Pensieri in Libertà

martedì 15 settembre 2009

Scudo Fiscale, capitali all'estero e sanatoria

Ho letto un interessante articolo nel quotidiano La Stampa di Torino che parla dello scudo fiscale appena varato dal governo
La prima domanda che il giornalista si è posto è: Quanto ricaverà?
Due sono gli obiettivi dichiarati del ministro dell’Economia Giulio Tremonti: incrementare il gettito fiscale di 3 o 4 miliardi di euro e far rientrare nel flusso economico una somma più alta possibile di denaro «fresco».
Nel caso più ottimistico, anche 100 miliardi di euro. Anche se nella relazione tecnica Tremonti ha indicato simbolicamente come gettito atteso un solo euro.

Si tratta di un condono, però, perchè, versando l’aliquota, il contribuente si protegge con lo «scudo» da ogni sanzione amministrativa, tributaria e previdenziale. Un bel risparmio, osserva il giornalista, alla faccia di chi ha sempre fatto il proprio dovere fiscale.
( Mio padre da buon piemontese avrebbe detto: Tanto paga Pantalone !)

Per aderire, sulle attività finanziarie regolarizzate o rimpatriate si calcola che bisogna versare al fisco un reddito forfettario del 2% annuo per i cinque anni precedenti. Il rendimento presunto viene poi tassato al 50%. In pratica, il costo finale dell’operazione corrisponde quindi al 5% delle attività protette dallo scudo.

Anche altri Paesi hanno la loro versione dello scudo, anche se non ci sono dubbi che altrove la sanatoria sia molto più salata.
Basti pensare che negli Stati Uniti il costo complessivo sulle ricchezze che si fanno «rientrare» è pari al 49%, mentre in Gran Bretagna è del 44%. E negli Usa l’immunità non è garantita se il reddito ha origine non lecita, mentre in Gran Bretagna l’anonimato non è previsto.
Non c’è dubbio che la «stretta» sul sistema bancario svizzero qualche effetto lo avrà senz’altro. Secondo lo Studio Bernoni Professionisti Associati di Milano, potrebbero essere «scudati» dai 60 ai 90 miliardi di euro, con un gettito atteso da 3 a 4,5 miliardi. Il 60% dei capitali riguarderà operazioni che transitano per la Lombardia.
Tutti i contribuenti, persone fisiche ed enti commerciali compresi, escluse le società di capitali, possono aderire allo scudo fiscale. L’importante è essere fiscalmente residenti in Italia al momento della presentazione della domanda.
Per aderire c’è tempo da oggi 15 settembre fino al 15 aprile 2010.
Bisogna rivolgersi a intermediari finanziari, presso cui si apriranno conti riservati: banche, società di intermediazione mobiliare, società di gestione del risparmio, fiduciarie, agenti di cambio, Poste e filiali italiane di banche e di imprese di investimento estere. Qui si presenterà la speciale «dichiarazione riservata» e qui si pagherà l’imposta.
Si possono mettere in regola tutte le attività finanziarie e patrimoniali non dichiarate portate o rilevate all'estero entro il 31 dicembre 2008: denaro contante, immobili, azioni, beni di lusso come yacht ed aerei.
Tecnicamente, per attività situate in Unione Europea o in Norvegia è possibile sia la cosiddetta «regolarizzazione» -in questo caso fisicamente le attività non tornano in Italia- sia il «rimpatrio» vero e proprio. Se invece si tratta di beni situati in Paesi extracomunitari, come la Svizzera, la via obbligata è quella del rimpatrio.
Lo scudo mette al riparo da tantissimi reati: vengono cancellate sia la «dichiarazione infedele» sia l’«omessa dichiarazione», e poi spariscono anche le sanzioni amministrative, tributarie e previdenziali.
E soprattutto il contribuente è al riparo da accertamenti per gli anni ancora passibili di verifiche, fino a un tetto equivalente alle somme regolarizzate o rimpatriate.

C’è la garanzia dell’anonimato, se si «regolarizzano» attività, gli intermediari devono comunicare al Fisco le attività scudate e il loro proprietario.
In caso di rimpatrio, invece, il Fisco riceverà solo informazioni complessive sui patrimoni segnalati, e non sui singoli soggetti a cui fanno riferimento.

Chi non può aderire allo scudo? Quelli a cui sono state avviate attività di accertamento tributario o contributivo, come accessi, ispezioni o verifiche, o se il Fisco ha già constatato che il contribuente infedele ha violato le regole fiscali o contributive legate alle attività estere

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mercoledì 9 settembre 2009

Emergency

Dopo avere insieme condiviso per quindici anni il tempo dell'amicizia, del rispetto per la vita e per la sofferenza di tutti, dopo il lungo tempo di affetto, di speranze, di timore per la sua sorte personale, Emergency annuncia la morte della sua presidente Teresa Sarti Strada.
Con la stessa apertura e con la stessa semplicità che aveva voluto per la vita di Emergency, Teresa ha accettato anche in questi suoi ultimi giorni la vicinanza di tutti coloro che hanno voluto esserle accanto.
La serenità consapevole con la quale è andata incontro alla conclusione del suo tempo ha espresso il coraggio e la determinazione che rappresentano la verità della nostra azione in un'attività che ha dato senso alla sua e alla nostra esistenza. La dolcezza del ricordo coincide per noi con il rinnovo del nostro impegno per la pace e per la solidarietà.

Sono passati 15 anni dal 1994, anno della nascita di Emergency e del primo intervento nel Ruanda devastato dalla guerra civile.
Quasi tre milioni e mezzo di persone sono state curate gratuitamente in Afganistan, Algeria, Angola, Cambogia, Eritrea, Iraq, Nicaragua, Palestina, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sudan e in Italia.
Per celebrare i (primi) 15 anni di attività, Emergency propone a Firenze, al Mandela Forum e a Firenze Fiera, dall'8 al 13 settembre, spettacoli, dibattiti, incontri aperti al pubblico per conoscere il lavoro dell'associazione e per ragionare sul passato, sul presente e sul futuro dell'Ong fondata da Gino Strada.

Con lo staff di Emergency si parlerà di come vengono progettati e realizzati ospedali efficienti e con standard di cura elevati. Spazio anche per i dibattiti, organizzati da PeaceReporter, su guerra in Afganistan, investimenti militari e razzismo.
Molti gli spettacoli in programma.
Proiezione di "Domani torno a casa" film-documentario girato tra Afganistan e Sudan, spettacoli di Lella Costa e Moni Ovadia e la partecipazione di altri grandi amici di Emergency: Erri De Luca, Diego Cugia, Jovanotti, Piero Pelù, Gianni Mura, Vauro, Marco Paolini, Serena Dandini, Paolo Hendel, Antonio Cornacchione, Bebo Storti, Gaspare e Zuzzurro, Paola Turci, Banda Osiris e la Casa del vento.

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mercoledì 2 settembre 2009

100 giorni a Copenhagen

Cari cyberattivisti,
inizia la parte più delicata del conto alla rovescia: tra cento giorni si terrà la Conferenza sul clima di Copenhagen (7-18 dicembre).
Come ben sapete si tratta di una occasione imperdibile – forse l’ultima – per prendere decisioni che aiutino a combattere i cambiamenti climatici, e a evitare almeno le peggiori conseguenze del riscaldamento globale.
Sono molti, troppi i segnali di stress del pianeta, come noi stessi non ci stanchiamo di documentare. In questo momento, mentre scrivo, una spedizione dell’Arctic Sunrise – una delle navi di Greenpeace – continua a esplorare il Mare Artico e la Groenlandia, per raccogliere ulteriori prove dello scioglimento delle masse glaciali artiche, e testimoniare l’impatto del riscaldamento del pianeta sulle popolazioni locali e su animali come l’orso bianco.
Sul Monte Rosa, presso il ghiacciaio del Gorner, intanto, è stato creato un campo di protezione del clima, con lo scopo di mostrare la pericolosità dei cambiamenti climatici e la necessità di un’azione urgente.
Gli attivisti di Greenpeace hanno aperto il più grande banner nella storia dell’Associazione: 5200 metri quadrati, quasi come un campo da calcio!!
Dati scientifici, foto e video dimostrano la gravità e l’urgenza della situazione collegata direttamente all’innalzamento della temperatura media globale.
A tutto questo, però, i nostri politici non riescono a dare risposta adeguata.
L’accordo raggiunto al G8 dell’Aquila, infatti, riconosce l’obiettivo indicato dagli scienziati di contenere l’aumento delle temperature entro i 2 gradi (finora la crescita è di 0,7 gradi), ma non prevede alcun impegno concreto a ridurre le emissioni nel medio periodo (noi chiediamo il 40% entro il 2020).
Inoltre, non specifica gli investimenti destinati ai Paesi in via di sviluppo per le fonti rinnovabili, per fermare la distruzione delle ultime foreste tropicali, e adattarsi agli inevitabili impatti dei cambiamenti climatici.
Ma state certi che Greenpeace non demorde.
Le grandi azioni dei giorni del G8 – con cinque centrali italiane occupate in contemporanea, e altro – sono solo l’inizio.
Da qui a Copenhagen, assisterete a una mobilitazione sempre maggiore, in Italia e nel resto del mondo.
E già nelle prossime ore diverse attività si svolgeranno in giro per il pianeta [controllate gli aggiornamenti sul sito o alla pagina: www.greenpeace.org/italy/copenhagen]
Abbiamo ancora cento giorni.
Continuate a seguirci in questa mobilitazione globale, per dare sostanza a quanto annunciato al G8: senza precisi impegni, l’obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura media al di sotto dei 2 gradi sarà come scritto nella sabbia, e quindi impossibile da raggiungere.
Quasi mezzo milione di persone in tutto il mondo ha già firmato le petizioni che invitano a non sprecare l’occasione e a siglare un accordo post-Protocollo di Kyoto all’altezza della sfida.
Se non lo hai già fatto aderisci alla nostra cyberazione: scrivi a Silvio Berlusconi e chiedigli di prendere finalmente sul serio la minaccia del riscaldamento globale, insieme ai maggiori leader mondiali. Silvio, vai a Copenhagen!
Ho già firmato, che cos'altro posso fare?
Diventa fan della nostra pagina di Facebook, seguici su Twitter e condividi il messaggio sul tuo spazio web e sui social network: mandiamo tutti insieme Silvio a Copenhagen!
E soprattutto: invita i tuoi amici a diventare cyberattivisti.
Grazie mille e a presto!
Francesco Tedesco
Responsabile campagna Energia e Clima
Greenpeace

