoria del crocifisso potrebbe essere ragionevolmente intesa come un conflitto con loro. L'interessato vede nell’esibizione del crocifisso il segno che lo Stato è dalla parte della religione cattolica. Questo significato è ufficialmente accettato nella Chiesa cattolica, che attribuisce al crocifisso un messaggio fondamentale. Pertanto, la preoccupazione del richiedente non è arbitraria.
54. Le convinzioni della signora riguardano anche l'impatto dell'esposizione del crocifisso ai suoi figli (supra, punto 32), all’epoca di undici e tredici anni.
La Corte riconosce che, come abbiamo visto, è impossibile non notare il crocifisso nelle aule scolastiche. Nel contesto della pubblica istruzione, è necessariamente percepita come parte integrante della scuola e può quindi essere considerato come un "potente simbolo esterno" (Dahlab V. Svizzera (dicembre), nonO 42393/98, CEDU 2001-V).
55. La presenza del crocifisso può essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso, e si sentono educati in un ambiente scolastico caratterizzato da una particolare religione. Ciò che può essere incoraggiante per alcuni studenti di una religione può essere emotivamente inquietante per gli studenti di altre religioni o di coloro che non professano alcuna religione. Questo rischio è particolarmente presente tra gli studenti appartenenti a minoranze religiose.
La libertà negativa non è limitata alla mancanza di servizi religiosi o di istruzione religiosa. Esso copre le pratiche dei simboli che esprimono, in particolare, o, in generale, una credenza, una religione o ateismo. Questo diritto negativo merita una protezione speciale, se lo Stato esprime una convinzione e, se la persona si trova in una situazione che non può essere superata se non con uno sforzo individuale o un sacrificio sproporzionato.
56. L'esposizione di uno o più simboli religiosi non può essere giustificata né con la richiesta di altri genitori che vogliono l'educazione religiosa coerente con le proprie convinzioni, né, come sostiene il governo, con la necessità di un compromesso necessario con i partiti politici di ispirazione cristiana.
Rispetto le convinzioni dei genitori in materia di istruzione deve tener conto del rispetto delle credenze di altri genitori.
Lo stato ha l'obbligo di neutralità religiosa nel contesto del l'istruzione pubblica obbligatoria in cui la partecipazione è richiesta a prescindere dalla religione e deve cercare di instillare negli studenti il pensiero critico.
La Corte non vede come l'esposizione nelle aule delle scuole pubbliche, un simbolo che è ragionevole associare con il cattolicesimo (la religione di maggioranza in Italia) potrebbe servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una "società democratica", come concepito dalla Convenzione, pluralismo è stato riconosciuto dalla Corte costituzionale (cfr. paragrafo 24) nel diritto interno.
57. La Corte ritiene che l'esposizione obbligatoria di un simbolo di una confessione nell’esercizio della funzione pubblica per quanto riguarda situazioni specifiche, sotto il controllo del governo, in particolare nelle aule, limita il diritto dei genitori educare i loro figli secondo le loro convinzioni e il diritto di scolari di credere o di non credere.
La Corte ritiene che ciò costituisca una violazione di questi diritti, perché le restrizioni sono incompatibili con il dovere dello Stato di rispettare la neutralità nell'esercizio del servizio pubblico, in particolare nel campo dell'istruzione.
58. Di conseguenza, vi è stata una violazione dell'articolo 2 del Protocollo n. 1 in combinato disposto con l'articolo 9 della Convenzione.(...) "
La sentenza della Corte europea dei Diritti dell'Uomo è chiara
E giusta
La scuola pubblica deve essere laica democratica e deve garantire il pluralismo
A tutti gli alunni
E togliere i crocefissi dalle aule scolastiche non è un'eresia ma il rispetto di leggi internazionali
Non amo le crociate come non amo il fanatismo.
In casa mia, da anni, sono appesi dei crocefissi, alcuni molto belli ( erano di mia nonna, molto religiosa e devota), ma questa è una scelta mia e di mia mamma, una scelta sempre più affettiva, di ricordi, che religiosa
E trovo che attualmente la scuola abbia problemi ben più gravi e seri, compresa l'educazione o meglio la non educazione di troppi giovani e giovanissimi che si comportano da bulli con i più deboli o con i diversi, senza nessun rispetto per gli altri, di un simbolo religioso appeso ad un muro, dove la maggior parte degli alunni non lo nota neppure ...