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lunedì 17 agosto 2009

Coabitare

In Olanda, Danimarca, Svezia e Stati Uniti migliaia di persone, con l'avvicinarsi della pensione, decidono che il loro futuro è fuori dalle grandi città, in contesti protetti e sani, in condivisione di spazi e servizi, con vicini amici che allontanano per sempre la paura della solitudine e regalano una vita di relazione piena ed intensa.
Gli insediamenti in cui vanno a vivere si chiamano Senior Cohousing
La co-residenza cambia la vita a chi ha più di 50 anni: permette un' indipendenza prolungata di 6/8 anni rispetto a chi vive da solo e diffuso benessere psico-fisico, perchè molto più tempo viene dedicato alla salute, alle attività culturali e a quelle ricreative, per il solo fatto di avere vicini di casa che condividono lo stesso desiderio di vivere bene, in autonomia e in amicizia .
In Italia vi è un progetto simile in Piemonte, Acquarius: la struttura dovrebbe nascere a Cossato, nei locali di Villa Cridis e dagli antichi annessi agricoli per un totale di 42 appartamenti, 800 mq di spazi comuni, nella villa principale, e 3000 mq di parco in un contesto naturale boschivo e agricolo preservato, tipico delle zone collinari più belle del biellese, a fianco del Golf Club Living Garden, a pochi chilometri di distanza da 50 km di piste ciclabili, da due maneggi e da tutti i servizi della città di Biella .
Nella Co-abitazione l'importante è salvaguardare la privacy della propria abitazione con la possibilità di condividere il tempo libero anche nei mesi invernali, con dei "salotti di pianerottolo" da cui si possano raggiungere facilmente gli spazi comuni, come la libreria, la palestra, l'area ristorazione e salute.
In ogni progetto di cohousing sono i cohouser a decidere quali spazi e servizi condividere, unitamente agli aspetti che riguardano le regole, la gestione e il funzionamento della comunità residenziale .
Un modo di vivere che sicuramente può essere ottimo per gli anziani che vivono soli e che dovrebbe essere preso maggiormente in considerazione anche qui da noi

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martedì 28 luglio 2009

Una saggia decisione del Tar del Lazio

Stamattina ho letto questo articolo, che non posso che condividere come insegnante :
" ... al contrario di quanto stabilito dal Miur, che alcuni mesi fa aveva decretato il blocco per cinque o sei anni delle liste dei libri di testo, da settembre ogni nuovo docente assegnato ad una classe avrà la facoltà - «seppure motivatamente e per provate esigenze» - di cambiare il libro di testo adottato dal collega al termine dell’anno scolastico precedente.
La nuova interpretazione del Tar del Lazio ha definitivamente confermato il parere già espresso nel maggio scorso, attraverso una sospensiva, e dichiarato illegittima una parte della circolare ministeriale sull’adozione dei libri di testo.
L’intervento del Tar è stato reso necessario dal ricorso presentato di un gruppo di insegnanti che contestavano la circolare nel punto in cui stabiliva, con l’anno scolastico 2009/2010, che «l’assegnazione di altro docente nella classe, a decorrere dal 1 settembre 2009, non consente in alcun modo una diversa scelta di libri di testo già effettuata».
Il Tar Lazio ha giudicato illegittima la decisione di impedire «che un docente trasferito o sopraggiunto per cessazione di altro docente possa scegliere il libro di testo, dovendo piuttosto adeguarsi per i successivi cinque anni alle scelte effettuate dal predecessore o che altre gravi esigenze, opportunamente motivate, possano dar luogo al cambio del libro di testo durante il quinquennio».
La decisione del Tar ha voluto mantenere attiva l’autonomia dei docenti nello sviluppare i programmi didattici sulla base di situazioni contingenti. " da La Stampa To

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venerdì 3 luglio 2009

No Dal Molin

"Domani, a quattro giorni dal G8, Vicenza vivrà quelle che diversi collettivi "no global" hanno definito «le prove generali» delle proteste contro il meeting internazionale dell’Aquila: nella città dove ha sede la base militare statunitense ’Dal Molin’ della 173esima Brigata Aerotrasportata, nel giorno in cui gli Usa festeggiano l’Indipendence Day si svolgerà una manifestazione nazionale organizzata dal movimento locale antagonista ’No Dal Molin’ che con diverse altre associazioni manifestà contro gli Stati Uniti e contro il governo italiano che ha dato in concessione l’area."
Inizia così un articolo de la Stampa di Torino
Ma quello che è interessante sapere è che i collettivi vicentini hanno scritto una bellissima lettera ad Obama per invitarlo a Vicenza
in questa lettera si scopre anche che una loro rappresentanza è stata alcuni mesi fa negli Usa, invitata dal Congresso di Washington, proprio per affrontare il problema sorto qui in Italia in questa città del nord est
«Dear presidente Obama vieni a Vicenza per vedere con i tuoi occhi come state calpestando democrazia e ambiente per fare una nuova base di guerrà».
«Noi cittadini di Vicenza abbiamo ascoltato il suo discorso della vittoria di Chicago lo scorso 4 novembre nel quale ha riportato le parole di Abramo Lincoln: "un governo del popolo, dal popolo e per il popolo" e ha continuato dicendo "io vi ascoltero", soprattutto quando saremo in disaccordo Proprio per questo le chiediamo di ascoltarci».
«Tra pochi giorni - prosegue la lettera - lei verrà in Italia per il meeting del G8 e in quell’occasione la invitiamo a visitare Vicenza, la nostra città. Vicenza ospita dal 1955 vari siti militari USA, tra i quali la base di Camp Ederle: oggi a Vicenza è chiesto un nuovo eccessivo sacrificio, la costruzione di una seconda base sul nostro territorio, in mezzo alle abitazioni civili e ad un solo miglio dal centro storico cittadino».
«Una rappresentanza di cittadini decisi a bloccare la costruzione della nuova base ha anche testimoniato ufficialmente lo scorso 23 aprile di fronte alla Commissione Appropriations Military Construction And Veterans Affairs (Presidente Edwards) del Congresso degli Stati Uniti esponendo le fondate preoccupazioni e le ragioni di dissenso».
«Noi come lei siamo partiti dai quartieri e abbiamo costruito una comunità che lavora per il cambiamento. Non si tratta di antiamericanismo, come spesso è rappresentato il nostro movimento Le nostre profonde preoccupazioni sono più che mai motivate, per questo le sottoponiamo alcune domande: negli Stati Uniti sarebbe possibile costruire una base militare ad un miglio dal centro storico di una città patrimonio mondiale dell’Unesco? negli Stati Uniti sarebbe possibile fare questo senza ascoltare i cittadini e andando contro il volere della popolazione locale che in occasione di una recente consultazione si è espressa contraria al 95% ? negli Stati Uniti sarebbe possibile la costruzione di una base militare su un terreno sovrastante una delle più importanti falde acquifere del continente, quale è quella di Vicenza, vitale per la popolazione, col serio rischio di comprometterla e in violazione di importanti normative europee? Vicenza, da sempre città a forte vocazione di pace, è destinata a divenire sede della più importante base USA in Europa, sede di Africom e funzionale alla strategia della guerra preventiva, ideata e perseguita dalla Amministrazione Bush, che si è dimostrata sinora fallimentare».
«Con che diritto ci impone tutto questo? Se le parole scritte nella Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti hanno valore concreto e se lei, come noi, crede in valori quali democrazia, rispetto, legalità, trasparenza, sappia che tutto questo a Vicenza è negato. Non si assuma la responsabilità di una scelta così sbagliata. Fermi questo progetto. Venga a Vicenza per rendersi conto della situazione e per capire se continuare la realizzazione di questo folle progetto».Tratto da
Il Gazzettino giovedì 2 luglio 2009

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Omegna e dintorni


Ho scritto per un anno e mezzo anche il blog Non solo Libri ! in un'altra piattaforma

E' stata un'esperienza interessante ma preferisco molto di più usare blogspot.com e così oggi pomeriggio, in un caldo pomeriggio assolato, ho aperto un nuovo blog
Si chiama Omegna e dintorni e spero che avrà lunga vita come Pensieri in Libertà, ed altrettanto successo di visite


buon week end erica

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sabato 27 giugno 2009

ddl 773 articolo 50-bis

Nel blog dell'amico Fabio ho trovato il suo ultimo post estremamente preoccupante. Sapevo che nel futuro pacchetto sicurezza il governo voleva limitare anche la libertà del Web, ma non sapevo però che “il 21 giugno il Senato ha approvato il pacchetto sicurezza (ddl. 773) con dei provvedimenti molto discutibili, tra i quali, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (Udc), l'art. 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet.”
Con questo ddl chiunque gestisce un blog o invita a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta potrebbe essere oscurato dal proprio provider anche all'estero.
Il Ministro dell'Interno, infatti, in seguito a comunicazioni dell'autorità giudiziaria, potrà disporre con proprio decreto l'interruzione dell'attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete Internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio.
La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50 000 a euro 250 000 per i provider e il carcere per i blogger da uno a cinque anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da sei mesi a cinque anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali.
In questo modo si stanno mettendo sotto tutela in Italia Facebook, Youtube e tutta l'informazione libera dei bloggers che viaggia in Rete.
Come Fabio, anch'io penso che " è la libertà stessa di espressione, nel suo significato più ampio, che viene messa sotto attacco" con questo nuovo decreto e questo è un fatto che è preciso dovere di tutti denunziare.
Spero che ogni blogger passi a leggere le riflessioni personali di Fabio, molto profonde, al riguardo e che ogni blogger che ci legge diffonda questa notizia nel web
Non è importante solo conoscere l'articolo del nuovo ddl per non incappare in guai giudiziari molto seri, ma anche la salvaguardia della propria libertà di pensiero e di espressione in nome della democrazia
Costituzione Italiana Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

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domenica 21 giugno 2009

Sigonella

"Il Pentagono sta identificando gli ottocento militari da inviare, la Northrop Grumman ha scelto i tecnici da trasferire e almeno cinque Global Hawk sono già sulla pista di Sigonella: sono i primi passi della realizzazione dell’Alliance Ground Surveillance (Ags), il sistema di sorveglianza terrestre della Nato che dal 2012 sarà operativo dalla base militare in Sicilia. Voluto dall’Alleanza atlantica per sorvegliare lo scacchiere del Mediterraneo impiegando l’ultima versione del più sofisticato occhio elettronico dell’arsenale degli Stati Uniti, assegnato all’Italia a scapito della concorrenza di tedeschi e turchi e destinato a comprendere otto Global Hawk, l’Ags andrà a integrare l’operazione «Active Endeavour» ovvero il monitoraggio Nato dei vascelli sui mari, che viene coordinato dalla base alleata di Napoli. Ciò che ancora manca all’Ags è il via libera di due Paesi alleati - la Turchia e la Polonia - che per motivi diversi esitano, facendo prospettare l’aumento dei costi per le altre 26 nazioni che invece hanno già aderito accettando di condividere spese totali stimate in 1,5 miliardi di euro, 150 milioni dei quali ricadranno sull’Italia. Ma si tratta di ostacoli che fonti diplomatiche a Washington definiscono «destinati ad essere superati» perché l’interesse della Nato a far volar al più presto i super-droni è molto forte.
...a Sigonella, l’arrivo degli 800 militari necessari a gestire il sistema da terra farà crescere la base ed anche l’indotto.
I cinque Global Hawk che sono già presenti in Sicilia sono al momento in forza alle unità militari degli Stati Uniti e servono di supporto alle attività del nuovo comando Africom - responsabile per l’Africa - che opera dalla base di Vicenza riversando a terra in tempo reale le informazioni raccolte elettronicamente durante i sorvoli che si spingono ben oltre il Mediterraneo.
L' «Active Endeavour», varata dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre, consente alla Nato di identificare possibili minacce in arrivo via mare verso l’Europa del Sud, il sistema Ags allargherà tali potenzialità all’osservazione di quanto avviene sulla terra ferma adoperando i sistemi più avanzati di sorveglianza elettronica.
In comune le due operazioni alleate hanno anche il principio-cardine della «raccolta di informazioni da passare agli Stati interessati» alle responsabilità dei quali viene poi lasciata la decisione di un intervento. Non è ancora chiaro se i cinque super-droni dell’Us Air Force già a Sigonella entreranno a far parte della squadra di otto velivoli del sistema Ags della Nato o se continueranno invece a costituire un’unità separata ma in entrambi i casi la base siciliana è destinata a diventare il principale punto di ascolto e osservazione delle forze alleate su quanto avviene in Europa, Africa e Medio Oriente. "
Questa è un'altra notizia che mi ha lasciata ancora più perplessa. Queste spese militari così eccessive per operazioni di difesa dal terrorismo mi mettono l'angoscia E mi chiedo quanto siamo ancora succubi degli Usa, Obama o non Obama che tenga
Io ricordo un'altra Sigonella, lontana nel tempo, quando Craxi si oppose agli Usa e scoppià l'affaire Sigonella.
Il 10 ottobre 1985 il governo italiano aveva visto concludersi,in modo tragico ma non catastrofico, il sequestro, ad opera di un commando di terroristi palestinesi dell'ala radicale dell'Olp, dell’«Achille Lauro», con a bordo centinaia di turisti italiani in viaggio in Egitto.
Al termine di una difficile trattativa, condotta dal presidente del consiglio Craxi e dal ministro degli Esteri Andreotti con Arafat, i terroristi avevano riconsegnato la nave al Cairo. Ma prima di arrendersi avevano assassinato un turista americano ebreo, Leon Klinghoffer.
Ma il telefono di Craxi squillò pochi minuti prima di mezzanotte. Il presidente Usa Ronald Reagan hiedeva l'autorizzazione di lasciare atterrare nella base di Sigonella un aereo egiziano dirottato, e scortato dagli F14 dell'aviazione americana, con a bordo il commando dei terroristi e i mediatori palestinesi, Abu Abbas e Hani el Hassan, che avevano condotto la trattativa.
In pochi minuti, dopo l'atterraggio del convoglio di aerei,di cui facevano parte due C141 che dovevano servire al trasporto del commando,i militari Usa e i soldati italiani, con i carabinieri che sorvegliavano Sigonella, rischiarono di venire alle armi.
Craxi ordinò infatti di non consegnare i passeggeri dell'aereo egiziano e di difenderli da ogni eventuale attacco.
La trattativa tra il comandante Steiner e il capo del controspionaggio italiano, Fulvio Martini, si concluse con il compromesso che l'aereo con i terroristi sarebbe atterrato a Ciampino.
Ma una volta giunti lì, gli americani si aspettavano l'arresto dei palestinesi, che furono fatti scappare in omaggio all'impegno che era stato preso per la riconsegna della nave e il salvataggio dei passeggeri. Tutti i passeggeri, tranne Klinghoffer.
Nella stessa notte Reagan inviò a Craxi una dura lettera in cui, pur ringraziandolo formalmente della collaborazione fornita a Sigonella per l'atterraggio degli aerei Usa, lo impegnava, in attesa di una richiesta di estradizione, a custodire in carcere i terroristi che nel frattempo erano stati fatti scappare.
Ne nacque una grave crisi diplomatica, e una conseguente crisi politica,che portò alla caduta del governo Craxi, per l'irritazione del ministro repubblicano della Difesa Spadolini che era stato tenuto all'oscuro di tutto.
Craxi si presentò alla Camera accolto dal gelo della delegazione del Pri e della parte meno filoaraba della Dc, ma anche dagli applausi dell'emiciclo di sinistra, soddisfatto della lezione data agli Usa.
Fu una delle rare volte che i comunisti applaudirono il leader socialista, solitamente odiato e considerato dal segretario del Pci Berlinguer alla stregua di «un pericolo per la democrazia».
Qualche giorno dopo la crisi si risolse.
Spadolini si rassegnò. Craxi andò a trovare Reagan per fare pace e concordò con lui un accordo grazie al quale fu dato il via alle «extraordinary renditions», gli scambi di prigionieri (e in qualche caso le catture) al di fuori delle normali regole procedurali per motivi di lotta al terrorismo.
Abu Abbas ha finito i suoi giorni in Iraq nel 2003.
E noi, che fine faremo ???

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Nuovi reapers italiani in Afganistan !