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venerdì 30 ottobre 2009

Brunetta e i fannulloni

Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta è ossessionato dai Fannulloni
A maggio aveva ampliato a undici ore - dalle 8 alle 13 e dalle 14,00 alle 20 - la reperibilità dei dipendenti statali in malattia.
A luglio le aveva ridotte; dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle19,00
Ora le nuove fasce orarie aperte alle visite fiscali vanno dalle 9 alle 13 del mattino e dalle 15 alle 18 della sera.
«Per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno», ha commentato il ministro, che spiega di aver commesso un «errore» nel tornare indietro, riportando a luglio la reperibilità a quattro ore, quando a maggio l’aveva ampliato a undici
A riaccendere l’allarme «fannulloni» sono stati i risultati del monitoraggio sulle assenze nel settore pubblico, che ha rilevato un aumento del 16,7% ad agosto e del 24,2% a settembre, dopo 14 mesi di riduzione progressiva.
Brunetta ha sottolineato come «sia stata una delusione ma anche una lezione: abbiamo capito che non possiamo abbassare la guardia contro i comportamenti opportunistici».

L’altra novità inserita nel decreto riguarda l’obbligo d’invio dei certificati medici per via telematica, spedito direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica all’Inps. Il sistema partirà subito, ha fatto sapere il ministro, anche se è prevista una fase di transizione durante la quale si potrà ricorrere sia al meccanismo online sia al cartaceo.
Io ho preso l'influenza due lunedì fa a scuola e sono stata male per diversi giorni. Non sono rimasta a casa e mi sono curata con le medicine naturali che avevo già
Leggendo però le ultime notizie sulla reperibilità in caso di malattia mi sono posta una domanda :" Se restassi a casa in malattia, con simili orari, e se non avessi mia mamma, che eventualmente uscirebbe al posto mio per andare in farmacia, io come farei ad uscire per andare in farmacia a prendere le medicine per curarmi ??? "
un bel rebus a cui il ministro non ha di certo pensato e di cui non gliene importa sicuramente nulla ma che creerà un bel problema a tutti i dipendenti pubblici single che avranno la sfortuna di ammalarsi...

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Killer, camorra e indifferenza

Il TG3 ha mostrato le immagini di un filmato di 4 minuti con le sequenze di un omicidio di camorra chiare e precise, che gli inquirenti che indagano sul delitto hanno deciso di diffondere nella speranza che qualcuno possa fornire elementi utili per identificare il sicario e il palo.
«Ad oggi - ha sottolineato la procura di Napoli - non è stato possibile identificare nè l’esecutore materiale del delitto nè la persona che si ritiene abbia svolto nell’occasione il ruolo di "specchiettista", entrambi ben visibili nel video».
Gli inquirenti sperano di avere almeno delle segnalazioni anonime, dando praticamente per scontato che nessun testimone si presenterà per indicare il nome dei killer.
E' stato sconcertante non tanto vedere il killer aspettare la vittima e ucciderlo con il più completo sangue freddo, di spalle, quanto l'assistere al passaggio di comuni cittadini, uomini e donne, lì accanto a quell'uomo stesso a terra, assassinato, e addirittura passargli sopra scavalcandolo, nella più completa indifferenza
Senza fare nulla, senza dire nulla
Come se quel morto ammazzato non ci fosse neppure
Inconcepibile per la mancanza di pietà di orrore di paura e di sensibilità verso un altro essere umano steso a terra, immobile, senza più vita

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Disgustoso

In queste ultime 3 settimane ho passato molto tempo a scuola o a casa a lavorare per il laboratorio del mercoledi pomeriggio, di volontariato per Telethon, e sono spesso andata a letto presto o ho preferito leggere senza accendere la TV
Le vicende politiche e gli scandali personali con ricatti e schifezze varie che spuntano fuori ogni giorno di più mi fanno sempre più schifo...
Ma quello che mi disgusta veramente è il ruolo principale di quelle 4 cosidette mele marce dell'Arma dei Carabinieri in tutta la faccenda Marazzo
... e ieri sera il mio disgusto si è trasformato in ribrezzo alla notizia del TG3 della morte misteriosa di un giovane 31enne, arrestato dai carabinieri per pochi grammi di droga
Un altro caso come quello del giovane Aldrovandi ? Perchè questi episodi di violenza che portano alla morte civili arrestati da poliziotti o carabinieri ?
Se gli addetti delle pompe funebri non avessero scattato quelle foto, macabre ed agghiaccianti, e non avessero segnalato il fatto, tutto sarebbe stato tenuto sotto il più assoluto silenzio
Una riflessione seria e profonda viene spontanea e la preoccupazione per simili episodi si mescola all'orrore per l'omertà in cui si sono svolti...
" Stefano Cucchi è il detenuto morto in ospedale dopo l’arresto e sulle cui cause la famiglie chiede un approfondimento. I carabinieri lo avevano fermano la notte tra il 15 e il 16 ottobre al Parco degli Acquedotti di Roma con addosso venti grammi di droga. Sei giorni dopo era già un cadavere sul tavolo dell’obitorio dell’Istituto di medicina legale, scavato oltre la sua naturale magrezza, col volto tumefatto. ... In mezzo, il buio. La famiglia del giovane di 31 anni «morto da solo», vuole sapere che cos'è accaduto. Un cadavere dal volto devastato e la Procura ha aperto un'inchiesta per omicidio preterintenzionale " da La Stampa Torino

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