Una notizia del quotidiano di oggi mi ha lasciata veramente perplessa
" Sono in arrivo i nuovi «Reaper», aerei senza pilota, droni intelligenti che sfrecciano ad alta quota e fanno rimbalzare a terra le immagini che captano dall’alto.
L’Aeronautica ne ha già quattro in esercizio e li usa in Afghanistan per controllare il terreno dove si muovono le nostre pattuglie.
Altri cinque sono vicini, a sei mesi dall’ordinazione: due del tipo «Predator-A», di prima generazione, e tre del tipo «Reaper», dalle prestazioni migliori.
Ma questi droni di tipo più avanzato pongono un problema politico non da poco. Con l’aggiunta di un semplice kit, composto da una trave sotto la pancia e due lanciarazzi, possono trasformarsi da semplici ricognitori in micidiali aerei d’attacco.
Come dimostrano innumerevoli operazioni americane: il velivolo resta in aria a lungo, gira in tondo, e poi può colpire con la semplice pressione di un bottone schiacciato dalla sala operativa che magari si trova in un altro continente.
Per il momento «non c’è la volontà politica» di trasformarli, come spiegano fonti militari.
E infatti il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, qualche giorno fa ribadiva che non ha intenzione di armare i droni, così come ha disposto che in Afghanistan ci sia un uso puramente di ricognizione dei Tornado: «Credo - diceva - che l’utilizzo di oggi sia più adeguato alla conformazione della nostra missione». Ma mai dire mai.
Una spesa imponente, quella disposta per i nuovi droni dell’Aeronautica militare: 330 milioni di dollari d’investimento per i velivoli, l’assistenza tecnica, l’addestramento di tecnici e di piloti.
Perché naturalmente, anche se non c’è un uomo a bordo, pur sempre di aerei si tratta e di un pilota, anche con joystick, c’è bisogno.
L’esperienza sul campo, sia in Iraq, sia in Afghanistan, sta però dimostrando che i «Predator» sono un eccezionale ausilio alle operazioni sul terreno.
Meglio di qualunque aereo o elicottero, possono restare in volo a lungo, senza rischiare vite umane, usando una serie di sensori, radar, visori a infrarossi, e telecamere, che coprono un largo raggio. In Afghanistan, attualmente li usano a piene mani.
Attualmente sono 2800 i soldati schierati in Afghanistan.
Il governo ha deliberato l’invio di 400 ulteriori soldati e 56 carabinieri in vista delle elezioni presidenziali che si terranno in estate.
Potrebbero restarvi fino a ottobre. Con l’occasione sarà anche rinforzato il parco aereo.
Due Tornado si aggiungeranno ai due già presenti a Herat «appena saranno garantite - sono parole del ministro in Parlamento - le necessarie condizioni tecnico-logistiche nella base di Herat».
Si sposterà in blocco il Comando Nato di Solbiate Olona, dove sono inclusi 114 italiani.
Infine la Difesa invierà altri due aerei da trasporto C27J con seguito di 40 avieri e 3 elicotteri per l’evacuazione medica con relativo personale.
Quanto prima, poi, arriveranno in zona anche i «Freccia», nuovissimi blindati dell’esercito, attrezzati per proteggere i soldati dal pericolo delle mine"
Non metto in dubbio che sia anche necessario essere in Afganistan per aiutare quel lontano paese a ritovrare la cosidetta democrazia e ad impedire ai talebani di riprendere il potere, ma non doveva essere una missione di pace ???
Tutte queste spese militari per nuove armi di guerra mi sembrano veramente esagerate
Si tagliano i fondi per la scuola e per gli insegnanti, per la sanità e gli anziani ma poi ci sono miliardi e miliardi per un drone ???

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lunedì 15 giugno 2009

Servono cento giorni...

Mentre il Presidente del Consiglio è partito per Washington e l'incontro con Obama ( incrociamo le dita sperando che non racconti troppe barzellette e battute sconvenienti, imbarazzanti come al solito...!) il quotidiano riporta l'ultimo discorso della leader degli industriali Emma Marcegaglia, dal palco del convegno dei Giovani di Confindustria
«Servono cento giorni di azioni mirate e forti che permettano alle nostre imprese di avere una svolta» perchè «la situazione è difficile, c’è il rischio di perdere un pezzo del nostro sistema produttivo», con «aziende che rischiano di morire». Fare presto e «fare bene» perchè «gli esami di riparazione sono finiti». Bisogna dare il via a «cento giorni di concretezza»
La Marcegaglia, tra le priorità che devono impegnare l’esecutivo, ha citato il pagamento di almeno una parte dei debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti delle imprese, ha rilanciato la proposta avanzata dalla presidente dei Giovani Federica Guidi per una "Tremonti ter" che aiuti le imprese a fare investimenti e ha detto che occorre aprire subito tutti i cantieri perchè quelli già avviati «sono pochi» e bisogna dire basta alla «cultura dei veti».
Ha quindi auspicato che il mondo del credito non lasci sole le aziende sane perchè «c’è il rischio che queste aziende muoiano. Va fatto un pressing forte perchè le banche facciano il loro mestiere e non lascino sole le imprese. Troppe aziende si vedono ritirare i fidi e non riescono a finanziare gli investimenti».
Nell’invocare riforme strutturali, la presidente degli industriali ha invitato il governo a «darsi almeno una scadenza». E che dal G8 delle finanze in corso a Lecce «possano uscire regole comuni» poichè «è opportuno cambiare le regole per evitare una nuova crisi finanziaria».
No a qualsiasi idea di un ritorno dello Stato nell’economia perchè «la crisi non è stata creata certo dalla libera impresa e dal libero mercato».
Sul fronte europeo, la Marcegaglia ha invitato gli europarlamentari a non ripetere «lo scempio del passato» quando 37 su 72 deputati sono tornati in Italia «magari anche per piccole cose» tradendo così il mandato degli elettori.
« Bisogna avere serietà »
Un auspicio che vale anche per il dibattito politico interno che «deve tornare a temi consoni per un paese come il nostro, a temi vicini ai problemi di cittadini e imprese. Vogliamo una politica che si ritrovi sui grandi temi fondamentali per la coesione sociale. È importante che il paese la ritrovi, non dobbiamo farci del male, ma unirci e fare in modo che le beghe interne non abbiano impatto» anche in relazione alle vicende internazionali.
«Il nostro è un paese serio e responsabile», «dalla crisi possiamo uscire, ripartire, colmare il gap che ci divide dagli altri paesi». Ma «dobbiamo impegnarci seriamente» visto che il tempo a disposizione stringe.
Non mi è mai piaciuta granch'è, questa imprenditrice rampante; preferivo di gran lunga Draghi
Ma in questo marasma politico, dove i politici al governo litigano e si preoccupano più dei loro interessi privati che di quelli di noi cittadini, una donna che chiede serietà e morale deve essere seguita
E auguriamci che almeno lei mantenga ciò che ha detto... Almeno lei !!!

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L'onda verde di Teheran

L'onda verde di Teheran ha invaso la città ma questa sera le forze di polizia hanno sparato contro i dimostranti.
Il lunghissimo viale su cui stanno marciando i sostenitori di Mussavi è lo stesso su cui si svolsero tra il 1978 e il 1979 alcune delle più imponenti manifestazioni durante la rivoluzione contro la monarchia di Reza Pahlavi.
Numerosi manifestanti portano sulla schiena una stoffa verde, colore della campagna elettorale del candidato, sulla quale vi è scritto «Dov'è il mio voto?».
Sceso in piazza a Teheran tra decine di migliaia di suoi sostenitori che urlano «Moussavi, riprenditi i tuoi voti», il candidato riformista sconfitto si dice pronto a nuove elezioni.
«Il voto della gente è più importante di Moussavi o di qualsiasi altra persona», ha detto l'ex premieri iraniano, mentre la moglie Zahra Rahnavard, che è stata una figura chiave della sua campagna elettorale, ha fatto sapere che le proteste contro la vittoria di Mahmoud Ahmadinejad, che sarebbe stata viziata da brogli, continueranno. «Resisteremo fino alla fine»
La sanguinosa rivolta in corso in Iran mi ha ricordato piazza Tienanmen in Cina. Come a Pechino, il 4 giugno 1989, i carri armati ripulirono la piazza Tienanmen, ufficializzando agli occhi del mondo la debolezza del governo cinese, così a Teheran la repressione feroce di una ribellione contro l’esito elettorale rende visibili le crepe aperte nel governo di Mahmoud Ahmadinejad
Spero che il coraggio di tutte quelle persone che stanno rischiando la loro vita in quella strada porti finalmente una nuova democrazia in un paese che ha sofferto troppo a lungo i danni di un governo teocratico, fondato sulla pretesa di rappresentare l’intera nazione, senza dubbi e senza dissidenza, in quanto espressione di una autorità superiore, intoccabile: Allah, proprio come agì l' allora Cina comunista di Tienanmen

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martedì 9 giugno 2009

Debora Serracchiani ha battutto Papi!


«Sono felicissima di aver battuto Berlusconi e questa giornata valeva la pena di essere vissuta se non altro per questo. Ma devo ringraziare Franceschini che ha sempre creduto in me, fin dal primo momento. Nonostante le mie dure critiche. E poi il partito. Ha lavorato tanto e bene sul territorio. Ma non c’è dubbio che è stata la rete a darmi quello slancio necessario a raggiungere questo risultato eclatante».
Al termine delle elezioni europee, che hanno visto arretrare il PD ma non progredire il PDL, nel Nord-Est la giovane candidata del Pd Debora Serracchiani ha ottenuto più voti del Cavaliere . In Friuli Venezia Giulia Debora lo ha infatti battuto con 73.910 voti contro 64.286».
Debora ce l'ha fatta sfruttando la forza del web: fu un intervento della giovane avvocato udinese - è nata a Roma 39 anni fa, ma è friulana d’adozione - all’assemblea dei circoli del Pd la primavera scorsa, e pubblicato sul web, a lanciare la giovane donna alla ribalta della politica nazionale.
Le sue critiche alla leadership del partito, le sue invettive contro i "solonì" del Pd ebbero una rapidissima diffusione.
E sul web scoppiò la ’deboramanià.
In pochi giorni il suo clip venne visto e ascoltato da centinaia di migliaia di giovani e meno giovani. Tanto che il segretario del Pd, Dario Franceschini, dovette prenderne atto e candidare Debora alle europee.
Quella che all’inizio era "solamente" una giovane avvocato, piccola e timida, si è via via trasformata in cigno. Un cigno straordinario, capace, in Friuli Venezia Giulia, di battere nelle preferenze addirittura Silvio Berlusconi e di volare a Strasburgo con oltre centomila preferenze.
Politicamente la Serracchiani è nata nel 2006 quando è arrivata al consiglio provinciale di Udine, eletta nei Ds. Diventata capogruppo si è fatta notare dall’opposizione per interventi precisi e decisi.
Poi vi è stata la sua ’battaglià con la collega Maria Teresa Burtolo per la guida del Pd a Udine e, infine, la sua partecipazione all’assemblea dei circoli.
Ed ora questo grande successo personale
Io spero che anche altrove, come qui in Piemonte per esempio, dove il Pd e la sinistra sono stati superati da PDL e dalla Lega, che si sono accapparrati le Europee e le provinciali e buona parte delle comunali, si trovino molto presto altre donne come Debora che, con la sua giovane età ed il suo saper usare la rete con successo, è riuscita a fare il pieno di successo battendo i soliti che in politica ci sono da ormai troppo tempo !!!

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Onna

In questi ultimi giorni ho passato molto tempo a scuola per gli scrutini di fine anno e ieri sera sono rimasta a fare zapping qua e là tra la Rai e la 7 per sentire le varie opinioni dei politici al termine delle elezioni europee e provinciali - comunali
Stasera invece sono passata dal sito di Alsiva, l'amica blogger abbruzzese a cui avevo mandato un altro pacco di cose varie utili per i terremotati d'Abbruzzo Lei è passata da Onna domenica e nel suo blog ci sono le immagini toccanti e strazianti di un paese che non esiste più, distrutto dalla potenza di un terremoto terrificante
Per non dimenticare chi è sopravvissutp ed a Onna continua a vivere nel disagio e nelle difficolà di una vita transitoria ho scritto queste poche righe
Un grazie grandissimo ad Alsiva che continua la sua opera di collaborazione con i terremotati e con noi che da lontano vogliamo portare un piccolissimo aiuto a chi soffre laggiù in terra d'Abbruzzo

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martedì 2 giugno 2009

Perle di Riciclo

Alcuni degli oggetti creati con materiale di riciclo dagli alunni del Laboratorio pomeridiano (vedi post precedente ) sono veramente molto belli Io li ho fotografati da vicino e ve li mostro nella loro semplicità così speciale


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Io differenzio e riciclo...e tu ?

" Giovedì scorso si è tenuta all'Auditorium del Forum di Omegna la serata divulgativa di presentazione del Progetto " Io differenzio e riciclo...e tu? ", realizzato nel corso di questo anno scolastico dalle classi 2A, 2D, 2E, 2G della Scuola Media Statale F.M.Beltrami di Omegna con le docenti di Matematica e Scienze, professoresse C..., R..., S...e V.... Sono intervenute alla serata l'assessore comunale Maria Giulia Comazzi, Raffaela Piloni, in rappresentanza della Comunità Montana Cusio-Mottarone e la dottoressa Erra dell'Assessorato provinciale Ambiente ed un folto pubblico di genitori e cittadini.
Il progetto, con il contributo dell'Assessorato provinciale e regionale dell'Ambiente, ha coinvolto per diversi mesi gli alunni delle quattro classi, le loro famiglie e gli enti che operano nel VCO nel campo dello sviluppo sostenibile.
Il tema del Progetto, " I rifiuti e la loro gestione nel VCO", si è proposto di sensibilizzare gli alunni coinvolti e le loro famiglie sulla tematica dei rifiuti e sulla possibilità di ridurne la produzione con la raccolta differenziata ed il riciclaggio, al fine di formare negli alunni una coscienza ecologica ed un comportamento presente e futuro compatibile con l'ambiente di vita.
Le informazioni, le immagini e tutti i dati, raccolti dagli alunni durante le lezioni in classe con le insegnanti e con gli esperti dell'Osservatorio sui Rifiuti e del Con.Ser.VCO e nelle visite guidate al museo A come Ambiente di Torino, al Termoutilizzatore di Mergozzo ed all'Impianto di recupero per materiali inerti e scarti vegetali di Santino, sono stati analizzati, rielaborati e sintetizzati in un CD, in cartelloni e in tesine cartacee presentati alla serata.
Gli alunni hanno illustrato ai presenti la proiezione finale del Progetto leggendo a turno gli obbiettivi del Progetto stesso - lo sviluppo del senso di responsabilità nei confronti dell'ambiente, la comprensione delle relazioni tra natura ed attività antropiche, la conoscenza delle diverse tipologie di rifiuto, la comprensione dell'importanza della raccolta differenziata e del riciclaggio, la conoscenza delle tecniche di smaltimento dei rifiuti - ed i contenuti, in particolare il concetto e le tipologie di rifiuto, la diminuzione di spesa consapevole, il riutilizzo ed il recupero, la normativa in materia di rifiuti, la raccolta differenziata a livello provinciale regionale e nazionale, le tecniche di riciclaggio, le discariche controllate, la termoutilizzazione ed il compostaggio.
Sono stati esposti al pubblico anche alcuni degli oggetti ornamentali e dei giocattoli creati con materiali di riciclo - carta e cartone, plastica, vetro, stoffe, lane, perline, bottoni, palline , lampadine ed altro - dagli alunni ed alunne che hanno partecipato, nei due quadrimestri scolastici, al laboratorio manuale " Io differenzio e riciclo... e tu? ", del mercoledì pomeriggio, gestito dalle docenti V... e R... G....
Il pubblico, che ha gremito numeroso la sala del Forum, ha apprezzato ed applaudito con molto calore il complesso lavoro svolto dai ragazzi "

E' stato molto bello essere lì al Forum giovedì sera con i miei alunni ed il pubblico e le autorità locali che hanno apprezzato molto il laboratorio manuale creativo che la mia collega del corso E ed io abbiamo gestito per tutto l'anno scolastico nelle ore pomeridiane del mercoledì. I lavori sono splendidi ma hanno richiesto una lunga preparazione, tante ore extra da parte nostra, non retribuite, e tanta fatica ad insegnare ai ragazzi ed alle ragazze a creare con forbici, colle e materiali tanto inusuali per loro

Anche questo è insegnare a scuola. Un modo diverso ma tanto utile per dare agli alunni la possibilità di entrare nel mondo degli adulti con una maggiore maturità e preparazione, non solo libresca ... Peccato che l'altra sera i rappresentanti dei giornali locali non si siano fatti vedere al Forum, neppure uno !!! Le foto qui sopra sono mie e per fortuna che ho avuto la geniale idea di portare la digitale quella sera ... erica

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venerdì 29 maggio 2009

Risparmi con il fisco

Per chi deve compilare la dichiarazione dei redditi fiscali c'è tempo fino a lunedì 1° giugno per presentare il 730 ad un Caf o a un professionista abilitato : commercialista, consulente del lavoro, ...
Vi sono quest'anno diverse prospettive di risparmio sulla casa di abitazione.
Mutuo in detrazione - Sale con quest'anno a 4.000 euro il limite di spesa cui applicare la detrazione del 19% prevista per gli interessi pagati sui mutui; chi nel 2008 ha pagato 4.000 euro o più di interessi sul mutuo prima casa avrà uno sconto Irpef di 760 euro , contro i 687 euro degli anni precedenti
Sconto sulle provvigioni - Ratificata la detrazione al 19% sui compensi pagati alle agenzie immobiliari per l'acquisto dell'abitazione principale, anche se è stato stipulato solo il preliminare. Lo sconto si può calcolare su un massimo di 1.000 euro , da ripartire tra i comproprietari se l'immobile è acquistato da più soggetti.
Risparmio energetico - Rinnovo per il bonus del 55% sui lavori per l'efficientamento e la minor dispersione energetica come installazione di climatizzatori invernali con pompe di calore, nuove finestre comprensive di infissi, installazione di pannelli solari, ... Per le spese pagate nel 2008 lo sconto si può ripartire fino a 10 anni , contro i 3 precedenti.
Bonus ristrutturazioni - Risparmio garantito sulle ristrutturazioni edilizie per le quali viene riconfermata la detrazione al 36%; questa detrazione viene "spalmata" su dieci anni , ma la detrazione è più rapida per chi ha almeno 75 o 80 anni
Per sfruttare la detrazione è sempre necessario: aver trasmesso la comunicazione preventiva al Centro operativo di Pescara; aver effettuato i pagamenti con bonifico bancario o postale; e sulla fattura deve essere evidenziato il costo della manodopera. Limite massimo di spesa su cui calcolare la detrazione è di 48mila euro per ciascun immobile.

Elettrodomestici ed inverter - Piccolo sconto fiscale su frigoriferi e congelatori, che potranno beneficiare di una detrazione del 20% sulla sostituzione purché l'acquisto riguardi elettrodomestici di classe energetica innovativa. La detrazione spetta su un massimo di 1.000 euro per ciascun apparecchio e comprende anche le spese di trasporto e quelle per lo smaltimento dell'elettrodomestico sostituito (detrazione massima: 200 euro).
Affitto agevolato - Prorogato il bonus affitti. Chi vive in affitto e ha un reddito globale fino a 30.987,41 euro può usufruire di uno sconto sull'Irpef che varia da 150 a 992 euro in base al tipo di contratto stipulato.
Deduzioni per collaboratori domestici - Chi si avvalga di una colf o di una badante può beneficiare delle seguenti detrazioni/deduzioni fiscali:
Per la Colf il datore di lavoro può dedurre dal proprio reddito, per un importo massimo di 1.549,37 euro l'anno, i contributi previdenziali obbligatori versati per la colf. A tal fine è tenuto a conservare le ricevute dei bollettini Inps (l'importo massimo deducibile è fisso e non varia in base ai redditi dichiarati).
Per la Badante il datore di lavoro può detrarre dall'imposta lorda il 19% delle spese, per un importo massimo di 2.100 euro l'anno, sostenute per gli addetti all'assistenza di persone non autosufficienti. La detrazione spetta al soggetto non autosufficiente o ai familiari che sostengono la spesa (si può usufruire di tale detrazione se il reddito complessivo non supera 40.000 euro).

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Le mie copertine per l'Abbruzzo


In queste ultime settimane ho avuto poco tempo libero perchè maggio è il mese dei prescrutini, delle prove d'esame per gli alunni delle mie terze, dei lavori più faticosi nell'orto e nel giardino, ma sono comunque riuscita a finire delle copertine in pile, di cui avevo cucito i bordi tutti a mano, e ad inviarle ad Alsiva in Abbruzzo
Grazie al terremoto del 6 aprile ho ritrovato per caso Alsiva, che in passato aveva un bellissimo sito di hobbistica come il mio, con un nuovo blog
Abbiamo comunicato via email e le ho promesso alcuni miei lavoretti, che poi avrebbe portato lei personalmente alle persone terremotate che ne avevano bisogno

Trovo giusto che chi , come me, fa uso della manualità per creare debba farlo anche quando gli altri subiscono una tragedia come il terremoto, perdendo tutto ciò che avevano, e pensi nel proprio piccolo ad inviare un piccolo contributo di solidarietà
Un grazie quindi ad Alsiva ed alla sua disponibilità a contattare i terremotati con i nostri piccoli ma sentiti doni alla gente d'Abbruzzo

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lunedì 25 maggio 2009

Calendario Svizzero ...


Anche oggi è una giornata caldissima e faccio abbastanza fatica a respirare. L'estate e l'afa eccessiva arrivate all'improvviso la scorsa settimana mi hanno portato mal di gola ed allergia a go-go. Ho preso le gocce di ribes nero ma non è facile lavorare a scuola e a casa con questo calore umidiccio che si stende come un velo sulla pelle e che mi chiude il naso troppo spesso
Nel pomeriggio ho corretto le ultime prove d'esame dei miei alunni di terza, stasera ho terminato una delle relazioni finali che dovrò consegnare al coordinatore di classe giovedì pomeriggio nei prescrutini di maggio, ma poi ho smesso perchè non riuscivo più a fare nulla e le zanzare, novelle ma toste e giganti, come dei bombardieri, si accanivano sui miei piedi ...
Allora ho aperto internet e sono andata a fare un giretto nei soliti posti dove mi piace leggere i pensieri altrui e rilassarmi
Sono anche entrata nelle pagine del quotidiano La Stampa
C'era la solita telenovela di Berlu, come lo chiama la Litizzetto, Noemi, mami papi e tutte le cretinate che da quasi un mese ci tormentano ogni giorno, più volte al giorno, con retroscena, scene, scenate, bugie, nuovi scoop e chi più ne ha più ne metta, come si suol dire, in tv e nei giornali...
Ho detto basta e me ne sono andata a vedere le foto del quotidiano
Mentre cercavo le immagini di Cannes e del festival ho trovato questo titolo : In Svizzera è già tempo di calendari
Ho pensato subito: ma toh, adesso anche gli Svizzeri fanno i calendari con le veline e le starlette al latte ...
E invece ... e invece ecco cosa ho trovato sotto alla prima foto del futuro calendario
" a Seegraeben i contadini svizzeri si stanno contendendo la possibilità di essere uno dei tredici "fortunati" che andranno a comporre il calendario 2010 dei "veri contadini in pose sexy".Qui di seguito alcuni degli aspiranti "
I contadini di 4 foto sono giovani, naturalmente, tatuati secondo le mode del momento, un pochino buzzorrotti, non molto appettibili, secondo la mia idea di bello, o meglio belli!, ma...
ma il primo della serie è molto molto carino, veramente piacevole con quel sorriso dolce e giovanile
Speriamo che diventi la top ten dei calendari svizzeri così magari in futuro vedremo lui sui giornali al posto dell'ennesima Noemi di turno...
Lui è in compagnia di una deliziosa capretta svizzera e non ha importanti impegni politici con gravi crisi economiche da risolvere ! Almeno lui....

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mercoledì 20 maggio 2009

Vita da Liceale

Giovedì scorso ho incontrato in autobus Audrey, una delle mie ex alunne della terza E di due anni fa. In un mondo in cui , ormai, anche qui in provincia, i giovanissimi a scuola, troppo spesso, fanno i bulli, si picchiano e si comportano da maleducati incalliti ed insopportibili, senz nessun rispetto per nessuno e con la sensibilità di un rinoceronte al galoppo, Audrey è la classica eccezione che conferma che qualche ragazza è ancora dolce, gentile, educata e sensibile
Stasera sono passata a dare un'occhiata al suo ultimo blog, perchè ne ha iniziati parecchi fin dai tempi delle medie, avendo passione e bravura per tutto quello che riguarda i template, l'htlm, le foto ecc ecc
E' stata una visita molto piacevole, una vera sorpresa perchè ho trovato nei suoi scritti una grande maturità ed una crescita notevole
E' bello leggere ciò che scrive e come lo scrive. parla di lei, dei suoi sogni, dei suoi amori, della sua vita di alunna del liceo, degli altri ragazzi della sua età che vivono in branco, senza personalità, ma seguono le mode, di quelli che vanno a scuola per fare casino e basta
Un mondo, il suo, a volte felice, a volte molto triste ed infelice, che fa riflettere, che fa capire quanto sia diversa questa bella ragazza nei suoi 16 anni da noi adulti, ma anche da tanti altri suoi coetanei ...
Un bel mondo, comunque, quello di Audrey, che crede in sè e non si lascia abbattere dalle difficoltà, nonostante tutto
Un mondo tutto da leggere
Questo è l'ultimo post che ha scritto e spero che torni prestissimo a scriverne tanti altri ancora
Un dolce pomeriggio a tutti voi,io credo che della vita non abbiamo tutte le informazioni necessarie, nasciamo e poi sappiamo, dentro di noi, che abbiamo una missione da compiere. Falliremo, vinceremo, piangeremo e poi, continueremo il nostro percorso alla ricerca di quel qualcosa che può fare bene al nostro animo... Quando ho quasi raggiunto la cima più alta, cado, cado perchè non ho più forze. Come se fossi ad un passo netto per realizzare i miei obbiettivi e poi, c'è sempre un qualcosa che mi porta alla resa. Non capisco mai da cosa è scaturito... Domande, domande che si sovrappongono le une sulle atre e non so su quale appiglio posso attaccarmi. Un vuoto che non si placa. Soffro, in silenzio, ma soffro così intensamente che sono diventata assai abile a celarlo. Cosa sto cercando veramente nella mia vita? Forse cerco tutto e poi alla fine non ottengo niente ma so che voglio essere una persona più aperta alle nuove occasioni che si presentano al mio cospetto, solo che non ho il coraggio di coglierle e farne buon uso. Sono una codarda e come qualsiasi codarda perdo il tempo a pormi mille domande e non ne conservo altrettanto per realizzare, invece di perdermi in banali utopie.
Qual è il vero senso della mia vita? Ma la vita ha un senso?

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Un post per una Casa Editrice !

Oggi è stata una giornata molto calda e dopo aver passato anche il pomeriggio a scuola, con i ragazzi del laboratorio di riciclaggio, sono rientrata stanca e con la voglia di riposarmi. Stasera ho deciso di leggere solo la posta e di andare a dormire presto ma...
ma ho ricevuto delle email molto interessanti e così ho fatto copia incolla e le ho messe in questi due ultimi post
Una è veramente curiosa e mi ha lasciata un bel po' sorpresa
Eccola qui sotto , con qualche omissione non fondamentale, ma riservata, per la legge della privacy !
Gentile Signora,
siamo una casa editrice tedesca che si occupa di pubblicazioni (manuali, eserciziari, letture, grammaticche ecc.) per lo studio delle lingue per stranieri.
Abbiamo trovato un testo que vorremmo publicare in un libro italiano:
http://blog.pupazzipensieri.it/2008/01/america-in-mostra-brescia.html
Ho aggiunto un documento con il testo adattato. Senza adattamento il testo sarebbe troppo difficile per i nostri lettori.Vi saremmo molto grati se ci poteste concedere la Vs. autorizzazione a pubblicare questo testo.Ovviamente citeremo la fonte secondo le Vs. indicazioni.
In attesa di una pronta risposta, ringraziamo anticipamente per la gentile collaboratione.Distinti saluti
Katharina K.
Ad una prima lettura non ho capito bene cosa volessero dal mio post dello scorso anno, poi rileggendo con calma mi sono resa conto che mi chiedevano l'autorizzazione a mettere un breve riassunto del mio post in un libro per stranieri , scritto in italiano, e pubblicato in Germania !!!
Che il mio blog fosse letto anch all'estero, lo sapevo ma che potesse interessare in una sua piccolisssima parte ad una casa editrice tedesca, addirittura, beh, questo proprio non lo avrei mai pensato...
Questo naturalmente è il bello di internet, che dà visibilità ovunque ed a chiunque e vi sono anche , talvolta, degli aspetti molto piacevoli o delle belel sorprese ancora più piacevoli !!!

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FONDAZIONE CEFALONIA

Ricevo dall'amico Michele questa comunicazione che pubblico volentieri, per essere conosciuta anche da altre persone
Si è costituita presso il notaio in Milano il 13 maggio 2009 la "Fondazione Europea Memoria e Futuro Cefalonia-Corfù settembre 1943" O.N.L.U.S. - Fondazione di partecipazione, al cui Comitato promotore il nostro Istituto ha aderito con delibera del C.d.A. Ne è Presidente l'avv. Costantino Ruscigno, figlio di Nicola, barese, ufficiale della Divisione "Acqui" combattente a Cefalonia, autore del memoriale I ragazzi del '21 tra sangue e vita. Per notizie si acceda al sito della Fondazione www.cefaloniacorfu1943.net, dove è consultabile lo Statuto con le finalità, mentre l'indirizzi di posta elettronica è fondazioneuropea@cefaloniacorfù1943.net.
I soci "possono essere Istituzioni pubbliche a tutti i livelli territoriali, Istituzioni scolastiche ed Universitarie, enti pubblici e/o privati, associazioni, fondazioni, soggetti economici pubblici e privati, soggetti profit e no profit, singoli cittadini" anche non italiani.
L'adesione non comporta l'obbligo di contribuzioni.
Il primo nucleo di adesioni al Comitato promotore vede la Provincia di Cefalonia, l'Associazione Italo-Greca Mediterraneo, il Museo di Stia Contemporanea di Milano, il nostro Istituto, il Centro Studi ALSPES di Milano, la Provincia di Milano, il Comune di Milano, il Comune di Sesto San Giovanni, il Comune di Verbania, il Comune di Ghemme, il Comune di Rezzato, l'Istituto scolastico Benini di Melegnano, il Liceo Carlo Alberto di Novara, l'Associazione Divisione Acqui sezioni di Milano e Novara con tutti i propri associati.
Invitiamo caldamente ad aderire .
Istituto Storico Resistenza "Piero Fornara" - NOVARA
Chi ha studiato il nazismo ed il fascismo avrà sicuramente sentito parlare di Cefalonia e del massacro dei soldati italiani, il primo tragico episodio ed il primo eroico sacrificio di coloro che iniziarono ad opporsi alla dittatura

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lunedì 11 maggio 2009

Una mail x il post n. 500

Questo è il post numero 500
Per festeggiarlo vorrei parlarvi di una email che ho ricevuto alcuni giorni fa. Ho naturalmente chiesto il permesso a chi me l'ha inviata di pubblicarla perchè era una mail personale, indirizzata solo a me. Ma era una mail bella e per me tanto commovente che ho pensato che fosse utile ed importante farla conoscere anche a chi mi legge sempre
"... Ho appena letto sul suo sito, in " Il cassetto dei ricordi", il bellissimo lavoro da lei svolto riguardante le vicende del suo caro papà.
Mi sono commosso nel leggerlo e sono sincero, un pò la invidio. La invidio perchè è riuscita, prima che sia troppo tardi, a ricostruire e salvare una parte della vita di sua padre così dolorosa ma così imporante e certamente da non dimenticare.
Quando mio padre,classe 1918, era ancora abbastanza in salute, avrebbe forse avuto la volontà di raccontare la sua storia, ma io, un pò per timore e un pò per immaturità , non gli chiesi mai nulla.
Iniziai veramente a desiderare di conoscere le sue vicende di guerra e di prigionia solo quando ormai era troppo tardi. Ora ho 44 anni, e ancora oggi mi porto dentro questo piccolo "rimorso"di non aver chiesto.
In base ai pochi dati in mio possesso, speravo di trovare in internet qualche collegamento riconducibile a mio padre, al suo campo di prigionia in Germania, ai suoi compagni di prigionia di cui ho qualche vecchia corrispondenza, ma niente...
Quel poco che mio papà mi raccontò spontaneamente molti anni fa, lo posso così riassumere:caporale di artiglieria, inviato a Rodi e a Creta. Attraversato lo stretto di Suez. Dopo l'8 settembre, fatto prigioniero e con un viaggio di 15 giorni sempre in piedi in un vagone merci passando per la Grecia, trasferito in Germania a Egeln Magdemburg, lavori forzati a Sals Werch. Ritornò a casa solo dopo la fine della guerra in cattive condizioni di salute. La madre, che lo credeva ormai morto, non lo riconobbe nemmeno.
Ora mi fermo.
Complimenti per il suo sito e La ringrazio dei riferimenti a testi e articoli in esso contenuti.
Grazie G. C. Aldeno - TN "
In un momento difficile, in cui si vogliono equiparare i repubblichini di Salò alle vittime del fascismo ed ai reduci dei campi di internamento militare nazisti, questa lettera è stata per me di grande valore per la testimonianza di chi mi ha inviato il suo racconto personale, i suoi pensieri e ricordi e la storia di suo padre, che come il mio subì la prigionia e l'orrore di quei due lunghi anni terribili
un Grazie molto sentito a G.C. per avermi mandato i suoi frammenti di memoria con la speranza che nella sua ricerca riesca a trovare ed a sapere qualcosa di più dell'esperienza di suo padre erica

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martedì 5 maggio 2009

Federalismo fiscale

Prima che iniziasse tutto quel gran polverone sulla crisi matrimoniale della signora Lario, che chiederà il divorzio dal celebre marito, la scorsa settimana era stata approvata al Senato la nuova legge sul federalismo fiscale, con 154 voti a favore, con l’astensione del Pd, il no dell'Udc ed e il voto favorevole dell’Idv.
La Lega ha gioito e festeggiato ma in effetti quali saranno i vantaggi per noi cittadini ?
Il federalismo fiscale è regolato dall’articolo 119 della Costituzione. Il federalismo varato in Italia è solo di tipo fiscale.

Nei progetti della Lega è un primo passo verso un federalismo anche istituzionale, con la trasformazione del Senato in un’«Assemblea delle regioni» come nei paesi federalisti. In tutti gli stati federali oggi esistenti nel mondo, ogni regione, o Stato o cantone, ha autonomia e capacità impositiva. Questo è fondamentale affinché ciascun territorio dia risposte alle esigenze che giungono dalla propria cittadinanza.
In Italia attualmente prevale l’idea che solo riallineando entrate e uscite è possibile responsabilizzare Regioni ed enti locali e si è già fatto molto in questa direzione in questi ultimi anni. Nel 1990 Regioni ed enti locali gestivano circa il 30% della spesa pubblica, ma solo l' 8% delle entrate tributarie totali. Da allora la quota della spesa è rimasta invariata, oscillando sempre tra il 30% e il 32%, ma la quota delle entrate tributarie si è quasi triplicata, superando la soglia del 20% nel 2000 e attestandosi poi negli anni più recenti intorno al 21-22%.
Questa riforma dovrebbe entrare in funzione non oltre il 2016. I tempi sono già contingentati: entro l’anno prossimo vi sarà il primo decreto attuativo, che conterrà una relazione tecnica con i costi della riforma.

Entro il 2011 saranno varati tutti i decreti attuativi che verranno sottoposti a una commissione parlamentare bicamerale. Ci sarà poi una fase provvisoria lunga cinque anni. A sovrintendere su tutto il processo ci sarà una Commissione paritetica che dovrà studiare i numeri e affiancare il governo nella scrittura dei decreti.


Quanto ci costerà tutto questo, alla fin fine?

Non si sa a quanto pare. Ed è proprio questo uno dei punti più controversi del progetto. Per i costi di transizione al nuovo assetto fiscale decentrato ci sono state cifre diverse, che vanno dai 70 ai 100 miliardi, spalmate nei cinque anni di transizione

Ma pagheremo meno tasse almeno?

Non si sa ancora se sarà così, soprattutto all’inizio. C’è una clausola di salvaguardia che esclude il fatto che, a regime, si possano pagare più tasse di quante se ne paghino ora.

Sulla carta, il federalismo fiscale ha il merito di garantire più trasparenza e più possibilità di controllo da parte dei cittadini, con minori sprechi.


Con questo nuovo federalismo le regioni del Sud non dovrebbero essere svantaggiate, però alcune di esse dovranno combattere maggiormente l'inefficienza. Con l'approvazione del Ddl, i livelli essenziali di prestazioni per sanità, assistenza e istruzione verranno calcolati secondo un fabbisogno o costo standard, superando il criterio attuale della spesa storica.

Ci sarà anche un fondo di perequazione che servirà per sostenere le Regioni con minor capacità fiscale per abitanti - cioé un fondo «di solidarietà» che sarà alimentato dalle regioni più ricche -ed uno anche per comuni e province.
Si dovrebbe inoltre passare dal costo storico al costo standard. Oggi i trasferimenti statali alle Regioni per finanziare le funzioni essenziali - sanità, istruzione e assistenza- avvengono sulla base della spesa storica, un meccanismo perverso che premia con maggiori risorse gli enti che spendono di più. Con il nuovo federalismo, per ogni servizio erogato dagli enti territoriali, si individuerà un costo standard, cui tutti dovranno uniformarsi.
Per finanziare l’erogazione dei servizi, le Regioni e le autonomie locali potranno contare sul fondo perequativo, sulla compartecipazione a tributi erariali e su tributi propri, superando il meccanismo dei trasferimenti. Le funzioni fondamentali delle Regioni sono l’assistenza e la sanità, alle quali si aggiunge la quota di spese amministrative dell’istruzione. Le «uscite» delle regioni potranno essere coperte con diversi strumenti: tributi propri derivati, istituiti con legge statale; addizionale regionale Irpef; compartecipazione all’Iva; quote di fondo perequativo...

Le spese essenziali dei Comuni - territorio e ambiente, istruzione con gli asili nido ed edilizia scolastica, viabilità, settore sociale...- verranno finanziate con le imposte immobiliari, un mix di compartecipazione a Iva e Irpef e fondo di perequazione. Per le altre ci saranno tributi propri e compartecipazione a tributi regionali.
Le città metropolitane sostituiranno le province solo dove sono previste le città metropolitane, cioè Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria e Roma capitale, che avrà nuove funzioni e un patrimonio proporzionale. Sul resto del territorio le province continueranno ad esistere.

Con il federalismo fiscale non aumenterà la sicurezza perché le Regioni non potranno introdurre forze di polizia locali.
Ogni Regione non avrà il suo programma scolastico perché, per quanto riguarda l’istruzione, le Regioni avranno autonomia solo sulle spese amministrative, e non sui contenuti.
Sarà definito su base nazionale un livello di servizio minimo per il trasporto pubblico locale, ma non è tra le funzioni essenziali.
Con questo nuovo federalismo fiscale, si dovrebbe combattere meglio l’evasione fiscale perché sono previsti premi per le Regioni e gli enti locali che abbiano ottenuto risultati positivi in termini di maggior gettito sul fronte del contrasto all’evasione e all’elusione fiscale. Sono anche previsti premi alle amministrazioni che incentivano l’occupazione e l’imprenditorialità femminile.
Per le Regioni a statuto speciale non dovrebbe cambiare praticamente nulla: resteranno in vigore e concorreranno agli obiettivi di perequazione e solidarietà, secondo criteri e modalità da definire.

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venerdì 1 maggio 2009

Telefono Arcobaleno denuncia la crescita di pedofilia in Internet

Il presidente e fondatore di Telefono Arcobaleno, Giovanni Arena, ha lanciato un allarme molto preoccupante, che raccolgo anch'io e pubblico nei miei blog, con la speranza che vengano letti e ripubblicati anche da molti altri blogger della rete online
«Il Sadism è un genere terribile, ancora poco diffuso ma in costante e preoccupante crescita. Cresce la domanda e cresce l’offerta e i bambini sono sempre più piccoli. Il mercato è in crescita ma il fenomeno non è inarrestabile».
In Italia continua ad aumentare la domanda di bambini-merce.
Secondo i dati allarmanti di Telefono Arcobaleno, l'Italia è al quinto posto nel mondo per utenza pedofila su Internet. La pedofilia online trova nuovi spazi e dal 2003 ad oggi è più che raddoppiata.
Telefono Arcobaleno chiede che alle enunciazioni dei diritti che vengono dai politici di ogni parte si accompagnino anche azioni concrete:
«Non si può parlare di speranza in un mondo che non si accorge che i suoi bambini sono usati come merce di scambio, è necessario approfondire la conoscenza di questo triste mercato di bambini, è necessario accorgersi che quel mercato dove è esposta l`infanzia come una merce non ha niente di virtuale ma che, al contrario, ha le proporzioni di un vero e proprio dramma dell'umanità».
Il rapporto presentato dall'organizzazione per la tutela dei diritti dei più piccoli è preoccupante.
Oltre 36.000 bambini sono stati scambiati in Internet 20 miliardi di volte per alimentare il turpe mercato della pedofilia on line.
Il 42% ha meno di 7 anni e il 77% meno di 9 anni.
«La pedofilia on line è un mercato che non conosce crisi e formalmente illegale ma di fatto libera, i clienti restano pressochi impuniti per la lentezza dei processi e le giovani vittime rimangono stritolate tra i meccanismi farraginosi di una giustizia che fatica a dare risposte», ha dichiarato Giovanni Arena.
Sul web i video con abusi sadici su minori si moltiplicano. Le vittime sono soprattutto bimbi di 4-5 anni. Vengono imbavagliati, legati e sottoposti a terribili torture.
«Da 13 anni ogni giorno l'attività di Telefono Arcobaleno è quella di aggiornare la mappatura della pedofilia sul web a beneficio delle forze di polizia dei cinque continenti», «da 13 anni segnaliamo situazioni drammatiche che coinvolgono bambini e che, sul web, viviamo spesso per primi» ha ricorda anche Giovanni Arena

Essere giovani significa per natura essere trasgressivi e ribelli ed essere attirati da tutto ciò che è proibito. Ma a volte la curiosità e il desiderio del vietato possono causare anche danni enormi, di tipo psicologico e comportamentale, in particolare, ai minori più deboli e fragili. Io personalmente ritengo che non solo la pedofilia sia un serio problema in Internet attualmente, ma anche la pubblicazione di immagini e di video nei blog o in You Tube e simili
Per scelta personale, nei miei blog, evito di usare linguaggi volgari, o eccessivamente polemici e violenti, ed argomenti solo per adulti e non inserisco immagini di nudi o video che possono provocare choc ai minori, che possono leggermi, perchè ritengo che hanno già un surplus quotidiano di volgarità e di violenza nel loro quotidiano, senza bisogno di trovarne altro anche nelle mie pagine on line!
e proprio per questo motivo e per questa mia scelta, evito sempre più di linkarmi con blog che abitualmente mettono immagini di nudi, femminili di solito, nei loro post o farciscono i loro post di parolacce ecc
Alla quantità di visite o di commenti, preferisco la qualità e la salvaguardia di una " innocenza" minorile, di cui nessuno si preoccupa più, ma di cui vedo troppo spesso i danni provocati a quei giovanissimi con cui passo tanto tempo a scuola, troppo liberi ed incontrollati quando entrano in Internet e navigano da soli nel vastissimo mondo del web, certamente tanto utile, ma anche tanto pericoloso per certe tentazioni proibite e devastanti sulle menti fragili ed impreparate di questi ragazzini, spesso molto ingenui e per nulla smaliziati sotto la loro scorza di finti bulli di periferia ...

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